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2015/10/03

ALLATTAMENTO AL SENO TRA PSICHE E CORPO, BENEFICI / ALLATTAMENTO MASCHILE

























L'allattamento al seno viene ormai snaturato del suo vero significato.. e come il nutrimento guidato dalla società moderna anch'esso è stato e/ viene visto come atto singolo isolato da tutto un contesto che serve per tenere la nostra mente e corpo in salute.


MR MILKER 
ALLATTAMENTO ARTIFICIALE PER L'UOMO



Mi sono chiesta tanto se affrontare questo articolo in modo pragmatico enunciando  tutte le proprietà benefiche dell'allattamento al seno, per la madre e per il figlio a differenza di quello artificiale...
oppure affrontare il tutto secondo l'aspetto emotivo e psicologico..
Perchè questo dubbio forte, mi sono chiesta..perchè semplicemente l'allattamento al seno raccoglie tutto.. è uno dei più importanti gesti olistici che madra natura ci ha dotato.
.. e vedere mammelle finte da dare all'uomo per allattare i bambini sono qualcosa di talmente aberrante che ancora non mi capacito della loro esistenza.

Questo tipo di allattamento spacciato alla donna per permetterle di fare ciò che desidera.. senza "perdere tempo" mettendola in contrapposizione ad un uomo che stravaccato sul divano non fa nulla.. mentre lei tra pannolini e latte e pianti si esaurisce..è un mescolone ben pensato,prendendo gesti reali e manipolati per vendere.. vendere cosa? vendere latte in polvere, vendere la figura di uomo che in questo specifico caso non centra nulla.. e non lo fa l'uomo ma proprio la natura non lo fa entrare in gioco attivo..Il ruolo dell'uomo  è importantissimo.. ma sotto altri aspetti dove magari quello della donna non c'è.. un equilibrio che madre natura ha fatto.

Torniamo alle nostre tette finte.. che con una cannuccia attaccata al biberon porta latte e nutre il nostro bambino..
Ci rendiamo conto che il bambino viene nutrito con latte artificiale in polvere???
questa comodità lo sapete quanto danno nella crescita e suo sviluppo porta? e quanti guadagni invece apporta nelle casse di alcune lobby?

Essere madre non è facile..sia da un punto di vista psichico che fisico..e la società moderna certo non ci prepara a noi donne occidentali a diventare madri.. a vivere la maternità e tutti i suoi aspetti dai piaceri a doveri..

Prendersi cura della salute del nostro bambino, visto che ancora lui non può farlo, è nostro dovere.. quindi nostro dovere mettere il suo bene in uno stato naturale di prime posizioni..questo vuol dire

vivere la fase di un piccolo che dipende da noi.. non come fase qualcuno ci sta rubando il tempo.

Perchè questo è quello che la società ci fa scattare.. paradossalmente.. perchè in realtà è la società che ci ruba il tempo.. il tempo di prendersi cura di noi stessi, di vivere secondo ritmi naturali..

Invece no,.. ci dicono..e ci convincono che allattare ci costringe a stare sempre li a disposizione ogni due ore..a non poter dormire come vogliamo, a non fare zumba o qualche altra attività vi venga in mente..a non mangiare cosa vogliamo a non fumare ciò che vogliamo..insomma diciamolo peggio che in carcere vero?

Essere mamme è un aspetto di noi donne che viene ridotto 
dalla società 
a mero aspetto tecnico 
da ridurre nella durata qualità e forma.


Non vi sentite un pochino manipolate ?


Essere mamma secondo i ritmi imposti infatti risulta quasi impossibile..diciamo che sono due aspetti che vivono in antitesi.. ma ciò che ci dicono che è preminente, quindi da incentivare è il ritorno ai ritmi veloci, al lavoro, alla vera vita.. se c'è qualcosa da sacrificare quindi è tutta quella "paccata" di responsabilità e doveri legati al neonato che abbiamo partorito...decisamente d'impiccio..!

Non mi stupirà vedere fra qualche decennio un'incubatrice- fetale dove l'ovulo fecondato viene tolto dall'utero e messo li in modo tale che entrambi i genitori possano "godere dei piacere e responsabilità derivanti dall'avere un figlio.. anche se poi penso il termine verrà modificato..e la donna sarà libera da gestosi, caviglie gonfie,  ..cellulite,depressione..dolori da parto!

