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2015/08/27

TEFLON,PFOA, PENTOLE ANTIADERENTI SONO DANNOSE? FACCIAMO CHIAREZZA




Da mamma italiana, da semplice donna che desidera capire per poter fare delle scelte ,mi imbatto nuovamente in tutta una serie di informazioni contraddittorie, dove la letteratura scientifica dimostra una cosa e poi le associazioni governative, i media dicono altro..

Questo giro di ruota spetta  al Teflon.
Le domande che mi pongo sono:
Visto che è stato dimostrato che per fare il Teflon si usano sostanze altamente tossiche che inquinano l'acqua e causano tumori e tanto altro agli abitanti dei paesi dislocati nelle vicinanze delle fabbriche che lo producono (PFOA, Lo scorso anno, la DuPont ha accettato di pagare 85 milioni di dollari ad abitanti dell'Ohio e della West Virginia che le avevano fatto causa perché residui di Pfoa erano stati trovati nell'approvvigionamento idrico di un impianto della West Virginia.)
visto che è stato dimostrato che pentole antiaderenti rilasciano sostanze nocive quando raggiungono alte temperature, tanto che in America è in atto un programma per l'eliminazione del PFOa dalla produzione entro il 2015,
visto che anche in Italia ci sono inchieste parlamentari sui danni causati dalla sua lavorazione...

COME SI PUÒ SOSTENERE CHE 
IL TEFLON NON SIA PERICOLOSO?

Leggere articoli di testate come il fatto alimentare od altro consumo che sostengono questo?

Un articolo del fatto alimentare dice:

Padelle antiaderenti: il Teflon non finisce nel cibo anche se il rivestimento è danneggiato. Una buona pentola costa circa 15 euro

L'inghippo nasce perchè tre sono i problemi paralleli,invece si vuole collegare teflon a PFOa e basta.. negando invece i danni che esistono in se nella stessa pellicola antiaderente.

Mi spiego meglio..

Tre sono i danni che ho deciso di prendere in considerazione, danni che vengono denunciati
  • danni derivanti dalle sostanze chimiche usate per fare il teflon  e similari come PFOA e il PFA(danni nelle falde acquifere,danni ai nenonati perchè entra attraverso il latte amterno..acqua potabile altamente inquinata..)
  • dani causati dal teflon sottoposto ad alte temperature 
  • danni causati dalla pellicola antiaderente contenente nanoparticelle metalliche che entrano negli alimenti

1) PFOA E TEFLON

Cosa è il teflon?
Teflon è il nome commerciale di un polimero sintetico, conosciuto come Politetrafluoroetilene e con l'abbreviazione PTFE. Si tratta di una materia plastica resistente alle alte temperature, anche superiori ai 200°C. Il PTFE è idrofobo e presenta uno dei più bassi coefficienti di attrito rispetto ai materiali solidi. In questo modo l'antiaderenza delle padelle rivestite in teflon è garantita.

Il teflon è un marchio registrato dalla DuPont per alcuni polimeri contenenti fluoro e impiegati, tra gli altri scopi, per rendere antiaderente il pentolame tramite copertura con uno strato sottile politetrafluoroetilene (PTFE) e suoi similari, come i PFA, i perfluoroalcossipolimeri).
Per la preparazione dello strato antiaderente vengono usate poi altre sostanze tossiche (orami appurato scientificamente) ossia l’acido perfluoroottanoico (C7F15COOH) e i suoi sali, principalmente quello di ammonio,il PFOA.
Tali sostanze sono impiegate come emulsionanti durante la preparazione dello strato antiaderente, ma "pare" vengano eliminate nello stadio finale.

