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2015/12/12

L'AMORE: FORMULA QUANTISTICA, UNIFICAZIONE.






.. come sempre i Greci avevano già delineato tutto.. ed anche sull'Amore ne avevano ampiamente discusso.
Loro distinguevano due tipi d'amore: Eros ed Agape.

Eros era l'amore che davi al tuo compagno, un amore che doveva essere per definizione ricambiato, altrimenti se il sentimento era univoco non poteva essere amore. Questo amore era poi strettamente connesso al rapporto sessuale, inteso da un punto di vista erotico,, era colui che sosteneva il rapporto.

Agape invece era l'amore "incondizionato" che gli dei davano all'uomo. Dio ti ha creato senza pretendere nulla in cambio... ma abbiamo visto che in realtà dietro ogni evento divino dio ha bisogno del suo creato.

La creatura, noi, abbiamo bisogno dell'immagine di un dio che ci ami... perchè in realtà noi abbiamo bisogno di essere amati.

La Fisica quantistica va nella direzione nella quale si pensa infatti che l'uomo è lo stesso creatore dell'Universo.
L'altro (dio) è la rappresentazione del nostro specchio. Noi abbiamo bisogno di comprendere che bisogna amarci e nell'istante in cui lo capiamo abbiamo bisogno di costruirci una realtà locale esterna a noi in cui gli esseri ci amano.. e chi meglio di dio?

Infondo non abbiamo bisogno di un dio ma di essere amati...

E così possiamo creare definizioni su misura.. ognuno di noi può chiedere alla propria coscienza cosa è l'amore..ma pur nella loro diversità in realtà tutte sono ideali per tutti.


Direte come mescolare fisica quantistica con un concetto così animico come l'amore...lo si può spiegare nello stesso modo in cui due persone come
Krishnamurti e Bohm uniti hanno scritto un libro sul tempo (
Dove il Tempo Finisce)
.. dove il razionale e l'animico,come rappresentazione del duale si uniscono..

vedrete.. quanto in realtà diventa ancora più sublime il concetto di amore..


Per la fisica quantistica l'amore è la sovrapposizione di due stati quantici.

Ogni cosa che si muove nell'Universo può essere descritta come un'onda.

Ognuna di queste onde è la rappresentazione di uno stato quantico.

Quando due stati quantici si sovrappongono nel tempo, nello spazio, nell'energia si da origine ad un nuovo stato quantico...ovvero la somma dei due che si sono potuti sovrapporre perchè sommati davano origine ad una soluzione matematica.

Pensiamo a quando ci innamoriamo.. le pupille si dilatano..
Quando abbiamo difronte a noi il soggetto dell'amore che può essere una persona, un animale, un albero.. anche un oggetto, si prova una sensazione profonda di voler essere lui.. colui che si sta guardando, entrare all'interno per comprenderne tutta la natura.. noi vorremmo essere lui.
In quel momento si stanno sovrapponendo gli stati quantici..Tu vorresti essere lui.. lui vorrebbe essere te.. riuniti in una cosa sola.

Infondo la definizione di Amore evoca quindi un'operazione matematica geometrica: L'UNIFICAZIONE.

Il suo contrario è la separazione...

L'Universo abbiamo visto ha inizio con una divisione in espansione, affinché ne prendessimo coscienza. Una volta presa coscienza capiremo che in realtà l'Universo, la coscienza in realtà è UNIFICAZIONE.. ritornare all'Uno:

Su questa base dobbiamo guardare noi stessi, gli altri, le relazioni e l'amore.


AMARE GLI ALTRI O NOI STESSI?

Si sente sempre dire.. BISOGNA AMARE GLI ALTRI, bisogna amare tutti.. è profondamente sbagliato.. o meglio sono sbagliate le premesse..
Non bisogna partire amando gli altri.. ma amando se stessi, perché solo così potremmo favorire la comprensione, il cammino di conoscenza degli altri.

Gli altri nella fisica quantistica non ci sono..esiste, olograficamente parlando, una sola creatura NOI, TUTTI INSIEME.

Amare se stessi vuol dire quindi amare tutti.
Invece amare partendo dagli altri vorrebbe dire imporre altra parte di te una tua volontà che non è corretta, perché l'altro deve fare il suo personale cammino di consapevolezza e noi non dobbiamo interferire.

Ciò che possiamo fare è lavorare su di noi.. questo è l'unico modo per amare gli altri.

Altro concetto da scardinare e rivedere è la famosa COMPASSIONE.
Essere compassionevoli porta a fare ciò che l'altro a nostro giudizio non è in grado di compiere.
Se non riesce l'altro soffre, ne consegue che per non vederlo soffrire  noi agiamo per lui..in realtà impedendogli di acquisire consapevolezza.
L'altro non va aiutato.. NOI DOBBIAMO AIUTARE NOI STESSI


EGOICO O CONSAPEVOLE?

Tutto può sembrare egoistico, in realtà dobbiamo fare una netta  distinzione altrimenti questo è il rischio.

L'egoismo è un atteggiamento duale, contrario all'amore, perché parte dal concetto IO SONO TU SEI.
Quindi io amo te, aiuto te perché tu soffri.. se soffri io soffro quindi ti aiuto..
In questo processo mentale in realtà chi andiamo ad amare è solo noi stessi non l'altro..

L'atteggiamento consapevole invece parte dal presupposto IO E TE SIAMO UNA COSA SOLA, io amo me stesso e non perché non mi importi di te.. ma proprio per l'assunto che io e te siamo lo stesso.



Il fine di tutto questo?

Proviamo ad osservare le nostre relazioni..come ci rapportiamo con i nostri specchi.. ed osserviamo cosa muove il nostro amore..se lo facciamo per gli altri o per noi stessi e se ne siamo quindi consapevoli.
Basta la consapevolezza.

La consapevolezza distingue l'EGOICO (il duale) da colui che ha coscienza di se e pensa quindi che tutto sia olograficamente una cosa sola.


Fonte:







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