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2015/08/12

NANOPARTICELLE,NANOMETALLI,NANOINGEGNERIA,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE


NANOPARTICELLE E NANOMETALLI,
CAUSA 
DELLE NANOPATOLOGIE 


Elisabetta Crisponi




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1) INTRODUZIONE ALLE NANOPATOLOGIE
2 )COSA SONO LE NANO PARTICELLE
3) DANNI DELLE NANOPARTICELLE

-   INALAZIONE NANOPARTICELLE ==> NEI POLMONI==> NEL SANGUE ==> ORGANI

- INALAZIONE NANOPARTICELLE ==>NEL CERVELLO - attraverso neuroni olfattivi/ circolazione sistemica                                                                                                                                
-   NANOPARTICELLE ==> RADICALI LIBERI

-   ASSUNZIONE MODERATA NEL TEMPO ==> MALE ASSORBIMENTO SOSTANZE                 DI NANOPARTICELLE                                    NUTRITIVE NEL FLUSSO SANGUIGNO


                               
4) DOVE SI TROVANO E COME NE VENIAMO IN CONTATTO:

-  ESPLOSIONI (MILITARI)
-  COMBUSTIONE
-  SCIE CHIMICHE E GEO-INGEGNERIA
-  MEDICINALI
-  VACCINI
-  ALIMENTARE
-  COSMETICA
-  MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
-  RIVESTIMENTI E PRODOTTI

5) NANOTECNOLOGIA
Definizione
Caratterizzazione magnetica delle nanoparticelle
Possibili applicazioni per nanoparticelle

-  SCIE CHIMICHE E GEO-INGEGNERIA
-  MEDICINALI
-  VACCINI
-  ALIMENTARE
-  COSMETICA
-  MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
-  RIVESTIMENTI E PRODOTTI

L'uomo è sempre vissuto in un ambiente polveroso, tra vulcani,sabbia,deserti e spiaggia.. ma quello di cui oggi volevo parlare sono pulviscoli molto più fini e molto più pericolosi per la salute dell'uomo:
Nanomateriali,nanometalli della nanotecnologia  e di come questi hanno ripercussioni sulla nostra salute con le NANOPATOLOGIE.

Non pensiamo di esserne immuni o fuori dal loro range d'azione.. perchè come vedrete la nanoparticelle tossiche sono ovunque e si nascondono .. nell'aria, acqua, alimenti, nella cosmesi, medicine, vaccini, materiali,prodotti per la casa,tessuti....
"L'uso delle nanotecnologie nei prodotti di consumo continua a crescere rapidamente," dice David Rejeski di P.E.N (Project of Emerging Nanotechconlogies). "Quando abbiamo lanciato l'inventario  a marzo 2006 avevamo solo 212 prodotti. Se l'introduzione di nuovi prodotti prosegue al ritmo attuale, il numero di prodotti elencati nell'inventario raggiungerà circa i 1.600 entro i prossimi due anni. Ciò fornirà importanti sfide di vigilanza per le agenzie, come la Food and Drug Administration e Consumer Product Safety Commission, che spesso non hanno alcun meccanismo per identificare prodotti nanotecnologici prima di entrare sul mercato. 
CLICCANDO SOPRA OGNUNO TROVERETE "ALCUNI"IMPIEGHI....

Le nanopatologie non sono nuove malattie.. bensì una branca che studia come le nanoparticelle, entrando e depositandosi nel nostro organismo, siano la causa di molte patologie ,in gran parte a noi purtroppo già note, a carico del sistema muscolare, neurologico (Come la Sindrome da Fatica cronica,perdita di memoria a breve,morbo di Parkinson,e di Alzheimer,Morbo di Crhom) ,nella sfera sessuale,malattie tumorali,malformazioni fetali... 
E` stato dimostrato dal professor Nemmar dell’Universita` cattolica di Leuven che particelle da 100 nanometri, ovvero 0,1 micron, se respirate, passano la barriera polmonare in 60 secondi e in un’ora giungono al fegato

Schematico e riassuntivo questo documento della Dottoressa Gatti sul Progetto RTD sovvenzionato dalla Commissione Europea sul ruolo patologico delle micro e nano particelle. (progetto QLRT 2002-147 anno 2002/2005)

Siamo già informati di quanto i pesticidi facciano male, di quanto gli addittivi annientino il nostro corpo e mente..sugli interferenti endocrini... bene è importante informarci anche sui nanomateriali.. e non stanchiamoci in questo!
Perchè quando parliamo di nanomateriali.. parliamo sostanzialmente di nanometalli..quindi di intossicazione da metalli pesanti.

Purtroppo come vedremo le ricerche sulla sicurezza dei nanometalli arrivano sempre a rilento e troppo tardi rispetto alla loro così rapida immissione sul mercato.

Vi è infatti un  indirizzamento per una loro rapida diffusione, senza neppure una giusta regolamentazione. Solo a livello cosmetico è prevista la dicitura con nano-x.

Vedremo invece, da ampia letteratura scientifica ,  che i danni non arrivano solo per contatto con la pelle.. ma forse i danni maggiori arrivano con inalazione, quindi scie chimiche,
esplosioni,inquinamento da inceneritori,ed assunzione orale con medicinali,vaccini,alimenti...
I vantaggi dei nanomateriali devono essere valutati rispetto ai loro potenziali effetti tossici...qui avviene il contrario, e questo deve farci fermare e riflettere.

Il cittadino, noi, siamo letteralmente all'oscuro da tutto questo..le guerre ci sembrano lontane e non ci riguardano (errore madornale, visto i danni  a catena sull'uomo: militari e civili,donne e feti,e sull'ambiente..).. chi alle scie chimiche non crede.. e quindi pensa di essere salvo.. chi pensa che gli inceneritori sono lontani da casa sua..ed infine chi privilegia la comodità e l'high tech alla salute, senza porsi un minimo di domande...

Perchè questa fretta di utilizzare nanometalli ovunque senza un minimo di regolamentazione??

Siamo nuovamente cavie di altro esperimento umano? 
come i poveri civili di Falluja?

Per non parlare della falsa informazione prodotta da chi vuole che la nanotecnologia prenda campo,
Nonostante la verità e documenti scientifici, che non dovrebbero dare origine a discussione... l'informazione di potere  guidata, produce solo disinformazione a noi cittadini tramite riviste come Focus, e giornali di testata sui seri danni delle nanoparticelle.


Quindi ATTENZIONE AI MEDICINALI,AI VACCINI,alle indagini con contrasto,A CIÒ CHE INDOSSIAMO e di cosa ci circondiamo in casa... perchè su questo possiamo agire, purtroppo non possiamo farlo su cosa respiriamo..

Montanari dice:
"Per prima cosa le nanopatologie sono una scoperta nostra e, segnatamente, di mia moglie cui si deve addirittura il loro nome. Le polveri fini ed ultrafini sono un argomento spesso trattato da politici e media senza cognizione di causa, il che genera fraintendimenti e rende impossibile trovare soluzioni al problema. 
Le nostre scoperte, da subito osteggiate dall'accademia nostrana 
e oggi alla ribalta della scienza, hanno dimostrato che queste polveri sono capaci di entrare, 
attraverso diversi meccanismi, nel nostro organismo e di innescare una lunga serie di malattie, non poche delle quali finora classificate come “di origine sconosciuta”. 
E le stesse nostre ricerche hanno dimostrato quali siano le origini di quelle polveri, come si possano rintracciare quelle origini e quali siano i fattori di pericolosità. È solo conoscendo l’origine del
problema che si può porvi rimedio o, almeno, tentare di farlo."

Il Centro Informativo di Biotecnologia NCBI dice:
Gli esseri umani sono esposti a nanoparticelle (NP; diametro <100 nm) da aria ambiente e di alcuni posti di lavoro. Ci sono due tipi principali di NP; NP-combustione derivati (ad esempio, particelle, particelle di scarico diesel, fumi di saldatura) e NP prodotti o ingegnerizzati (ad esempio, biossido di titanio, nerofumo, i nanotubi di carbonio, argento, ossido di zinco, ossido di rame). Recentemente, ci sono stati in aumento rapporti che indicano che NP inalate possono raggiungere il cervello e possono essere associati a neurodegenerazione. È necessario valutare i potenziali effetti tossici di NPS nel cervello, perché la maggior parte dei disturbi neurocomportamentali possono essere di origine ambientale. Questa rassegna evidenzia studi sia di nanoparticelle derivate da combustione- e fabbricati o attrezzata neuroinflammation NP-indotta, stress ossidativo, e l'espressione genica, così come il possibile meccanismo di questi effetti in modelli animali e nell'uomo.

Send to:
Int J Mol Sci. 2011;12(9):6267-80. doi: 10.3390/ijms12096267. Epub 2011 Sep 23.
Nanoparticles and neurotoxicity.
Win-Shwe TT1, Fujimaki H.


NANOPARTICELLE INGERITE, RESPIRATE, ASSORBITE,INALATE PORTANO GRAVISSIMI DANNI ALLA NOSTRA SALUTE.


COSA SONO LE NANOPARTICELLE
Generalmente si parla di nanoparticelle quando la dimensione di queste ultime non superano i 100 nm e nel caso di applicazioni che ne sfruttino le peculiari proprietà magnetiche le dimensioni diventano in sostanza paragonabili a quelle dei domini magnetici nei corrispondenti materiali
Materiale piu` piccolo di un batterio (che e` un micron), in quanto vengono considerate particelle dell’ordine di 10-7 o 10-8 metri, 10-100 nanometri, che hanno la stessa dimensione di proteine di DNA.
Parlando in modo semplice i nanomateriali sono:
qualsiasi forma di materiale che abbia una o più dimensioni dell’ordine di 100 nm
Fonte SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified
Health Ris
http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Gatti.pdf

http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Gatti.pdf


DA DOVE VENGONO LE NANOPARTICELLE?

Esse sono prodotte principalmente da due fonti ben distinte:
  1. Troviamo i nanomateriali prodotti dalla nanotecnologia che, come detto, applica i principi e metodi definiti dalla nanoscienza.
  2. Dall’altro lato, troviamo i nanomateriali presenti nell’ambiente sotto forma di inquinamento,scie chimiche, prodotti da ogni forma di combustione come esplosioni, motori a combustione, caldaie per il riscaldamento, centrali elettriche, inceneritori ed anche "naturali come  vulcani, incendi.
Principali fonti di nanomateriali
Naturali 
Incendi,Vulcani

Antropogeniche"Non intenzionali"
  • Esplosioni
  • Motori a combustione interna
  • Centrali elettriche
  • Inceneritori
  • Fumi metallici (siderurgia)
  • Fumi polimerici
  • Altri fumi
  • Superfici riscaldate
  • Cottura
  • Motori elettrici
Antropogeniche Intenzionali
  • Materiali carboniosi, quali i nanotubi di carbonio e fullereni .
  • Materiali formati da metalli, quali gli ossidi metallici e i metallo zero-valenti .
  • Nanoparticelle polimeriche, tra cui dendrimeri .
  • Nanocristalli semiconduttori o Quantum Dots .
  1. Scie chimiche di aeroplani
  2. alimenti,acqua,medicinali, vaccini,tessuti,rivestimenti,supermetalli....

Ignari o consapevoli o raggirati i nanomateriali ce li troviamo ovunque, nonostante non esista una precisa disciplina, regolamentazione.

Quindi ci troviamo da una parte nanomateriale che entra a contatto del nostro corpo perchè introdotto volontariamente dall'uomo che lo utilizza proprio per alcune sue proprietà (al fine di renderepiùduttile e mirato il prodotto come:medicinali, vaccini, creme, dentifrici, tessuti, detergenti, rivestimenti, protesi dentarie...) o con irrorazioni di tonnellate di composti di alluminio di dimensioni nanometriche per suoi scopi meterologici e militari... oppure nanomateriali che arrivano sempre al nostro organismo perchè prodotto di una trasformazione..
ovvero in condizioni di temperature elevate molte sostanze inorganiche si volatilizzano per poi ricombinarsi spesso in modo diverso da quello originale sotto forma di nanoparticelle, che avendo una massa piccolissima si comportano come gas, restano sospese in aria anche per tempi molto lunghi,eventualmente spostandosi a seconda delle condizioni metereologiche.

Come ci spiegano Stefano Montanari ed Antonietta Gatti queste sostanze raramente sono biodegradabili,ciò significa molto semplicemente che possiamo definirle quasi eterne!!

DANNI DELLE NANOPARTICELLE
Già si conoscono le PM10, le polveri di dimensioni di 10 micron. Quando la presenza di tali polveri nell’aria fa registrare valori troppo elevati si vieta l’utilizzo dell’automobile in città. Il valore di riferimento dipende dalla normativa europea, che stabilisce che un’elevata concentrazione di tali polveri debba essere evitata perché potrebbe provocare malattie. La correlazione tra polveri e certe patologie, quindi, é già stata riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Unione europea. Particelle di 10 micron hanno una dimensione simile a quella dei globuli rossi.

Le nanoparticelle di cui parliamo ora invece sono  polveri piu` piccole di un batterio (che e` un micron), in quanto consideriamo particelle dell’ordine di 10-7 o 10-8 metri, 10-100 nanometri, che hanno la stessa dimensione di proteine di DNA.
La Dottoressa Gatti e suo marito Montanari con il progetto  "Nanopathology" hanno messo a punto una nuova tecnica diagnostica applicandola anche sui tessuti patologici.
(ndr.purtroppo oggi queste ricerche sono state sospese dalla dottoressa a causa di una serie di vicende veramente squallide...che hanno portato la sottrazione della strumentazione necessaria alla dottoressa.. ed lo spostamento della Gatti da Medicina a Fisica, questo comporta che lei per legge non può trattare materiale patogeno nei locali a lei destinati alla ricerca, per motivi di sicurezza, ma solo cellulare,.Qui una domanda è spontanea... hanno disturbato veramente tanto le lobby di potere queste sue ricerche da bloccarla in ogni modo??..direi di si )

Consiglio di vedersi  questo resoconto dettagliato di Gatti-Montanari sulla loro ricerca.
video CONFERENZA STAMPA NANODIAGNOSTIC 
Gatti Montanari



INALAZIONE  NANOPARTICELLE ==> NEI POLMONI==> NEL SANGUE ==> ORGANI

INALAZIONE  NANOPARTICELLE ==>NEL CERVELLO - attraverso neuroni olfattivi/                                                                                                                       circolazione sistemica                                                                                                                                           

Abbiamo già detto che è stato dimostrato in quanto tempo le nanoparticelle metalliche inalate sono in grado di penetrare nel sangue...

Cosa accade a questo punto?
..entro breve queste nanoparticelle vengono "sequestrate" da qualche tessuto.. e possono finire in fegato,reni,sistema linfatico,cervello.. ed altri organi, come vedremo spiegato dettagliatamente dalla Dott.ssa Gatti alla Commisisone del Senato, la quale dimostra anche che uno studio condotto nel 2004 ha accertato che le nanoparticelle assunte per inalazione possono raggiungere il cervello percorrendo gli assoni delle cellule nervose!