Cosa è il PFOA?
Il PFOA non presente in natura ma prodotto sinteticamente, è prodotto principalmente per l'uso come agente di dispersione acquosa come il sale di ammonio nella produzione di fluoropolimeri. PFOA può essere prodotto anche involontariamente dalla degradazione di alcuni fluorotelomers, che non sono fabbricati usando PFOA, ma potrebbe degradare a PFOA.
Poiché i PFOA vengono impiegati nella produzione di vari beni di consumo , tra cui i rivestimenti idrorepellenti e antimacchia per tessuti e tappeti, i rivestimenti resistenti all’olio per prodotti di cartaper uso alimentare, le schiume antincendio, le vernici per pavimenti e gli insetticidi, successivamente l'Epa e L'Epsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare, hanno stabilito delle dosi giornaliere tollerabili (Tdi), pari a 1,5 microgrammi (1.500 nanogrammi) per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Sin dal 2006 molte associazioni, gruppi di ricerca si stanno mobilitando per indagare sulla tossicità del PFOA, tanto che  l' EPA nel 2006  ha invitato gli otto principali produttori mondiali di PFOA (Arkema, Asahi, BASF Corporation (successor to Ciba) Clariant, Daikin, 3M/Dyneon, DuPont
Solvay Solexis ) :

  • Di impegnarsi a raggiungere, entro il 2010, una riduzione del 95 per cento, misurata da una linea di base 2000, in entrambe le emissioni e livelli di  PFOA.
  • Di impegnarsi a lavorare verso l'eliminazione di queste sostanze chimiche dalle emissioni e nei prodotti entro il 2015.  
Tra le nuove regolamentazioni governative l'EPA ha anche iniziato una action dove propone un uso regolamentato molto stretto delle sostanze chimiche a lunga catena come  le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) ed i carbossilati, loro derivati o trasformazioni.
Le ditte soggette a tale regolamentazione SNURs sarebbero tenute a comunicare all' EPA almeno 90 giorni prima di iniziare tale produzione o trasformazione.


Alcuni danni del PFOA
Anche l'Environmental Protection Agency (Epa) - agenzia Americana di protezione ambientale - ha accertato che una delle sostanze utilizzate nella produzione del teflon - l'acido perfluoroctanico (PFOA) - permane nel sangue per 4 anni.  I danni accertati e denunciati sono al fegato e all'apparato riproduttivo, oltre che per la gravidanza e per i feti, dato che i residui di questo materiale sono stati individuati nei cordoni ombelicali e nel sangue delle donne in attesa di un figlio. Gli scarichi industriali di PFOA possono provocare l'accumulo della sostanza tossica nelle falde acquifere, con contaminazione delle acque potabili. Il PFOA è ritenuto una sostanza  cancerogena per gli esseri umani.

L'Environmental Working Group  afferma senza dubbio che Dupont, inventore e primo produttore di prodotti rivestiti in teflon, sarebbe stato al corrente dei suoi effetti negativi per la salute per oltre 50 anni.

In Italia sempre nel 2006 il progetto europeo PERFORCE avviò un'indagine per stabile la presenza di PFOA e derivati nelle acque e sedimenti dei maggiori fiumi europei...da questa è risultato che

il PO AVEVA LA CONCENTRAZIONE MASSIMA DI PFOA FRA TUTTI I FIUMI EUROPEI.

Notizia confermata poi da ulteriori indagini sulle zone del bacino Po effettuate dalla Joint Reserch Center, dall'IRSA e CNR.
L'evidente situazione di rischio per l'ambiente e l'uomo ha portato nel 2011 a stipulare una convenzione tra il Ministro del territorio e l?istituto di Ricerca sulle acque del CNR per lo studio del rischio ambientale da PFOA

Questo mese sempre la EGW ha rilasciato la dichiarazione che da nuove recenti indagini il PFOa è molto più pericoloso di quel che si è sempre pensato.

Il PFOA può causare il cancro, difetti alla nascita e malattie cardiache e indebolire il sistema immunitario. Non è più prodottao negli Stati Uniti , ma i Centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie dice che è nel sangue di quasi tutti gli americani - anche quelli che non erano ancora nati quando è stato utilizzato per fare centinaia di antiaderente, antimacchia eprodotti resistente all'acqua .

PFOA e altre sostanze chimiche nella sua classe, conosciute come PFC, possono essere trasmesse dalla madre al feto nel grembo materno.

