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2015/11/17

ALTROCONSUMO: SDOGANA I PESTICIDI. DIFESA DEL CONSUMATORE O DEL SISTEMA?


http://www.agricolturabiodinamica.it/wp-content/uploads/2015/09/Altro-Consumo-numero-settembre-2015.pdf


Una rivista che si alza a vessillo come  "difensore" del cittadino ,puramente da un punto di vista legale.. dovrebbe di cuore evitare di intrufolarsi in settori che non le competono e di gridare titoli di stampa ingannevoli.. altrimenti si rischia di pensar male di lei, come una rivista del sistema che vuol far portare l'occhio dove conviene...

Le ultime due uscite di altro consumo riguardanti l'alimentazione sono da far accapponare la pelle.. e messe insieme iniziano a delineare bene i contorni di questo Sancho Panza del cittadino...

MESE DI SETTEMBRE

Parto sempre dal solito.. I TITOLI.. una rivista che denuncia multinazionali per etichette ingannevoli come può permettersi di scrivere titoli devianti??
Tre sono le realtà.. o meglio potremmo anche andare oltre ma osserviamo le tre basilari realtà degli alimenti che troviamo in commercio.

- alimenti da agricoltura non biologica (dove dai semi ibridi,ai mangimi OGM,ai pesticidi, coloranti, etc tutto è ammesso...naturalmente entro il famoso limiti di legge.. peccato però poi..)
- alimenti biologici ( dove non sono ammessi pesticidi di sintesi se non in casi particolari quelli naturali, e si punta alla biodiversità, comunque sotto maggior controllo)
- alimenti da agricoltura biodinamica (dove vi è un totale rispetto della terra, dell'uomo e dell'universo che nemmeno l'ombra di pesticidi di sintesi compare..)

Partendo dal presupposto più che ovvio che il biodinamico sarebbe la strada migliore ed auspicabile per vivere in equilibrio a livello non solo di alimentazione..il bio si colloca in una via di mezzo di tutto rispetto.
Vero, c'è bio e bio.. Vero, siamo riusciti a "sporcare" burocraticamente anche quello.. ma dire che mangiare biologico è lo stesso rispetto ad una alimentazione derivata dall'agricoltura "convenzionale" è veramente uno schiaffo alla nostra intelligenza, uno schiaffo alla nostra salute.. ed uno schiaffo ai contadini, agricoltori che si fanno il mazzo per portare avanti un tipo di coltura definita alternativa che dovrebbe essere quella ovvia e normale!!

Altroconsumo in pratica cattura l'attenzione enunciando dal suo destriero le sante parole
"NON CREDIAMO AL BIO".

In pratica dice che il Bio è uno specchietto per le allodole per far aprire solo di più i portafogli dove in realtà tra un alimento biologico ed uno no ,dice, non esiste alcuna differenza nutritiva.

Osserviamo come manipola la vera informazione...
Oltre al fatto che non è del tutto corretta dice..ALCUNA DIFFERENZA NUTRITIVA quindi bio e non bio sono uguali, quindi il bio è una truffa..
Sostiene quindi che anzi.. alcuni frutti non biologici sono risultati addirittura più nutritivi..
Questa logica Aristotelica ben si fonda su fondamenti non corretti... quindi la dimostrazione è nulla.
Non possiamo prendere come elemento di paragone fra due beni un solo punto di vista per definirli uguali..


IL DANNO MAGGIORE NEL MANGIARE NON BIO È L'ACCUMOLO DI PESTICIDI... ma a questo l'attento osservatore di Altroconsumo dedicherà solo poche righe finali..

L'articolo dice, certo non neghiamo che una mela bio non è una mela non bio...ma poi sterza subito ribadendo la frode degli apporti nutritivi.
Il dato che dovrebbe interessare maggiormente al cittadino è la presenza o meno dei pesticidi..dove i vantaggi del biologico sono innegabili: un residuo in 8 dei 51 campioni del test (ovvero il 15%) mentre quelli convenzionali presentavano residui in ben 36 dei 48 campioni analizzati (ovvero il 75%) di cui ben 30 casi (62%) con più contaminanti, e addirittura uno con ben 5 pesticidi.

In pratica Altroconsumo  oltre a non credere nel bio non crede alla gravità dei pesticidi sulla salute, non crede ai residui di pesticidi interferenti endocrini in Lattuga, pomodori, cetrioli, peperoni, fragole, vedi la denuncia di PAN Europe (Pesticide Action network), per non parlare delle mele...o meglio, basta che siano nei limiti di legge..
Frutta e verdura comprata al supermercato che viene da tutto il mondo..ma compresa l'Italia dove il cocktail pesticidi è innegabile per far catturare l'occhio del consumatore, allungare la vita d'esposizione..va bene.. è paragonata a quella coltivata senza ..
Ad altroconusmo in pratica le action portate avanti da Greenpeace e le sue denunce fatte nell'ultimo anno per la situazione meleti in europa non contano nulla..Organizzazione che si muove giustamente per l'aria che tira..
Un solo dato.. visto che servirebbero pagine a riguardo: Le analisi effettuate nei meleti hanno individuato 39 pesticidi diversi,ben 8 residui di pesticidi sono stati rilevati in un campione proveniente dalla Bulgaria,
 In un singolo campione di suolo raccolto in Italia sono state rilevate fino a tredici sostanze chimiche diverse, e dieci in un campione di acqua.
.. senza parlare di quelli "fuori legge" che sono stati comunque rilevati..mentre la santa Altroconusomo fa passare tutti al test salute...

