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2015/09/26

PSICOFARMACI BAMBINI DAI 7 ANNI: MEDICALIZZAZIONE DI MASSA E NORMALIZZAZIONE


Manifestazione di un disagio, la malattia, la patologia quale è l'origine di tutto questo?
Domanda interessante a cui sempre meno i dottori prestano la dovuta attenzione..ed il drammatico è quando il tutto è rivolto ai bambini.

Il bambino si ammala come l'adulto, il bambino esprime disagio come e più dell'adulto, il corpo dell'uomo in qualsiasi fascia di età si esprime con il solito linguaggio per comunicarci che abbiamo vissuto un evento traumatizzante, che stiamo camminando con uno stile di vita non sano.. e quindi ci avverte che le cose vanno cambiate..
La malattia cronica non si manifesta dall'oggi al domani ma nei maggiori dei casi da segnali di sofferenza prima..
Vivere in equilibrio è rispetto per la nostra vita e di quelli che ci stanno intorno, far vivere i nostri bambini in equilibrio è compito nostro.. di genitori e familiari..
Il tutto non si risolve vivendo in modo passivo la vita, ovvero riducendo i sintomi in disordini da normalizzare..ricorrendo così a medicinali pensando di risolvere ogni problema.
Curare e stare in salute richiede lavoro,attenzione verso noi stessi in rapporto al mondo che ci circonda.


Un bambino che manifesta determinati sintomi come irrequietezza,deficit attenzione,ansia,disturbi del comportamento alimentare,del sonno,dell'umore e così via... non sono sintomi che arrivano dal nulla.. arrivano come conseguenza ad eventi passati e presenti.
Solo responsabilizzandoci noi genitori e responsabilizzando il bambino si potrà trovare una soluzione e possibile via d'uscita..unito sempre alla tempestività.
Purtroppo oggi in questa società del benessere e del vivere passivi la diffusione dei psicofarmaci ha ormai raggiunto un livello di guardia alto, dove il loro uso clinico sembra aver sconfinato l'abuso.

La standardizzazione dei comportamenti sociali anche nei confronti dei bambini ha raggiunto soglie allarmanti..

Piangere  dopo che nostro figlio manifesta sintomi patologici è fare la parodia del coccodrillo...Vogliamo che i nostri figli siano alla moda, al passo con i tempi, frequentino mille e più attività, che vivano la loro libertà di comunicazione..quindi giù con i phone a 5 anni.. sempre più schermi robotizzati davanti ai loro occhi e sempre meno alberi e terra e visi umani..sostituti ai sentimenti, manifestazioni materiali per coprire i sensi di colpa per coprire il vuoto l'assenza..cibo libero, cibo che da nutrimento sano diventa cibo veleno e tossico..e dopo tutto questo ci chiediamo perchè?
Perchè obesità? perchè diabete? perchè disturbi compulsivi? perchè disturbi dell'attenzione?perchè insonnia ed ansia..?


Patologie che quando arrivano rimaniamo a bocca aperta.. e l'unica cosa che sappiamo fare è seguire mercanti di farmaci e spacciatori di droghe..
Attualmente gli psicofarmaci sono propagandati come il rimedio più adeguato per rispondere a una esigenza di utilità immediata, che orienta non solo la domanda di cura ma, più in generale, la dimensione stessa dell'esistenza e dei legami sociali odierni.
Normalizzare è, attualmente, l'obiettivo terapeutico che orienta non solo la prescrizione farmacologica ma più in generale le procedure delle cosiddette terapie cognitivo-comportamentali.


Non solo la normalizzazione è quanto più antitetico ci possa essere rispetto all'individualità..ma oltre questo viviamo l'assunzione di queste droghe di pari passi come viviamo nella società moderna..

Vivere colmando vuoti..
Abbiamo bisogno di un medico che inscatoli la patologia liberando noi genitori di ogni senso di colpa e responsabilità...abbiamo bisogno di un medico che ci dia medicine, per colmare il senso d'incapacità nell'agire da soli attivamente per la nostra salute.

Ippocrate insegnava:

SE VOI MEDICI VOLETE GUARIRE UN PAZIENTE DOMANDATEGLI PRIMA SE PUÒ FARE A MENO DI CIÒ CHE GLI FA DEL MALE.


Liberiamo quindi i nostri figli dai nostri fantasmi, rendiamoli liberi di essere...
perchè il risultato di questo nostro vivere fa si che ci troviamo ai giorni nostri dove " i bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000", cosi scrive l’On. Patrizia Paoletti Tangheroni in una interrogazione parlamentare del 2007 a distanza di pochi giorni dall’interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento.

