Cerca nel blog

2015/10/17

COME LO STRESS INFLUISCE SULLA MALATTIA E SISTEMA ENDOCRINO



Tempo fa mi sono imbattuta durante una discussione su un social, in questa affermazione...che mi ha fatto riflettere.


"Buongiorno STRESS ... Questo è il termine più usato negli ultimi anni. Oramai tutto è stress : per i medici non esistono più "patologie" , no ! Per loro tutti siamo stressati ( per me loro stanno al primo posto in classifica...) Quando gli chiedi spiegazioni del termine , iniziano a raccontarti un "romanzo" a ruota libera ... E l'hanno imparato a memoria ... Ma in concreto non dicono nulla ... Inoltre dicono : vi è lo stress "attivo" e il "passivo" ... Orbene, cosa vuol dir veramente il termine Stress? ... Chi sa darmi delucidazioni in merito ?"


Nonostante nel mio cammino mi sia sempre imbattuta in medici che non vedono l'ora di inscatolare i disequilibri del corpo in patologie e non il contrario, come afferma questo Signore....mi ritrovo invece perfettamente nel secondo punto: è vero! i medici occidentali spesso parlano, talvolta anche a vanvera (per il paradosso che dirò) ai pazienti di stress.. questo lo vedo come il secondo paradossio.. perchè lo stress prevede una visione olistica del corpo mente..ma se non si prepara il paziente a questo,dopo decenni di indottrinamento alla visione della malattia come un fattore esterno e quasi estraneo al corpo mente.. come possiamo pensare che possa capire? secondo se non per primo: come accettare l'aspetto dello stress come fattore scatenanate di patologie anche mortali.. e non accettare in toto la visione olistica? che ogni aspetto della nostra mente e corpo sono collegati? Come accettare settorialmente e per argomenti la cosa?

Vediamo di riuscire a spiegare in modo olistico  ma con terminologia e metodica di medicina occidentale il tutto.. in perfetta fusione, per capire quanto i fattori esterni (vedi concezione della salute e malattia per l'ayurveda) quanto la mente vadano ad influire sul benessere o malessere in questo caso del nostro corpo..attraverso reazioni chimiche osservabili secondo la medicina occidentale.

STRESS E MALATTIA

Il concetto di stress è stato definito per la prima volta da Selye come: "la risposta non specifica dell'organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso".
Come tale, esso può essere prodotto da una gamma estremamente ampia ai stimoli denominati stressors (agenti stressanti) che producono essenzialmente la medesima risposta biologica, quali l'esposizione al caldo, al freddo o a gradi estremi di umidità, gli sforzi muscolari o l'attività sessuale, lo shock anafilattico o le stimolazioni emozionali.

Il suo ragionamento suggerì che ogni organismo debba essere capace di adattarsi all’ambiente e alle condizioni sociali “stressanti” e, potenzialmente, a rischio di vita.





L'importanza di Selye in medicina e in biologia,però non è stata tanto quella di aver definito lo stress come una risposta dell'organismo a vari stimoli esogeni ed endogeni e di aver descritto in modo sistematico tale risposta, quanto quella di aver inserito lo stress in una teoria generale dello sviluppo della malattia che ha fatto progredire notevolmente la ricerca biomedica degli ultimi trent'anni.

Il fattore limite di questa capacità di adattamento, secondo Selye, era l’energia d’adattamento dell’organismo. Cioè, il corpo è capace di adattarsi agli stressor fino ad un certo punto. 


Stress prolungati possono diminuire o esaurire questa capacità e, quando ciò avviene,
il corpo è sottoposto a rischio di 
male-adattamento e malattia.



LO STRESS QUINDI DIVENTA UNA REAZIONE DI ADATTAMENTO DEL NOSTRO ORGANISMO AD EVENTI CHE POSSONO CAUSARE UN CAMBIAMENTO.

La reazione primitiva ad una situazione di pericolo
 è quella che in inglese viene definita il fight-or-flight, 
ossia letteralmente “combatti o fuggi”.


Gli stressors, o fattori stressanti, più comuni sono:

  • Biologici: batteri, virus, parassiti, muffe, funghi ecc.
  • Chimici: tossine, pesticidi, metalli pesanti, tabacco, stupefacenti ecc.
  • Ambientali: campi elettromagnetici, radiazioni, cambiamenti barometrici o di altitudine, allergeni, obblighi o richieste dell’ambiente sociale ecc.
  • Nutrizionali: intolleranze o allergia ad alimenti.
  • Fisici: trauma, interventi chirurgici, lesioni, insonnia, infezioni, fatica, gravidanza ecc.
  • Psicologici: rabbia, paura, ansietà, depressione, impegni lavorativi ecc.
  • Spirituali: perdita del senso della vita, malattie dell’anima.