Le sue raccomandazioni? non so se sfociano nel ridicolo, patetico o drammatico.....

"Se le preoccupazioni sono i pesticidi memorizzate la parola VELASCA..
V come variare
L come lavare
S come sbucciare
Ecco cosa serve. Se si varia frutta e verdura nella propria dieta, si è meno esposti agli stessi pesticidi e si evita l'effetto accumulo.[] L'acqua di cottura è meglio non usarla."
[pag. 19 Altroconsumo settembre 2015]


Così conclude l'articolo...


PERCHÈ NON SI DICE CHE MOLTI PESTICIDI IMPIEGATI OGGI NELL'AGRICOLTURA CONVENZIONALE SONO AD AZIONE SISTEMICA, OVVERO LE LORO MOLECOLE PENETRANO ALL'INTERNO DI FRUTTI ED ORTAGGI ATTRAVERSO LE FOGLIE E RADICI?

L'ACQUA DI COTTURA È MEGLIO NON USARLA...
Ditemi meglio per favore..quindi se faccio il brodo con le mie verdurine "convenzionali" in realtà non lo posso mangiare.. neanche i minestroni..o mele cotte e via dicendo giusto??

Il consiglio finale è la ciliegina..Se si variano...si evita l'accumulo!!
Quindi secondo loro basta variare per assicurarci un'assunzione bilanciata di pesticidi che rientrerebbe nei limiti e non ci farebbe male??

la letteratura scientifica a riguardo è veramente ampia, leggiamo per riassumere lo studio condotto nel 2013 pubblicato su Toxicology and Applied Pharmacology:

Le preoccupazioni per gli effetti dei pesticidi  sulla salute sono in rapida crescita assieme all'ampio uso che se ne fa nel mondo.
È stata raccolta un'enorme quantitaà di prove sul rapporto tra esposizione a pesticidi e tasso elevato di malattie croniche, quali diversi tumori, diabete, malattie neurodegenerative come Parkinson, l'Alzheimer, Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) difetti alla nascita e disordini riproduttivi.
C'è anche la prova dell'associazione dell'esposizione ai pesticidi con alcuni disturbi cronici come problemi respiratori (in particolare asma,broncopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO) malattie cardiovascolari, nefropatie croniche, malattie autoimmuni come il Lupus eritematoso sistemico, l'artrite reumatoide, sindrome da stanchezza cronica, invecchiamento precoce.
La caratteristica comune è l'omeostasi cellulare, che può essere indotta tramite l'azione primaria dei pesticidi..[ ]
In questa revisione sistemica, presentiamo la chiara ed evidenza dell'associazione ai pesticidi con l'incidenza di malattie croniche e presentiamo i danni genetici, le modificazioni epigenetiche, del sistema endocrino, le disfunzioni mitrocondriali, lo stress ossidativo, lo stress del reticolo endoplasmatico e la risposta UPR (proteine ripiegate in modo sbagliato), compromissione del sistema ubiquitina-proteosoma e difetti dell'autofagia come effetti meccanici di azione.


Perchè  Altroconsumo non parla dell'ultimo aereosol di dicloropopene autorizzato in Italia per carota, fragola, pomodoro, melanzana, zucchino, insalate, radicchio, barbabietola da seme, bietola rossa e fiori dal 1 giugno al 28 settembre 2015.? o del DIFENILE E230 usato come antimuffa? ne vengono rivestite le bucce degli agrumi e banane per limitarne l'insorgenza.I metodi sono vari:o diretto sul frutto o imbevendo le famose cartine semitrasparenti che ricoprono i singoli frutti,o le cassette che li contengono. Anche se è sempre buono lavare la scorza,questo non elimina totalmente il Difenile perchè è insolubile all'acqua,quindi anche il bicarbonato o amuchina risultano inutili,inoltre la sostanza è entrata ormai all'interno,nella polpa!!




Comunque non allarmatevi.. seguite il consiglio di Altroconsumo sulle fragole:
E' evidente che le fragole essendo un frutto molto delicato e deperibile presentano un profilo di rischio più alto per quanto riguarda i residui di pesticidi: questi in genere sono più numerosi e si rintracciano in maggior quantità. Il consiglio è di non eccedere nel consumo.

[pag. 18 Altroconsumo settembre 2015]


Al dilà del dicloropropene la frutta, in particolare quella di piccolo taglio è la categoria "più inquinata". Infatti, su 3.507 campioni di frutta, 81 (il 2,3 per cento) erano risultati irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge. Invece, i campioni di frutta regolari con uno o più di un residuo chimico risultano pari al 43,9 per cento. Quindi solo un frutto su due (il 53,8 per cento per la precisione) che arriva sulle tavole è privo di residui chimici…

Chiedo perchè non approffondire un discorso di biofumigazione invece di “sballarci” con il tossico?? vedi non solo l’inquisito dicloropropene.. ma anche l’utilizzo del Dymethil Disufide..leggete….


