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2015/10/21

PSICOMEDICINA, METAMEDICINA E NUOVA MEDICNA GERMANICA A CONFRONTO




























Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.
Ippocrate


Essere in grado, come paziente, di discernere ciò che ci ha fatto male vuol dire mettersi in posizione attiva e non passiva rispetto alla propria salute..quindi primo passo: osservarci e capire cosa ci ha creato il disagio...passo successivo: scegliere se fare a meno, quindi intraprendere la guarigione.

Purtroppo nella medicina occidentale si è perso totalmente questo approccio da parte dei dottori.. e quindi anche noi pazienti siamo ormai disabituati a porci tali domande.
Fondamentale È riappropriarsi del nostro corpo della nostra indipendenza sulla salute..perchè solo la conoscenza è la strada del benessere..

La psicosomatica apparentemente può sembrare che si avvicini al concetto mente e corpo in realtà vedremo come, proprio per la sua tessitura di medicina occidentale, sfrutta alcuni concetti senza crederci profondamente, quindi crea solo ulteriore conflitto nel paziente, disagio, cattiva valutazione della patologia e quindi della sua guarigione.

Mente e corpo: entità spesso considerate come separate che invece sono strettamente collegate e interdipendenti, la psiche rappresenta infatti una complessa funzione del nostro corpo inscindibile da esso. Insieme formano un unico sistema integrato, influenzato da fattori biologici, psicologici, sociali.

Questo quanto recita la medicina psicosomatica.. concetto quindi che unisce questi tre cammini presi in esame.

La prima grossolana distinzione si ha quasi da subito, nel senso che la psicosomatica intesa secondo la medicina occidentale prevede la distinzione fra patologie che rientrano ed altre no..
Alcune sono malattie psicosomatiche altre invece no.
Alcuni hanno inconsapevolmente "preferito" spostare sul corpo ciò che è difficile da affrontare.. altri invece..sono del tutto non responsabili del processo malattia.

Secondo la metamedicina e la nuova medicina germanica invece ogni manifestazione dolorosa dal tagliarsi continuamente, il male al ginocchio, per arrivare al tumore, passando per appendicite o gastrite partono tutte dalla componente mente.. e dalla componente trauma.
Non esistono malattie di serie A e serie B..
Vi è poi una distinzione fra metamedicina e nuova medicna germanica.. comunque sia questo è il primo punto di distinzione generale.
La psicosomatica sfrutta a suo comodo l'importanza della mente per giustificare solo quello che apparentemente non sa darsi spiegazione tramite esami clinici.. e classifica come vera malattia invece tutto ciò che è "apparentemente" dimostrabile.

La medicina tradizionale tratta i disturbi somatici e comportamentali come espressione di una “malattia” organica o mentale. Al contrario, la metamedicina vede la malattia, mentale e fisica, come espressione di un tipo più profondo di disagio.

Infatti una volta stabilito che l'acne è psicosomatica... mica ti mandano dal psicologo a risolvere.. ma dal dermatologo per accuirla!!

Oggi si stanno facendo passi sempre più avanti nel ritorno ad una visione un tantino più olistica della medicina.. con la fusione di psicologia,endocrinologia.. ma rimane a me sempre il grande dubbio..
Se un dottore che segue la medicina occidentale dicesse chiaramente che il tumore ha origine dalla mente e quindi psicosomatico.. quale inferno di lobby farmaceutiche si scatenerebbe contro?

La medicina occidentale è ormai sotto il controllo della chimica..della farmaceutica degli interessi, quindi il ritorno alla medicina di Ippocrate, se mai avverrà.. sarà molto lento, a mio avviso improbabile.
Sta quindi a noi scegliere la strada, quale visione vogliamo avere di noi, del nostro corpo,della nostra salute.
Se desideriamo vivere attivamente la nostra vita, consapevoli di come il corpo e la mente comunica con noi..dobbiamo allargare gli orizzonti..ed affacciarsi a nuove concezioni del senso di malattia..