Bambini sotto ritalin, prozac già dai sette anni.

Con una delibera pubblicata il 27 marzo 2007 in Gazzetta Ufficiale l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la somministrazione del Prozac® per uso pediatrico, a seguito di un’analoga delibera dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) datata novembre 2006.

L’AIFA ha recepito la delibera Europea ed ha autorizzato il potente antidepressivo per usi sull’infanzia: “scandaloso, gli organismi di controllo sanitario sono ormai totalmente succubi degli interessi dei produttori, l’Europa non fa eccezione, dal momento che l’Agenzia Europea del Farmaco dipende dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità”. Cancrini: “la diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute mentale delle nuove generazioni”

Inoltre questa presunta ‘restrizione’, secondo la quale sarà possibile somministrare il psicofarmaco “solo dopo 4/6 sedute di psicoterapia non andate a buon fine” è una vergognosa presa in giro: neppure Freud e Yung, seduti allo stesso tavolo, sarebbero mai riusciti a risolvere il disagio profondo di un bambino o adolescente in un paio di settimane di terapia.

Luigi Cancrini, psichiatra, della Commissione Parlamentare Infanzia: "la depressione non è una malattia, la depressione è un sintomo! Qui si cerca di “diagnosticarla” senza interrogare se stessi e il bambino a proposito delle cause che hanno determinato il disagio: un po’ come porsi di fronte a chi piange la morte di una persona cara tentando di curare il suo dolore con un collirio che blocca l’attività delle ghiandole lacrimali! Una diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute mentale delle nuove generazioni: così non si fa altro che cronicizzare questo genere di problemi”.

Non solo cronicizzare la patologia.. ma portare a gravi irreversibili conseguenze in seguito all'assunzione di farmaci di tale portata in età pediatrica.

Come sostiene la Dottoresse Laura Franceschini e Sandra Sigala  -SIF - Società Italiana
di Farmacologia (www.pillole.org) -
E' stato osservato un aumento del rischio di tentativo di suicidio nei pazienti in età
pediatrica con farmaci antidepressivi, in particolare nei primi mesi di trattamento con
SSRI.

Durante l’anno di osservazione, sono state registrati 37 decessi per suicidio in pazienti
in trattamento con SSRI (15 in terapia con paroxetina, 14 con citalopram, 6 con
sertralina; 1 con fluvoxamina ed 1 con fluoxetina); 16 suicidi durante il trattamento
con altri antidepressivi; 5 suicidi con un l’associazione SSRI + un altro antidepressivo

e 29 in pazienti non in trattamento farmacologico. 
Dove il rischio è inversamente proporzionale all’età.

Questo è il futuro che vogliamo per i nostri figli?

MEDICALIZZAZIONE DI MASSA DISEASE MONGERING SUI BAMBINI

I disordini bipolari sono 'aumentati' del 40% rispetto a quanto avveniva con la
precedente edizione del Manuale (il DSM-III, ndr), quelle di autismo sono cresciute del 25%, e quelle di ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono addirittura raddoppiate, mentre gli antipsicotici sono venduti con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno".
Quella del Dott. Allen Frances  coordinatore della task-force del DSM IV  è una vera confessione-shock, con anche il sapore di un "j'accuse" verso molti Suoi colleghi:
"Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze delle persone rispetto ai
produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del DSM -
prosegue lo psichiatra - ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico: non si rendono
conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi e non sempre competenti e con la pressione
irresponsabile delle industrie farmaceutiche, possono portare a gravi abusi. Le nostre attuali
conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci, e sarebbe quindi importante che i medici non eseguano le diagnosi con disinvoltura e valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche", ha concluso l'esperto americano.
Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce di "Giù le Mani dai Bambini"
(www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese: "La situazione è assai preoccupante, perchè come ha dichiarato sul Corriere della Sera il giornalista Mario Pappagallo 'un mondo di pazzi sarebbe un gran bel mercato', dal momento che solo in Italia ci sarebbero almeno 3 milioni di nuovi potenziali 'pazienti', e non pochi tra loro sono in fascia pediatrica


In Italia: una sistematica medicalizzazione del disagio ad opera di 'inventori di categorie diagonistiche' che sono tra l'altro in palese conflitto d'interessi.


Vi ricordo un fatto fra i tenti.. una goccia nel cielo...