Quindi queste NP entrano nell'organismo dalla pelle,respirando,mangiando.. entrano e si depositano nel nostro organismo..ed essendo non biodegradabili e biocompatibili sono tranquillamente definibili patogeniche, ovvero capaci di innescare una malattia..


Quando l'aria che respiriamo è piena di un assortimento di tossine pericolose, con ogni nostro respiro, questi veleni assaltano il nostro sistema immunitario. Questi veleni interessano anche il nostro cervello e, quindi, la nostra funzione cognitiva.

In questa ricerca della NCBI  ( supportata in parte dal  Environmental Research and Technology Development Fund (C-0901) of the Ministry of the Environment, Japan.) si ha una attenta dimostrazione di come le nanoparticelle entrano e si depositano in particolare nel cervello.. con conseguenti danni neurologici.

La ricerca della NCBI dimostra che i nanomateriali Mn, Cd, Ni, Co  che entrano in contatto con l'epitelio olfattivo possono essere trasportati al cervello attraverso i neuroni olfattivi.
Le vie di ingresso delle nanoparticelle tossiche al cervello però non sono solo attraverso il bulbo olfattivo ma anche attraverso la circolazione sistemica. Nel cervello, NP possono indurre l'infiammazione, l'apoptosi(morte programmata di una cellula) e lo stress ossidativo attraverso il rilascio di vari mediatori microglia e astrociti. Da loro dipende la produzione di sostanze tossiche (ad esempio, NO, neurotranmsitters eccitatorie o mediatori anti-tossici (ad esempio, anti-infiammatori citochine, neurotrofine), si può arrivare quindi a neurodegenerazione o neurorigenerazione.



Altra interessante ed illuminante relazione su:

a cura di Yuguo Song , Xue Li  and Xuqin Du 
Department of Occupational Medicine and Clinical Toxicology, Beijing Chaoyang Hospital, Capital University of Medical Sciences, Beijing, China (100020).
Department of Pathology, Beijing Chaoyang Hospital, Capital University of Medical Sciences, Beijing, China. 
Exposure to Nanoparticles is Related to Pleural Effusion, Pulmonary Fibrosis and
Granuloma 


NANOPARTICELLE ==> RADICALI LIBERI

NP possono innescare attività dei radicali liberi sulla superficie delle particelle . I radicali liberi o stress ossidativo possono danneggiare lipidi, acidi nucleici e proteine ​​nel luogo di deposizione delle particelle e in siti di traslocazione. Il cervello è particolarmente vulnerabile allo stress ossidativo a causa del suo elevato fabbisogno di energia, basso livello di antiossidanti, e alto contenuto cellulare di lipidi e proteine.

NP di varie sostanze chimiche sono state trovate per essere più tossiche e infiammageniche di micro particelle di dimensioni delle stesse sostanze chimiche al momento della consegna ad una dose di massa uguale . Anche se in vivo e in vitro hanno dimostrato che NP da combustione sono neurotossiche , è stato difficile effettuare la valutazione dei rischi di NP manifatturieri, perché queste nanoparticelle prontamente diventano aggregazioni.
Diversi studi in vitro hanno indicato la potenziale tossicità delle NP per vari tipi di cellule neuronali e gliali.Questi ricercatori hanno scoperto che le nanoparticelle Cu (rame) inducono riduzione di dopamina in cellule PC12 e che le nanoparticelle di Mn (Manganese) inducono un effetto simile; Wang e colleghi hanno suggerito che la neurotossicità dopaminergica indotta da nanometalli come  Mn e Cu NP può essere associata con fenomeni di neurodegenerazione. Un recente studio in vitro,utilizzando una linea cellulare dopaminergico PC12 indicato che SiO2-NP, ha domostrato che è diminuita la vitalità delle cellule, attivando lo stress ossidativo, ciclo cellulare disturbato.






ASSUNZIONE MODERATA NEL TEMPO ==> MALE ASSORBIMENTO SOSTANZE                 DI NANOPARTICELLE                                    NUTRITIVE NEL FLUSSO SANGUIGNO 

                               

Ricercatori presso Binghamton University e la Cornell University pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology
Altro importante studio svolto da ricercatori presso Binghamton University e la Cornell University, pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology. 
Viene dimostrato come queste piccole particelle, anche a basse dosi, potrebbero avere un grande impatto sulla nostra salute a lungo termine.

Ciò che Mahler, Michael L. Shuler della Cornell University ed un team di ricercatori davvero voleva sapere era cosa succede quando qualcuno ottiene l'esposizione costante a piccole dosi - il tipo che si otterrebbe se sei stato trattato con un farmaco o integratore che comprendeva le nanoparticelle in qualche forma.
Quindi le loro ricerche si sono indirizzate a livello intestinale.Risultato del doppio gruppo di ricerca ha indicato la medesima cosa..

esposizione alle nanoparticelle influenza l'assorbimento delle sostanze nutritive nel flusso sanguigno.

"Quello che abbiamo trovato era che per brevi esposizioni, l'assorbimento del ferro è sceso di circa il 50 per cento", ha detto Mahler. "Ma quando abbiamo esteso questo periodo di tempo, l'assorbimento è aumentato di circa il 200 per cento è stato molto chiaro -. Nanoparticelle colpiscono sicuramente l'assorbimento del ferro e il trasporto.

Mentre l'esposizione acuta per via orale ha causato interruzioni di trasporto del ferro intestinale, l'esposizione cronica ha causato un rimodellamento dei villi intestinali - i minuscoli proiezioni, simili a dita che sono vitali per la capacità dell'intestino di assorbire i nutrienti - rendendole più grandi e più ampia, consentendo così di ferro per entrare nel flusso sanguigno molto più veloce.

Gli esseri umani certamente consumano abbastanza nanoparticelle - circa 100 miliardi di dollari di loro ogni giorno. La loro ultra-piccole dimensioni e qualità sorprendente li rende sempre più comune nei prodotti alimentari e farmaceutici. Anche se l'impatto dell'esposizione cronica rimane un po' sconosciuto, l'ingestione di particelle alimentari si pensa promuova una serie di malattie, tra cui il morbo di Crohn. Con così tanti nanomateriali in fase di sviluppo e con tanto ancora da imparare circa la tossicità delle nanoparticelle e il potenziale reattività tessuti umani, Mahler e il team sperano che il loro lavoro, in particolare il modello in vitro, fornirà un efficace strumento di screening a basso costo.
Nanoparticles affect nutrient absorption, study suggests
Date:March 8, 2012
Source:Binghamton University, State University of New York

Come vedete tanti sono i ricercatori che si sono mossi su questa materia, ognuno sul suo campo.. e tutti con il soliti risultati..

DANNI DI ALCUNI NANOMETALLI


NANPORATICELLE ARGENTO
Nanoparticelle d'argento possono rapidamente indurre la morte delle cellule umane atipico neutrofili con operazioni che implicano caspasi infiammatorie e le specie reattive dell'ossigeno e inducono neutrofili trappole extracellulari rilasciano su adesione cellulare.

Il nanoargento è noto per la sua alta tossicità verso la vita acquatica, per molti organismi di acqua dolce e salata, risalendo dal fitoplancton (alla base della catena alimentare) fino agli invertebrati marini, come ostriche e lumache, e per i pesci, soprattutto nella loro fase di crescita. Molte specie di pesci e crostacei, così come i pesci di cui si nutrono, sono vulnerabili. La prolungata esposizione all’argento colpisce e spezza la salute dell’ecosistema. Il nanoargento è significativamente più tossico dei pezzi d’argento, perché le particelle microscopiche in una vasta area aumentano la loro capacità di interagire con l’ambiente. È stata comprovata la capacità del nanoargento di rompersi, scomporsi e infiltrarsi nell’acqua quando, per esempio, gli indumenti sportivi contenenti nanoparticelle d’argento per il controllo degli odori, vengono centrifugati nelle lavatrici. Secondo uno studio sulle nanoparticelle d’argento adoperate come antimicrobici nei tessuti, su sette campioni testati, quattro di questi hanno perso dal 20 al 35% dell’ argento al loro primo lavaggio ed una marca ha perso la metà del suo contenuto d’argento già dopo i primi due lavaggi, andando a finire direttamente nell’ambiente. Molti corsi d’acqua si stanno riprendendo dagli alti livelli d’argento introdotti dall’industria fotografica durante il ventesimo secolo. I nuovi prodotti contenenti nanoparticelle d’argento possono risultare altamente tossici per i livelli d’argento che verrebbero così reintrodotti nei fiumi e nei laghi attraverso gli impianti per il trattamento delle acque.

Le Nanoparticelle d'argento (NSP), sono tra i nanomateriali più attraenti, e sono stati ampiamente utilizzati in una vasta gamma di applicazioni biomediche, tra cui la diagnosi, il trattamento, la somministrazione di farmaci, il rivestimento dei dispositivi medici, e per la cura della salute personale. Con la crescente domanda di NSP in contesti medici, sta diventando necessario per una migliore comprensione dei meccanismi di interazioni biologiche NSP 'e la loro potenziale tossicità. In questa recensione, abbiamo prima introduciamo le vie di sintesi di PSN, tra cui fisica, chimica, e sintesi biologica o verde. Poi le uniche proprietà fisiochimiche di PSN, come antibatterico, antifungini, antivirali e attività anti-infiammatoria, sono discussi in dettaglio. Inoltre, vengono descritte alcune recenti applicazioni di NSP nella prevenzione, la diagnosi e il trattamento in campo medico. Infine, potenziali considerazioni tossicologici di NSP, sia in vitro che in vivo, sono trattate anche.


Altre indagini che dimostrano i danni delle nanoparticelle d'argento sulle cellule potete trovarle nella sezione NANOPARTICELLE NEI COSMETICI di questo post.

NANOPARTICELLE TITANIO
 Così, il nostro studio è stato progettato per esaminare la vitalità cellulare, apoptosi, stress ossidativo, capacità antiossidante, e l'espressione di citochine apoptotici in cellule di Sertoli primarie in coltura isolate da topi sotto esposizione TiO2 NP. I risultati hanno mostrato che l'esposizione TiO2 NP 5-30 mcg / ml hanno comportato la riduzione della vitalità cellulare, lattato deidrogenasi (LDH) rilascio, e induzione di apoptosi o morte in cellule di Sertoli.

Altre indagini che dimostrano i danni delle nanoparticelle di titanio sulle cellule potete trovarle nella sezione NANOPARTICELLE NEI COSMETICI di questo post.

NANOPARTICELLE DI CARBONIO

Le nanofibre di carbonio aggiunte agli pneumatici ed intessute nell’abbigliamento per produrre diversi colori senza usare tinte, sono tendenzialmente impiegate anche in prodotti attraverso i quali potrebbero essere inalate provocando danni ai polmoni. In uno studio pubblicato sul Journal of Molecular Cell Biology, i ricercatori cinesi hanno scoperto che una classe di nanoparticelle ampiamente sviluppata in medicina, i dendrimeri poliamidoaminici (PAMAM), causa danni ai polmoni, innescando un tipo di cellule programmate, conosciute come cellule mortali autofagiche. Inoltre, le “buckyballs” a base di carbonio hanno dimostrato di essere assorbite dagli organismi semplici, sollevando la preoccupazione che le sostanze tossiche contaminino la catena alimentare danneggiandola alla base.

Ricerca sulla tossicità delle nanostrutture di carboinio sono state pubblicate dal Journal Physics con questa relazione:
... Questo documento illustra l'attuale ricerca sulla reattività e interazioni di nanoparticelle di carbonio con cellule biologiche in vivo e in vitro. Immagini ultrastrutturali dimostrano evidente  citotossicità cellulare umana di carbonio nanoparticelle caratteristica della membrana perossidazione lipidica, gene down regulation delle proteine ​​adesive, e aumento morte cellulare (necrosi, apoptosi).
http://iopscience.iop.org/0953-8984/18/33/S34?fromSearchPage=true
BJ Panessa-Warren et al 2006 J. Phys .: 
Condens. Matter 18 S2185 doi: 10,1088 / 0953-8984 / 18/33 / S34



NANOPARTICELLE DI ALLUMINIO
Conosciamo già l'alta tossicità di questo metallo che può causare:anoressia, atassia, coliche, demenza, dispnea, esofagiti, gastroenteriti, epatopatie, nefriti, mialgie, psicosi e stanchezza...
Una lista crescente di malattie neurodegenerative, tra cui la demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (SLA), è fortemente correlata all'esposizione all'alluminio ambientale.
Le nanoparticelle di alluminio non solo sono infinitamente più infiammatorie, ma possono anche facilmente penetrare nel cervello in vari modi, compresi il sangue e i nervi olfattivi nel naso. Studi hanno dimostrato che queste particelle passano lungo le reti neuronali olfattive, che collegano direttamente la zona del cervello e che non solo sono le più colpite dalla malattia di Alzheimer, ma anche le prime ad essere colpite nel corso della malattia. 

Veniamo esposti a nanoparticelle di alluminio in particolare dagli aereosol chimici irrorati dai cieli.
il Dottor Russel L. Blaylock lancia l’allarme circa la Geoingegneria clandestina ed illegale, evidenziando i gravissimi pericoli collegati all’inalazione di nanoalluminio, uno dei tanti veleni contenuti nelle cosiddette “scie chimiche”: se non si riuscirà ad interrompere le criminali operazioni, la salute degli esseri umani e gli equilibri ambientali saranno compromessi in modo irreversibile.
Normalmente, l'alluminio è scarsamente assorbito dal tratto gastro intestinale, ma il nanoalluminio viene assorbito in quantità molto più elevate. E' stato dimostrato che l'alluminio assorbito viene distribuito ad un numero di organi e tessuti che comprendono il cervello e il midollo spinale. L'inalazione del nanoalluminio sospeso nell'ambiente produrrà anche tremende reazioni infiammatorie nei polmoni, il che rappresenta un rischio significativo per i bambini ed adulti con asma e malattie polmonari.

L'intossicamento inquanto metallo pesante avviene in tantissimoi modi :materiale per gli utensili da cucina, si diffonde nell’ambiente e di conseguenza nell’organismo umano,dall'acqua potabile, dalla raschiatura delle pentole, dalle fabbricazione di lattine e altri contenitori a base di alluminio, e tramite anche i farmaci antiacidi di uso comune come il Maalox caffè preparato in caffettiere di alluminio; foglio di alluminio per la conservazione e cottura dei cibi; aspirina tamponata, additivi (E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559)

Qui parliamo però di NANOPARTICELLE... QUINDI

Le principali fonti di nanoparticelle di alluminio sono da geoingegneria, vaccini, cosmetica, miscelato al combustibile.