Ogni evento esterno influenza la nostra vita...il nostro corpo-mente incamera, assimila,ricorda,trattiene,reagisce..e ci comunica.
Se non capiamo questo non capiamo l'essenza..
L'origine del tumore e l'origine della psoriasi sono le stesse: il trauma... e comunicare al corpo, da parte della mente con una manifestazione.. poi i percorsi sono diversi perchè ogni parte ha un significato nel linguaggio del corpo..e la reazione allo shock ha colpito un organo con conseguente sviluppo della specifica patologia.

Penso che la descrizione stretta dei tre percorsi possa parlare da sola senza aggiungere altro.

PSICOSOMATICA

La medicina psicosomatica (MP) esiste come disciplina da circa 50 anni ed ha come oggetto lo studio dei fattori emozionali e psichici come "possibile" causa o concausa di malattia somatiche.
Prende quindi in considerazione a livello teorico dell'unità fra mente e corpo, concetto antico che via via si sta più riaffermando. (menomale!!)
L'interazione tra mente (cervello) e modificazioni somatiche ( neuromuscolari, neurovegetative, neuroendocrine,immunitari) associate alle risposte emozionali.
Spesso,(ndr. secondo la medicina occidentale) i sintomi somatici e psicologici delle malattie somatiche coesistono ed è difficile stabilire il loro rapporto.

Non esistono "specialisti" di medicina psicosomatica ma ogni medico può seguire questo orientamento ed atteggiamento all'interno della sua specialità.

Questo il secondo grande limite a mio avviso.. che peggiora oltretutto la posizione del paziente.. che si sente osservato e giudicato come malato psicosomatico rispetto a quello "non".. dallo "specialista".
Perchè questa è la verità, lo specialista guarda e tratta con più superficialità quelle che lui definisce malattie psicosomatiche. Altre volte invece/o anche a questo, abbiamo  il trattare la malattia,  inquadrata psicosomatica,  come semplice caso clinico .. vedi i casi di morbo di Crohn definita psicosomatica... alla cui diagnosi non viene mica prescritto ciclo di psicoterapia..!!! vedi lo stesso per sindrome da colon irritabile.
Lo specialista a sua discrezione può dirvi che si tratta di malattia psicosomatica oppure no..a seconda di quanto ne sa.. e poi alla fine.. oltre a dirvi siete stressati o ansiosi ..non vi indica nessuna strada. Solo  medicine all'occorrenza per l'attacco acuto.
Idem per la psoriasi..o diabete...


Secondo la medicina psicosomatica:
Ciò che può accadere dunque è che inconsapevolmente si “preferisca” spostare, trasferire sul corpo o su una parte di esso ciò che è difficile affrontare direttamente, e che dunque si trasforma in qualcosa che si può affrontare dall’esterno, con una cura, un farmaco, intervento medico, evitando così i vissuti emotivi scomodi che possono essere alla base della manifestazione somatica.

Il “sintomo” che la mente crea può avere una funzione protettiva, essere un compromesso che permette di instaurare un equilibrio considerato accettabile, che ha dunque un costo apparentemente basso. Questo è uno dei meccanismi alla base di alcuni Disturbi di somatizzazione, i quali sono più frequenti di quanto non si pensi.

Molti aspetti di questa medicina hanno un senso logico molto importante e forte....peccato poi che venga rovinato dal controllo della chimica e farmacia.
Anche per la MP le patologie psicosomatiche hanno una genesi multifattoriale (fattori costituzionali, sociali, culturali, evolutivi, ambientali etc.) e insorgono spesso in concomitanza con fattori di stress psicosociale, con grandi cambiamenti nella vita del soggetto, più spesso eventi negativi, legati a un conflitto con un’importante persona di riferimento o a una perdita, rispetto ai quali il soggetto stesso inconsapevolmente si autocensura. Può conseguirne dunque, in personalità particolari (qui la forma di razzismo..del paziente.. in realtà tutti noi reagiamo ad uno stimolo negativo in qualche modo.. anche con il semplice prurito o allergia..), un’espressione del conflitto o del dolore psichico a livello corporeo anziché verbale.