Nel 2011 Il New York Times denuncia un clamoroso conflitto di interessi: il Dott Biederman – il più famoso esperto
mondiale di psicofarmaci antipsicotici, sul cui lavoro si basano anche le linee guida utilizzate in Europa -
costruiva sperimentazioni favorevoli agli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche che lo
pagavano
Dott. Joseph Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull'efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell'anti psicotico Risperdal, prima ancora di iniziarli. L'esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata - la circostanza che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo.
Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso “Concerta”, psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti.
La ricerca scientifica non è affatto indipendente - conclude - dobbiamo arrenderci a questa evidenza". Paolo Roberti di Sarsina (Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna).
vedi anche il grande inganno  e falsificazione dei risultati sui vaccini trivalente.

Lo screening dei bambini per “localizzare” malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli “elementi inferiori”. Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della “genetica psichiatrica” è tra gli ideatori dell’Olocausto, durante un discorso al Congresso Internazionale sull’Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di “malattie ereditarie”. In cima all’elenco dei “difetti” che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c’era il “disturbo da deficit dell’attenzione”. Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati, “idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici”, venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale”. A tutt’oggi a ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati “disturbi mentali”.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per sé stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche.


Perchè non fare yoga a scuola?

Una disciplina adatta ai bambini ipercinetici e ansiosi

Lo yoga è una pratica adatta a qualsiasi bambino – dice Franzini - ma è sicuramente ideale per bambini ipercinetici, aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento. Infatti in questi anni molte scuole hanno introdotto lo yoga al loro interno (un protocollo ministeriale del 2007 consente l’insegnamento di questa disciplina nelle scuole, ndr) , notando che i bambini che hanno seguito questo percorso sono diventati più consapevoli e sensibili verso se stessi e gli altri (diminuendo nel tempo comportamenti come il bullismo). Certo, i risultati non sono immediati, ma nel corso di almeno un anno gli effetti sono tangibili”.

Le esperienze maturate nel mondo della scuola come il bullismo sono drasticamente diminuite negli allievi che hanno partecipato alle lezioni di yoga.

YOGA E PATOLOGIE

Disturbi alimentari
“Lo Yoga parla al corpo e alla mente nello stesso tempo e dà dei metodi per agire sulla mente e sul corpo contemporaneamente. Questo è importante per la cura dell’anoressia, perchè l’anoressia è tipicamente un disturbo psicosomatico. La parola non è sufficiente, le medicine non sono sufficienti, ma si deve trovare un modo per agire sul corpo e la mente contemporaneamente.” Sostiene lo psichiatra francese Jaques Vigne, autore del libro “Anoressia e Conoscenza Interiore”. Lo Yoga aiuta, in questo tipo di disturbi, a ricostruire un nuovo rapporto con sè stessi partendo dal corpo, fino al raggiungimento di una nuova consapevolezza interiore, basata sulla fiducia e sull’amore verso il proprio intero essere.

Lo Yoga aiuta a superare traumi e momenti difficili
Vogliamo dedicare e rivolgere la pratica Yoga anche a tutti quei bambini che si trovano a dover affrontare un momento difficile. Le cause possono essere diverse: una degenza ospedaliera, una malattia, un lutto in famiglia, una separazione, un trauma ecc. Riteniamo che sia fondamentale fornire al bambino, in questi momenti particolari di vita, un’assistenza costante e continuativa, accompagnandolo per mano. La pratica Yoga è: fornire gli strumenti interiori per comprendere ciò che accade, trovare la calma e il coraggio necessari per vivere la realtà.

Iperattività e disturbi dell’attenzione
La pratica Yoga agisce su più livelli: è una pratica fisica, che usa molto il corpo in modo strutturato e completo; agisce sulla mente, lavorando sulla concentrazione, l’equilibrio, l’accettazione, il coraggio, la quiete e la creatività; e agisce sulle emozioni, seppur indirettamente: il bambino trova il centro di sé, impara ad osservare la sua parte interiore con naturalezza, a diventarne consapevole, e a gestirla con serenità.

Disprassia e disturbi della coordinazione e del movimento
Il lavoro con il giovane studente mira ad incrementare e migliorare la coordinazione grosso-motoria e la coordinazione oculo-manuale. Lentamente e step by step, con semplici e adeguati movimenti, legati al respiro e uniti al gioco, si esplorerà il corpo. In un clima sereno e giocoso, il bambino con disprassia si cimenterà in posizioni guidate e sostenute, che lo metteranno in contatto con le sue capacità e possibilità, sviluppando la concentrazione e la sua autostima.

