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2015/09/04

INSALATA IN BUSTA NUOVE TEMPERATURE: RIMANE COMUNQUE UN PRODOTTO IN ATMOSFERA PROTETTA DA EVITARE





Vi avevo già parlato delle insalate in confezione, o di IV gamma, o in atmosfera protetta.. scegliete voi la dicitura..
A prescindere dalle nuove regole che sotto vi elencherò sono ancora veramente scettica, anzi contraria al loro utilizzo.
Vi rilinko qui tutte le informazioni necessarie da sapere, quindi i rischi che si corrono, acquistando prodotti confezionati in atmosfera protetta.


Detto questo ricordate che vengono inseriti gas "definiti" inerti che inerti non sono visto che basta una piccola alterazione nella catena del freddo o difetto di fabbrica che senza accorgencene ci troviamo in tavola un prodotto tossico con l'aspetto sano!!!

NELLA MAGGIOR PARTE DEI FRIGHI POTETE LEGGERE LA TEMPERATURA DEL FRIGO (SEMPRE SE NON ROTTO) INFONDO A DESTRA.

Un'inchiesta di Altroconsumo recita quando di seguito:

Oltre che per preservarne intatta la qualità fino alla sua data di scadenza, la corretta conservazione di un alimento è fondamentale per mantenerlo sano, alla larga da proliferazioni batteriche. Questa protezione dei cibi avviene attraverso il freddo, che deve essere costante dalla fase di produzione a quella di vendita finale (la cosiddetta "catena del freddo"). Una nostra inchiesta ha voluto verificare se i commercianti conservano i cibi alle giuste temperature: siamo andati in diversi punti vendita di Milano e Roma (dal negozietto al grande ipermercato) e, armati di termometro, abbiamo controllato le temperature dei banchi frigoriferi e degli alimenti in essi conservati; oltre al versante freddo, abbiamo anche preso di mira i banchi riscaldati, dentro i quali fanno bella mostra i prodotti di rosticceria.
I dati raccolti non sono per niente positivi. 
·  Sul versante temperature proprio non ci siamo: circa l'80% dei campioni è risultato pessimo. Nel complesso, quindi, gli alimenti troppo spesso sono conservati in banchi refrigerati a temperature più elevate rispetto a quelle ideali, a danno della loro salubrità. (ndr.Mi domando quindi anche se andiamo a modificare le tabelle di temperatura.. fra poco tempo quando i frighi inizieranno ad essere usati.. quanto verranno rispettate? aggiustati perchè vengano tenute?? VE LO ASSICURO CON ESPERIENZA DIRETTA SUL CAMPO!!DOVE HO VISTO SITUAZIONI DA DENUNCIA!!")
·  Tale situazione è senz'altro favorita dalla mancanza di regole chiare e obbligatorie. Il ministero della Sanità si limita a fornire indicazioni di massima, ma non c'è alcuna legge che imponga di osservare specifiche temperature per la conservazione degli alimenti refrigerati. 
·  Il vuoto legislativo porta con sé una superficialità di comportamento da parte dei punti vendita che finisce spesso per sfociare in negligenza: scarsi controlli per evitare che si interrompa la catena del freddo, alimenti accatastati sui banconi, messi vicino a fonti luminose o posizionati verso i bordi esterni al limite della zona refrigerata… Insomma, un generale pressappochismo che non giova certo al mantenimento della buona qualità dei prodotti, con il rischio di conseguenze negative sulla salute dei consumatori.

Dallo scorso 13 agosto sono entrate in vigore le nuove regole previste dal decreto attuativo (decreto 20 giugno 2014) dell’art. 4 della legge n. 77/2011 sulla preparazione, il  confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di IV gamma, ossia su quei prodotti freschi pronti per il consumo, come le insalate in busta, preparati freschi pronti da cuocere per minestroni o contorni, macedonie in vasetto.

Tra i nuovi obblighi, quello di mantenere i prodotti ortofrutticoli ad una temperatura inferiore a 8°C. Questo vuol dire che in alcuni supermercati e negozi non attrezzati con frigoriferi adatti, le insalate pronte potrebbero sparire, almeno nel breve periodo.

Sono prodotti che si sono affermati sul mercato per la loro comodità e praticità, anche se, ovviamente, queste qualità si pagano. Le nuove disposizioni sono un passo avanti in materia di sicurezza alimentare e verso la trasparenza e la corretta informazione del consumatore. Un rafforzamento delle sue tutele, anche se alcune previsioni potranno comportare un aumento dei costi.

E’ fondamentale che le autorità di controllo competenti facciano controlli a tappeto per verificare la corretta applicazione delle nuove regole; i consumatori che riscontrassero delle irregolarità, possono segnalarle all’indirizzo email: segnalazioni@consumatori.it

Di seguito le principali nuove regole che il consumatore può e deve controllare:

1) Nei supermercati e nei negozi i  prodotti ortofrutticoli di IV gamma dovranno essere mantenuti ad una temperatura inferiore a 8°C.

2) E’  consentita l’aggiunta di ingredienti di origine vegetale non freschi o secchi, ma in quantità non superiore al 40% del prodotto finito.

3) Sulla confezione dovranno essere riportate, “in un punto evidente dell’etichetta, in modo da essere facilmente visibili e chiaramente leggibili“:

a) “prodotto (oppure il tipo di prodotto, ad es. insalata) lavato e pronto per il consumo“, o “prodotto lavato e pronto da cuocere“;

b) le istruzioni per l’uso per i prodotti da cuocere;

c)  la  dicitura: “conservare in frigorifero a temperatura inferiore agli 8°C“;

d) la dicitura: “consumare entro due giorni dall’apertura della confezione e comunque non oltre la data di scadenza“, a meno che il prodotto è da cuocere nella confezione integra. Non ci saranno più equivoci, insomma, sulla durata dell’insalata una volta aperta la confezione.








http://www.altroconsumo.it/alimentazione/nc/articoli/inchiesta-sui-banchi-da-frigorifero-di-negozi-e-supermercati-altroconsumo-134

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