L’alluminio è stato aggiunto ai vaccini circa negli anni 90 nella convinzione che possa spronare l’organismo a produrre anticorpi per combattere le malattie. Ma l’alluminio è tossico, e molti comuni vaccini (antipneumococcico, esavalente, antitetanica e antiHPV) contengono dosi elevate.
Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, dice un esperto sanitario Dr. Russell Blaylock (neurochirurgo, autore e docente universitario), causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti.

“L’alluminio è tossico. Un’avvincente ricerca ha dimostrato che l’alluminio è una neurotossina cumulativa, anche in piccole concentrazioni. Esso ha la tendenza a concentrarsi nell’ippocampo, una zona del cervello vitale per funzioni cruciali, tra cui apprendimento, memoria e comportamento“ afferma il Dr. Blaylock.

“Recenti ricerche hanno dimostrato che l’alluminio nei vaccini sta producendo gravi problemi nel cervello dei bambini in via di sviluppo,” prosegue il Dr. Blaylock. “Le prove sono schiaccianti, ma molti medici e funzionari le ignorano.”

Neurologist Warns Aluminum in Chemtrails Could Cause “Explosive Increase in Neurodegenerative Diseases”
Da Russell L. Blaylock, MD 
23 agosto 2012


Miscelare nanoparticelle di alluminio al biocombustibile per avere una maggiore efficienza di combustione: l'idea è venuta a R. B. Anand, professore di Ingegneria meccanica del National Institute of Technology di Tiruchirappalli, in India, che l'ha messa in pratica con l'aiuto del suo collaboratore, J. Sadhik Basha.

Grazie all'elevato rapporto superficie/volume, infatti, le nanoparticelle offrono una notevole reattività e possono essere quindi catalizzatori molto efficienti; oltre a ciò, possono incrementare il mescolamento di aria e combustibile, portando ad una combustione migliore.

NANO PARTICELLE DI BARIO


I suoi effetti sulla salute dipendono dalla solubilità dei composti in acqua: i composti di bario che si dissolvono in acqua come i solfati ed i carbonati possono essere nocivi per la salute. Notevoli quantità di bario assorbito dal corpo umano possono causare paralisi ed in alcuni casi persino la morte; anche senza arrivare a conseguenze così estreme, concentrazioni elevate di bario possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, variazione del ritmo cardiaco, aumento della pressione sanguigna, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni.
Il bario è un veleno che attacca soprattutto i muscoli, cuore compreso. Può essere all'origine di ictus
a loro volta legati alla fibrillazione atriale ed all'infarto miocardico.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Medical Hypotheses da Mark Purdey (un allevatore autodidatta che ha studiato i complessi meccanismi biochimici del cervello) ha messo in evidenza una relazione tra alti livelli di contaminazione da bario ed alcune malattie degenerative, tra cui la sclerosi multipla, la TSE (encefalite spongiforme trasmissibile) e la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Questo è uno stralcio del pensiero di Purdey, non accettato dalla comunità scientifica:

“Livelli elevati di argento (Ag) e di bario (Ba) e di stronzio (sr)… sono stati riscontrati nei terreni e nei pascoli dei cervi che crescono nelle zone di maggior concentrazione di Chronic wasting disease (CWD – Malattia del dimagrimento cronico) in America del Nord, rispetto alle zone dove la CWD ed altre encefalopatie spongiformi trasmissibili non sono state segnalate. Si pensa che gli alti livelli di Ag, di Ba e di Sr provengano da fonti inquinanti sia geochimiche sia artificiali originate dalla diffusa pratica di irrorazione aerea, per inseminare le nubi con nuclei di cristalli di Bario o Argento per produrre pioggia in queste regioni aride dell’America del Nord, dalle irrorazioni atmosferiche con aerosol a base di Ba per migliorare la rifrazione nelle trasmissioni di segnali radio e radar, così come la diffusione di fanghi di Ba residui dei pozzi di gas/petrolio all’interno dei pascoli”.

Resoconti della NCBI consultabili

Hum Exp Toxicol 0960327115579208, first published on March 31, 2015

I linfociti umani svolgono un ruolo importante nel sistema immunitario, e può alterare il livello di antiossidanti quando esposto a NP. Individuazione delle NP pericolose è stato fatto utilizzando in test di tossicità in vitro e questo studio si concentra principalmente sulla citotossicità comparativo in vitro e genotossicità di quattro diversi NP compreso il cobalto (II, III) ossido (Co3O4), ferro (III) ossido (Fe2O3), biossido di silicio (SiO2), e ossido di alluminio (Al2O3) sui linfociti umani. I Co3O4 NP hanno mostrato di ridurre la vitalità e aumento dei danni della membrana cellulare seguita da Fe2O3, SiO2 e Al2O3 NP in modo dose-dipendente dopo 24 h di esposizione a linfociti umani cellulare. Lo stress ossidativo è stata evidenziata in linfociti umani dall'induzione di specie reattive dell'ossigeno, perossidazione lipidica, e l'esaurimento di catalasi, glutatione ridotto, e superossido dismutasi. I Al2O3 NP hanno mostrato i danni al DNA minimo se confrontato con tutti gli altri NP. Aberrazione cromosomica è stata osservata a 100 mg / ml se esposti a Co3O4 NP e Fe2O3 NP. L'alterazione del livello di antiossidanti causato danni al DNA e di aberrazione cromosomica in linfociti umani.


Nanoparticelle di ossido di alluminio (Al2 O3 NPS) sono sempre più utilizzati in diverse applicazioni che ha sollevato preoccupazioni sulla loro sicurezza. Studi recenti hanno suggerito che lo stress ossidativo Al2 O3 NP indotto può essere la causa della tossicità di alghe, Ceriodaphnia dubia, Caenorhabditis elegans e Danio rerio .....Copyright © 2015 John Wiley & Sons, Ltd.


Vi propongo diverse analisi di laboratorio e articoli di giornale che mostrano come da Orvieto
a Firenze a Genova l'acqua piovana presenta massiccie quantità di metalli pesanti come
l'alluminio e il bario che il nostro corpo riesce a tollerare solo in bassissime concentrazioni.
I composti di bario che si dissolvono in acqua possono essere nocivi per la salute umana

NANOMETALLI ==> ALTRE PATOLOGIE

Gatti e Montanari scrivono ancora in Nanodiagnostic

La nostra scoperta delle nanopatologie nasce proprio da un caso che pareva insolubile: un soggetto che da otto anni e mezzo soffriva di febbri intermittenti e di una compromissione che pareva irreversibile di fegato e reni restando senza diagnosi e, di conseguenza, senza una terapia efficace. Fu accorgersi che tutto originava da una doppia protesi dentaria che il soggetto, consumandola perché malfatta, ingeriva sotto forma di particelle a risolvere il caso.
Ma di situazioni patologiche senza diagnosi e, per questo, senza cura ne abbiamo risolte diverse. Tra gli esempi una vasculite di cui non si trovava la causa e un caso di Morgellons. Con molta probabilità anche non pochi casi di sensibilità chimica multipla potrebbero trovare una spiegazione riguardo l’origine scatenante e, forse, una terapia idonea.


Il Morgellons, un terribile morbo che si manifesta con fibre di materiali sintetici che fuoriescono dalla pelle. 
Il Morgellons, caratterizzato da un prurito insopportabile, provoca un grave deperimento
dell'organismo. La connessione tra scie chimiche e Morgellons è stata appurata da vari medici tra cui la dottoressa Hildegarde Staninger, il dottor Michael Castle, il dottor Edward Spencer, il dottor Karyo. Questi filamenti, contenuti nelle scie chimiche, al loro interno ospitano nanostrumenti in grado di replicare il D.N.A. di insetti, virus, parassiti con cui vengono a contatto. Ecco perché la malattia insorge di solito in seguito alla puntura di un insetto.

Molte forme tumorali (ad esempio i linfomi) sono connesse all'uranio e all'etilene dibromide,
quest'ultimo è un insetticida ufficialmente bandito negli Stati Uniti. Se assorbito dall’organismo,
può causare danni al sistema nervoso, edemi polmonari e sintomi quali dispnea, ansia, affanno,
tosse. È molto irritante per le mucose e le vie respiratorie.

DOVE POSSIAMO TROVARE LE NANOPARTICELLE TOSSICHE,PRINCIPALI FONTI
  • ESPLOSIONI (MILITARI)
  • COMBUSTIONE
  • SCIE CHIMICHE
  • ALIMENTARE
  • COSMETICA
  • MEDICINALI
  • VACCINI
  • MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
  • RIVESTIMENTI E PRODOTTI
Il fatto di fondo che deve far riflettere è a prescindere.. ovvero non importa la fonte, l'origine .. ma che una volta entrate nell'organismo queste nanoparticelle di bario, ferro, cobalto, ferro ,zirconio titanio, ossido di zinco, nanopolimeri qual si voglia, il percorso è sempre quello.. sangue,organi,sedimentazione...trasformazione della cellula,..QUINDI PATOLOGIA

La dott.ssa Gatti e suo marito hanno anche scoperto che oltre le PM10, le particelle prodotte ad esempio dalla combustione delle auto che assimiliamo quotidianamente, che fortunatamente possono essere espulse dal nostro sistema immunitario, esistono le PM1 e PM2, nanoparticelle che il nostro organismo non riesce a filtrare ed espellere che si insinuano in ogni tessuto del nostro corpo: dopo un'ora dall'inalazione, si trovano già in circolazione nel sangue. Questo avviene perché la dimensione della particella PM1 è perfettamente sferica e riesce a integrarsi all'interno dei nostri globuli senza essere scoperta dal nostro sistema immunitario, mentre il PM10 ha una struttura più grezza, qualche sua parte “sporge” dal globulo, viene riconosciuta dalle nostre difese ed espulsa. Una volta assimilate dal nostro organismo, le nanoparticelle PM1 e PM2 non verranno mai più espulse, si “attaccheranno” ai nostri organi per decenni e ci accorgeremo della loro presenza solo quando si sarà formato un tumore.

Nanometalli da Esplosioni

Quindi derivanti da particolato da esplosione... in altre parole ancora :URANIO IMPOVERITO.
La professoressa Gatti insegna che due specie di particelle sono prodotte durante l'impatto di un ordigno contenente un dardo all'uranio 238: particelle radioattive e particelle di leghe di metalli non radioattivi, forgiate durante la brutale combustione del punto di perforazione. Sono queste ultime che entrano nel corpo dei soldati, attraverso inalazione, quando si trovano nel mezzo di una nube composta da nanometalli.

Troppe ed inspiegabili le patologie che colpivano i militari di ritorno dalle guerre..I problemi più frequenti e vistosi erano l’insonnia, l’irrequietezza e la difficoltà di memoria a breve,sindrome da fatica cronica, ma a volte c’è altro, e quell’altro è cancro. Per anni a livello ufficiale si pretese che tutto ciò non fosse vero. Poi la verità uscì e i tribunali cominciarono a sentenziare a favore dei reduci ammalati o delle famiglie di reduci morti.
L'uranio impoverito è un metallo di scarto nucleare utilizzato nei proiettili e nelle bombe perchè ha una grande capacità di perforazione.

L'uranio impoverito genera un'alta temperatura quando subisce un'urto grazie al contatto con l'ossigeno atmosferico..
La temperatura raggiunta supera i 3.000 °C ed è sufficiente a far vaporizzare almeno in parte l’obiettivo. Il bersaglio quindi si frantuma ma non solo.. le molecole che lo compongono si rompono fino alla forma atomica..infinitesimale.

Non appena quegli atomi o quelle piccole molecole scagliate lontano dall’esplosione raggiungono una zona più fredda si condensano per formare particelle. Queste restano sospese in aria e vengono inalate da chi è eventualmente presente, venendo pure ingerite dopo essere cadute su frutta, verdura e cereali usati poi come alimenti. Da qui le patologie.


L'uranio impoverito è l'apice.. ma abbiamo altri materiali che si comportano nello stesso modo vedi il tungsteno...ma in generale tutti i materiali esplosivi, anche se raggiungono temperature inferiori.

Se nei luoghi comunemente inquinati dove non ci sono attività belliche le patologie impiegano tempi a volte anche molto lunghi a manifestarsi, non così per le zone di guerra. 
Là le quantità e le concentrazioni di particolato sono altissime e, di conseguenza, il soggetto rischia di esserne rapidamente attaccato. Così le patologie diventano evidenti a volte anche nel giro di pochi mesi.

La Dott.ssa Gatti per due legislazioni è stata Consulente della Commissione Senatoriale.
Dopo le sue esposioni il Ministero della difesa ha concordato con le sue ricerche deliberando per la prima volta con DECRETO 18 DIC.2008 che ai Militari entrati in contatto con queste nanoparticelle durante la guerra veniva riconosciuto LO STATO DI SERVIZIO,quindi pagate le spese mediche.





Grazie alla dottoressa Gatti ed al Maresciallo Domenico Leggero (che ha portato davanti alla dottoressa i casi..) si è dimostrato che nei Militari ,esposti ad esplosioni, erano presenti nanoparticelle di metalli pesanti come antimonio cobalto adesa ad un globulo rosso (dichiarato poi affetto da Sindrome del Golfo), nanoparticella di zirconio (un materiale che solitamente non troviamo nel nostro inquinamento ambientale, la particella, di circa 50 nanomicron, e` stata individuata dentro un cancro dello stomaco di un militare) Dal punto di vista tecnico e fisico, riprodurre in laboratorio una simile particella e` molto difficile, la dottoressa l’ha trovata dentro una persona.

Per creare una particella così piccola ,dice la Gatti " devo produrre temperature superiori ai 2.000 gradi, quindi devo possedere una tecnologia di laboratorio molto sofisticata. Come faceva, allora, questo soldato ad averla dentro lo stomaco? Da dove viene? La nostra ipotesi e` che queste nuove particelle siano state generate durante una combustione ad altissima temperatura."

Sappiamo che ci sono delle bombe che effettivamente producono una temperatura molto elevata. Ad esempio, la combustione dell’uranio impoverito sviluppa una temperatura nel target di circa 3.000 gradi, che aerosolizza tutta la materia coinvolta. Effettuando un esame su un campione di tessuto midollare, nella parte piu` interna, dove si formano i globuli rossi, ha riscontrato la presenza di una pallina di ferro, che dimostra che vi e` stata una combustione. Un altro esempio e` tratto da un linfoma non Hodgkin, sempre di un soldato, che presenta delle nanoparticelle (che si vedono a malapena) di acciaio. Trovare particelle di acciaio, che sono tossiche e non biocompatibili, disseminate dentro al tessuto midollare ci deve far riflettere e dimostra che il tessuto reagisce alla presenza delle polveri come corpi estranei.
Ancora..in un adenocarcinoma del pancreas lo ha ritrovato pieno di microparticelle molto piccole (piu` piccole di un globulo rosso) e di nanoparticelle di tungsteno, il componente del filo della lampadina: trovarlo nel pancreas non e` normale.
E` interessante constatare l’esistenza di agglomerati di nanoparticelle, singole particelle di mercurio, selenio e zolfo, sostanze davvero tossiche. Purtroppo queste particelle non sono state filtrate da nulla, ma sono andate direttamente nel rene di questo soldato ed anche in altri siti dove si sono depositate. Si parla infatti di patologie multiorgano.
Corpi estranei di zirconio, cloro e calcio. Alcune volte abbiamo composizioni di elementi strani, vale a dire che non si trovano negli handbook dei materiali !!!