Disturbi di somatizzazione e correlazioni con gli organi

I disturbi di somatizzazione possono comportare la compromissione di più apparati; possono presentarsi, quindi:

disturbi dell’apparato gastrointestinale: quali nausea, meteorismo, vomito, diarrea, colite, ulcera, gastrite, intolleranza a cibi diversi;
disturbi dell’apparato cardiocircolatorio: quali aritmia, ipertensione, tachicardia;
disturbi dell’apparato urogenitale: quali dolori e/o irregolarità mestruali, disfunzioni dell’erezione e/o dell’eiaculazione, anorgasmia, enuresi;
disturbi dell’apparato muscolare: quali cefalea, crampi, torcicollo, mialgia, artrite;
disturbi della pelle:quali acne, psoriasi, dermatite, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose, sudorazione eccessiva;
disturbi pseudo-neurologici: quali sintomi da conversione come alterazioni della coordinazione e/o dell’equilibrio, paralisi o ipostenie localizzate, difficoltà a deglutire, afonia, cecità, sordità, diplopia, amnesie;
disturbi del comportamento alimentare: quali anoressia, bulimia, binge eating.

Affinché si possa parlare di disturbo di somatizzazione, deve essere presente una storia di molteplici lamentele fisiche, cominciata prima dei 30 anni, che portano ad una continua ed estenuante ricerca di trattamento, e talvolta anche di continui interventi chirurgici, ad un punto tale da poter causare significative menomazioni nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre importanti aree della vita della persona

Disturbi di somatizzazione e sintomatologia

Devono inoltre essere soddisfatti i seguenti criteri:

quattro sintomi dolorosi: una storia di dolore riferita ad almeno quattro localizzazioni o funzioni (ad esempio, dolore alla testa, all’addome, dolori mestruali, dolori nel rapporto sessuale o durante la minzione);
due sintomi gastrointestinali: una storia di almeno due sintomi gastrointestinali in aggiunta al dolore;
un sintomo sessuale: una storia di almeno un sintomo sessuale o riproduttivo in aggiunta al dolore;
un sintomo pseudo-neurologico: una storia di almeno un sintomo o deficit che fa pensare ad una condizione neurologica non limitata al dolore.
Nel caso in cui ci fosse una condizione medica generale collegata ai sintomi, le lamentele fisiche o la menomazione sociale e lavorativa conseguente sono sproporzionate rispetto a quanto potremmo aspettarci dalla storia, dall’esame fisico o dai reperti di laboratorio. I sintomi però non sono prodotti in maniera intenzionale né sono simulati.

Disturbi psicosomatici e manifestazioni sintomatiche

Disturbo somatoforme indifferenziato

Caratterizzato da una o più lamentele fisiche( per esempio, stanchezza, perdita di appetito, problemi gastrointestinali o urinari), la cui durata è di almeno 6 mesi;

Disturbo di conversione

Caratterizzato da uno o più sintomi o deficit riguardanti funzioni motorie volontarie o sensitive, che suggeriscono una condizione medica generale; si ritiene che qualche fattore psicologico sia associato col sintomo o col deficit, in quanto l’esordio o l’esacerbazione del sintomo o del deficit è preceduto da qualche conflitto o da un altro tipo di fattore stressante.

E’possibile codificare il disturbo in base al tipo di sintomo o deficit presenti; per cui si distinguono:

Disturbo di conversione con sintomi o deficit motori,
Disturbo di conversione con attacchi epilettiformi o convulsioni,
Disturbo di conversione con sintomi o deficit sensitivi
Disturbo di conversione con sintomatologia mista, in cui, sono presenti sintomi di più categorie.

Dal punto di vista psicoanalitico, il “Disturbo di conversione“(che viene considerato la più drammatica delle condizioni somatoformi) viene spiegato come rappresentazione simbolica di un conflitto inconscio; ad esempio, un conflitto relativo al vedere qualcosa potrebbe essere espresso attraverso la cecità, o ancora, un impulso sessuale o aggressivo proibito potrebbe essere espresso attraverso una paralisi fisica.