Utilizzando i dati di una carta di Philippe Grandjean di Harvard e Richard Clapp della University of Massachusetts-Lowell,l'  EWG ha calcolato che il dosaggio raccomandato per PFOA dalla FDA come "sicuro" nell' acqua potabile è più di 1000 volte troppo alto per proteggere completamente la salute delle persone.
I loro risultati suggeriscono che il PFOA è simile ad amianto o piombo - pericolosi a qualsiasi livello di esposizione.

Quindi grande allarme perchè in molte zone (vicine alle frabbriche Dupont) a Parkersburg, W. Va. i i rifornimenti idrici sono contaminati di PFOA  160 o più volte rispetto all'indice di sicurezza.
E 'anche allarmante per i 6,5 milioni di americani in 27 Stati la cui acqua è contaminata con il PFOA, da 5 a 174 volte il livello previsto..

Grandjean e il suo team di Harvard ha pubblicato un altro documento, che ha esaminato il sangue dei bambini nati nelle isole Faroe, le cui madri assumono una dieta di frutti di mare fortemente contaminato con PFOA e sostanze chimiche simili.

The Huffington Post ha riferito: "Per ogni mese, che una mamma  allattata esclusivamente al seno, (ricercatori)si riscontrano i livelli nel sangue del suo bambino di questi inquinanti d' acqua e prodotti chimici antimacchia aumentare in media del 20-30 per cento."
The Charleston Gazette-Mail. "Purtroppo, l'attuale legislazione statunitense non richiede alcun test di sostanze chimiche. . . per il loro trasferimento a neonati e gli effetti negativi connessi ".

Un portavoce della American Chemistry Council, la lobby dell'industria chimica, ha detto a Huffington Post che i problemi con PFOA e sostanze chimiche simili sono ormai del passato: "I volontari sforzi  dell'industria  hanno portato alla riduzione di tali sostanze nell'ambiente. Per contribuire a sostenere che la fase-out, le nostre aziende hanno sviluppato soluzioni alternative. . . (che) sono alcuni dei più robusti-studi sui  prodotti chimici introdotti nel mercato. "

Volontario? Certo, se così si vuol definire  l'eliminazione del PFOA che la DuPont è stata costretta a fare nel 2006, dopo che l'EPA è stato allertato per evidenziare che la società aveva coperto i rischi del PFOA per decenni. 
Robusti studi? Come EWG ha riportato a maggio,l'obsoleto Toxic Substances Control Act (TSCA che vi ho accennato prima),ha lasciato DuPont e altre società libere di introdurre sul  mercato dei prodotti chimici antiaderente senza mai dimostrare che sono sicuri.

Bioaccumolo PFOA non solo nell'uomo ma anche negli animali e piante

Sia il PFOS che il PFOA sono in grado di bioaccumularsi negli organismi viventi,
e la loro concentrazione viene trasferita all’interno della catena alimentare. Oltre l’allarme
destato dalle proprietà di persistenza dei PFC, questa loro capacità di bioaccumulo suscita
preoccupazione in quanto, questi composti sono sospettati di esplicare tossicità su piante ed animali.
l’esposizione al PFOS potrebbe incrementare la permeabilità cellulare nei confronti di altri composti tossici, che possono essere contemporaneamente presenti nell’organismo, come ad esempio le diossine, potenziandone l’azione. Inoltre, l’interruzione della comunicazione cellulare,fondamentale per la crescita della cellula, può voler dire crescita cellulare anormale,quindi in parole povere sviluppo di tumori, specie in caso di esposizione cronica. Questo fenomeno è stato dimostrato sia per il PFOA che per il PFOS, e sembra essere in relazione con la lunghezza della catena carboniosa delle molecole.