La presenza di particelle di piombo bismuto in uno sminatore. Si tratta di particelle molto tossiche. La presenza di nanoparticelle di argento iodio all’interno di una vescica.(usato nelle cloud seeding come abbiamo visto) Quando nel comune di Pancevo si alzo` una colonna di detriti di 800 metri che si muoveva verso i quartieri americani, questi ultimi pensarono che respirare quella polvere non fosse una cosa buona e quindi si levarono in volo e bombardarono la nube con ioduro di argento, inquinando il Danubio fino al Mar Nero. Questo e` quanto si legge in vari rapporti, non e` un segreto. Cio` spiega la presenza nella vescica di questo militare di alto grado dello ioduro di argento, oltre ad altri metalli pesanti.

I militari che ritornano malati dalla guerra non lo sono per la radioattività dell'Uranio impoverito, di per se poco radioattivo, ma perchè inalano le polveri causate dall'esplosione di bombe ad alte temperature..che possono essere di uranio ma anche tungsteno etc. (Purtroppo con la donazione e spostamento del Microscopio all'Università di Urbino, che non ha neppure le attrezzature e locali adatti per la gestione di nanopatologie, i militari italiani si sono visti eliminare la possibilità di usufruire delle indagini necessarie per il riconoscimento della loro patologia in corrlazione all'esposizione di particolato metallico e quindi alo stato di servizio!!)

Tanti militari esposti a 6 mesi di missione dopo 7-8 anni muoiono.

Sono 2358 i casi rilevati, 170 sono già deceduti..150/200 casi sono stati diagnosticati e riconosciuti grazie a nanodiagnostic.. tutto il resto GRAZIE A QUESTA TRUFFA E POTERE DELLE LOBBY sono in balia del loro destino senza un minimo di riconoscimento...Perchè comunque la morte è certa.. ma almeno giustizia era giusto che venisse fatta!!

A Sarajevo non esiste il registro tumori ma dai suoi dati risulta che il linfoma di

Hodgkin ha avuto due recrudescenze nel '92-'93 e nel '97-'98. Oltretutto l'ematologa
racconta che in passato non le era mai successo di trovare delle leucemie in pazienti
di 75 anni, mentre nel 1999 è capitato a più riprese.
Si tratta di sensazioni di medici che sono nient'affatto superficiali o dettate magari
dall'emotività. Sono professionisti seri, abituati a lavorare su una popolazione che
conoscono molto bene e, comunque, le differenze tra mortalità prima, durante e dopo
la guerra sono ben evidenti, pur non avendo riscontri quantitativi.
Rispetto ai picchi evidenziati dalla Bilalovic se quello del '97-'98 potrebbe essere
spiegabile come conseguenza del rilascio di polveri belliche, perché quello del
1992-'93? Sappiamo che a Sarajevo l'inquinamento industriale era praticamente
nullo: non funzionava alcuna fabbrica, eccetto quella del tabacco e non circolavano le
auto per mancanza di benzina.
Poi mi ha raccontato un fatto. Durante l'assedio non c'era da mangiare, ci si poteva
muovere poco da casa, e lei coltivava delle verdure sul suo balcone. Un giorno dice di
aver trovato delle bollicine bianche che "friggevano" sulle foglie della bietola che poi,
nel giro di due giorni, è morta. Poi mi ha raccontato che, per scaldarsi, bruciavano di
tutto, dai copertoni delle auto alla para delle scarpe. A questo punto le ho chiesto se
c'era dell'inquinamento in città e quando mi ha detto che da casa sua, in collina, si
vedeva la città sempre avvolta in una nebbia giallina, ho cominciato a fare dei collegamenti.
La gomma vulcanizzata contiene zolfo che, bruciando, diventa SO2 (ndr: anidride
solforosa o più correttamente biossido di zolfo) il quale, rilasciato nell'atmosfera,
produce appunto nebbia giallastra. Oltretutto queste gomme non riescono mai a
bruciare completamente e producono polveri, acido solforico, acido solfidrico e tanti
altri composti che, quando si posano sulle piante, le fanno "morire". Quindi attraverso
i suoi racconti ho trovato un riscontro inaspettato alla teoria delle polveri.
Poi ha aggiunto un altro aspetto interessante. L'ematologa non si spiegava come mai
alcuni soggetti di linfoma di Hodgkin del '92-'93 si sono salvati pur non avendo
medicine per curarli, mentre mi ha detto che di quelli ammaliatisi nel 1998, nonostante
tutte le medicine a disposizione, è difficilissimo riesca a salvarne qualcuno.
Personalmente, anche qui è possibile dare una spiegazione. Perché nel 1992
l'inquinamento era legato a polveri composte di carbonio e zolfo, ma essenzialmente
degli idrocarburi. Il nostro organismo possiede meccanismi spesso enzimatici in grado
di distruggere questi composti, mentre non possiede quelli per distruggere i composti
essenzialmente metallici di queste polveri di guerra. Pertanto ho trovato una
conferma ulteriore alla mia teoria, al di là delle mie più fervide fantasie, perché prima,
di parlare con lei, di quell'inquinamento a Sarajevo non sapevo nulla.


NON SOLO GUERRE... questa contaminazione vale anche per i poligoni di tiro...o dove si testano armi belliche.

storica sentenza che riconosce il risarcimento dei danni per uranio impoverito


Inquinamento bellico ambientale
Queste bombe ad alta tecnologia, come quelle al tungsteno o all’uranio impoverito (ma ve ne sono delle altre), creano un inquinamento bellico di tipo nuovo che puo` contaminare il paesaggio attorno alla zona bombardata, l’erba, le pecore, le mucche.
 Le mucche, infatti, mangiano l’erba e possono essere contaminate, facendo cosı` entrare quegli inquinanti nella catena alimentare. Ne deriva che mangiando quella carne, quel latte o quel formaggio si possa forse acquisire per via indiretta l’inquinamento bellico. Occorre tenere sempre presente questa evoluzione dell’inquinamento bellico.

Questo inquinamento e` molto particolare, perche´ non si ferma ai tessuti: le nanoparticelle in questione vanno direttamente all’interno della cellula.. Questi elementi non si fermano sulla membrana della cellula, ma entrano direttamente nella cellula con un’alta probabilita` di interagire direttamente con il DNA.
Con il progetto europeo che Gatti ha coordinato, (Dipna sulla nanotossicologia ed era finalizzato a verificare i meccanismi di tossicologia di certe polveri molto piccole) ha inoltre proprio constatato come queste cellule invase NON MUOIONO!! restono vive... e si riproducono deviate in modo errato!!
Lo scenario gia`descritto molti anni fa: su Internet ho trovato un rapporto della base militare americana di Eglin, in Florida, dove nel 1978 venivano testate nel deserto del Nevada le prime bombe ad uranio impoverito. Erano state poste delle paratie al fine di misurare le temperature al momento dell’esplosione per capire che cosa si sprigionava dalla combustione. Ebbene, sono state trovate le stesse particelle sferiche

Sperma contaminazione

Queste nanoparticelle sono state ritrovate anche  nello sperma. Analizzando lo sperma di alcuni di questi soldati sono stati individuati  piombo, cloro e cromo. .. sperma contaminato e tossico che viene "donato" alla donna. In Italia non se ne parla, ma in America l’argomento viene trattato perche´ le mogli di molti soldati hanno sviluppato la cosiddetta burning semen disease, ovvero la sindrome del seme urente. Dopo l’atto sessuale la donna ha problemi di bruciori che non vanno via con nulla e che tendono ad aumentare, e in casi di rapporti ripetuti ci possono essere anche dei sanguinamenti che non sono mestruazioni e non cessano con alcun farmaco, essendo dovuti all’infiammazione provocata da queste particelle tossiche

Trasmissione al feto

Le polveri sottili vengono trasmesse anche dalla madre al feto e quindi ovviamente possono dare origine a feti malformati.
Analizzando fegato, rene e così via di un feto malformato sono state trovate nanoparticelle di ferro-cromo e acciaio: sostanzialmente, l’inquinamento che era dentro il sangue della madre e` passato attraverso la circolazione fetale ed e` stato trasmesso al feto. E` evidente che queste tre nanoparticelle producano un impatto molto più grande su un essere piccolissimo piuttosto di quello che producono su una persona adulta.

Sempre la dottoressa Gatti relaziona che "E` stato poi rilevato un aspetto molto particolare, unico nelle mie ricerche: nel cuore del feto e` stata trovata una particella grande di forma sferica e particelle piccole, sempre sferiche; inoltre, e` stata riscontrata la presenza di ferro-manganese con un po’ di silicio. Ho trovato una particella molto simile nell'inquinamento ambientale della stessa città dove abitava la signora, perché l’Arpa mi ha dato i filtri che ogni giorno raccolgono le polveri ambientali. La particella che ho definito «grande» e` in realtà più piccola di un globulo rosso (mentre le altre sono ancora più piccole). I casi che vi ho esposto testimoniano pertanto il passaggio, la traslocazione di polveri molto sottili."

Tralasciando i casi bellici questi meccanismo come detto avvengono anche attraverso inquinamento, aerosol con scie chimiche,contaminazione da tessuti,creme,vaccini,medicinali...

Quando le nanoparticelle entrano in contatto con la cellula non rimangono fuori, ma possono in qualche maniera lederne le pareti e soprattutto penetrarvi. Porto l’esempio di mitocondri forse affetti da stress ossidativo a causa della presenza di nanoparticelle. Abbiamo riscontrato nanoparticelle a contatto con una cellula di DNA che si sta dividendo: i due pezzi di DNA formeranno due cellule diverse, una sana e l’altra deformata per la presenza fisica delle nanoparticelle, che possono interagire direttamente con geni del DNA. A mio avviso le nanoparticelle, come abbiamo visto, possono provocare malformazioni a tutti i livelli: vegetale, animale e umano. In un nostro esperimento abbiamo visto che i ricci di mare, in presenza di acque contenenti nanoparticelle, possono avere dei problemi.

L'esposizione a nanoparticelle Carbon nero durante lo sviluppo fetale media e tarda induce l'attivazione immunitaria nei topi prole di sesso maschile. Questi dati suggeriscono che l'esposizione respiratoria al CB-NP durante la gestazione media e tarda può avere effetti allergici o infiammatori nella prole di sesso maschile, e può fornire le prime informazioni sul potenziale immunotossicità per lo sviluppo di nanoparticelle.

INCENERITORI E COMBUSTIONE

Queste NANOPARTICELLE TOSSICHE  inquinanti derivano ANCHE DA inceneritori  - cosiddetti termovalorizzatori - che buttano nell'aria migliaia di migliaia di tonnellate di polveri sottilissime terribilmente patogeniche. Ma è altrettanto vero che polveri di questo genere vengono dal traffico, vengono dalle fonderie, vengono dai cementifici, spesso utilizzati come inceneritori, vengono da tantissime fonti di inquinamento.

Sempre grazie al duo Montanari Gatti è stato possibile dimostrare la patogeneicità dei nanomateriali,grazie, come già accennato ad microsopio elettronico a scansione ambientale del costo di oltre 350.000 euro, che gli fu tolto nel giugno 2006 "perché dava fastidio a qualche personaggio all'interno dell'università che non gradiva queste ricerche".
Parole di Montanari. "Scoperchiare certi pentoloni in cui bollono inceneritori, acciaierie e centrali
elettriche ad olio pesante, e fare ombra a tromboni e pseudoscienziati sono attività che non
attirano simpatie." 

"Gatti e Montanari hanno scoperto i meccanismi con cui le nanoparticelle prodotte dalle combustioni
sono capaci di uccidere,come funziona la truffa scientifica che sta dietro gli inceneritori,
che cosa viene scaricato nell’ambiente dai tre milioni di tonnellate di oli pesanti bruciati ogni
anno da una centrale elettrica e un sacco di altre cosette che hanno aperto una strada del tutto
nuova nel campo della medicina." 

“Termovalorizzatore” è una parola buffa che non ha riscontro in nessuna lingua, inventata da
chi cerca di gabbare il contribuente rendendogli accettabile un prodotto improponibile. È dal
1786, da quando, cioè, Lavoisier scoprì il principio di conservazione della massa che la scienza
sa dell’impossibilità di distruggere un solo grammo di materia. Dunque, non esistono dubbi sul
fatto che gli inceneritori - ché quello è il nome di quegli impianti - sono basati sul gioco di
prestigio di rendere invisibili all’occhio i rifiuti. Se, poi, si considera che, per motivi tecnici, ad
ogni tonnellata d’immondizia trattata va aggiunta un’altra tonnellata di sostanze chimiche
(metano, carbone, acqua, ammoniaca, bicarbonato, calce, ecc.), risulta chiaro che la massa di
ciò che viene immesso nell’ambiente è doppia rispetto a quella che si sarebbe dovuto far
“scomparire”. Poi, come è noto in campo scientifico, la combustione genera nella maggior parte
dei casi prodotti ben più tossici se paragonati a quelli di partenza. Dunque, raddoppio dei rifiuti
di fatto presenti nell’ambiente e rifiuti resi più aggressivi. 

I danni causati dal particolato generato da combustione riguarda l'ambiente,la flora,la fauna.. e non per ultimo l'uomo.

Come per le scie chimiche si tratta di particolato, di nanomateriale che si deposita ovunque e viene respiranto, assorbito.
Quindi nanometalli che entrano nella catena alimentare e tutto quello che ne consegue, come abbiamo ampiamente letto.

Nanoparticelle nella Catena alimentare

Ricerca pubblicata dalla  rivista scientifica «Folia Histochimica  et Cytobiologica»

Metalli pesanti. Contaminati anche i bovini
Written by Renato Ventura
Friday, 30 July 2010 06:38 

 «Gli esami sui bovini - spiega - sono iniziati qualche anno fa dall’osservazione casuale di
lesioni sospette negli animali, nel corso di un lavoro in alcuni mattatoi. Abbiamo quindi deciso di
prendere in esame i bovini come specie sentinella per rilevare segni di rischio ambientale
nell’area di Taranto».
 L’analisi ha riguardato 183 bovini. Le ispezioni hanno dato risultati che attendono ancora la
pubblicazione, ma Anna Morelli non esita a parlare di elementi «che fanno riflettere». Per esempio in 60 bovini è stata accertata la presenza «di lesioni marcate dovute a depositi di metalli
pesanti a livello polmonare o linfonodale».
Le nanoparticelle rilevate sono:carbonio, alluminio, silice,ferro e titanio

La crescente presenza di nanomateriali nei prodotti di consumo,(dai vestiti,rivestimenti antimicrobici, ai dentifrici...) grandi quantità di nanoparticelle viene quindi ad essere rilasciata, entrando nell'ecosistema.