Tuttavia, i pazienti con sintomi di conversione mostrano una certa indifferenza verso i loro sintomi, una certa noncuranza emotiva rispetto alla gravità di condizioni disabilitanti, quali, appunto, la paralisi o la cecità. Non è chiaro però, se tale”indifferenza” sia dovuta all’incapacità di esprimere con parole le proprie esperienze affettive o ad una dissociazione post-traumatica di affetti che potrebbero essere espressi ma sono sentiti come troppo dolorosi per poterli integrare nell’esperienza complessiva della propria vita mentale.

Disturbo algico

Il disturbo algico è caratterizzato da un intenso dolore localizzato in una o più zone del corpo, il quale causa disagio e menomazione significativi nella vita della persona, compromettendone il funzionamento globale quotidiano. Si può riscontrare un utilizzo importante di farmaci, in particolare antidolorifici e tranquillanti. Si ritiene che qualche fattore psicologico giochi un ruolo importante nell’esordio, gravità, esacerbazione, o mantenimento del dolore, il quale non deve essere prodotto intenzionalmente o simulato. A seconda della durata si può diagnosticare il disturbo algico:

acuto: durata inferiore ai sei mesi;
cronico: durata superiore ai sei mesi.
Esso, inoltre, può essere di tipo:
associato con fattori psicologici;
con fattori psicologici e condizione medica, nel caso in cui si valuta che anch’essa abbia avuto un ruolo nell’esordio o mantenimento del dolore.
Il dolore può essere connesso ad una situazione stressante o conflittuale contingente, o può permettere alla persona di evitare attività sgradite e/o di attirare su di sé l’attenzione.

La MP prende poi in consideraizone l'Ipocondria (Caratterizzata dalla preoccupazione di avere, o di poter avere, una malattia grave, basata sull’erronea ed indebita interpretazione dei sintomi somatici da parte del soggetto. Si tratta infatti di un sintomo, non di una malattia ) Disturbo da dimorfismo corporeo (Caratterizzato dalla presenza di preoccupazione per un supposto difetto fisico: se è presente una piccola anomalia, l’importanza che la persona le dà è eccessiva) e Pseudociesi o gravidanza isterica (Caratterizzato dalla falsa convinzione di essere incinta, associata a segni obiettivi di gravidanza, quali rigonfiamento addominale, flusso mestruale ridotto o amenorrea, sensazione soggettiva del movimento fetale, nausea, tensione e secrezione mammaria, doglie)

Una volta avuto questo quadro.. pensate a quanti di voi è stata definita la patologia elencata come psicosomatica, pensate poi alla soluzione suggerita.. e a quale processo di guarigione vi hanno introdotto. Un percorso sicuramente dettato da farmaci, pomate.. o con "cerca di essere meno ansioso"...Dopo che leggerete la metamedicina e la Nuova medicina Germanica..provate a riguardare questo stesso disturbo..ed a riquadrarvelo.. a scoprirne l'origine.. vi si aprirà un mondo.. il mondo della VERA GUARIGIONE, se possibile.
Se possibile perchè talvolta si è andati troppo oltre.. troppo abbiamo titubato prima di porre rimedio... e troppo profondo lo squilibrio. Comunque sia..  la conocenza, la consapevolezza di voi stessi è già guarigione.


METAMEDICINA

Cos'è la Metamedicina®?

La Metamedicina è nata nel 1987. La radice del termine «meta» in greco significa «andare al di là» e in lingua pali (lingua parlata in India all'epoca di Gesù) la parola «meta» significava «amore» o «compassione», poi abbiamo il sostantivo medicina che significa " l'insieme dei mezzi utilizzati per prevenire, guarire, alleviare le malattie"
Questi due significati esprimono bene cosa sia la Metamedicina, ovvero una medicina di compassione e di risveglio della coscienza.

La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore, come spiega Claudia Ranville, o della scomparsa dei sintomi, si concentra infatti sul fattore responsabile dei disturbi.

