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2015/12/11

UTERO IN AFFITTO È MATERNITÀ? quali implicazioni comporta alla madre ed al bambino?



Ogni singola donna ha il suo essere madre..un essere madre che si può manifestare dando alla luce un bambino, altre donne hanno il desiderio di non averlo.. altre donne invece sentono il forte desiderio di averlo ma per qualche impedimento non riescono.. ognuna è singolarmente donna, ognuna è singolarmente madre... esiste però un istinto, un concetto archetipo insito in ogni donna.
Gli archetipi sono numerosi, ma tra quelli che riguardano il femminile e che ci interessano particolarmente vi è quella che Jung ha definito immagine primordiale o archetipo della Grande Madre.


Le immagini simboliche che si rifanno alla figura della Grande Madre, sia nel suo aspetto negativo sia in quello positivo, sono veramente tante e comprendono dee e fate, demoni e ninfe, fantasmi e mostri.
L’uomo primitivo concepiva la divinità come una fusione paradossale di bene e male; solidarietà ed ostilità; insomma un’unità; mentre successivamente, la dea buona e la dea cattiva sarebbero state venerate per lo più come diverse l’una dall’altra.


Il desiderio di un figlio è presente prima che esista la possibilità fisiologica di crearne uno ed è presagito nel gioco e nella fantasia durante i primi anni dell’infanzia (Pines, 1977)


Nello stesso mito greco abbiamo molteplici raffigurazioni del concetto madre.. abbiamo la madre Demetra, la madre Medea. In realtà l'archetipo della Grande Madre porta in sé ambivalenze profonde: è colei che dona la vita ma che possiede in sé anche lati oscuri, quel simbolo notturno che è l'inconscio, la parte più segreta della psiche. La Madre è luminosa ma può, allo stesso tempo, divorare e usare il proprio amore come strumento di potere e di dominio. L'inconscio è anche associato al grembo materno, caldo e buio, ma dal quale è necessario uscire per vivere.
In questa ottica Medea e Demetra non sono altro che due facce della stessa medaglia, quanto mai sfaccettata e preziosa.

Ogni donna porta in se questo... e per traumi, dolori, esigenza di vivere secondo i ritmi e stili di questa società...si fanno scelte volontarie, involontarie.

Ogni situazione di disagio, o patologia del nostro corpo ha un significato...un corrispettivo che nasce nella mente..una mente che ha creato il suo universo..un'anima che ha deciso di reincarnasi in un  corpo ben preciso per fare determinate esperienze..concluderne altre..
Con questa ottica dovremmo osservare il nostro essere donna-madre.

Il non poter fisicamente portare in grembo un nostro figlio per molte donne che non mascherano il loro istinto archetipo, primordiale, può diventare un ulteriore trauma molto forte.. un sentirsi sterile, inutile.

 
Ed è vero..il nostro corpo è tecnicamente sterile.. ma questo antico istinto di essere madre, che racchiude un crogiolo caldo di esoteriche emozioni, equilibri..ha bisogno di essere sfamato,nutrito, realizzato..così sfruttando la scienza, la tecnologia siamo arrivati ad ogni tipo di inseminazione..sino all'utero in affitto.

La gravidanza innesca, da origine a questa "antica figura" racchiusa in ogni donna..portare un bimbo nel proprio grembo è maternità interiore..«un processo di sviluppo dell’identità femminile e un processo di elaborazione

di rappresentazioni mentali. È il luogo delle fantasie, delle emozioni, dei
desideri, dei sogni, è la residenza di legami, di affetti, di relazioni nuove,
è il contenitore di quel bambino fantasmatizzato interno che diventerà il bambino reale


Nello stato mentale della madre durante la gravidanza sono stati individuati differenti stadi con specifiche caratteristiche. Bibring (1961) individua nella donna due fasi: l’accettazione dell’embrione e successivamente del feto come parte integrante di sé e l’adattamento a partire dalla percezione dei movimenti fetali e il riconoscimento dell’esistenza di un bambino dentro di sé che diventerà un essere autonomo.
Pines (1982) ne individua quattro: 

a) la polarizzazione su di sé caratterizzata da uno stato di regressione e passività 
b) la percezione dei movimenti fetali e il riconoscimento del feto come entità a sé che suscita ansie di
perdita 

c) le ansie riguardanti l’integrità del bambino, il travaglio e il parto 
d) il periodo subito dopo il parto.

Tutti stati che rimangono incisi nel corpo mente anima di ogni donna...
La scelta di vivere il proprio corpo come macchina incubatrice non ci eviterà tutto questo.. non ci eviterà di tracciare chimicamente la nostra matrice di donna..e quindi il momento del distacco, il momento in cui il bambino verrà donato, sicuramente con amore, ad altre madri provocherà un forte trauma.. un trauma archetipo anche lui.. il distacco... e nel bambino rimarrà indelebile il trauma dell'abbandono...
Non possiamo ragionare a compartimenti stagni.. e quindi fare studi di quando legame e scambio emotivo, sensoriale, chimico ci sia tra la madre ed il feto.. e poi una volta nato e "donato" o "preso" per interesse egoistico si dimenticano questi concetti.


Trovo aberrante la frase di Veronesi nel suo libro...

Per una donna povera prestare il proprio utero a pagamento può essere l’occasione per migliorare sensibilmente il proprio tenore di vita, per aiutare i figli a pagare gli studi”.