Qui uno studio interessante sui danni delle nanoparticelle di argento sulla Daphnia magna, un crostaceo che fa da vero filtro nell'acqua dolce...  è uno degli organismi più sensibili utilizzati in esperimenti di ecotossicità e  considerato un organismo di prova standard per i protocolli standard della US Environmental Protection Agency (EPA) .

A Singapore hanno avviato uno studio in vivo di tossicologia per esaminare nanoargento in un modello di zebrafish.
Conclusione:
"Grazie alla vasta gamma di applicazioni di nanoparticelle nei prodotti commerciali, è certo che tali particelle finiranno in ambiente attraverso lo smaltimento incontrollato dei rifiuti" Il dottor Suresh Valiyaveettil racconta Nanowerk. "Pertanto, è importante imparare e valutare l'impatto di tali nanoparticelle sull'ambiente il più presto possibile. Il nostro lavoro mette in evidenza i rischi potenziali di nanoparticelle d'argento in animali acquatici come il pesce zebra. Abbiamo usato zebrafish come sistema modello per la sua veloce biologia dello sviluppo e la struttura corpo trasparente. Gli embrioni di zebrafish esposti a nanoparticelle d'argento hanno mostrato deposizione di particelle in organi vitali come il cervello ed esposte a gravi difetti di sviluppo ".

Valiyaveettil, professore associato presso il Dipartimento di Chimica presso l'Università Nazionale di Singapore (NUS), insieme ai collaboratori di NUS, ha pubblicato i suoi risultati e il 14 maggio 2008 edizione online di Nanotecnologia ( "Tossicità di nanoparticelle d'argento nei modelli zebrafish" ) .

In questo lavoro, gli scienziati hanno descritto le loro scoperte che gli embrioni nanosilver trattati presentavano difetti fenotipici, funzioni fisiologiche alterate, cioè bradicardia, curvature assiali e degenerazione di parti del corpo.
"L'obiettivo del nostro lavoro è quello di comprendere il ruolo di nanoparticelle nei sistemi viventi, in particolare, come si fa nanoparticelle interagiscono con biomolecole quali le proteine ​​e DNA all'interno di una cellula e quali sono le conseguenze di tali interazioni", spiega Valiyaveettil. "Speriamo di capire le conseguenze dell'esposizione di nanoparticelle di organismo vivente e sviluppare metodi adeguati di smaltimento dei rifiuti (, laboratorio di ricerca industriale, prodotti commerciali, ecc), in modo che l'equilibrio dell'ecosistema non è contestato dalla nanotecnologia."


All'inizio dell'anno scorso l'EPA statunitense ha stabilito che le macchine lavare i vestiti che utilizzano ioni d'argento come disinfettante dovranno essere registrato come pesticida ( le prime restrizioni federali sulle nanotecnologie potrebbero essere in arrivo?? ). La mancanza di regolamentazione ha anche portato ad una drammatica richiesta da gruppi di attivisti di vietare completamente la vendita di prodotti nanoargento ( gruppi di file un'azione legale per EPA per fermare la vendita di oltre 200 prodotti nanoargento ).

NANO-INGEGNERIA

In questi casi che sto per analizzare entra in gioco invece la nanotecnologia.. ovvero lo studio dell'uomo.
  • SCIE CHIMICHE
  • ALIMENTARE
  • COSMETICA
  • MEDICINALI
  • VACCINI
  • MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
  • RIVESTIMENTI E PRODOTTI
Prima un piccolo preambolo, cosa è la nanotecnologia e perchè si cerca di sviluppare questo settore:

Le nanoscienze costituiscono il punto di incontro di discipline diverse che vanno dalla fisica
quantistica alla chimica supramolecolare, dalla scienza dei materiali alla biologia molecolare e rappresentano una realtà ormai affermata nel mondo della ricerca. Le nanotecnologie, che sono invece ancora nella fase iniziale del loro sviluppo, puntano a sfruttare e ad applicare i metodi e le conoscenze derivanti dalle nanoscienze. Esse fanno riferimento ad un insieme di tecnologie, tecniche e processi che richiedono un approccio multidisciplinare e consentono la creazione e utilizzazione di materiali, dispositivi e sistemi con dimensioni a livello nanometrico. Le prospettive associate alla nanotecnologie derivano dal fatto che, a questi livelli di dimensioni, comportamenti e caratteristiche della materia cambiano drasticamente.

Vantaggi
Le nanotecnologie permettono di migliorare i processi di produzione o di ottenere prodotti più resistenti, più leggeri, più duraturi o addirittura con proprietà nuove rispetto ai prodotti tradizionali. L’efficienza della produzione può essere migliorata ad esempio dall'integrazione di tecnologie nano direttamente nel processo di fabbricazione di un oggetto
(ad esempio rivestimento con film sottili inserito direttamente nella catena di montaggio).

Potete sfogliarvi questo depliant illustrativo... rimarrete esterrefatti di quanti usi vengono fatti dei nanometalli...,ovviamente non prende in considerazione le scie ed irrorazioni climatiche di cui parlerò dopo, separatamente.

Quindi leggerete di come la Commissione Europea stanzi finanziamenti per lo sviluppo di questi materiali e poi stanzi finanziamenti come alla Gatti che ricerca come i nanometalli siano patogeni..e poi ,visto che lo dimostra... viene boicottata affinché non possa più lavorare su tessuti patogeni...


Antonietta Gatti e Stefano Montanari fanno ricerca da anni sulla patogenicità delle micro e nanoparticelle inorganiche, cioè sulla capacità di polveri inorganiche di indurre delle malattie.

Hanno messo a punto un metodo di ricerca nell'ambito di un progetto europeo chiamato Nanopathology, che è terminato nel 2005, hanno esaminato diverse centinaia di prodotti

alimentari che sono risultati inquinati da nanoparticelle e hanno fatto questo al fine di denunciare che la legge non fa assolutamente niente per regolare questo inquinamento.

Come si producono le nanopolveri?
Si producono con metodologie top-down, macinando polveri metalliche più grandi
(ball milling): con questa tecnica si ottengono leghe, ad esempio quelle a base di alluminio
o titanio, usate nella componentistica aerospaziale o in articoli sportivi. Altrimenti si possono usare le tecniche bottom-up: per evaporazione termica, bombardamento di particelle (sputtering),
tecniche chimiche, metodi laser (si spara un raggio laser su un gas o un solido, creando
dei nuclei intorno ai quali si formano le polveri, modificando la miscela di gas e altri parametri si
possono controllare composizione e dimensioni delle nanopolveri).
Le nanopolveri metalliche sono impiegate come materiale di partenza per ottenere metalli e leghe con caratteristiche particolari, ma anche disperse in soluzioni e matrici per rendere più resistenti altri materiali.

GEOINGEGNERIA CLANDESTINA

RICONOSCETE QUESTI CIELI?

Per chi è scettico inizio con questa
Conferenza di Rosalind Peterson alle Nazioni UniteALLE NAZIONI UNITE:

Rosalind, tecnologa agricola, ha lavorato per il Dipartimento dell’Agricoltura americano fondando nel 2006 la Coalizione per la Difesa dell’Agricoltura (Agriculture Defense Coalition),  è stata invitata ad affrontare questa conferenza a causa del suo lavoro di ricerca nel settore agricolo in materia di cambiamento climatico, oscuramento globale, e sugli effetti delle nuvole artificiali e dei programmi sperimentali di modificazione del clima in materia di agricoltura.

Il video dell’intervento di 17 minuti, sottotitolato in italiano, mostra in maniera chiara quello che sta accadendo sopra le nostre teste, gli interessi economici delle multinazionali, dei pericoli per la salute dell’uomo, degli animali e delle piante, i risultati sull’inquinamento dell’acqua e del suolo.





Leggo testualmente il punto T della RELAZIONE sull’ambiente, la sicurezza e la politica estera
Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa
Relatrice: on. Maj Britt Theorin
Relatore per parere*
on. Olsson, commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela
dei consumatori (*Procedura "Hughes") 14 gennaio 1999
  • T. considerando che, malgrado le convenzioni esistenti, la ricerca militare si applica attualmente alla manipolazione dell'ambiente come arma, come è il caso ad esempio del sistema HAARP con base in Alaska

Leggete con attenzione questo documento, sebbene molto lungo e vi renderete conto da soli di tante cose, della rete di collegamenti e di quanto sapere nascosto...


Lo sconvolgimento climatico artificiale è la punta dell'iceberg di tutta una serie di motivazioni differenti.
Le due motivazioni di più facile e basilare comprensione sono che tutta la nuova tecnologia (dell'ultima decina di anni) prende in considerazione l'esistenza  di satelliti e radar che funzionano sul range delle microonde.
I vecchi satelliti (alcuni funzionano ancora) erano a base infrarossi quindi molto meno preciso.. per questo l'aeronautica civile e militare preferiscono di gran lunga quello a microonde.
Questo comporta che in presenza di umidità elevata, quindi di perturbazioni o nuvole ricche di acqua i radar non riescono a scannerizzare bene il suolo sotto le nuvole.

Secondo  il progetto RFMP( Unoschermointerattivo,Deployable Interactive DataWall,collegato ad un elaboratore che ha un sistema di programmi complesso,consente di visualizzare qualsiasi
zona della terre di analizzare anche la più piccola zona remota del mondo,grazie ad un sistema radar che ha punti di trasmissione e di ricezione in varie località sparse nel pianeta) e VRTPE si prevede per motivi militari la scannerizzazione 3D del suolo tramite satelliti e radar..e come detto se c'è troppa umidità i radar funzionano male..

Come risolvere questo drammatico inconveniente?

Disperdendo particolato di BARIO,ALLUMINO E MAGNESIO

Le scie rilasciate a bassa quota servono per questo ( e per tanti altri motivi collegati come una fitta ragnatela..ma ora a noi interessa cosa piove dal cielo..)
Nell'aereosol che ci viene propinato usano il TRIMETILALLUMINIO il quale legandosi con l'ossigeno lo risucchia, risucchia proprio l'umidità e per convesso forma la schiuma bianca.. la scia.
Al passaggio sono state rilevate variazioni dal 90% che precipitano al 20% !!

Geoingegneria e cambiamento climatico

La capacità di generare precipitazioni, nebbie e tempeste sulla terra per modificare le condizioni meteorologiche,quindi la produzione di condizioni meteorologiche artificiali, fa parte di un pacchetto integrato di tecnologie militari. Questo e altro rivela il Documento AF 2025 del Rapporto Conclusivo AF 2025 dell’Aviazione Militare degli Stati Uniti.

Per non aggravare l'articolo, già molto lungo, vi metto qui facile da consultare questo importante resoconto a riguardo.



Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti  nano sostanze tossiche:

bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura). Sono state rintracciati anche altri elementi e composti:, torio e cesio radioattivi, rame, titanio, silicio, litio, cobalto (scie azzurre?), piombo (scie nere?), etilene dibromide o dibromuro (un insetticida molto tossico ufficialmente bandito dall'E.P.A. l'Agenzia per la protezione dell'ambiente negli Stati Uniti) etc. Sono stati pure rintracciati agenti patogeni, come pseudomonas aeruginosa, pseudomonas fluorescens, serratia marcescens, streptomiceti, virus, viron, ossia virus modificati geneticamente etc
(18 settembre 2013 alle ore 10.47 di Antonio & Rosario Marcianò)

Tutti questi nano metalli sparsi in cielo sono altamente tossici responsabili come detto all'inizio di dolori muscolari,infari,Alzheime,Parkinson,cancro,infarto...

Ritornando a noi.. questo particolato ha effetto di ricaduta su acqua,terreno.. falde,fauna,flora...sull'UOMO.
Pensate.. fateci un piccolo ragionamento sul fatto strano che

MONSANTO ha messo sul mercato sementi che resistono alla siccità e sementi che resistono all'alluminio!!

Si! sementi che resistono all'alluminio.. perchè guarda caso i terreni risultano impregnati di questo metallo!!!


NANOPARTICELLE DI BARIO E NANO DI ALLUMINIO ==> Così le scie chimiche formano una coppia micidiale che ci rende immunodepressi.

Il dottor Russell Blaylock, neurochirurgo in pensione, tossicologo e scrittore, che ha recentemente sfidato i medici pediatri ad inocularsi i dannosi antidoti che essi tranquillamente somministrano ai bambini, ammette che all'inizio era piuttosto incredulo circa i vari studi ed rapporti inerenti alla Geoingegneria calandestina, fino a quando cominciò ad analizzare l’intera questione.

L’alluminio provoca danni neurologici, a meno che il nostro sistema immunitario non reagisca velocemente, eliminando questo metallo.

Che cosa succede se il sistema immunitario è indebolito? Quali sono le conseguenze dell’accumulo di bario? Oltre ad irritare le vie respiratorie, a provocare problemi digestivi ed ai muscoli, cuore in primis, questo metallo pesante può incidere pesantemente sul sistema immunitario.

Gli esami di laboratorio hanno permesso di concludere che il bario interferisce con l'attivazione nell’organismo dei linfociti T, le cellule che attaccano i microbi patogeni. Quando non sono direttamente coinvolti nella distruzione dei patogeni, i linfociti T promuovono altre funzioni immunitarie, compresa l’eliminazione delle cellule tumorali.

Danni  che abbiamo ampiamente visto in precedenza.. danni sul cervello e midollo spinale, sino a demenza,Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.)

Alcune ricerche pubblicate ipotizzano anche il collegamento fra terreni con elevate percentuali  di argento (Ag), bario (Ba) e di stronzio (Sr) e bassi livelli di rame (Cu) e patologie TSE degli animali che ci vivono:
l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) dei bovini (compresa la BSE atipica);
la scrapie di ovini e caprini (compresa la scrapie atipica);
la sindrome atrofica cronica (CWD) di cervidi e alci;
l’encefalopatia trasmissibile del visone (TME) nei visoni;
l’encefalopatia spongiforme felina (FSE) nei gatti;
la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCJD) nell’uomo.

La Dottoressa Hildegarde Staninger l'anno scorso ha segnalato che "l'esposizione alle emissioni aeree di nano materiali compositi provoca inibizioni della colinesterasi."(www.hildegardestaninger.com) Il corpo umano ha tre tipi di colinesterasi (proteina enzimatica): del cervello, del plasma (prodotta dal fegato), e dei globuli rossi. Alcuni pesticidi e gas nervini (come il VX, un organofosfato) inibiscono la colinesterasi. La cronica inibizione di questo enzima (che circola normalmente nei globuli rossi) causata dall'aerosol delle scie chimiche (per la modificazione del clima, ma usata anche per l'eradicazione di zanzare e altri insetti), causa intossicazione cronica. Questa esposizione provoca gravi disturbi neurologici, tra cui paralisi negli esseri umani".