La Metamedicina ha come obiettivo principale quello di guidare le persone verso il risveglio della coscienza. È prendendo coscienza delle cause dei nostri malesseri e delle nostre malattie che prendiamo gradualmente coscienza che nulla è per caso, che ogni evento che abbiamo incontrato o che incontriamo nella nostra vita è il frutto dei nostri pensieri, delle nostre parole o delle azioni che facciamo e che ogni evento ha qualcosa da insegnarci sulla via della nostra evoluzione.

Il dolore, il malessere sono segnali, spie luminose, o primi vaggiti..la prima comunicazione del nostro corpo che ci dice.. è in atto un disequilibrio..è opportuno porre rimedio!
Ignorando questo allarme, cosa che accade spesso nella vita frenetica di oggi, rischiamo di trovarci nel bel mezzo della guerra..sparando a caso, senza capire l'origine e senza capire che l'unico "nemico" è il trauma che abbiamo incamerato in noi stessi.

Quando impariamo a porci le domande giuste, a trovare le nostre risposte e le nostre soluzioni, smettiamo di mettere la nostra salute e la nostra felicità nelle mani degli altri. Scopriamo allora il potere di autoguarigione che è in noi aumentando le nostre capacità di discernimento e di fiducia in noi stessi. Ciò non esclude il consulto medico, ma favorisce maggiore discernimento rispetto alla diagnosi e alle soluzioni.

Questa è la distinzione principale dalla psicosomatica e medicina occidentale..ritenerci responsabili, ma senza sensi di colpa.
Il processo mente-corpo è naturale ed avviene in tutti, ad ogni età, condizione sociale..
Imparare ad ascoltarci, a capire quanto la nostra mente sia importante e determinante, potremmo vivere in maggior salute e non farci dominare da lei.. ma usarla a nostro fine.

Quando ci assumiamo la responsabilità della nostra salute, della nostra felicità e della nostra vita, smettiamo di rendere gli altri responsabili di ciò che viviamo. Scopriamo allora il nostro potere di trasformare delle situazioni di sofferenza in situazioni favorevoli e felici. Ci riconciliamo quindi con il passato, ci liberiamo dal risentimento e ritroviamo l'armonia.
Non pensate per forza a grandi traumi..tutto è grande trauma se il corpo non ha avuto modo di reagire espellendo la reazione.

Tratto dal libro di Claudia Ranville

Il Cervello ed il suo ruolo nelle manifestazioni di equilibrio e squilibrio

Possiamo paragonare il "cervello" umano come un computer che riceve continuamente informazioni, le elabora, le archivia, le comunica ad altri centri ed invia ordini adeguati.
Il primo nostro cervello, seguendo l'evoluzione, è chiamato "cervello rettiliano" i cui resti corrispondo oggi a quella zona chiamata tronco cerebrale, che comprende il bulbo rachiodeo e il mesencefalo.
Il cervello rettiliano governa soprattutto gli istinti ed i riflessi innati.
Con l'evoluzione arriva il cosidetto "cervello mammifero" corrispondente alla zona limbica.
Ancora più avanti nel tempo il tutto si affina maggiormente ed arriviamo ad un encefalo costituito da due emisferi cerebrali, o neocorteccia, che fa dell'essere umano la "specie animale" più evoluta sulla terra.

La neocorteccia abbiamo visto che viene divisa in due emisferi destro e sinistro.
Emisfero sinistro, come sappiamo governa le funzioni razionali, quello destro provvede a gestire le informazioni affettive ed emozionali.
Lo scambio d'informazioni fra questi due emisferi determinerà l'azione , ciò che farò, come reagirò difronte agli eventi quotidiani.

Importante è ora osservare il cervello limbico..è il perno di tutto.. in quanto punto di transizione tra la neocorteccia e l'ipotalamo.