Sindrome di Down
Lo Yoga, attraverso le Asana, aiuta ad allungare, tonificare e rafforzare tutto il corpo, agisce a beneficio degli organi interni e contribuisce a bilanciare e rivitalizzare le ghiandole endocrine. La pratica del respiro aumenta la capacità respiratoria e allevia problemi legati alla digestione e allo stress. La pratica Yoga, nei suoi molteplici aspetti, lavora sul sistema nervoso centrale, accresce la consapevolezza del corpo, l’abilità motoria, la concentrazione, la memoria.

Autismo e Sindrome di Asperger
Con lo Yoga si intende lavorare sia sul piano fisico, sia, seppur indirettamente, sul piano motivo del giovane studente. Questi sono solo alcuni dei benefici della pratica Yoga, appurati da The Academy for Autism in Orlando FL (dove lo Yoga è una pratica quotidiana): aiuta nei processi sensoriali, la modulazione, la consapevolezza del corpo, il rilassamento, il piano motorio, il controllo, la forza e la resistenza, la coordinazione, l’integrazione bilaterale, l’equilibrio, le sequenze, il seguire le istruzioni, la durata dell’attenzione, l’interazione sociale. Inoltre la pratica Yoga lavora per ridurre i livelli di ansia e stress ed incrementare la comunicazione.

ULTERIORI PATOLOGIE ED INFORMAZIONI CONTINUANO IN :
YOGA PER BAMBINI :NON SOLO IPERATTIVITÀ,AUTISMO,SINDROME ASPERGER ANCHE PAURA, CONSAPEVOLEZZA.PERCHÈ INIZIARE DA PICCOLI


CAMPAGNA GIÙ LE MANI DAI NOSTRI BAMBINI

Negli Stati Uniti ad oltre undici milioni di bambini vengono somministrati quotidianamente anfetamine o psicofarmaci allo scopo di tentare di risolverne i disagi. Nelle scuole italiane, sono stati recentemente avviati programmi di screening di massa per individuare i bambini sofferenti di problemi di carattere psicologico. Se tuo figlio perde le cose, è disattento a scuola, interrompe spesso gli insegnanti od è aggressivo coi compagni di classe, non è detto che sia malato. Prima di sottoporlo ad una cura dagli esiti incerti e dagli effetti collaterali potenzialmente distruttivi, raccogli informazioni complete sul nostro portale, oppure contatta il nostro Comitato per ricevere a casa una pubblicazione gratuita. Spesso un bambino ha solo necessità di essere ascoltato con attenzione. Non etichettare tuo figlio. Ascoltalo!”Quello sopra riportato è il testo stampato sulla quarta di copertina delle centinaia di migliaia di pubblicazioni che il nostro Comitato ha già gratuitamente distribuito in tutta Italia, in scuole, ospedali, famiglie. La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci – al fine di risolvere problemi che andrebbero invece probabilmente affrontati con metodologie pedagogiche ed educative – è ormai sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età scolare e pre-scolare in tutto il mondo occidentale. Questo fenomeno è ormai giunto all’attenzione dell’opinione pubblica e dei media, ed impegna in un appassionato dibattito buona parte della comunità scientifica internazionale. Il caso più eclatante è quello della cosiddetta “sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, meglio conosciuta con l’acronimo inglese ADHD, “malattia” che viene ormai diagnosticata fin dal primo anno di età e la cui “cura” prevede la prescrizione di psicofarmaci, terapia le cui linee guida sono contestate da associazioni di genitori, insegnanti, medici e giornalisti per la loro eccessiva genericità, che porrebbe a facile rischio di abuso nella somministrazione a bambini ed adolescenti.  È una vera e propria tendenza, quella di “schedare” bambini irrequieti e indisciplinati come “malati mentali”: sono ribelli, “creano problemi”, ed il farmaco diventa apparentemente il modo migliore per tenerli a bada.Secondo alcune autorevoli fonti mediche, delle quali troverete ampi riferimenti in questo stesso sito, questa situazione è anche il risultato del preponderante modello medico–biologico della psichiatria odierna, che riconduce ogni problema psicologico o comportamentale a disfunzioni di carattere strettamente fisiologico, tralasciando invece altre possibili cause quali quelle sociali od ambientali. Ecco quindi che chiunque, inclusi i bambini, potenzialmente può diventare un soggetto interessato da cure psichiatriche invasive: in Italia, oltre 800.000 bambini sono già stati etichettati come potenziali destinatari di questo genere d’interventi terapeutici."




Fonti:
http://www.laleva.cc/cura/ritalin/ritalin_infolab.html
http://www.medicinenon.it/il-mercato-psichiatrico-dei-bambini
http://www.giulemanidaibambini.org/articoliscientifici/glm_articoliscientifici_allegato_65.pdf
http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__171.pdf
http://www.soscrescere.org/bampsi.htm

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