CLOUD SEENDING

Sembra quasi il titolo di una canzone.. è il titolo della nostra realtà, in atto anche in Italia già da molti anni.
Con inseminazione delle nuvole (cloud seeding) s’intende una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo diprecipitazione attraverso la dispersione nelle nubi di sostanze chimiche che fungano da nuclei di condensazione per favorire le precipitazioni.
Da più di 50 anni usa questa tecnica, quindi non è qualcosa scoperto da poco. Di questa particolare tecnica si servono, ad oggi anche la Cina, gli Usa, la Russia e molti altri paesi.
 I motivi UFFICIALI di impiego sono diversi: dall’incremento delle precipitazioni in zone aride alla diminuzione dei rischi di grandinate, dalla riduzione degli agenti inquinanti e delle nebbie alle nevicate artificiali.
LA SOSTANZA UFFICIALMENTE UTILIZZATA È PRINCIPALMENTE LO IODURO D'ARGENTO o BIOSSIDO DI CARBONIO (Ghiaccio secco)

Ne abbiamo già parlato vero? e ne parleremo ancora nel settore nanoparticelle -Medicianali.
Questa sostanza viene sparata da terra e quindi dispersa con i venti oppure tramite aerei direttamente nella nuvola.

Il cloud seeding porta a cambiare la quantità e qualità delle precipitazioni,perchè queste sostanze fungono da nuclei di condensazione... PECCATO CHE LO IODURO D'ARGENTO SPARATO È NANO E TOSSICO!!
Lo ioduro d’argento, solido pulverulento di colore giallo chiaro ed inodore, è tossico: causa irritazione per contatto con gli occhi e con la pelle. Se inalato, provoca irritazione del tratto respiratorio. Immesso nell’ambiente, può decomporsi e liberare acido iodidrico che è tossico pure lui.

Il Generale dell’Aeronautica militare italiana, Antonio Serra,  capo per anni del Servizio Metereologico dello Stato italiano ecco cosa riferisce :

«Risultati molto promettenti delle tecniche di nucleazione artificiale dell’atmosfera, finora adoperate, per riconoscimento quasi unanime, si sono avuti dalle cosiddette formazioni nuvolose orografiche e semiorografiche, cioè legate alla presenza di catene di montagne e di colline sufficientemente alte, mentre nelle zone di pianura i risultati ottenuti non sono statisticamente apprezzabili. Ciò potrebbe far pensare alla possibilità di operare su regioni di montagna o di collina, al fine di creare riserve idriche in bacini di raccolta, occorrenti poi per la irrigazione delle zone piane. Non vi è dubbio, alla luce dell’attuale conoscenza, che esperimenti del genere siano promettenti di fecondi risultati, sia nel campo della ricerca puramente scientifica che delle pratiche applicazioni. Sono esposti brevemente i principali piani ili esperienza di laboratorio e campali realizzati dal 1947 al 1960 relativamente alla modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche in generale e della induzione artificiale delle precipitazioni atmosferiche. Successivamente sono descritti i principi su cui sono fondate le tecniche più note sulle operazioni di induzione provocata delle precipitazioni atmosferiche. Infine sono trattati brevemente gli aspetti del suddetto problema ancora aperti alla ricerca e le varie possibilità pratiche di intervento dell’uomo sulla modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche».
Non è tutto: dal 1961 al 1972  Nasa e Max Planck Institute hanno condotto esperimenti segreti sulla Sardegna, appunto senza il consenso popolare, iniettando il tossico bario nell’atmosfera.
Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00452 dice:

visto che esistono in Italia esperienze in materia di stimolazione artificiale della pioggia dovute alla Tecnagro (Associazione per le innovazioni tecnologiche, l’agricoltura e l’ambiente) con il suo «progetto pioggia» quasi ventennale. Questa tecnologia, della quale Israele è maestro, era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine conoscitiva del Senato della Repubblica sull’acqua; era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite affidato alla Tecnagro e svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994; era chiaramente indicata nella fondamentale legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36), realizzata in pratica con due centri fissi ed uno mobile della Tecnagro per la stimolazione della pioggia (Puglia, Sicilia e Sardegna) con piccoli aerei attrezzati e tecnici capaci;


BIOSENSORI CHIMICI IN ===> SMART DUST

Un minimo di attenzione lo dedicherei anche a questo documento...(estratto sempre da NCBI)
Ovvero alla ricerca sui Biosensori chimici.
Biosensori possono essere definiti come uno strumento ideale e utile per effettuare analisi in tempo reale semplicemente.La principale area di interesse oggi nel campo sensore analitico è l'uso di nuovi materiali con proprietà di riconoscimento molecolare.
Un biosensore contiene un elemento sensibile biologico immobilizzato come elemento recettore, che può legarsi con analiti bersaglio. (Bio) sensori sono generalmente classificate in base al tipo di trasduttore (es, elettrochimica, ottica, piezoelettrico o termici), o il principio biorecognition (ad esempio, enzimatico, il riconoscimento immunoaffinità, sensore a cellule o DNA).

..al di là dell'apparente utilizzo medico...dice:L'obiettivo è quello di collegare i vantaggi ottenuti con le tecnologie di telecomunicazione e microelettronica.
Sempre la NCBI afferma in questo documento che . "A causa delle loro piccole dimensioni e la funzione autonoma, noi immaginiamo che un gran numero di tali biosensori intelligenti di polvere potrebbero essere inseriti in organismi o distribuiti nell'ambiente per il telerilevamento."


Infatti ecco che arriva a pennello la "smart dust"...


http://www.tankerenemy.com/search?q=smart+dust#.VcYtZR9xL8s


Come si legge nel documento qui riportato : "Le particelle di polvere intelligente sono usate per tracciare mappe meteorologiche. Stiamo esaminando il problema posto da Vidal e da altri scienziati circa il numero ottimale di granelli necessari per costruire carte meteo tridimensionali che siano precise ed economiche).






































Lo scienziato che ha coniato l’espressione “smart dust” (polvere intelligente) il cui progetto è stato finanziato dall'agenzia militare statunitense D.A.R.P.A., ha trasformato la sua idea in un prodotto industriale per il quale vengono proposte svariate applicazioni, come confermato in questo documento che tratta l'impiego di smart dust per la creazione di mappe meteo 3D.
 Sono già stati condotti esperimenti (portati a termine con successo - prima guerra del Golfo: 1990/91) per la creazione di "reti formate da granelli di polvere intelligente" a scopi strategici: riconoscimento e monitoraggio del passaggio di mezzi militari.

E' quanto si legge nell’incipit dell'articolo "March of the motes", ovvero "Marcia dei granelli" pubblicato sula rivista New Scientist (vol. 179 issue 2409 - 23 August 2003).

Tale articolo è citato nella bibliografia dello studio “Enabling battlespace persistent surveillance: the form, function and future of smart dust” (Attivare una sorveglianza permanente: la forma, la funzione ed il futuro della polvere intelligente). La ricerca è stata pubblicata sul sito militare istituzionale degli Stati Uniti.

“Un'invisibile armata di silicio sta raccogliendo informazioni sulla terra ed i suoi abitanti”. Così comincia questo inquietante dossier, all'interno del quale si legge: “Nel cuore della rete di granelli di polvere intelligente si trova un software rivoluzionario. Ogni granello ha il suo sistema operativo simile al software Windows installato sulla maggior parte dei computer, o a Unix, che gira su molti server della Rete, ma il sistema operativo della polvere intelligente funziona su microprocessori che hanno bisogno davvero di una memoria esigua. Se l'ultima versione di Windows contiene oltre 100 megabyte di memoria, il sistema operativo della polvere intelligente usufruisce di appena 8 kilobyte. […] ‘L'abbiamo chiamato TinyOS’ (piccolo sistema operativo, n.d.t), afferma Pister. TinyOS è ciò che ha trasformato il sogno (sic) della polvere intelligente in realtà. Parte del lavoro del sistema operativo consiste nell’impiego efficiente delle sue risorse hardware. In un granello, tali risorse sono i vari sensori ad esso attaccati, il collegamento radio agli altri granelli ed il rifornimento di energia. TinyOS deve operare, consumando poca energia: in fin dei conti un granello con batterie esaurite non è nient’altro che un briciolo di polvere. Il software realizza ciò ‘dormendo’ per la maggior parte del tempo. Quando è a riposo, tutto l'hardware è in standby, eccetto i sensori. TinyOS si riattiva una volta al secondo: impiega circa cinquanta microsecondi, raccogliendo dati dai sensori, ed altri dieci millisecondi, scambiando dati con i granelli vicini. ‘Da una prospettiva umana, si ottiene essenzialmente una risposta in tempo reale, tuttavia i granelli sono a riposo per il 99 per cento del tempo’, annota Pister”.

Potete continuare l'articolo in questo post di Marcianò.

I filamenti polimerici dispersi dagli aerei chimici sono collegati a questa tecnologia di matrice militare, il morbo di Morgellons ne è un’atroce conseguenza.



BREVETTI DEGLI USA SULLA MANIPOLAZIONE CLIMATICA

Esistono centinaia di brevetti, depositati presso l'ufficio brevetti degli Stati Uniti, riguardanti la manipolazione climatica. Alcuni di essi sono rintracciabili direttamente dal sito ufficiale US Patent oppure su freepatentoline.com . Se invece volete cimentarvi in una ricerca, potete utilizzare Google Patents inserendo direttamente il numero del brevetto oppure digitando ad esempio le parole "weather modification", "weather control", "Haarp", "cloud seeding", e così via. Ovviamente non tutti i risultati delle ricerche generiche saranno inerenti l’argomento principale di questo sito.
I brevetti che hanno raccolto riguardano principalmente la manipolazione della ionosfera, la manipolazione delle nubi, l'effetto delle onde elettromagnetiche a determinate frequenze, i campi di utilizzo di particolari aerosol.


Ecco per finire un breve stralcio di traduzione di questo documento DATATO 1977...buona lettura.

L'utilizzo di tecniche di modificazione dell'ambiente naturale per scopi ostili non gioca un ruolo importante nella pianificazione militare al momento attuale. (ndr.1977)
Tali tecniche potrebbero essere sviluppate in futuro, tuttavia, e costituirebbe una minaccia di gravi danni a meno che sono state adottate misure per vietare il loro uso. Nel mese di luglio 1972, la
US Government rinunciato l'uso di tecniche di modificazione del clima per scopi ostili, anche se il loro sviluppo è stato dimostrato di essere realizzabile a futuro.
Sia il Senato e la Camera dei Rappresentanti ha tenuto udienze, a partire dal 1972, e il Senato hanno adottato una risoluzione nel 1973 chiede un
accordo internazionale "che vieta l'uso di qualsiasi attività di modifica ambientale o geofisica come arma di guerra ...." In risposta a questo
risoluzione, il presidente ha ordinato al Dipartimento della Difesa di avviare un esame approfondito degli aspetti militari del tempo e altre ambientale
tecniche di modificazione. I risultati di questo studio e di un successivo studio interdipartimentale portato alla decisione governi degli Stati Uniti a cercare un accordo con il
Unione Sovietica per esplorare le possibilità di un accordo internazionale.
Durante l'incontro al vertice a Mosca nel luglio del 1974, il presidente Nixon e il Segretario Generale Brezhnev sono impegnati formalmente a tenere discussioni bilaterali sulla
come realizzare "le misure più efficaci possibili per superare i pericoli dell'uso di tecniche di modificazione ambientale per i militari
scopi. "Tre gruppi di discussioni si sono svolte nel 1974 e 1975, con conseguente accordo su un approccio comune e un linguaggio comune.
Nel mese di agosto 1975, i principali rappresentanti degli Stati Uniti e le delegazioni sovietiche alla Conferenza del Comitato sul disarmo (CCD) hanno presentato, in
parallele, identiche progetti di testo di una "Convenzione sulla proibizione dell'uso militare o qualsiasi altro uso ostile delle tecniche di modificazione ambientale".
La Convenzione definisce tecniche di modificazione ambientale come cambiare - attraverso la deliberata manipolazione dei processi naturali - della dinamica,
composizione o struttura della terra, compreso il suo biota, litosfera, idro-sfera, e l'atmosfera, o lo spazio esterno. Cambiamenti nel tempo o clima modelli, in correnti oceaniche, o allo stato dello strato di ozono o della ionosfera, o un ribaltamento in equilibrio ecologico di una regione sono alcuni degli effetti che potrebbe derivare dall'uso di tecniche di modificazione dell'ambiente.

Signed in Geneva May 18, 1977 Entered into force October 5, 1978




VACCINI
Se siete arrivati sino qui avrete letto all'inizio cosa dice Dr. Blaylock a riguardo ed i danni che producono le nanoparticelle di alluminio dentro i vaccini.

"L’alluminio è stato aggiunto ai vaccini circa negli anni 90 nella convinzione che possa spronare l’organismo a produrre anticorpi per combattere le malattie. Ma l’alluminio è tossico, e molti comuni vaccini (antipneumococcico, esavalente, antitetanica e antiHPV) contengono dosi elevate"


Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, dice un esperto sanitario Dr. Russell Blaylock (neurochirurgo, autore e docente universitario), causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti.


Neurologist Warns Aluminum in Chemtrails Could Cause “Explosive Increase in Neurodegenerative Diseases”
Da Russell L. Blaylock, MD 
23 agosto 2012

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html


CDC conflitti di interesse anche per i vaccini  anche per la FDA
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Dove il Dott.Hooker illustra in una sua risposta come e perché il CDC non è affidabile per sorvegliare la sicurezza del vaccino.


Come spiegato nella sezione NANOPARTICELL MEDICINALI di seguito a questa sezione, vedremo come la nanoparticelle vengono sfruttate per le loro capacità magnetiche e come sono ottimi, intelligenti recapitatori di medicina...possono arrivare sotto controllo direttamente alla cellula desiderata, rilasciare la quantità di medicinale desiderato ed apportare le modifiche necessarie.
La loro realizzazione ha vaste implicazioni, dicono gli scienziati, accrescendo la possibilità di indurre le cellule a muoversi e crescere in direzioni specifiche. Doug Dorst, un microbiologo e critico della vaccinazione del Galles del Sud, afferma che questi progressi hanno un'attrazione immensa per i produttori di vaccini. 

CEROTTO-VACCINO CON DNA

Ecco un vaccino con DNA sotto forma di cerotto

Collegato a questo discorso anche se andrebbe inserito nella nano tech come materiale sono i nuovi prelievi di sangue che stanno sperimentando..

MICRO AGHI CON NANOPARTICELLE POLIMERICHE

I ricercatori della Queens University di Belfast hanno ideato un’alternativa: si tratta di un cerotto da 361 piccoli aghi che si infilano nello strato più superficiale della pelle.
Micro aghi fatti da nanoparticelle polimeriche che entrano nella pelle..leggete per comprenderne i grandi vantaggi...e quello che ci vogliono far credere...dove mamme felici nel non veder più i loro figli piangere al bucotto.. dottori SALVI dal contagio..insomma la nostra SALVEZZA!!