Il cervello limbico interviene in ogni fase dell'elaborazione dati:

Entra l'informazione: lui filtra quanto deve essere inoltrato alla materia grigia (richiede azione immediata)
Nel momento dell'azione: lui fornisce le motivazioni per l'azione poi messa in atto dall'ipotalamo, che userà il sistema neurovegetativo ed il sistema endocrino per agire sugli organi.
Nel momento dell'archiviazione: lui si occupa dell'archiviazione nella "memoria emozionale" la conclusione a cui è giunta la materia grigia e l'azione decisa. La conclusione sarà gradevole, quindi ripetibile, o sgradevole, non ripetibile.

Teniamo bene a mente questo ultimo processo..perchè è sulla base di questo processo che avvengono reazioni a stimoli magari di eventi traumatici passati, apparentemente superati ma che la mente ha memorizzato nella memoria emozionale.. dove ha incamerato odori, colori.tutto.. e basta quindi anche un riscontro con un solo di quei particolari per avviare l'associazione rifiuto.

Mi spiego con un esempio  di un caso clinico di Claudia Ranville..

Ragazza soffre di obesità dall'infanzia.
Anni 13.
Il padre la definiva bella e la prendeva un po' giro per il seno
La mamma una sera lascia la bambina sola con il padre.
Il padre ubriaco violenta la bambina.
Il padre minaccia la bambina di non parlare altrimenti dirà che l'ha provocato.

Emisfero destro: Carola si sente abbandonata
Emisfero sinistro: La mamma mi ha lasciato sola con papà. Non ho nessuno su cui contare.
Emisfero destro: Carola si sente colpevole
Emisfero sinistro: E' colpa mia sono stata io a provocarlo
Emisfero destro. Carola si vergogna
Emisfero sinistro: Adesso non sono più vergine
Emisfero destro:Carola ne prova disgusto si sente sporcata.

Conclusione: questa esperienza è sgradevole, quindi da evitare.
"Bella"= provochi l'altro e lui ti violenta. Questo è quanto verrà memorizzato.
Per evitare di rivivere contemporaneamente il senso di colpa di essere stata provocante e la violenza da parte di colui che crede aver provocato, il cervello limbico della ragazza eviterà  di non doversi sentir più dire "Bella" e si fonderà sui dati, in memoria,che corrispondono al concetto di "non bella".
A questo punto avendo associato l'eccesso ponderale alla bruttezza il cervello limbico per proteggere Carola ordinerà all'ipotalamo una ritenzione idrica e grasso...

Questo solo un esempio.

Con la metamedicina si ha una visione della malattia attraverso l'introspezione.
Capire cosa ci sta comunicando il corpo in risposta ad un evento, come risposta al senso di colpa, alla paura, al disagio di vivere..

La metamedicina sottolinea il concetto che ogni nostro organo ha una sua funzione nel processo di sopravvivenza, quindi la conoscenza di questo ovvero la simbologia del corpo, ci permette di decodificare meglio il linguaggio dello squilibrio. Alcuni esempi:

LE OSSA: rappresentano i sistemi organizzativi in cui viviamo, quindi l'autorità, il sostegno materiale, affettivo sociale; riguardano anche la nostra struttura in base di principi, pensieri e convinzioni.

L'APPARATO RESPIRATORIO rappresenta lo scambio fra l'ambiente esterno ed interno

IL SISTEMA LINFATICO: le nostre difese.

...e così via, ogni settore poi ha il suo specifico, quindi naso, dita,bocca, tiroide,glutei,stomaco,pelle del viso piuttosto che pelle delle gambe..

Con la metamedicina abbiamo uno strumento valido per arrivare alla conoscenza di noi stessi..le strade della guarigione a questo punto si diramano e sono tante..poco importa, ciò che conta è riuscire ad elevare la coscienza per non subire le "manifestazioni sgradevoli" (disagio,malessere, malattie).
Tenere quindi le redini della propria vita, ad essere felici ed in salute.