Osservando solo fino a qui possiamo renderci conto di quanto in realtà anche la medicina occidentale debba fare i conti di partenza con la visione olistica...in particolare ayurvedica, dove i fattori esterni contribuiscono a portare disequilibrio al nostro corpo e mente. Sta a noi mantenere tutto in asse..

STRESS ACUTO E STRESS CRONICO

Due sono le situazioni di stress osservate:
  • laprima vede il nostro organismo fare fronte ad uno stress acuto, al quale facciamo fronte con una breve fase di resistenza per poi riuscire a tornare nel più breve tempo possibile alla normalità (omeostasi) 
  • la seconda vede invece il nostro corpo impegnato in uno lotta contro uno stress cronico, nel quale la fase di resistenza può durare da qualche ora a molti anni (per alcuni addirittura tutta la vita)
LE TRE FASI DELLO STRESS COME AGISCONO SUL CORPO-MENTE

Secondo il Dr. Hans Selye e chi lo seguì, la sindrome generale di adattamento si sviluppa attraverso tre fasi successive: 

  1. la fase di allarme, in cui si manifestano essenzialmente modificazioni di carattere biochimico-ormonale; 
  2. la fase di resistenza, nella quale l'organismo si organizza anatomo funzionalmente in senso stabilmente difensivo; 
  3. la fase di esaurimento, nella quale si verifica il crollo delle difese, e l'incapacità ad adattarsi ulteriormente agli stressor.

In ricerche successive effettuate da Selye stesso e da altri autori divenne evidente che la risposta umorale prodotta da vari stimoli era in realtà una attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene .


La prima fase: il campanello d’allarme (fase di allarme)
La reazione del nostro corpo allo stress è infatti prima di tutto funzionale: il corpo e la psiche si preparano a risolvere una situazione difficile. Far fronte agli stressor nel miglior modo possibile.
Il nostro corpo percepisce una novità, ma come tale la interpreta come possibile pericolo reagendo di conseguenza: in questo caso il protagonista è sicuramente l’ipotalamo,e quindi il nostro sistema simpatico.
Nel corpo scatta la situazione di allarme e l'asse ipotalamo. ipofisi-corticosurrene viene attivata.

L’amigdala agisce sull’ipotalamo che a sua volta agisce sull’ipofisi e insomma, quando c’è una minaccia di pericolo, il corpo produce degli ormoni che ci preparano per l’azione. Questi ormoni, come ad esempio l’adrenalina e il cortisolo, vengono rilasciati nel flusso sanguigno e fanno aumentare il tono muscolare per preparare il corpo all’azione fisica, aumentano la frequenza cardiaca in modo che il sangue scorra più rapidamente in tutto i tessuti, agiscono sul ritmo di respirazione per aumentare la quantità di ossigeno disponibile, e ci aiutano a concentrarci per poter pianificare e pensare velocemente ad un modo per tirarsi fuori dai guai.



La seconda fase: la resistenza o adattamento
Questo è il momento più importante, nel quale il nostro organismo si adegua alle nuove circostanza e cerca di resistere finché l’elemento stressante non scompare.

In questa fase di resistenza abbiamo la sovrapproduzione di cortisolo che causa un indebolimento delle difese immunitarie, arrivando fino alla loro soppressione: questo inizialmente non causa problemi, ma nel lungo periodo con uno stress cronico rende molto più probabile l’attecchimento di molte malattie virali, batteriche e si pensa anche autoimmuni come l’artrite reumatoide o la sclerosi multipla.

Quindi riassumendo in queste due fasi abbiamo le seguenti stimolazioni:

  • secrezione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina (aumento pari anche a 10 volte il normale)
  • produzione di antidolorifici naturali del corpo, le betaendorfine, che innalzando la soglia del dolore permettono di sopportare meglio traumi, sforzi e tensioni emotive
  • attraverso il sistema simpatico inibizione del funzionamento dell’apparato digerente e stimolazione di altri sistemi come quello vascolare, muscolare liscio e ghiandolare



La terza fase: l’esaurimento
Questa è la fase conclusiva dello stress che assicura al corpo il riposo necessario per rimettersi completamente; in genere comincia quando l’organismo percepisce il pericolo come finito o quando le energie cominciano a venir meno.

Quando la fase di resistenza termina, si possono presentare due casi:

  • le energie non sono esaurite del tutto e la persona avverte la fase di esaurimento come un torpore benefico rilassante, con una sensibile sensazione di debolezza e lassità (come dopo una competizione o un rapporto sessuale) 
  • la fase di resistenza è durata troppo e l’esaurimento è dovuto alla completa mancanza di energie, con periodi di recupero lunghi e debilitanti (anche depressivi) 

Si ha un calovorticoso di ormoni come adrenalina, noradrenalina e cortisolo (surrenici) e la rapida diminuzione delle riserve energetiche.