Anche qui ci sarebbe il mondo da scrivere..
Desidero aggiungere solo questa intervista a riguardo.. una testimonianza di due importanti ricercatori italiani.. che si sono battuti si battono per il riconoscimento di queste patologie..
GATTI E MONTANARI.

TRAETE VOI LE CONCLUSIONI...il conflitto di interessi è troppo alto perché la verità,pur palese,venga a galla...


abbiamo analizzato 24 vaccini.Senza troppa sorpresa visti i risultati precedenti, anche i campioni analizzati con Francesca rivelarono
tutti un contenuto di polveri solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili, il che significa inevitabilmente capaci d’innescare malattie.

Un episodio degno forse di considerazione fu quello accaduto nell'autunno 2012. Come ogni anno in
quel periodo la campagna per indurre più persone possibile a vaccinarsi nei confronti dell’influenza si
stava scatenando. Improvvisamente accadde qualcosa, qualcosa che non ebbe poi una spiegazione che potesse reggersi scientificamente: di alcuni tipi di vaccini antinfluenzali venne bloccata la vendita. La notizia mi arrivò tramite un comunicato di agenzia e cinque minuti dopo ero nella farmacia più vicina al mio laboratorio per vedere di acquistarne un pezzo di ognuno prima che la notizia arrivasse al farmacista.
Di tutti i vaccini sospesi solo l’Agrippal era disponibile e il farmacista, ignaro del provvedimento, me lo consegnò. Erano le 15 e 24 del 24 ottobre come da scontrino. Non ero ancora uscito quando arrivò in farmacia la telefonata di annuncio: l’Agrippal non si può vendere. Io, però, la scatola l’avevo pagata, avevo tanto di ricevuta e me ne andai. L’analisi non fu confortante: particelle di Ferro; di Ferro e Titanio; di Zolfo, Bario, Cloro, Silicio, Alluminio e Sodio; di Silicio, Sodio, Alluminio, Bario e Zolfo; di Silicio, Calcio, Titanio e Alluminio; di Calcio, Alluminio, Silicio e Piombo; di Ferro e Zinco; di Ferro, Cromo e Nichel, cioè di acciaio.

Le loro dimensioni andavano dalle centinaia di nanometri a qualche micron, fino ad agglomerati di decine di micron. Di fatto, un bel campionario di pezzetti di materia solida che in una soluzione iniettabile proprio non dovrebbero starci.
Come sempre avevamo fatto, e questo va specificato con estrema chiarezza, noi avevamo analizzato un solo campione e non più campioni provenienti da lotti diversi. Insomma, una sorta di fotografia istantanea e non un film.
Per completezza d’informazione, aggiungo che passò appena qualche giorno e i vaccini bloccati tornarono di libera vendita senza spiegazione alcuna. Solo le rassicurazioni generiche e non sostanziate da alcuna spiegazione da parte delle cosiddette “autorità”.

Il 21 novembre dello stesso anno vennero a trovarmi in laboratorio due agenti dei Carabinieri del NAS di Parma e io consegnai loro il risultato dell’indagine. Nessuna accusa a nessuno, per carità: l’analisi era stata fatta su una sola confezione e un incidente può capitare. Anche se in un vaccino…

Comunque sia, non ho notizie di reazioni da parte dei Carabinieri né da chi è preposto a vigilare sui farmaci. Il che non è affatto stupefacente se si considera ciò che era accaduto l’anno prima.

L’anno prima era venuto da me Luigi Pelazza, uno dei giornalisti del programma televisivo Le Iene con Luigi Pelazza cui avevo già girato diversi servizi, dicendomi di aver parlato con il dottor Gianpietro Spinosa di Losanna a proposito del Gardasil, il vaccino “contro il cancro del collo dell’utero” (anche qui le virgolette sono d’obbligo.) Ciò che Spinosa, ginecologo di lungo corso e di grande prestigio tanto in Svizzera quanto all’estero, gli aveva comunicato era che quel prodotto era poco o nulla attivo, e questo stando a quanto il produttore stesso riportava nella letteratura presentata all’FDA, l’ente statunitense che dà licenza di messa in distribuzione ai farmaci, un ente che ha giurisdizione solo negli Stati Uniti ma la cui autorità scientifica è riconosciuta ovunque, tanto che un placet FDA è praticamente un via libera quasi a livello planetario.
Pelazza mi consegnò un campione di Gardasil chiedendo che fosse analizzato, cosa che facemmo
trovandolo, ahimè, inquinato dalle ormai solite polveri. Nel caso di quel campione, come sempre uno solo, le particelle che trovammo erano composte da Rame, Alluminio e Ferro; da Piombo e Bismuto; da Ferro e Fosforo e da Ferro solo. Le dimensioni, più o meno le solite, da non molti nanometri a qualche micron con particelle solitarie e altre agglomerati metalli tossici

Con quei dati in mano Luigi Pelazza prese un appuntamento con la Sanofi Pasteur di Roma, la distributrice del Gardasil con il cui produttore è in condizione di joint venture, e l’unica azienda in Europa che si occupi solo della produzione di vaccini. Così, andammo a Roma. Oltre a mia moglie e, naturalmente, a Pelazza c’erano Spinosa e due operatori di audio e di ripresa video.

Fu un’intervista che durò non molto meno di quattro ore e ci trovammo di fronte un professore
dell’Università di Bologna convocato dall’Azienda, qualche tecnico e il dottor Roberto Biasio che della Sanofi è il direttore medico scientifico. Ovviamente la Sanofi non aveva grandi armi per ribattere alla sua stessa letteratura e alle nostre analisi e, ad intervista conclusa, ce ne tornammo ognuno a casa propria.

Per motivi che preferisco non esporre per carità di patria, la Sanofi si oppose immediatamente a che il
servizio fosse trasmesso e così fu, ma Luigi Pelazza riferì della cosa ai Carabinieri del NAS di Roma e questi mi convocarono. Andai. Era domenica 2 ottobre 2011 e passai tutto il pomeriggio alla loro sede dell’EUR.

Risposi a tutte le domande, spiegai il problema legato a quegl’inquinanti, consegnai i risultati delle analisi

e… e non accadde nulla. Nulla se si eccettua una visita al nostro laboratorio di Modena del dottor Biasio con cui avemmo una conversazione molto interessante (Biasio ha una preparazione tecnica di tutto rispetto) e ci lasciammo con l’assicurazione che alle nostre analisi si sarebbe dato seguito. Credo che nessuno si sorprenda se dico che il seguito è stato pari a zero e tra qualche paragrafo arriverà la spiegazione.

Passò un po’ di tempo, fino a che non mi telefonò Valentina Corvino, giornalista del settimanale Il
Salvagente. Mi chiese un’intervista a proposito dei vaccini in generale e del Gardasil in particolare.

Le dissi,
riassumendo molto, delle nostre ricerche e dei nostri risultati e ne uscì un articolo di diverse pagine (IlSalvagente n. 38 del 27 settembre 2012). La parte più interessante se si vuole avere idea della situazione in cui ci troviamo, però, non era quella dedicata a me ma la parte, molto più stringata, dedicata al dottor Biasio. Cito alla lettera: ‘Biasio è stato uno degli interlocutori di Montanari e sulle analisi afferma: “Sono condotte con metodologia seria, ma non sono pertinenti agli standard di qualità richiesti dalle procedure di produzione e rilascio dei lotti di vaccini; le nanoparticelle si possono trovare anche in altre sostanze e alimenti e non possono considerarsi pericolose per la salute umana se rispettano i limiti previsti dalle norme.’

Traducendo, Biasio dà atto che le nostre analisi sono ineccepibili ma aggiunge che, non esistendo regole, iniettare pezzi di metallo, per di più di composizione tanto varia quanto ignota, è del tutto lecito. Poi dice che le particelle sono innocue se si rispettano i limiti previsti. Di quali limiti parli non è dato sapere perché, appunto, non esistono limiti né, peraltro, vengono effettuate le analisi del caso, costituendo queste una spesa inutile per l’Azienda e, in fondo, comportando il rischio di darsi una zappata sui piedi. Se si scoprisse che la produzione è inquinata, occorrerebbe cercare l’origine del problema e, necessariamente, porvi rimedio. Ma, se nessuno è al corrente del problema, si può tranquillamente fingere che il problema non esista. E, se ci saranno conseguenze, si potrà sempre continuare ad affermare che sono dovute a chissà che o che non esistono affatto. Va poi ricordato che l’European Environment Agency, cioè l’ente europeo che si occupa di ambiente, nel suo rapporto 2/2007 a pag. 9 scrive “For PM, no safe level has been identified,” il che significa che nessuno ha mai trovato un limite tollerabile per le particelle, e questo per le particelle sospese in aria. È fin troppo ovvio che, iniettate in un organismo, le particelle hanno un effetto di gran lunga più aggressivo.

Ma il dottor Biasio non ha finito: “Non metto in dubbio il fatto che particelle estranee possano essere individuate all’interno di un flacone di vaccino, ma si tratta di rarissimi casi isolati, identificabili tramite l’ispezione visiva, sempre prevista da parte del medico prima della somministrazione di qualsiasi farmaco.

I processi produttivi per i vaccini, come per qualsiasi altro prodotto, non sono perfetti, ma sono molto
evoluti e lavoriamo perché ci sia un costante miglioramento. Ciò, tuttavia, non significa che i vaccini non siano dei prodotti altamente puri e sicuri: nessun prodotto è più controllato”.

Traduco ancora una volta. Secondo Biasio aver trovato 24 vaccini su 24 inquinati è un fatto rarissimo. Poi,stando all’intervista, il medico guarda la fiala del vaccino e vede se dentro, in sospensione, ci sono delle particelle. Mi chiedo come faccia un essere umano, pure forte di una laurea in medicina e della vista di un falco, a vedere ad occhio nudo cose che solo un microscopio elettronico può discernere. E mi chiedo pure quale sia il livello di controllo e di sicurezza degli altri farmaci se i vaccini, che, a sentire Biasio, sono al top della sicurezza, c’è dentro ciò che abbiamo trovato noi in tutte le circostanze.

Lo stesso numero della rivista porta pure un intervento della dottoressa Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e protezione della salute dell’Istituto superiore di sanità:

“Tutti i lotti immessi in commercio sono testati attraverso una serie di controlli di qualità stringenti e
standardizzati da parte di diversi istituti europei, tra cui anche l’Istituto superiore di sanità. I controlli
sono complessi e di qualità certificata, non fanno testo osservazioni di singoli studi effettuati in modo
estemporaneo e non riproducibile.”

La domanda ovvia è quali siano i controlli di “qualità stringenti”, visto quello che evidentemente sfugge,e pure è inevitabile chiedersi come si possano definire estemporanee e non riproducibili indagini la cui metodologia risulta da un progetto di ricerca europeo, indagini la cui attendibilità è stata ammessa addirittura da chi da quelle analisi era stato colpito nei propri interessi come fu per il dottor Roberto Biasio.

Ma non voglio infierire, limitandomi ad esprimere la mia preoccupazione riguardante il ruolo di un ente come l’Istituto superiore di sanità.

Un fatto è certo: al di là delle incertezze sull’efficacia dei vaccini e dell’effettiva necessità di prevenire malattie tutto sommato meno pericolose di quanto non lo siano gli effetti collaterali inevitabili in ogni farmaco e, dunque, anche nel caso in questione, si spalanca una voragine di cui pare pochissimi comprendano la reale portata, una portata certo ben compresa dai produttori che, però, se ne stanno rigorosamente zitti. 
Io temo che una parte tutt’altro che trascurabile dei problemi della cui responsabilità i vaccini sono sempre più sospetti sia da attribuire alla presenza d’inquinanti solidi, non biodegradabili e non biocompatibili di cui la legge s’infischia. Fino a che si continuerà a far finta di nulla, fino a che i medici, e i pediatri in particolare, saranno tenuti nell’ignoranza dalle case farmaceutiche di fatto detentrici della “cultura” specifica, non ci sarà via d’uscita. È del tutto indispensabile che si mettano in pista senza altri indugi ricerche non di facciata e non agli ordini di Big Pharma ma del tutto indipendenti. Indugiare significherebbe aumentare a dismisura tanto i guai sanitari quanto la nebulosità in cui ci si dibatte e, invece, noi abbiamo bisogno di chiarezza perché ognuno, poi, possa scegliere come comportarsi in base ad elementi certi. Vista la quantità enorme di denaro coinvolta nella questione e visto che il denaro può indurre in tentazione, per essere relativamente sicuri dell’affidabilità dei risultati occorre che non sia un solo gruppo di ricercatori ad occuparsi del problema ma siano più di uno, in modo che ognuno sappia di essere controllato e, dunque, sappia che nascondere o distorcere i risultati non sarà facile come è stato fino ad oggi.



NANOPARTICELLE MEDICINALI


Se uniamo nanotecnologia e medicina abbiamo quella che viene chiamata nanomedicina,

L’industria medica sta investendo enormemente sulle nanoparticelle per creare farmaci di precisione
in grado di "trasportare" e rilasciare in modo mirato farmaci,calore..in particolare sulle cellule cancerose. Le particelle sono ingegnerizzate in modo da essere attratte solo dalle cellule malate, consentendo il trattamento diretto solo di queste cellule, riducendo il danno alle vicine cellule sane e permettendo una precoce identificazione della malattia.
Ma come è fattibile l'avanzare di una ricerca in tal senso.. se in via parallela si sta dimostrando e sempre più il collegamento fra nanoparticelle e nanometalli con nanopatologie polmonari,danni genetici,al sistema neurovegetativo,epatico...degenerazione cellulare..trasformazioni del DNA??


PERCHÈ VENGONO SFRUTTATE LE NANOPARTICELLE?

La capacità delle nanoparticelle di entrare facilmente all'interno della membrana cellulare ecco cosa viene sfruttato dalla ricerca medica.
Nanoparticelle rivestite con varie sostanze possono essere manipolate al fine di renderle facilmente assorbite da particolari tipi di tessuti oppure possono essere indirizzate verso determinate zone grazie all’azione di un campo magnetico esterno.
È il caso di nanoparticelle funzionalizzate con agenti di contrasto che vengono poi usate come già visto per la diagnostica per immagini.

Negli ultimi anni le nanoparticelle magnetiche si sono dimostrate altamente efficaci al fine di ottenere il trasporto mirato di medicinali per esempio per terapie rivolte alla cura dei tumori.
Ho parlato di campo magnetico esterno perchè viene sfruttata anche qui la caratteristica magnetica delle particelle.
Anche le nanoparticelle magnetiche intese come singoli domini hanno la caratteristica di essere influenate da campi magnetici esterni che aumento il magnetismo del singolo dominio..
Con un insieme di nanoparticelle il momento magnetico di ogni singola particella
va a interagire con quella delle particelle vicine portando a un orientamento delle stesse lungo la direzione del campo magnetico applicato generando quindi un allineamento complessivo.
Il discorso qui diventa difficile e tecnico.(Se avete piacere di approfondire vi consiglio questa lettura )
Gli elementi magnetici più comunemente usati  sono il ferro, il cobalto il nichel,samario e il neodimio
Nanoparticelle con dimensioni inferiori di 20 nm sono superparamagnetiche. La preparazione di nanoparticelle di ferro è complessa in quanto spesso contengono impurità o si ossidano facilmente.