Di fatto, oggi molte case produttrici che usano il Teflon come rivestimento antiaderente hanno abbandonato da tempo questo acido, ricorrendo a processi diversi, e ne hanno fatto un claim: sono sempre di più le etichette di pentole e padelle antiaderenti che riportano la dicitura PFOA free per indicare l’assenza del controverso acido nello strato di Teflon..però le sostanze usate in sostituzione non sono nuovamente state certificate come innoque per l'uomo e ambiente, ovvero il ciclo si ripete.
Riassumendo:
È datata 1978 la comunicazione della 3M sulla concentrazione di PFOA nel sangue dei suoi operai (Danish EPA 2005-project n. 1013). Soltanto nel 2002 la OECD (Organisation for Economic cooperation and Development) denunciava i pericoli legati all’utilizzo del PFOS, sostanza persistente nell’ambiente e molto tossica per i mammiferi. Nel 2006 il parlamento europeo limita l’utilizzo di PFOS in concentrazioni superiori allo 0,0005% nei preparati. L’Epa ha messo fuorilegge l’utilizzo di PFOA a partire dal primo gennaio 2016. Il PFOS è proibito negli USA dal 2000 .. ma le acque risultano ancora fortemente inquinate..ed i bambini  nascono con presenza di PFOA nel cordone ombelicale..!!

In Europa vige il principio di Precauzione, quindi dovremmo essere salvi?
Mi sembra proprio di no.. visto che le decisioni governative, i media rilasciano dichiarazioni che permettono a queste sostanze di essere rilasciate  nel nostro ambiente.. riproponendo come valida l'autorizzazione del FDA sulla sicurezza e livelli massimi di assunzione.

La verità sul PFOA hanno iniziato a circolare dal 2001...vi è continuo flusso di rivelazioni leggete qui di seguito una delle tante inchieste parlamentari in Italia... ma come viene data l'informazione al pubblico? quanti conoscono la verità sui danni del teflon?


In Italia:

Interrogazioni parlamentari
12 ottobre 2005
E-3574/05
INTERROGAZIONE SCRITTA di Mario Borghezio (IND/DEM) alla Commission e

 Oggetto:  Danni alla salute dei cittadini causati dalla lavorazione del Teflon nell'impianto di Pondenzano (Piacenza-Italia)
Risposta(e)
Considerato che:

molti cittadini di Podenzano (Piacenza - Italia) accusano malesseri causati dalle esalazioni dell´industria chimica River S.p.A. classificata «insalubre di 1a classe» che tuttora imperversano sul centro abitato, insediata nel ´95 accanto alle abitazioni nonostante l´attività pericolosa di decapaggio, verniciatura e teflonatura di dischi destinati alle pentole e l´impiego di sostanze pericolose, con una significativa presenza di base solvente perseguita dalla direttiva 1999/13/CEE(1) dell´11.3.1999;
la letteratura scientifica avverte dei danni causati dall´esposizione ai fumi della depolimerizzazione del Teflon (particelle nanometriche classificate tra le più pericolose per la salute umana) e della difficoltà di monitorarle all´esterno, dati rilevanti ai fini della tutela dell´ambiente e della salute.
Ma l´UE non ha ancora definito la normativa che regolamenti i nuovi impianti e le emissioni di Teflon, mentre nuovi studi sull´utilizzo del Politetrafluoroetilene (P.T.F.E.) imputano alla depolimerizzazione termica stessa di contribuire in maniera rilevante all´inquinamento complessivo attraverso la formazione di radicali liberi e all´effetto serra con la produzione di composti molto stabili appartenenti alla famiglia dei trifluoroacetati.

Potrebbe la Commissione far conoscere in base al principio di precauzione se si possa dichiarare l´inapplicabilità del D.M. 12.7.1990 poichè incompatibile con le norme comunitarie e l´inammissibilità che i fumi prodotti dagli otto camini di raffreddamento e by-pass dalla River S.p.A., possano essere espulsi all´esterno senza sistemi d´abbattimento e di monitoraggio in continuo nonché se ritenga necessario colmare il «vuoto normativo» per i nuovi impianti e le emissioni di Teflon, identificando una linea seria di studio ed approfondimento d´interesse scientifico e comunitario, già applicata in alcuni Stati Membri?
(1) GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1.