In sostanza ci troviamo davanti a un’azione depressiva contraria a quella da resistenza che tenderà a riportare il corpo nella condizione precedente allo stress e quindi in equilibrio (il sistema parasimpatico calmante prende il posto di quello simpatico).

Importante ricordare che molte volte quando il soggetto diventa stress-dipendente, arrivando a vivere fasi di resistenza prolungatissime, può sentire la necessità impellente di utilizzare sedativi, alcool, fumo e altri mezzi per passare artificialmente alla fase di esaurimento e permettere al proprio corpo di riposarsi.

La sindrome G.A.S. È dunque un meccanismo difensivo con cui l'organismo si sforza di superare le difficoltà per poi tornare, al più presto possibile, al suo normale equilibrio operativo (omeostasi).*1


Concetti moderni vedono lo stress come una minaccia rilevata all'omeostasi (McEwen e Stellar 1993; Goldstein e McEwen 2002), in cui la risposta ha un grado di specificità a seconda della particolare sfida per omeostasi e la percezione dell'organismo agli stressor e la sua  capacità di affrontarli (Goldstein 2001)


... e se lo stress continua?
Stress prolungati comportano effetti prevedibili sul corpo, e le conseguenze psicologiche e fisiologiche di uno stress acuto o cronico possono perdurare ben oltre la fine dell’evento stressante di per sé, come detto giorni, mesi, anni o tutta la vita..

Quando le situazioni di stress sono molto frequenti, o la causa dello stress non è temporanea ma continuativa, si rischia di avere conseguenze stabili per il nostro corpo quali aumento della pressione, aumento di zuccheri nel sangue, il corpo ha un declino del sistema immunitario (link  ),riduzione totale alla resistenza, indebolimento generale fisico e psicologico.

Il problema quindi non è lo stress in sé, ma lo stato di angoscia o ansia continuativa a cui ci portano le diverse situazioni che generano stress. Questo è quello che è stato definito distress da Hans Seyle, l’endocrinologo fondatore delle teorie di gestione dello stress negli anni ’70.


STRESS EUSTRESS DISTRESS

Lo stress infatti non è da vedersi sempre come qualcosa da cui rifuggire: al giorno d’oggi si tende a distinguere lo stress in positivo detto "eustress” da quello in negativo detto "distress".

Eustress
Lo stress positivo è rappresentato da tutti quegli stimoli fisici, fisiologici e psicologici, che tutto sommato rappresentano le piccole gioie e dolori della vita e che hanno come risultato quello di mantenerci "vivi", cioè in buona salute. L’eustress è una forma di energia
utilizzata per poter più agevolmente raggiungere un obiettivo e l’individuo ha bisogno di questi
stimoli ambientali che lo spingono ad adattarsi.

Distress


È solo quando siamo sottoposti a situazioni stressanti troppo intense o di eccessiva durata che si manifestano dei problemi fisici e psichici. In questo caso infatti i sistemi, sia fisiologici che psicologici, di cui ci ha dotato la natura per riportarci a una situazione di equilibrio non sono più sufficienti e a una situazione di esaurimento sarà indispensabile contrapporre riposo, tranquillità e recupero dell' energia.
Lo stress, angoscia (DISTRESS) e una varietà di malattie psichiatriche, in particolare i disturbi affettivi, sono sempre segnalati per essere associate a immunosoppressione. Il concetto che LO STRESS / DISTRESS psichico può predisporre alla malattia medica è vecchio di secoli, ma solo di recente ha attirato l'attenzione della comunità scientifica in generale. Collaborazioni interdisciplinari hanno ritenuto la psiconeuroimmunologia, o Neuroimmunomodulazione, come un nuovo campo di ricerca con l'obiettivo di rigorosa ricerca scientifica nella connessione mente-corpo sfuggente. Questo ha portato il rapido accumulo di informazioni che rientra tra le linee di confine della psichiatria, l'immunologia, neuroscienze e endocrinologia. Qui David Khansari, Anthony Murgo e Robert Fede rivedere gli effetti dello stress sul sistema endocrino e sistema nervoso centrale e le interazioni tra questi sistemi e la risposta immunitaria dopo l'esposizione allo stress segnali.


Questi solo alcune delle patologie causate dallo stress:






*1L’Omeostasi rappresenta la stabilità dei sistemi fisiologici che mantengono la vita.
L’Omeostasi controlla i “punti di regolazione[1]” del corpo: glucosio, ossigeno ematico, pH sanguigno.  Quando, però, l’organismo si trova esposto a eventi inaspettati e rigidi, come la caduta rapida della temperatura, o prolungate temperature severe, esso deve reagire e, perfino, predire questi eventi per adattarsi e sopravvivere.