Voler equiparare ad ogni costo la nastro natura uomo donna, voler vivere secondo i ritmi e le necessità imposte vuol dire cancellare l'equilibrio perfetto creato dalla Natura..e non pensate di crearne uno nuovo..l'uomo non crea.. l'uomo per sua natura può solo modificare... quindi snaturare.


La forza, l'equilibrio, la semplice visione scarna da complicanze eccessivamente emotive (elementi dell'uomo) sono l'equilibrio perfetto della donna..che per sua natura ha da dover combattere e gestire ogni giorno la quantità di ormoni che madre natura le mette in circolo.. per DARE LA VITA!


Uomo e Donna nella loro differenza sono i due aspetti della medaglia..LA NUOVA VITA

Vedere ed apprezzare la differenza, vuol dire vedere apprezzare noi stessi.
Io in quanto donna, l'uomo in quanto uomo.
Giocare ad equiparare i ruoli e voler ad ogni costo in nome della libertà il ruolo dell'altro vuol dire non sapere nulla di noi stessi.. vuol dire non capire il nostro ruolo in questo ciclo di vita, vuol dire egoisticamente giudicare l'erba del vicino sempre più verde...
Ogni ruolo naturale, sottolineo, ha il suo dolore, ha la sua emozione..rispettiamolo.

Siamo difronte ad un uomo che vuole "piegare" ad ogni costo la Natura... Gli organismi geneticamente modificati (ogm) ne sono l’esempio perfetto: l’uomo modifica in maniera innaturale e pericolosissima la chiave della vita, il dna vegetale, animale e umano.
Come pure l’ideologia gender rientra nell’antinatura, perché lo scopo è svuotare e snaturare l’individuo, creando uomini privi d’identità.

.. e per le mamme che per motivi vari non riescono ad allattare...che senso ha un giubbotto con tette??
Il bambino pensate che sia sciocco da non riconoscere il caldo seno della mamma..da tette artificiali con capezzolo in silicone???

Rispettiamo almeno la dignità del neonato.. e non prendiamolo per i fondelli solo per voler ciò che non abbiamo, e solo facendo ingrassare chi li vende..

Il semplice biberon va benissimo..

Ora vi mostro dedicando altre sole due righe questo abominevole prodotto.. e come viene reclamizzato..
Non pensate tanto è un' un'americanata.. pensate nel tempo quante americanate sono approdate in quello che ritenete il "sano e consapevole" vecchio Mondo...


In vendita sul celebre sito per acquisti on line di nome Amazon: Mr. Milker, che letteralmente vuol dire qualcosa tipo “Signor Lattaio”.

Per soli 47$ e 50 cent ora ANCHE GLI UOMINI POSSONO ALLATTARE AL SENO!
Una specie di giubetto dotato di appositi orifizi che – immagino – si riempia di latte per bambini artificiale in polvere..o  magari latte materno comprato da qualche brava balia di queste moderne che offrono su internet il prezioso liquido in annunci destinati espressamente alle coppie gay...



Allattamento al seno

Il neonato, in principio, non succhia per fame ma perché è come se volesse proteggere la madre e prepararla al ruolo di mamma... infatti la trasmissione dei primi dati è
MAMMA RILASCIA OSSITOCINA CHE FA BENE AD ENTRAMBI....

- all’utero della mamma per contrarsi evitandole così emorragie; 
- alle ghiandole mammarie per essere informate di produrre il latte
- alle ghiandole di abbassare il cortisolo 
- alle sue ghiandole di produrre gli enzimi digestivi necessari per i pasti successivi;
- ridurre selettivamente l’istinto spontaneo alla separazione dalla madre nel cucciolo



PERCHÈ ALLATTARE AL SENO 
UTILE PER LA MAMMA

  • Riporta l’utero alle sue dimensioni normali. Allattare stimola il rilascio di ossitocina, che è lo stesso ormone che favorisce le contrazioni uterine al momento del travaglio. Molte mamme riferiscono infatti che nei giorni successivi al parto avvertono contrazioni mentre allattano: è un fenomeno del tutto normale, che fa ritornare più presto l’utero alle sue condizioni originarie evitandole emorragie..
  • Riduce il rischio di tumore al seno. E’ scientificamente provato che le donne che hanno allattato al seno riducono il rischio di cancro alla mammella. Il rischio diminuisce quanti più figli si sono allattati e quanto più a lungo è durato l’allattamento.
Secondo alcuni ricercatori le ragioni biologiche che rendono l'allattamento al seno così importante per la prevenzione dei tumori sono legate alla maturazione che l'allattamento conferisce alla ghiandola mammaria, che la rende più resistente alle mutazioni che possono portare al tumore. L'allattamento, inoltre, blocca del tutto o in parte la produzione degli ormoni ovarici: le ovaie a riposo portano a livelli di estrogeni più bassi, garanzia di protezione contro il carcinoma mammario e, con grande probabilità, anche ovarico.