La mortalità per cause  verificata in quattro comuni veneti interessati da un inquinamento dell’acquedotto per opera dei PFAS conferma la potenziale nocività dei composti perfluorurati ingeriti con l’acqua potabile. Accanto ad alcune delle patologie riscontrate dal gruppo di lavoro C8 Health project della Virginia, è risultata aumentata anche la mortalità per altre patologie, come il diabete, il tumore della mammella nel maschio, gli infarti, l’Alzheimer e il Parkinson. Le nostre osservazioni indicano con forza la necessità di programmare ulteriori ricerche nell’area interessata dall’inquinamento.







Produzione ed utilizzo

PTFE (Teflon) capostipite di tutti i fluoropolimeri
Gore-Tex

Ampia varietà di prodotti ed applicazioni OLTRE ALLE PADELLE

• Trattamenti impermeabilizzati di pelle e tessuti
• Trattamenti di rivestimento di carta e cartone
• Detergenti (tensioattivi), cere per pavimenti;
• Pitture e vernici
• Pesticidi e insetticidi
• Schiume anti-incendio
• Pellicole fotografiche
• Trattamenti di superfici metalliche (per diminuire la tensione superficiale)

• Agenti di sgorgo per tubature.

2) RIVESTIMENTI ANTIADERENTI SONO SICURI?
La sicurezza dei rivestimenti antiaderenti è stata riaffermata da molte fonti responsabili, inclusa la Food & Drug Administration (FDA) americana, l’ EPA, la European Food Safety Authority (EFSA), la People’s Republic of China and il Danish Technological Institute approvato dal governo

Questo non mi da sicurezza, detta chiaramente...
Comunque ho deciso di leggere le varie ricerche sui gas rilasciati dai rivestimenti antiaderenti con le alte temperature.

DuPont, i produttori di pentole in teflon, ha rilasciato dati che mostrano le temperature necessarie per rilasciare questi gas. I loro risultati evidenziano che:
Teflon inizia ad emettere gas a circa 464 ° F ovvero 240°C

 A 680 ° F (360 °C) Teflon emette fino a 6 gas tossici, di cui 2 agenti cancerogeni, 2 inquinanti globali e MFA (una sostanza chimica letale per gli esseri umani a basse dosi)

Un test pubblicato dal gruppo di lavoro ambientale EWG mostra che una padella Teflon può facilmente essere riscaldato oltre 382 ° C in cinque minuti durante il normale processo di pre-riscaldamento. Rivestimenti in Teflon e antiaderente diventare più dannoso quando è più vecchio e più  graffiato.
Il fumo può ammalare la gente, a creare una condizione chiamata "febbre da fumi di polimero."

Febbre da fumi di polimero’ è una reazione umana dei gas emessi dal caldo Teflon. Molte persone soffrono di questa condizione senza rendersene conto come i suoi sintomi sono molto simili all’influenza. Essi includono febbre, brividi e nausea. Non conosciamo gli effetti a lungo termine sugli esseri umani di febbre da fumi di polimero o l’esposizione ai rivestimenti in Teflon.

Il dottor Mercola menziona che altri studi indipendenti hanno trovato prove di difetti alla nascita nei bambini da operai esposti a PFOA  . Nel 1981, 2 su 7 donne che lavoravano in un  impianto di rivestimento antiaderente ha dato alla luce neonati con difetti congeniti. Egli ricorda inoltre che il Teflon può causare infertilità.

MIE CONSIDERAZIONI

Se devo pensare che il rivestimento sia tossico solo sulla base del surriscaldamento sinceramente mi lascia scettica o meglio non lo vedo comune anche se fattibile.
Vedremo che a mio parere altri sono i danni arrecati da questi rivestimenti.. e non tanto derivati dal calore QUANTO DALL'INGESTIONE.

Perchè scettica? perchè mi chiedo.. visto che il burro ed i grassi iniziano a bruciare e fare fumo a 240° ed il rivestimento inizia a deteriorarsi a 240 /360 a seconda delle case...quante volte può accadere che metto la padella a fuoco acceso al massimo senza nulla facendola arrivare a quella temperatura?
Se arriva a quella temperatura con olio per un soffritto... a quel punto se butto giù l'aglio si brucia...