Trovo inutile comunque fare l'elenco..mi interessa solo far notare la poco correttezza informativa per non dire palesemente deviante dell'articolo di Altroconsumo sul bio.. destabilizzando ancora di più un consumatore in confusione..

Il problema maggiore dei pesticidi è l'accumulo... anche se mettono tabelle su tabelle dei limiti giornalieri consigliati.. dovete pensare ad una giornata tipo.. ad una settimana tipo.. ad un anno..pesticidi interferenti endocrini sono poi l'apice del danno.
Gli interferenti non li assumiamo solo nei pesticidi, ma assumendo bevande commerciali, nei prodotti cosmetici, negli antibiotici ed antidepressivi..

Ridurre il bio al semplice fatto che gli apporti nutritivi di un'arancia bio sono gli stessi di una derivata da agricoltura tradizionale lo trovo veramente un fatto da denuncia... oltre che non statisticamente coretto...



























Non possiamo continuare oltretutto a produrre alimenti senza prenderci cura del suolo, dell'acqua e della biodiversità...

Ribadisco nuovamente gli ultimi dati sui meleti.. Due terzi dei campioni di suolo e acqua prelevati nei meleti europei contengono residui di pesticidi e il settanta per cento dei pesticidi identificati hanno livelli di tossicità molto elevati per gli esseri umani e per l’ambiente. 

Anche se in Italia il biologico ed ancor meglio il biodinamico cresce (QUEST'ULTIMO PIÙ LENTAMENTE PURTROPPO) rimaniamo al primo posto in Europa per uso di fitofarmaci, con un consumo pari a 5.6 chili per ettaro ogni anno, con un uso in costante crescita di funghicidi, insetticidi ed inquinamento delle acque sotterranee.
Nell'ultimo Rapporto nazionale sui pesticidi nelle acque del 2014 da parte dell'Ispra sono state certificate be 175 sostanze chimiche diverse nelle acque del sottosuolo e superficie.. e tra le sostanze che più spesso ha superato la soglia di rischio c'è l'ormai tristemente noto GLIFOSATO.

La biodiversità su cui lavora il biologico ed il biodinamico è la base della nostra sopravvivenza.

Questo articolo di Altroconsumo altro non fa pensare, visti i toni denigratori, i titoli devianti.. ad uno strumento mediatico di chi è al potere per sdoganare la presenza di pesticidi in frutta e verdura...facendoceli vivere come una "componente" ovvia, e normale, anzi essenziale..quindi impariamo semplicemente a conviverci..impariamo ad accettare questa nuova finestra d'Overton.

Quando si parla di impatto di un alimento a livello salute nel corpo.. dobbiamo prendere in considerazione tutte le sfaccettature del diamante..ed il bioaccumolo, l'interazione delle sostanze chimiche usate per la sua produzione non può non essere considerato.


Concludo infine con l'ultimo strafalcione del Don Chichitte dei miei stivali...

Articolo su ottobre 2015...oggetto TEST SULL'OLIO GIUSTO..
GUARDA TE CASO  in un periodo in cui ormai i "segreti" su come viene fatto l'Olio d'Oliva vengono svelati al pubblico..

Nel suo utile test..ha messo a confronto 21 bottiglie di olio extravergine d'oliva acquistate nei supermercati.. e pensate un pochino.. nuovamente i parametri di giudizio non contemplano i pesticidi.
I parametri presi in considerazione sono giustamente acidità, conservazione..bla bla.. e unico contaminante preso in esame solventi alogenati.. risultato tutti i prodotti passano il test di purezza a pieni voti!!
Ma perchè non sono stati presi in considerazione tutti gli addittivi usati per stabilizzare l'olio extravergine?
In generale la quantità di olio italiano all'interno di una bottiglia ‘Made in Italy’ non supera mai il 5-10%,l’Italia infatti è uno dei maggiori importatori di olive e sansa per la produzione di olio!!

Invece di screditare il biologico.. mettendo a confronto i prezzi... e facendo evidenziare che il costo di olio biologico può raggiungere vette di 14,00 € come se fosse lui la truffa.. perchè non mettere il punto su quello venduto a 3,89€???

OLIO DEODORATO VENDUTO COME EXTRAVERGINE D’OLIVA MADE IN ITALY

Perchè non prendere in considerazione i residui di pesticidi impiegati in larghissima scala contro la mosca dell'olivo??
Una rivista simil Altroconsumo tedesca due anni fa ha fatto tabula rasa in tal senso.. causa tracce di permetrina (pesticida contro la mosca dell'olivo) si è salvata solo una bottiglia su 10!!!


QUINDI QUESTA È L'INFORMAZIONE CHE NOI CITTADINI MERITIAMO?.. o forse una più neutrale e veritiera?



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