Anna Schaub, psicoterapeuta specializzata nell’analisi e nel trattamento delle memorie prenatali e psico-genealogiche, dei traumi della nascita e della prima infanzia sostiene che sulla maternità surrogata (GPA) bisogna tornare a concentrarsi sul primo interessato: il bambino. Separarlo da colei che l’ha portato in grembo nove mesi e alla quale si è attaccato è una frattura traumatica dalle conseguenze bio-psico-sociali nefaste, per tutta la vita.

Le neuroscienze c’insegnano che l’amigdala situata nel cervello “affettivo” costituisce una sorta di “mappa della memoria emozionale” che registra gli impatti e gli ambienti affettivi sperimentati durante la gravidanza, e parimenti nelle circostanze perinatali. “L’amigdala non dimentica!” (Dr Guenguen).

Anche perché il fondamento di questa nascita, di questa maternità, e questa nuova famiglia sono costituite da tutta una serie di fratture:
I donatori esterni, l’apporto di materiale genetico estraneo ( carico di storia) non vengono ad unirsi secondo scelte naturali..ma “fabbricati” in provetta; la perdita e/o surgelamento dei “fratelli e sorelle” del futuro bambino, la gravidanza nel grembo di una donna estranea al bambino; la separazione/abbandono deliberata del bambino dalla madre naturale per trasferirlo ai genitori elettivi sono tutte  fratture che rendono inevitabilmente fragile il bambino .. la memoria affettiva del feto come detto.. non dimentica!

Inoltre mentre la madre surrogato può "volontariamente" non attaccarsi .. questo non può accadere al feto che quindi è costretto a vivere passivamente una situazione che gli porterà senza ombra di dubbio un danno esistenziale di separazione. Senza parlare dei possibili traumi a catena a livello sociale da adulto.

Mi faccio qui portavoce di quei bambini che non hanno alcuna voce per gridare questa grave pregiudizio inflitto in modo deliberato all’origine della loro vita, continua  la dottoressa Anna Schaub.

L’apparato psichico e intellettivo del bambino non è ancora dotato di ciò che in psicologia chiamiamo “permanenza del sé e dell’oggetto”. Così, l’allontanamento della madre naturale dalla quale si è lasciato impregnare per nove mesi, crea nel neonato uno stress simile a un’angoscia di morte. Il neonato non ha infatti ancora la maturità cognitiva sufficiente per spiegare in modo cosciente e razionale una situazione di allontanamento della “madre” che conosce da tanti mesi. In altre parole: “Mamma è me e io è mamma. Se non vedo più, non odo più, non sento più mamma vicino a me, perdo il senso della mia esistenza, vado in disperazione e rischio di morire!

E sebbene i canali relazionali,personali, culturali avranno il loro peso nella vita.. ricordiamoci che i primi, quelli biologici ne formano le basi.

Se il desiderio di nutrire questa parte antica di donna..l' Essere madre vuole essere realizzato..non dobbiamo guardarlo legandolo a processi standard..non chiediamo ad altre donne, sfruttando il loro bisogno di soldi..di dare origine ad un processo sacro come la gravidanza.. solo per poter avere un neonato fra le braccia..
Essere madre sleghiamo a quel punto dal concetto "inizio"..perchè dobbiamo guardarci dentro... in questa realtà, in questa vita non ci siamo dati questa opportunità.. ma possiamo comunque dare amore incondizionato... esistono tantissimi bambini abbandonati..che sognano una casa..una famiglia.
Vero.. gli iter burocratici sono lunghissimi..ma noiripuliti dal trauma, dal dolore che il non procreare può scaturire.. pensiamo che essere genitore a quel punto non ha tempo..perchè se ha tempo allora vuol dire che stiamo nutrendo solo l'ombra dell'esser madre.. il lato oscuro..colei che vuole plasmare e trattenere.

Si tratta quindi dell’atteggiamento tipico del Matriarcato che, con la sua funzione materna determinante, protegge, nutre, riscalda, contiene, ma in senso negativo, poiché rende la coscienza infantile, dipendente, inerte,
attraverso il rifiuto e la privazione.


Stiamo andando sempre più verso una società che si rende complice di fantasie umane che daranno vita in modo programmato a disturbi e patologie del legame, generatori di violenze psico-sociali e  personaggi come Umberto Veronesi, ex parlamentare e senatore a vita ne sono l'emblema...nel sito della fondazione a lui intitolata il Ricercatore dichiarò nel novembre 2011:
 “Se facciamo un discorso ampio, si possono moltiplicare gli esempi di “affitto”. Il minatore che scende in miniera per ricavare il carbone prezioso alla società, “affitta” le sue braccia che usano il martello pneumatico. Anche lo scienziato che offre il suo cervello a pagamento affitta un suo organo. È certamente una visione forse troppo razionalizzata, che probabilmente scandalizza e fa arrabbiare, ma il fatto di “affittarsi” fa parte della nostra società“.











Fonti:
http://www.fupress.net/index.php/rief/article/viewFile/11993/11386
http://verenaschmid.eu/articoli/i-canali-biologici-e-genetici-dell-attaccamento-madre-bambino
http://www.qelsi.it/2015/veronesi-sei-povera-valuta-la-maternita-surrogata/
http://verenaschmid.eu/articoli/i-canali-biologici-e-genetici-dell-attaccamento-madre-bambino
http://www.tiari.it/maternita.php



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