Una revisione pubblicata sul Lancet nel 2002  di 47 studi in 30 Paesi stima che un aumento significativo di figli e anni di allattamento per le donne dei Paesi industrializzati potrebbe generare un aumento di protezione molto significativo: le donne che potrebbero contrarre un tumore passerebbero da 6,3 a 2,7 donne su 100 su una popolazione di donne dai 19 ai 70 anni. 
In particolare la riduzione di rischio sarebbe

del 30% se il primo figlio si ha in giovane età,
del 7% per ogni figlio,
del 4,3% per ogni anno di allattamento.

Nella letteratura emerge che è nel caso delle donne geneticamente predisposte alla malattia (quelle con mutazioni del gene BRCA1) che si osserva il guadagno maggiore legato all'allattamento : il rischio si dimezza nelle donne con mutazioni del gene (meno 45 per cento di casi tra chi ha allattato).
Nelle donne con familiarità per la patologia, cioè con altri casi di malattia in parenti strette, ma senza una mutazione dimostrata, la riduzione arriva al 59%.
Inoltre le donne colpite da tumore al seno, che avevano allattato, hanno maggiori probabilità di non sviluppare recidive

Gli studi che concludono per una protezione dell'allattamento dal rischio di ammalarsi di cancro al seno, indicano che l'effetto protettivo è legato alla durata dell'allattamento.
Uno studio spagnolo pubblicato nel 2013  sostiene che l'allattamento al seno, in madri non fumatrici, che abbiano allattato almeno 6 mesi, riduce il rischio di tumore mammario.

Si può allattare dopo un tumore al seno? SI!
Allattare dopo un tumore al seno è possibile : non c'è alcun pericolo per il bebè. Ovviamente la neo mamma dovrà confrontarsi con il suo medico se sta utilizzando delle terapie farmacologiche per assicurarsi di eventuali rischi legati all'assunzione dei farmaci in allattamento.

Per le donne che hanno subito interventi al seno per il carcinoma, l'allattamento può avvenire dalla sola mammella sana, se l'altra non c'è più o non funziona per via degli interventi. Una sola mammella è perfettamente in grado di soddisfare il bisogno di suzione del neonato. Anche la mammella sottoposta in passato a radioterapia produce latte, anche se in quantità un po' ridotta.
 "Per molte donne operate di tumore del seno, riuscire ad allattare ha portato benefici anche psicologici: è la paziente che si riappropria a pieno diritto del proprio ruolo di donna e di madre".

  • Riduce il rischio di osteoporosi nella donna in menopausa: le donne che hanno allattato hanno meno rischi di ammalarsi di osteoporosi in età avanzata.
Un altro elemento importante utilizzato nella produzione di latte è calcio. Perché le donne perdono calcio mentre allattano, alcuni professionisti della salute hanno erroneamente assunto un aumentato rischio di osteoporosi per le donne che allattano. Tuttavia, gli studi attuali mostrano che dopo lo svezzamento dei loro figli, la densità ossea delle madri torna a pre-gravidanza o livelli ancora più elevati (Sowers 1995). Nel lungo termine, l'allattamento può effettivamente portare ad ossa più forti con riduzione del rischio di osteoporosi. Studi recenti hanno confermato che le donne che non hanno allattato, hanno un rischio maggiore di fratture dell'anca dopo la menopausa (Cummings 1993).

  • Gratifica da un punto di vista psicologico e aiuta l’empowerment e la fiducia in se stesse: la mamma che allatta sente che sta nutrendo suo figlio, che gli sta dando il meglio che può offrirgli, che gli sta facendo un dono preziosissimo: insomma, si sente ‘mamma a 360°’ quindi meno tumori....

