VACCINAZIONE ESAVALENTE: MORTI DI PERTOSSE, IL FALSO TERRORE MANIPOLATO

 

Si avvicina la stagione.. ed il calo di vaccinazioni per l’immunità del gregge fa traballare alcune casse…perchè di questo si tratta.

Il tema delle vaccinazioni al centro della giornata mondiale del bambino
Per contribuire a contrastare questo fenomeno, spiega il presidente, la Società Italiana di Pediatria ha deciso di dedicare gli Stati Generali della Pediatria, che si terranno il 19 novembre in occasione della giornata mondiale del bambino e dell’adolescente, proprio al tema delle vaccinazioni, con iniziative di comunicazione rivolte agli studenti e finalizzate a promuovere un messaggio positivo sui vaccini tra le giovani generazioni

.. ed i media iniziano con il solito terrorismo citando nomi che pronunciano frasi da vero film del terrore incombe su di noi.. senza alcun dato, perchè i dati smaschererebbero la loro ipocrisia..

Così abbiamo le frasi d’impatto, di quelle che girano come tam tam..quelle che facilmente si leggono su faccia libro e su twitter…quelle che si insinuano nei dubbi, quelle che lavorano.. quelle che vengono messe in giro per creare il dubbio…

 

Vaccini, i pediatri lanciano l’allarme: tornano malattie debellate, già primi bimbi morti di pertosse  Il mattino
 
 
 

Calo vaccini, l’allarme:“Bimbi morti di pertosse”   Italiaora.net



Calo vaccini, già primi bambini morti di pertosse. La denuncia della Società Italiana di Pediatria. huffingtonpost.it

 

Dovrebbero vergognarsi ed essere denunciati per titoli così falsi ed ingannatori.. portatori di dubbio e paura nelle persone non informate!!
È molto probabile che la popolazione vaccinata – non la popolazione “non vaccinata” – è in gran parte responsabile della rinascita della pertosse… vediamo insieme perchè.

1) La pertosse non è una malattia debellata.. si definisce debellata quando per due anni di seguito non si presentano casi .. vedi la poliomielite.

La pertosse è una malattia diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi dove non è ancora praticata la vaccinazione. Nel mondo il batterio causa 20-40 milioni di casi di pertosse e circa 200.000-400.000 morti ogni anno, il 90% dei quali si verifica nei Paesi in via di sviluppo.

La malattia è caratterizzata da un’elevata mortalità: 2 decessi ogni 1000 casi, e riguardano quasi totalmente i bambini entro l’anno di età (la percentuale aumenta se la malattia è contratta nel primo mese di vita). La causa principale di morte è la polmonite.

In Italia l’introduzione sicuramente l’incidenza si è drasticamente ridotta ma i casi di morte susistono ancora anche se ridotti dello 0,4.

2) il vaccino della pertosse è facoltativo
Pur essendo illegalmente inserito all’interno del DTP ed esavalente.. il vaccino della pertosse rimane facoltativo.. uno potrebbe dire non lo faccio, quindi perchè fare questo terrorismo?? Se fosse stato ritenuto vitale perchè non renderlo obbligatorio?…

 3) la prima dose viene somministrata al 3° mese di vita, e casi ci sono che la contraggono anche dopo pochi giorni di vita.. inoltre ci sono tanti casi in cui il vaccino non viene somministrato, quindi ci saranno sempre portatori

4) la vaccinazione non rende immuni dalla malattia e dal suo diffondersi

A sostegno di questo vi riporto parti di articoli di autismovaccini.org

Nonostante l’uso esteso dei vaccini, in molti Paesi si prosegue ad assistere, da oltre un decennio, al ripresentarsi della malattia .
Le ragioni della ricomparsa della malattia non hanno nulla a che vedere con la popolazione non vaccinata, e sono molteplici [Rif. 1 ; Rif. 2 ; Rif. 3]:

  • cambiamenti nel genoma della Bordetella pertussis, che rendono meno efficaci ed inutili i vaccini
  • diminuita potenza dei vaccini contro la Bordetella
  • diminuzione della durata dell’immunità indotta dai vaccini
  • miglioramenti nel riconoscimento clinico della pertosse
  • generale disponibilità di migliori prove di laboratorio

Il 25 dicembre 2014 così scrive:

Da qualche mese la California sta combattendo la peggiore epidemia di pertosse in 70 anni. Quasi 10.000 casi sono stati segnalati finora in tutto lo Stato e nella contea di San Diego si registra il numero più alto di casi di pertosse. Dai dati emerge che la maggior parte delle persone [più dell’85%] che hanno contratto la malattia erano vaccinate.

L’aumento dei casi di pertosse risiede nell’uso indiscriminato dei vaccini acellulari, che sembravano avere meno difetti e causare meno reazioni avverse rispetto ai vaccini a cellule intere che li hanno preceduti, come fu già evidenziato nel 2010 dallo studio di uno specialista in malattie infettive, Dr. David Witt, avviato subito dopo che si era registrato un numero insolitamente elevato di casi di pertosse ammessi all’ospedale Kaiser Permanente San Rafael, durante la precedente epidemia del 2010.