NUOVA MEDICINA GERMANICA
La NMG è una nuova branca della medicina, non ancora riconosciuta ufficialmente per i soliti motivi che non sto qui a spiegare, ma che sono facilmente intuibili, che definisce i processi biologici definiti a torto “malattie” di tutti gli organismi viventi. Traccia tutto il percorso della “malattia”, che la NMG dimostra essere un processo di guarigione, quindi non viene più vista come evento negativo ed ingiusto poiché costituisce nient’altro che l’opposto, cioè un processo di risposta alle problematiche biologiche e successivo ripristino della normalità definito SBS (Speciale programma Biologico Sensato) il quale scaturisce sempre da un evento traumatico definito DHS (Sindrome di Dirk Hamer).
Parlarne in poche righe di questa medicina è veramente riduttivo, per ora vi indico alcuni punti essenziali per far capire quanto c'è oltre a quella che definiamo malattia.. e che non esiste solo la medicina occidentale come strada per la guarigione...anzi..più si ritorna ad una visione olistica mente corpo, più ci avvicineremo allo stato di salute.
Vi consiglio la lettura di questo articolo per capire ancora di più a riguardo:

La Nuova Medicina Germanica spiegata alla mamma e agli amici. di Marcello Salas

Estratto dall'articolo di Salas:

Hammer nel processo di guarigione definisce e distingue 5 leggi
PRIMA LEGGE: Il trauma è il punto di partenza.
SECONDA LEGGE: la doppia fase del Sensato Programma Biologico.
TERZA LEGGE: Sviluppo biologico delle malattie oncologiche ed equivalenti.
QUARTA LEGGE: I microbi vengono appositamente inviati dal cervello a riparare (non sono loro i colpevoli).
QUINTA LEGGE: Capire la funzione della “malattia”.

Sottolineo la prima legge...
PRIMA LEGGE: Il trauma è il punto di partenza.
E’ normale che la nostra mente interviene sul nostro corpo in ogni circostanza ed in maniera più inconscia che conscia. Questo intervento sul corpo è il frutto dell’evoluzione e garantisce la sopravvivenza e quindi si tratta di una modalità di comportamento automatica, registrata in ogni cellula del nostro organismo.
Partendo dal fatto che mente-corpo-cervello lavorano in maniera indissociabile dobbiamo tenere presente che:
      La nostra mente non fa distinzione tra reale e simbolico, tra realtà e immaginazione e questo è di estrema importanza per comprendere come attivare/disattivare determinati processi psico-biologici a nostra discrezione.
     La programmazione dell’organismo è finalizzata alla sopravvivenza e la malattia, che ricordo non è tale per la NMG infatti si tratta di un programma biologico sensato finalizzato al ripristino dell’efficienza e della funzionalità della parte interessata, quindi è la migliore soluzione possibile per preservare la sopravvivenza.
 In presenza di un trauma/conflitto emotivo con le seguenti caratteristiche    vissuto drammaticamente;

  •  sia inaspettato;
  •  con un impatto emotivo notevole (tanto da non consentirci di ragionarci liberamente sopra);
  •  il sentimento venga vissuto in isolamento(senza quindi la possibilità o la volontà di parlarne con qualcuno), con conseguente insistenza di tale angoscioso problema nella mente, per sentimento non si intende solo un pensiero consapevole ma anche uno stato psicologico subconscio;
  •  non è stata trovata una soluzione soddisfacente per il problema .

Solo in tali circostanze il cervello, trovandosi in una situazione che vive come pericolosa attiva il programma biologico di sopravvivenza inviando un forte segnale all’organo interessato dal punto di vista emozionale per fargli aumentare la sua capacità di risposta al pericolo. Al termine della logorante condizione emotiva(conflitto attivo) di cui sopra, sempre il cervello invia nuovamente il segnale allo stesso organo per ripristinare(fase riparatoria) le funzioni ordinarie e questo processo spesso causa delle conseguenze fisiche anche molto forti, tali sintomi che vengono chiamati “malattia” inducono la persona a recarsi dal medico, di fatto però la maggior parte delle volte si trova già sulla strada della guarigione.
La malattia è quindi la fase di normalizzazione di uno squilibrio psichico, cerebrale e fisico, scaturito da un conflitto/trauma emotivo inaspettato, drammatico e vissuto in isolamento. Già comprendere pienamente e quindi metabolizzare quest’ultimo concetto basterebbe a vivere meglio.