La NMG, Nuova medicina Germanica, afferma che la causa originaria di tale tumore è da ricondursi alla personale emozione/vissuto drammatica vissuta in isolamento(interiorizzandola) attinente alla propria condizione di : “non riuscire a proteggere, curare, tenere(per sè), sostenere(sfamare) il nido familiare inteso nel senso più ampio (figli veri o ritenuti tali, partner, casa, persone di casa, padre, sorelle, fratelli ecc.), il cosiddetto conflitto del nido”, in questi casi si intende un conflitto grave che non da pace alla donna poiché non trova una immediata soluzione.
    [2]Riguardo al tumore alla ghiandola mammaria (adenocarcinoma) la NMG sostiene che derivi da un grave conflitto di disputa o accudimento mentre per quello ai dotti lattiferi(carcinoma intraduttale) da un grave conflitto di separazione; nella prima ipotesi in fase attiva(conflitto) avviene una crescita del tessuto che ha il senso biologico di aumentare la produzione di latte per meglio fronteggiare la “cura del nido”, al termine della situazione conflittuale avviene una demolizione di tale tessuto ad opera dei batteri o incistamento; nella seconda ipotesi si hanno delle ulcere nei dotti lattiferi che hanno il senso biologico di far defluire il latte per non farlo stagnare a causa dell’assenza/perdita di figli/partner da “allattare”. [2]Il conflitto suddetto, che è strettamente personale, è in continua ascesa a causa di molti fattori sociali e ambientali che caratterizzano l’odierna realtà di vita dell’individuo(donna) di cui ne elenco alcuni:
    La crisi economica con la conseguente perdita di lavoro(di qualsiasi coniuge) è un fattore che influisce non poco sulla capacità di far fronte alla “cura del nido”.
    L’incredibile escalation di tasse immotivate sul bene primario della casa sta costringendo molti a vendere quello che avevano di più caro con conseguente sentimento di angosciante consapevolezza di non poter assicurare il luogo del “nido” è un altro elemento da tenere in considerazione.
    La presa di coscienza ingenerata negli animi dai media che la società è un ambiente pericoloso, causa una sottofondo di paura nell’affrontare l’oggi e potrebbe anch’essa determinare dei sentimenti di “protezione” nei confronti del nido (figli e marito in primis).
    L’odierna perdita di valori indotta dallo stile di vita improntato unicamente sull’avere invece che sull’essere è una delle cause alla base delle separazioni coniugali e quindi lo sfascio delle famiglie, può determinare nella donna un forte senso di sconforto per non essere riuscita a tenere(separazione) “il nido”.

    Le nostre malattie dipendono da come noi reagiamo al sistema di vita disumano e innaturale in cui siamo costretti a vivere.
    • E’ antagonista della depressione post-partum: chi allatta ha meno possibilità di ammalarsi di depressione post-partum 
    Sostanzialmente tre sono le sostanze messe in moto:
    ossitocina- l'ormone dell'amore che come abbiamo visto serve per tanti fattori legati alla produzione di latte ma serve anche per indurre uno stato emotivo di pace, amore attaccamento..
    serotonina- messa in moto con lo stato di legame madre -bambino, come vedremo in seguito, quindi aumento di serotonina maggior regolamentazione dell'umore.
    triptofano, un aminoacido essenziale di cui è ricco il colostro e il latte materno, ma
    di cui è privo il latte artificiale, utile per la sintesi della serotonina cerebrale..


    Studi hanno  rilevato  che  l’allattamento  era  associato  ad  una  riduzione  dell’umore  negativo  e la nutrizione artificiale ad una riduzione dell’umore positivo nelle stesse donne. 

    Un nuovo studio su oltre 10 mila madri avrebbe dimostrato che coloro che allattano al seno il proprio bambino sono meno a rischio depressione post parto.
    Lo studio, condotto nel Regno Unito e in Spagna, è stato pubblicato sulla rivista journal Maternal and Child Health, provando che l’allattamento riduce di circa il 50% il rischio depressione.

    La relazione tra l’allattamento e la depressione si manifesta intorno alle 8 settimane di vita del bambino, fino agli otto mesi e oltre.
    Lo studio ha coinvolto 13.998 madri dell’area attorno alla città di Bristol, agli inizi degli anni ’90.
    Il grado di depressione è stato valutato secondo la Scala di Edinburgo (Edinburgh Postnatal Depression Scale) a 8 mesi e poi a 8, 21 e 33 mesi di età del neonato.
    Ovviamente si sono escluse le donne che accusavano condizioni mentali patologiche preesistenti al parto.Lo studio è tra i più importanti delle ricerche condotte in quest’ambito, ed ha analizzato anche fattori socioeconomici, status delle coppie e dei nascituri (condizioni al parto, nascite premature ecc.).