Quindi sicuramente do credito ai danni provocati dai fumi rilasciati dal teflon ad alte temperature anche se non lo vedo come problema principale.. anzi..e sulla base di questo dico che il miglior modo per usarle ( cosa che comunque sconsiglio) è quello di non lasciarle mai surriscaldare a vuoto.. di non far mai surriscaldare i grassi all'interno... nel caso SAPPIAMO CHE DOBBIAMO GETTARE LA PADELLA ANCHE SE SEMBRA NUOVA.. perchè in realtà il materiale ha iniziato il detoriamento..che avverrà via via in modo sempre più grave e dannoso con le cotture successive. EVITARE INOLTRE BISTECCHIERE ANTIADERENTI perchè si in quel caso la piastra viene surriscaldata di molto!!


3) RIVESTIMENTO IN TEFLON TOSSICO- NANOPARTICELLE

Come detto questo non mi sembra il solo motivo per evitare padelle antiaderenti.. in realtà i danni derivano dal consumo del rivestimento.. e della sua ingestione attraverso gli alimenti.

Trovo veramente arrogante scientificamente sino a sfociare in una informazione dannosa dire che ingerire teflon  o antiaderente non faccia nulla!!!(vedi affermazione sul fatto alimentare, per altro testata letta e considerata dai più attendibile)

Qui riporto in gioco le ricerche di Montari e Gatti (di cui ho ampiamente parlato nell'articolo sulle nanoparticelle e danni sull'uomo)

Lo scienziato bolognese ha analizzato una ventina di tegami di varie aziende produttrici  per conto di un grande distributore nazionale, incuriosito dalle notizie contraddittorie circolanti su questi prodotti. “I recipienti di cottura, prodotti da fabbricanti diversi, sono stati portati in due riprese al nostro laboratorio da un grande distributore desideroso di essere rassicurato circa la loro innocuità per la salute. La nostra analisi di microscopia elettronica doveva stabilire se il fondo antiaderente si staccasse, entrando così nella composizione del cibo, e, nel caso, che cosa si staccasse. A detta di chi si occupa del lato commerciale della faccenda, pare che le massaie siano particolarmente attratte dalle particelle luccicanti che si vedono nello strato antiaderente”, racconta al Salvagente Montanari.

Abbiamo analizzato al microscopio elettronico il fondo antiaderente di tutti i tegami e per tutti abbiamo rilevato la presenza di particelle luccicanti, visibili in parte anche a occhio nudo”, spiega lo scienziato al settimanale dei consumatori. Ma le analisi non si sono fermate a ciò che anche un occhio non esperto può vedere. Quelle particelle - solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili - sono minerali che si staccano dal fondo a prescindere dall’eventuale uso maldestro del tegame. “Queste nanoparticelle di minerali - aggiunge Montanari - dalle composizioni più varie (in un caso i numerosissimi detriti erano costituiti da silicio-alluminio-titanio e silicio-alluminio-titanio-calcio) si staccano a prescindere dalle sollecitazioni e finiscono nelle pietanze che stiamo cucinando”.


E poi? Dal cibo le nanoparticelle finiscono nel nostro organismo. Certo non in grande quantità, ma un uso continuativo di questa modalità di cottura dei cibi, a lungo andare può provocare danni seri. “La patogenicità - continua Montanari - è legata principalmente all’essere corpi estranei e come tali essere percepiti dall’organismo. Non al tipo di materiale da cui sono costituite. La particella viene sequestrata dall’organismo in qualunque organo o tessuto. Qui, da corpo estraneo, innesca una reazione infiammatoria cronica che si trasforma in un cancro. A farlo ci può impiegare un po’ di mesi o anche diversi decenni, ma lo fa”. Non è tutto. “Le polveri passano anche da madre a feto inducendo aborti, malformazioni fetali o cancri nel bambino che nasce già ammalato. Altre patologie che le polveri inducono indipendentemente dalla composizione sono, tra le tante, ictus, infarto, tromboembolia polmonare e perfino malattie ‘insospettabili’ come il diabete di tipo 1. Le quantità che s’ingeriscono con i cibi cotti nei recipienti antiaderenti sono relativamente basse, ma vanno ad aumentare la nostra razione quotidiana di porcherie e, dunque, vanno evitate. A casa mia quelle pentole e quelle padelle ora sono bandite”, afferma Montanari.