Trenta anni fa, la pertosse era quasi scomparsa. Oggi, è tornata malgrado l’immunizzazione di massa. Tra i 6.420 casi pediatrici vaccinati [85%] registrati finora, solo 658 [10%] non avevano mai ricevuto dosi di vaccino antipertosse. Pertanto, la storia si ripete … e con risultati ancor peggiori rispetto al 2010.

La comunità scientifica concorda in merito al fatto che l’attuale vaccino acellulare utilizzato oggi contro la pertosse non offre garanzie. Tuttavia, il vecchio vaccino a cellule intere, utilizzato quasi 20 anni fa, aveva numerosi difetti [non esiste prova scientifica in grado di riconoscerne le capacità immunogene, la sua efficacia e la sua reattogenicità, nell’uomo – Progetto Pertosse] e fin dal suo primo impiego fu osservata una costante presenza di effetti collaterali locali e generali, lievi e gravi, alcuni dei quali anche di estrema gravità, a tal punto che molti Paesi abbandonarono questa opzione.

Il vaccino acellulare contro la pertosse è somministrato dal 1996 in combinazione con l’anatossina difterica e tetanica nei bambini [DTPa], negli adolescenti e negli adulti [Tdpa].

Negli USA dal 21 agosto 1992 a tutto il 2014 la Food and Drug Administration [FDA] ha approvato l’uso di:

tre vaccini combinati DTPa [Tripedia – riporta Autismo fra gli effetti collaterali – ; Infanrix ; Daptacel]

due vaccini combinati Tdpa per l’adolescente e l’adulto [Adacel ; Boostrix],

un vaccino antipertosse [Certiva], costituito solo dalla tossina della pertosse inattivata, ritirato dal mercato

un vaccino quadrivalente [Kinrix] in combinazione con il vaccino antipolio inattivato

un vaccino pentavalente [Pediarix] in combinazione con il vaccino antiepatite B e antipolio inattivato,

un vaccino pentavalente [Pentacel] in combinazione con il vaccino antipolio inattivato e contro Haemophilus influenzae di tipo b

A proposito di tutti questi vaccini e della loro intercambiabilità, il Red Book 2012 XXIX Edizione afferma che

I dati sulla sicurezza, immunogenicità o efficacia di diversi DTPa, quando sono somministrati alternativamente nel ciclo primario [prime 4 dosi nel bambino], non sono sufficienti. Tuttavia, quando non si sappia quale DTPa sia stato precedentemente somministrato o quando esso non sia disponibile, si può ricorrere ad uno qualunque dei vaccini DTPa disponibili per il ciclo di vaccinazione primaria.


Nel bel mezzo dell’epidemia del 2010, la California approvò un mandato di Legge per l’introduzione di una sesta dose di vaccino negli adolescenti. La Scienza dimostra che l’immunità alla malattia indotta dalla vaccinazione diminuisce nel tempo, e quindi l’aggiunta di un ulteriore di richiamo, chiamato Tdap, nelle intenzioni dei legislatori, avrebbe dovuto contribuire a contenere la diffusione della malattia. Tuttavia, secondo quanto riportato in quel periodo dal New York Times, i tassi di vaccinazione erano rimasti costanti mentre i casi di pertosse salirono ugualmente alle stelle.

E’ ormai evidente che, malgrado l’implementazione dei programmi vaccinali, permane il problema e prosegue a peggiorare nel tempo. Inoltre, come abbiamo visto in più di un’occasione,
 
l’aumento della pertosse non è correlabile al rifiuto dei genitori di vaccinare i loro bambini per paura di potenziali effetti collaterali.
Infatti, a parte la durata delle difese immunitarie, è ben noto alla Scienza medica che nemmeno le altissime coperture conferiscono un controllo prolungato della pertosse.
In altre parole: è molto probabile che la popolazione vaccinata – non la popolazione “non vaccinata” – è in gran parte responsabile della rinascita della pertosse.

Quando una persona entra in contatto per la prima volta con una malattia infettiva, il suo organismo risponde a ciò che vede e come lo vede. L’organismo forma una sua immunità naturale sulla base di quell’esperienza. Il sistema immunitario presuppone che la prossima volta che incontrerà la stessa malattia, e verrà nuovamente sollecitato, agirà nella stessa forma e posizione.

Tuttavia, quando l’immunità di una persona è indotta chimicamente con un vaccino, si creano percorsi differenti dall’immunità naturale, e questi percorsi differenti provocano un problema. L’organismo vede ancora “la causa della malattia”, ma la diversa immunità non funziona come dovrebbe.

Nel caso dell’immunità naturale alla pertosse, per esempio, ACT [tossina adenilato ciclasi] costituisce la base della risposta immunitaria e, di fronte alla risposta immunitaria, è fondamentale
per rimuovere i batteri su reinfezione.

I recenti articoli apparsi nelle ultime settimane rappresentano finalmente

la conferma di quanto si afferma, e quello che i funzionari della sanità pubblica e gli epidemiologi conoscono da tempo:

 i soggetti vaccinati contro la pertosse,pare siano portatori sani, diffondono i batteri e sono responsabili della maggior parte delle epidemie.

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