    “Gli effetti dell’allattamento sulla salute mentale della madre che riportiamo nello studio dovrebbero incoraggiare le donne a farlo, anche in funzione che questo ha su molti aspetti dello sviluppo del bambino” sostiene la Dottoressa Maria Iacovou, del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Cambridge, autrice dello studio.

    Le autorità, sostiene la studiosa, dovrebbero incoraggiare l’allattamento materno, ma anche provvedere loro un supporto che le aiuti a farlo con successo.

    Molte madri allattano il loro bambino da subito, ma per molte altre questo non è un gesto così naturale; per queste ultime sarebbe necessario un insegnamento, e forse ancor più importante sarebbe il tempo da dedicare a questa pratica, per far si che essa sia messa in atto correttamente, e questo potrebbe fare la differenza.
    Nello studio è emerso che una donna su 12 aveva mostrato sintomi depressivi durante la gravidanza, e una su 8 durante i quattro momenti successivi alla gravidanza posti dalla ricerca.

    Secondo il Dipartimento della Salute del Regno Unito, nel periodo 2012-2013 circa il 75% delle donne che aveva partorito aveva cominciato l’allattamento esclusivo al seno, ma intorno alle 6-8 settimane solo il 47% dei bambini era ancora allattato (una delle percentuali più basse in Europa).
    Lo studio è stato condotto in collaborazione della Queen Mary University di londra e dell’Università di Siviglia in Spagna.

    PERCHÈ ALLATTARE AL SENO 
    UTILE PER BAMBINO


    Il primo latte, il colostro, ha un particolare valore nutritivo e sanitario per il neonato grazie al suo alto contenuto di proteine e di vitamine liposolubili e alle sue proprietà antisettiche. É’la prima immunizzazione del neonato... su questo tanto si è detto..

    È stato dimostrato che l'allattamento protegge il bambino da molte malattie, come  otiti, malattie del tratto respiratorio superiore ed inferiore, allergie, problemi intestinali, raffreddori, infezioni varie dovute a diversi virus e batteri (compresi stafilococchi, streptococchi, salmonella ed escherichia coli), molti tumori infantili, meningiti, polmonite, infezione del tratto urinario, SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, o morte in culla) e fornisce una protezione che dura tutta la vita contro il morbo di Crohn, colite ulcerosa, diabete del tipo insulino-dipendente e, per le donne, contro il cancro al seno e alle ovaie.

     Ci sono molte altre proprietà neurobiologiche del latte materno che sono importanti per il normale sviluppo cerebrale e comportamentale, che non sono presenti nel latte artificiale, ma che non vengono qui considerati, come ad esempio gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena, che si è scoperto essere legati a migliori capacità intellettive e cognitive dei bambini allatti al seno in confronto a quelli
    nutriti con latte artificiale, vedi questo sito, www.aipro.info , Approfondimenti,
    “Differenze neurologiche tra bambini di 9 anni allattati al seno o con latte artificiale
    da neonati” ).

    Alla nascita, il sistema immunitario del bambino è ancora molto immaturo: il  latte materno trasmette al bambino immunità alle malattie a cui la madre è stata esposta, ogni volta che si allatta. Oltre al sistema immunitario solo il seno può produrre anticorpi! Ciò significa che se il bambino è stato esposto a qualche germe che la madre non ha ancora incontrato, lo trasmetterà alla mamma alla poppata successiva; nel corso di questa poppata il seno stesso produrrà e trasmetterà al bambino gli anticorpi per il particolare microrganismo in questione. Quando arriva il momento della poppata successiva, l'intero sistema immunitario sta lavorando per fornire immunità. Se la madre è stata esposta a qualunque batterio o virus, il suo corpo produce i relativi anticorpi, passando anche questi al bambino nel latte. È un sistema stupefacente.


    Questo significa per caso che i bambini allattati non si ammalano mai? No, certamente no. Tuttavia, quando riceve il latte della sua mamma, il bambino si ammala in modo meno grave e per meno tempo rispetto a un bambino che venga nutrito artificialmente.