Che fare  allora per ridurre il rischio? Una precauzione importante sarebbe scegliere quei tegami che non presentano lo strato luccicante ma che sono ugualmente antiaderenti, come ad esempio la ceramica. Ma non solo. “L’altra precauzione è di non sfiorare mai lo strato antiaderente con oggetti duri, anche di legno, perché la matrice plastica si graffierebbe comunque. In generale il mio consiglio è usare recipienti d’acciaio e basta. E pazienza se la frittata s’attacca”, conclude l'esperto.

Ovviamente sul bruciato si apre nuova parentesi...ma ritengo che una bruciatura sia meglio dei danni della nanoparticelle.

Sulla base di questo breve esame di punti... ritengo che dovremmo cercare altre soluzioni per cuocere..l'acciaio rimane la meglio.. visto che anche l'alluminio è tossico.
Altre alternative il vetro..la ceramica
Vedremo poi meglio dove e come.. per ora il mio consiglio è il ripulisti in cucina!!


Se proprio non volete farne a meno seguiamo alcune precauzioni:


Ci sono delle precauzioni da prendere per utilizzare le pentole antiaderenti conformemente ai criteri di sicurezza? 


Sì. Di seguito sono riportati alcuni consigli per usare le pentole antiaderenti senza dover temere per la sicurezza:

  • Le pentole non devono mai essere surriscaldate.
  • Quando si cucina con pentole a cui è stato applicato un rivestimento antiaderente Teflon™, è opportuno usare una fiamma bassa o media. I rivestimenti sono completamente sicuri se vengono utilizzati per le normali finalità, anche per cuocere al forno o per friggere, e sopportano senza problemi temperature fino a 260 °C.
  • Non bisogna dimenticare pentole vuote su un fornello o in un forno acceso.
  • Prima di utilizzare una pentola, bisogna leggere le istruzioni del produttore.

Cosa si intende per uso “normale” o “convenzionale”in cucina? 

Le pentole dotate di un rivestimento antiaderente  possono essere utilizzate a temperature massime di circa 240° C senza che il rivestimento subisca danni. Queste temperature sono di gran lunga superiori a quelle di bollitura, frittura e cottura al forno.
La temperatura di bollitura dell’acqua è di 100 °C.
Le normali temperature per friggere carne vanno da 204° a 243 °C.
Le più alte temperature raggiunte nel forno, ad esempio per arrostire pollame o verdure, sono pari a circa 232 °C.
Per cuocere al forno biscotti o torte si raggiunge un intervallo di temperature compreso tra 163° e 204 °C.
Temperature più elevate, da 260° a 288 °C, invece, servono per grigliare. Non  è consigliato dalle aziende produttrici  utilizzare tegami antiaderenti a tali temperature.








Fonti:

http://www.everydayexposures.com/toxins/pfcs
http://www.sustainability-lab.net/it/blogs/sustainability-lab-news/dal-2015-teflon-piu-sicuro.aspx
http://www.gruppohera.it/binary/hr_canale_acqua/interventi_endocrini/Report_Interferenti_Web.1316597614.pdf
http://www.ewg.org/research/canaries-kitchen/dupont-has-known-50-years
http://www.ilfattoalimentare.it/altroconsumo-promuove-padelle-antiaderenti-danneggiate-non-rilasciano-teflon.html
http://rubino.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/pentole-antiaderenti-facciamo-chiarezza/
http://www.ilfattoalimentare.it/altroconsumo-promuove-padelle-antiaderenti-danneggiate-non-rilasciano-teflon.html


3 commenti:

  1. Questo articolo è rivelatore. Sapevo che il teflon facesse male ma non ero così ben informato. Adesso via il teflon dalla mia cucina. Grazie!

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