Lo stress comporta quindi tensione muscolare e questa può bloccare lo stato di benessere. Il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorità: quando è attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell'attenzione, delle attività cognitive ecc., sono in stato di relativo blocco, in quanto tale stato è legato istintivamente all'esecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza, come la fuga, l'attacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido.
I ritmi della vita moderna inoltre impongono uno stato di distress cronico, e quindi onde cerebrali ad alta frequenza (beta), determinate contrazioni muscolari croniche (aumento del tono muscolare), associato a un eccessivo utilizzo dei sensi esterocettivi vista e udito che porta a una graduale diminuizione del controllo sul nostro corpo (dispercezione corporea). Tutto ciò è in grado di creare tensioni inconsce, ovvero permanenti, oltre che a livello psichico, a danno di articolazioni, muscoli, tendini, postura, movimento ecc.,

Finalmente si ha un ritorno ad ippocrate con la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)
In questa prospettiva il sistema immunitario può essere visto come un sistema biologico in grado di reagire e modificare la sua reattività non solo sulla base di meccanismi automatici interni geneticamente programmati, ma anche sulla base di stimoli esterni fisici, emozionali e psicosociali.


Come portare rimedio allo stress?

Sicuramente avendo un maggior controllo del nostro corpo e mente..osservandolo, imparandolo a conoscere, a capire come reagisce, quali informazioni ci comunica (malattie, patologie,sindromi..).
Una volta capita la stretta relazione tra la nostra psiche e mente cercare di non risolvere tutto attraverso il comodo percorso ovvero con l'assunzione di medicinali.
Già nel 1986, un sondaggio pubblicato nella rivista medica americana “Prevention” accertò che i sintomi da stress negativo erano frequenti nell’89% della popolazione americana adulta, con periodicità settimanale nel 59% dei casi; queste percentuali indubbiamente alte appaiono oggi come caute e inferiori alla realtà. Nel 1983, un articolo apparso sulla rivista “Time”, rivelò che i farmaci più venduti in America settentrionale, dopo l’Aspirina e i tranquillanti Valium e Librium, erano il Tagamet, contro l’ulcera gastrica e l’Inderal, contro l’ipertensione arteriosa.


L'ansia, gli attacchi di panico, la tachicardia..sino a fibromialgia,diabete, cancro,reumatismi.. hanno tutti una componente psichica legata allo stress CHE SI PUÒ RISOLVERE SENZA USO DI MEDICINALI, attivando il nostro sistema endocrino da soli, con yoga, meditazione, mantra e vita secondo il NOSTRO EQUILIBRIO e non quello imposto.

Imparare ad avere una vita più igienica, con rispetto di orari e ritmi, cercando un sano compromesso con la società moderna..rallentare i ritmi.. e dedicarci dei minuti al giorno di stacco totale con la meditazione.
La meditazione non è solo quella dei grandi guru..tutti noi possiamo fare meditazione, la più semplice insegnata.. è seduti gambe incrociate (in ginocchio) schiena dritta, braccia rilassate sulle ginocchia.. e respirare. Inspirare ed espirare visualizzando il nostro ombelico che sale e scende.
Pensare solo a quello, cercare di visualizzare solo quella, senza nessuna imposizione solo consapevolezza..se la mente fugge, farla ritornare..semplice, difficile.. quello che serve è solo fare.

Tanta letteratura scientifica è sul tema meditazione-stress-malattia

Altre letture correlate:

LA MENTE:COME CALMARLA E RAGGIUNGERE L’EQUILIBRIO
RESPIRAZIONE ALTERNATA CONTRO ATTACCHI DI PANICO ED ANSIA
GUARIRE CON I MANTRA:il suono,il canto la guida interiore
COME VINCERE LA PAURA CON LE PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO









Fonti:

https://explorable.com/general-adaptation-syndrome
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3056281/
http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.127.2875&rep=rep1&type=pdf
http://www.aboca.com/it/educazione/pillole-di-salute/stress-e-distress
http://www.giovannichetta.it/stress.html



2 commenti:

  1. Molto interessante ed educativo.Da sempre anche inconsapevolmente ho nutrito una spiccata propensione per una visione di questo tipo del concetto di salute e malattia incentrato sull'equilibrio/disequilibrio corpo/mente...sarebbe auspicabile un programma di istruzione su vasta scala a livello scolastico di questi temi che riguardano da vicino la salute pubblica.Grazie.

    RispondiElimina
  2. Mi piacerebbe seguirti più spesso visto le tante problematiche che ho contratto per lo stress come appunto la fibromialgia. Poter capire come mettere in atto l'omeostasi naturale a vantaggio di mente e corpo per poter far tornare il giusto equilibrio di cui tu parli.Infinite grazie

    RispondiElimina

Ogni commento è gradito...per confrontarsi,crescere insieme.Niente spam grazie.