    Il contatto fisico tra neonato e madre è inoltre determinante per entrambi

    La mancanza di tutto il coinvolgimento fisico come , il movimento e l’annusamento, sono stati ben descritti in situazioni di insufficiente legame affettivo nel rapporto tra mamma e bambino . Questi poi si manifestano in seguito con anomalie comportamentali quali depressione, mancato controllo istintuale, violenza e abuso di sostanze stupefacenti; ma vi sono anche casi riguardanti situazioni di immunodeficienza in bambini privati della mamma.

    La privazione sensoriale che viene quando non si allatta al seno ha conseguenze  sullo sviluppo strutturale e funzionale cerebrale ( nell’attività neurochimica e neuroelettrica ).

    Si è visto che uno dei neurotrasmettitori cerebrali  -la serotonina - è in concentrazioni significativamente inferiori nelle condizioni di insufficiente legame affettivo tra mamma e bambino.

    Altro fattore neurobiochimico è coinvolto nella sintesi della serotonina cerebrale, è il
    triptofano, un aminoacido essenziale di cui è ricco il colostro e il latte materno, ma
    di cui è privo il latte artificiale.

    Pertanto, sono almeno due i meccanismi neurofisiologici responsabili del deficit di
    serotonina:

    a) l’insufficiente legame affettivo tra mamma e bambino, con conseguente
    iposviluppo dei processi sensitivi, e
    b) l’aminoacido triptofano presente nel colostro e nel latte materno ma non nel latte
    artificiale, con conseguente iposviluppo dei processi neurochimici. 

    Il bambino si nutre dal seno.. stimola la serotonina utile a lei, utile a lui perchè stimola ossitocina e prolattina.. un legame, uno scambio che è quasi magia e come tale va vissuto..per tutta la sua potenza.. e tutta la sua delicatezza, perchè stress ansia possono incrinarlo o spazzarlo via...







    Il ruolo del padre quando la mamma allatta  

    Tratto da : La Leche League

    Che fortunato quel bambino che ha un rapporto solido di amore con tutti e due i suoi genitori! I bimbi hanno moltissimo bisogno di contatto fisico e quando non stanno poppando, le amorevoli braccia del padre sono davvero un posto fantastico dove riposare.

    Se stiamo a quello che ci mostra la televisione, dovremmo pensare che l'unico legame possibile tra un padre e il figlio piccolo sia rappresentato dal biberon. Tuttavia, non è il nutrimento di per sé che porta all'attaccamento tra madre e bambino, quanto piuttosto lo stretto contatto fisico, che è una parte costitutiva del rapporto di allattamento. Un padre non ha necessariamente bisogno di nutrire il suo bambino, per creare con lui un forte legame di affetto; piuttosto deve tenerlo in braccio, amarlo, giocare con lui, semplicemente passare del tempo insieme a lui.

    Anche il bambino allattato molto spesso può avere un bellissimo rapporto con suo padre. Provate a sdraiare il piccolo appena allattato sul petto del papà, oppure sulla sua spalla, che è spesso uno dei posti preferiti dove essere cullati. Molti padri trascorrono momenti di grande soddisfazione mostrando ai loro piccoli il vasto e vario mondo in cui viviamo e anche le cose più semplici possono incantare un bimbo! Ci sono talmente tanti modi per coinvolgere i papà, oltre cambiare pannolini, fare il bagnetto o calmare un bimbo agitato. Siate creativi!

    Uno dei modi migliori per aiutare un bambino a costruire un forte legame di attaccamento con i genitori consiste nel rispondere alle sue esigenze. Il bambino ha bisogno di sapere che sia la mamma sia il papà rispettano le sue esigenze. Porta il bimbo alla mamma quando vedi che ha bisogno di poppare: il legame del bambino con il suo papà si rafforza proprio nella misura in cui si sente sicuro del suo legame con la mamma.

    Il sostegno fattivo del padre può essere di grandissimo aiuto per far funzionare bene il rapporto madre-bambino durante l'allattamento: l padre può difendere la madre dalle critiche provenienti da amici o parenti; può aiutare a calmare il bambino agitato; può semplicemente portare qualcosa da bere o da mangiare alla mamma mentre allatta e, cosa ancora più importante, può ricordare alla neo-mamma che allattare è la cosa più importante che possa fare per avviare nel modo migliore la crescita del loro bambino.