UN POCO DI EMBRIOLOGIA
I tessuti, gli organi e i visceri del nostro corpo hanno differenze strutturali e funzionali ben definite. I diversi tipi di tessuto derivano da tre foglietti tissutali che si formano in età embrionale, quando l’essere umano è nelle primissime fasi della sua formazione. Essi sono tre:
  • endoderma
  • mesoderma
  • ectoderma
I tessuti derivanti da ognuno dei tre foglietti, posseggono degli interruttori di attivazione (relè) a livello del Sistema Nervoso Centrale, nel Cervello per la precisione. Capire e conoscere le strette relazioni nervose tra i diversi tessuti corporei ed il cervello, serve alla formulazione della diagnosi biologica.


TERZA LEGGE: Sviluppo biologico delle malattie oncologiche ed equivalenti.

Questa Legge esplora l’evoluzione dell’essere umano dai suoi foglietti embrionali i quali si sono formati in epoche diverse facendoci evolvere sino allo stato attuale. Riconduce le varie parti del corpo in base alla loro funzione ed importanza per la vita; gli organi sono strettamente connessi con le aree di cervello createsi nello stesso periodo evolutivo.

Dal foglietto embrionale interno detto endoderma, deriva il tronco cerebrale a cui sono strettamente collegati, poiché creatisi nella stessa fase evolutiva, gli organi primordiali ad esempio, il sistema respiratorio, quello digerente e il tessuto ghiandolare e altro.
Dal foglietto embrionale medio detto mesoderma, deriva il cervelletto(mesoderma cerebellare-antico) e il midollo cerebellare (mesoderma midollare-recente) a cui sono collegati l’apparato circolatorio e linfatico, quello scheletrico e muscolare, il derma ecc..
Da quello esterno(ectoderma) deriva il sistema nervoso, sensoriale, motorio, uditivo, l’epidermide ecc.
Il cervello si differenzia in due zone ben distinte: quella antica che comprende il tronco celebrale e il cervelletto e quella recente composta dalla corteccia e midollo cerebrale.

Quando l’organo interessato dal conflitto (emozione vissuta) è attinente al cervello antico nella fase conflittuale(simpaticotonia) si produce una proliferazione cellulare(crescita tumorale), un aumento della funzione dell’organo, nella fase riparatoria (vagotonia) si ha una riduzione del tessuto/tumore per necrosi caseosa tramite funghi e micobatteri.

Quando l’organo invece è attinente al cervello recente nella fase conflittuale (simpaticotonia) si produce una necrosi cellulare, una citostasi, una riduzione delle funzionalità dell’organo, necrosi e ulcere dei tessuti; in fase riparatoria (vagotonia) si ha una rigenerazione cellulare che colma le necrosi e le ulcere con l’aiuto di virus, batteri, relativi gonfiori e produzioni di cisti.

QUINTA LEGGE: Capire la funzione della “malattia”.
Dal momento che il conflitto che viviamo ha per il nostro cervello un valore di pericolo reale, anche se non lo è, appare sensato che esso si attivi per bilanciare la situazione creando nel nostro corpo una condizione di momentaneo disequilibrio assolutamente necessaria ad affrontare il pericolo vissuto.
Tutti gli organismi viventi possiedono un cervello più o meno sviluppato il quale ha la capacità di percepire i pericoli e intervenire per attivare un SBS che garantisca all’organismo di sopravvivere.
Grazie alla NMG la malattia non è più percepita come male ingiusto, insensato, un guasto dell’organismo, una punizione divina, bensì una fase naturale dell’evoluzione che cerca di preservarci dai pericoli, quindi essa risulta necessaria e vitale per l’individuo.










Fonti:

http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/psiche/biondi.pdf
http://it.metamedicina.it/metamedicina.php
http://www.nuovamedicinagermanica.it/content/view/5/44/
http://compressamente.blogspot.it/2014/01/la-nuova-medicina-germanica-spiegata.html

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