    Nelle prime settimane specialmente, quando la mancanza di riposo e gli squilibri ormonali possono scoraggiare la mamma e spingerla a interrompere l'allattamento, un padre che suggerisce di "provarci ancora una volta" o che ricorda alla sua compagna che "dicono tutti che i bambini diradano le poppate dopo le prime tre settimane" è di grandissimo aiuto. Un papà che sistema i cuscini per permettere alla mamma di allattare meglio il bambino sta davvero facendo la sua parte per nutrire il figlio!

    A volte i padri si scoraggiano quando pensano che nessun'altra madre stia allattando o che nessun'altra famiglia stia affrontando gli stessi problemi. Se il più vicino gruppo de La Leche League organizza incontri dedicati alla coppia, sarà molto utile parteciparvi, per incontrare altri padri che condividono le stesse idee e vedere come altre famiglie hanno affrontato le difficoltà. Se non sono previste riunioni aperte alla coppia, è sempre possibile organizzare personalmente incontri con altre famiglie delle partecipanti al gruppo de La Leche League - e consolarsi vedendo come crescono bene i bambini allattati...! Chiedi alla tua compagna di contattare una Consulente de La Leche League e mettiti in contatto con altri padri coinvolti come te nel rapporto di allattamento!

    Il nutrimento è solo uno dei tanti bisogni di un bambino piccolo. Un padre può prendersi cura del suo piccolo in molti modi diversi: fargli il bagnetto, cambiargli i pannolini, aiutarlo a fare il ruttino, calmarlo quando è un po' agitato e, naturalmente, giocare con lui. Il turno del papà, nell'alimentazione del bambino, arriva quando il piccolo passa ai cibi solidi. Anzi, può darsi che il bambino sia più propenso ad accettare alimenti solidi dal padre che non dalla madre, che il bambino associa invece all'allattamento.

    Il ruolo del padre, specialmente nei primi mesi, è principalmente un ruolo di sostegno e di accudimento della madre, così che lei possa a sua volta concentrarsi sull'accudimento del bambino. Il rapporto del padre con i bambini più grandi diventa a questo punto ancor più importante. Per la mamma, può essere infatti di grande aiuto che il papà porti ai giardinetti i fratelli più grandi o faccia loro il bagnetto e così via. I papà possono anche preparare i pasti o aiutare nelle pulizie di casa. La cosa da avere sempre ben presente è che la madre e il neonato hanno bisogno di essere continuamente a stretto contatto. Certamente, la vita dei papà può non essere facile nei primi mesi. Si può a buon diritto parlare di "gratificazione rimandata". Ben presto, però, si renderanno conto che è valsa la pena di aspettare per godere appieno di un dono meraviglioso come un bambino sano e sensibile.



    LA GHIANDOLA PAPARIA












    UNICEF-ONU SULL'ALLATTAMENTO AL SENO

    PERSINO QUESTE DUE LOBBY NE PARLANO A FAVORE..PERCHÈ È INDISCUTIBILE IL FATTO..

    Per quanto involontariamente, i servizi sanitari hanno contribuito a tale declino,
    trascurando l’assistenza e il sostegno alle madri in tale direzione o introducendo metodi
    e procedure che ostacolano il normale approccio e l’adozione dell’allattamento al seno.
    Esempi comuni di quest’ultimo caso sono la separazione del neonato dalla madre al
    momento della nascita, la somministrazione di soluzione glucosata con biberon e
    tettarella prima che inizi la secrezione lattea e l’usanza di incoraggiare l’impiego di
    surrogati del latte materno

    Perché si possa iniziare e proseguire l’allattamento al seno con buoni risultati è necessario che, durante la gravidanza e dopo il parto, le madri abbiano il sostegno attivo non solo delle proprie famiglie e comunità ma anche dell’intero sistema sanitario. In teoria, tutti gli operatori sanitari con cui le gestanti e le neo madri entrano in contatto dovrebbero impegnarsi a promuovere l’allattamento al seno, a fornire le giuste informazioni e a dimostrare una solida preparazione pratica sul metodo stesso.

    [2] informazioni tratte da Tabella scientifica della Nuova Medicina Germanica e da http://www.nuovamedicinagermanica.it/ .
    http://www.cam.ac.uk/research/news/breastfeeding-linked-to-lower-risk-of-postnatal-depression
    http://www.airc.it/finanziamenti/informazione/fondamentale/ottobre-2011/scudo-fatto-di-latte/

    Jacopo Matteuzzi su Google+

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