Non è immediato il loro utilizzo, poichè si richiede uniformità della particella.. impedirene l'agglomerazione e controllarne la cristallizzazione.

Le nanoparticelle dopo la fase di sintesi normalmente sono ricoperte da lunghe catene di idrocarburi che rendono la superficie idrofobica e vengono stabilizzate (per evitare l'agglomerazione)in linea generale con tensioattivi opppure inserite in matrici di polimeri,silice,carbonio, formando composti  che proteggano le particelle dall’ossidazione ma soprattutto dall’agglomerazione.

Si hanno quindi una sorta di ibridi di nanoparticelle polimero-magnetiche.

Le nanoparticelle metalliche (siano esse costituite da ossidi o metalli puri) costituiscono in sostanza il nucleo del nanomateriale mentre altri composti vengono utilizzati come rivestimento per cercare di sfruttare le proprietà di entrambi.

Esempio:
Nanoparticelle magnetiche legate a methotrexate (MTX), un medicinale usato nella cura dell'artrite reumatoide, possono individuare cellule cancerose che vanno a sovreccitare i recettori dei folati

ESEMPI DI NANOPARTICELLE IN MEDICINA

Ricercatori hanno sviluppato nanoparticelle che rilascino insulina quando il livello di glucosio nel sangue aumenta, oppure nanoparticelle che sconfiggono i virus trasportando un enzima che previene la riproduzione del virus nella circolazione sanguigna del paziente, e ancora sono state sviluppate “nanosponge” che agendo come vere e proprie spugne sono in grado di assorbire tossine o radicali liberi e rimuoverle dal sangue.
Ci sono poi le “gold nanorods” che legano il DNA, il quale tiene insieme il nanorod e l’agente chemioterapico. Quando la luce infrarossa illumina la cellula tumorale il “gold nanord” assorbe la luce infrarossa e rilascia calore, il quale a sua volta rilascia l’agente chemioterapico che distrugge le cellule tumorali

Addirittura la NASA ha sviluppato biocapsule, fatte di nanotubi di carbonio, per proteggere gli astronauti dall’effetto delle radiazioni. Queste biocapsule sono impiantate sottocute e nel momento in cui qualcosa nel corpo umano succede sono in grado di rilasciare la sostanza che permette in questo modo un trattamento immediato.

Nanoparticelle di argento vengono ampiamente usate per:
Protesi cardiovascolari
Cateteri
Cemento osseo
Materiali dentali
Biodiagnosis
Cura degli occhi per le lenti a contatto di rivestimento
Alcuni dispositivi medici impiantabili attivi

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4037247/

Tossicita in vitro

NSP sono stati segnalati per essere citotossiche a diversi tipi di cellule, comprese le cellule mononucleari del sangue periferico ,nelle cellule epiteliali alveolari umane , murine e linea cellulare di macrofagi alveolari umane,  cellule neuroendocrine, ratto linea di cellule di fegato,  le cellule germinali del topo.  Si evidenzia che le nanoparticelle di argento attivano i canali ionici e cambiano la permeabilità della membrana cellulare sia di potassio e sodio, hanno interazione con i mitocondri,  e inducono  il percorso apoptosi tramite la produzione di specie reattive dell'ossigeno, quindi  portano alla morte delle cellule.

In tossicità vivo

Chen e Schluesener hanno esaminato la  bio distribuzione, l'accumulo negli organi, il degrado, i possibili effetti collaterali e tossicità associata con l'uso medico di nanosilver.

Le vie respiratorie, tratto gastrointestinale, la pelle, e del tratto genitale femminile sono i principali portali di ingresso della nanosilver nel corpo umano attraverso lo scambio sostanza diretto con l'ambiente. Inoltre, la somministrazione sistemica è una potenziale via di entrata, poiché le nanoparticelle di argento colloidale sono stati sfruttati per l'imaging diagnostico o scopi terapeutici. Inalazione e instillazione esperimenti nei ratti hanno dimostrato che una bassa concentrazione, ma rilevabile, ultrafini argento (14.6 ± 1.0 nm) è apparso nei polmoni ed è stato successivamente distribuito a sangue e di altri organi, come il cuore, il fegato, i reni, e anche il cervello. 83 In un recente studio di tossicità per via orale di ratti, Kim ed altri anche scoperto che le nanoparticelle d'argento accumulati nel sangue, il fegato, i polmoni, i reni, stomaco, testicoli, e il cervello, ma PSN non hanno mostrato genotossicità significativo dopo somministrazione orale di nanoparticelle d'argento di 60 nm dimensione media di 28 giorni a dosi differenti. 84 Lee et al hanno dimostrato che PSN inferiore a 12 nm in formato influenzato lo sviluppo precoce degli embrioni di pesce, ha causato aberrazioni cromosomiche e danni al DNA, e induce la proliferazione arresto in linee cellulari di zebrafish; 85 Tuttavia, Lansdown trovato che l'argento non era una causa di danno neurotossico, anche se depositi d'argento sono stati individuati nella regione di nervi cutanei, 86 e Ji et al rilevato che PSN non ha influenzato le vie respiratorie in un giorno 28 studio in vivo . 87

Animali e studi sull'uomo indicano che è difficile da rimuovere completamente l' argento una volta che è stato depositato nel corpo; tuttavia, nanosilver può essere eliminata attraverso i capelli, urina e feci.

Conclusione
Dal momento che la forma, la dimensione e la composizione di NSP possono avere effetti significativi sulla loro funzione e sui possibili rischi per la salute umana, è necessario approfondite ricerche per comprendere appieno la loro sintesi, caratterizzazione e possibile tossicità. In questa recensione, per prima ha dato una panoramica di sintesi NSP, poi rivisto applicazioni del PSN nel campo della biomedicina.

Vi è un numero limitato di studi ben controllati sui potenziali tossicità di nanosilver, se questi studi tendono a suggerire che NSP può indurre tossicità negli esseri viventi. Va notato che le condizioni in vitro sono drasticamente differenti da condizioni in vivo; tuttavia, studi a lungo termine e la valutazione della tossicità PSN devono essere condotte in modo tale che l'esposizione NSP non superi i livelli tossici.


Quindi accanto a ricerche scientifiche che continuano a mettere in allerta abbiamo poi un'equipe di chimici e bioingegneri della Penn State University e dell'Università di Boston che ha sviluppato una nuova cura contro i danni causati dall'osteoporosi, basata su nanoparticelle che rilasciano il medicinale direttamente nelle microfratture ossee....

Per carità.. sembra veramente tutto grandioso...ma questa ricerca spasmodica verso l'immortalità.. quanti effetti collaterali comporta???

Le caratteristiche dei materiali a livello “nano” sono ritenute totalmente diverse dalle caratterisctiche degli stessi materiali in forma molecolare o di massa. Ne consegue il dubbio, spesso provato da dati sperimentali, che la tossicità dei nanomateriali non possa essere semplicemente dedotta né regolata da studi e leggi di tossicità classica e che debbano essere costruite norme e protocolli standard su misura, per i nanomateriali.


COSMETICI

Il discorso appena fatto continua di pari passo qui...perchè i prodotti vengono sostituiti senza dire nulla con altri che contengono nanoparticelle..


Un allarme sull’uso delle nanoparticelle nell’industria cosmetica arriva dall’Environmental Protection Agency (agenzia di protezione ambientale americana). Secondo uno studio eseguito dall’agenzia, queste componenti utilizzate nelle creme solari, nei dentifrici e in altri cosmetici, avrebbero prodotto il rilascio di sostanze velenose, come dimostra un esperimento eseguito su cavie.

Recentemente a Rochester, la biologa Lisa De Louise ha scelto di approfondire tale problematica spalmando un particolare tipo di nanoparticella fluorescente, chiamato quantum dot, sulla pelle dei topi.

Alcuni animali sono stati esposti ad una lampada ad UV (raggi ultra violetti) per simulare i danni che il sole può provocare su chi si abbronza.
Il dato emerso non è molto rasserenante; la studiosa, infatti, ha notato una differenza sostanziale nel comportamento delle nanoparticelle esposte ai raggi UV rispetto a quelle non esposte.

Le micro particelle nelle cavie esposte ai raggi sono riuscite a penetrare all’interno del corpo, mentre nelle altre vittime dell’esperimento si sono fermate sull’epidermide.

NANOPARTICELLE DI TITANIO

Poiché le lozioni solari contengono spesso polveri sottili di titanio e zinco perché assorbono gli UV, la ricercatrice si riserva di scoprire se questi metalli riescono a penetrare o meno nel corpo dei topi quando sono usati come nanoparticelle nelle creme solari.

Ad essere imputate e considerate tossiche sono soprattutto, le nanoparticelle di titanio .
Qui uno studio sulle  NANOPARTICELLE TITANIO

Così, il nostro studio è stato progettato per esaminare la vitalità cellulare, apoptosi, stress ossidativo, capacità antiossidante, e l'espressione di citochine apoptotici in cellule di Sertoli primarie in coltura isolate da topi sotto esposizione di nanoparticelle di Ossido di Titanio TiO2 . I risultati hanno mostrato che l'esposizione TiO2 NP 5-30 mcg / ml hanno comportato la riduzione della vitalità cellulare, lattato deidrogenasi (LDH) rilascio, e induzione di apoptosi o morte in cellule di Sertoli.

In base allo studio degli scienziati americani l’ossido di titanio - aggiunto a una coltura di cellule cerebrali responsabili della protezione dei neuroni da agenti esterni che ossidano gli “intrusi” - provocherebbe il rilascio prolungato di piccole quantità di sostanze ossidanti che alla lunga causerebbero patologie degenerative come il Parkinson o l'Alzheimer.

Invece secondo altri studiosi, quali Bellina Veronesi della NC State University, dal momento che particelle di grandi dimensioni non sono pericolose per l’organismo, la stessa innocuità dovrebbe valere per quelle più piccole... che intelligenza!!!

Quindi attenzione sui pericoli legati all’utilizzo di nano particelle di ossido di titanio, “la forma del comune agente di ‘schiarimento’ conosciuto come diossido di titanio è in grado di indurre cambiamenti dell’effetto tumorale nelle cellule umane esposte.

NANOPARTICELLE DI ARGENTO

È stato scoperto che l’argento in nanoscala, aggiunto a giocattoli, dentifrici, vestiti e altri prodotti per le sue proprietà antimicrobiche, produce considerevoli danni al DNA.

L'argento è il nanomateriale più importante di cui le scorte di prodotti di consumo, con 313 prodotti (55.40% di tutti i nano-prodotti), dove l'importanza di nano-argento (NAG) è dovuto alle sue proprietà antimicrobiche  e di applicazione nel campo della scienza dei materiali, chimica e fisica. 

TOSSICITÀ NELLE CELLULE EPATICHE


Altro studio pubblicato sul Journal Physics dove viene dimostrata la presenza di nanoparticelle di ossido di argento nelle cellule epatice, nel fegato per intenderci.
Lo scopo dello studio era di determinare il dosaggio ottimale e fattibilità per l'utilizzo con Ag NP, al fine di valutare la loro tossicità per le cellule del fegato.
Quindi sono state eseguite indagini per valutare la tossicità, morfologia cellulare, la funzione mitocondriale (3- (4, 5-dimethylazol-2-il) -2, bromuro di 5-difenil-tetrazolio, saggio MTT), perdita membrana di lattato deidrogenasi (lattato deidrogenasi, LDH saggio di rilascio) , marker di stress ossidativo (malonaldeide (MDA), il glutatione (GSH) e superossido dismutasi (SOD)), danno al DNA (singola cellula gel eletrophoresis, test SCGE), con esposizione a nanoparticelle nel range delle 24 H
I risultati hanno mostrato che la funzione mitocondriale diminuita significativamente in cellule esposte a Ag NP a 25 mcg centerdot mL

Risultato:

I risultati dimostrano che Ag NP portano a modificazioni morfologiche cellulari, perdite LDH, disfunzione mitocondriale,sono causa di  una maggiore generazione di ROS, deplezione di GSH, perossidazione lipidica, danno ossidativo al DNA e danni alle  proteine e probabile  successiva morte delle cellule. I  dati preliminari suggeriscono che lo stress ossidativo potrebbe contribuire a Ag NP citotossicità. Per rivelare se l'apoptosi (morte delle cellule) è coinvolta nella tossicità Ag NP, sono in corso ulteriori studi .
Pengpeng Liu et al 2011 J. Phys.: 
Conf. Ser. 304 012036 doi:10.1088/1742-6596/304/1/012036


NANOPARTICELLE NON SOLO NANOMETALLI 
ANCHE NANOPOLIMERI

I nanomateriali più prodotti al giorno d’oggi a livello globale sono quelli di titanio, silicio,

alluminio, metalli e carbonio ma ancora bario e tanti altri.
 Esistono diverse classificazione per i nanomateriali prodotti dalle nanotecnologie, che vengono progettati con l’intenzione di migliorare materiali e dispositivi di uso corrente, ed avere un utilizzo in diversi settori come l’elettronica, l’industria tessile, l’edilizia, la sensoristica, l’industria chimica, l’industria automobilistica, la medicina e molti altri. Una classificazione di uso comune divide i nanomateriali in 4
gruppi: i) nanomateriali di carbonio, ii) nanomateriali di metalli, iii) dendrimeri e iv)
compositi.

L'industria e la ricerca stanno lavorando sulla modificazione dei materiali quindi, in particolare di metalli,polimeri quindi vernici ,adesivi... per arrivare e composti nano.

NANOPOLIMERI

Parlando molto semplicemente sono semplicemente delle catene di molecole che
si ripetono. L’uomo ha imparato a costruirne in laboratorio(i più famosi sono le plastiche).


Effetti avversi ritardati dell'esposizione neonatale per polimerico poli nanoparticelle (glicole etilenico) -block-polilattide metil etere sullo sviluppo dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio e funzione in ratti Wistar. 

I dati ottenuti indicano che l'esposizione neonatale a PEG-b-PLA potrebbe influenzare lo sviluppo e la funzione dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio (HPO), e quindi alterare le funzioni del sistema riproduttivo in ratti femmina adulta. Il nostro studio indica un possibile  effetto neuroendocrino di nanoparticelle PEG-b-PLA


NANOMETALLI NEGLI ALIMENTI

Abbiamo parlato a lungo di pesticidi,additivi.. dobbiamo farci entrare in testa un altro elemento pericolosissimo... le nanoparticelle.

Le nanoparticelle entrano a contatto degli alimenti non solo come effetto di ricaduta da fonti di combustione o irrorazioni chimiche dal cielo.. purtroppo "il progresso" tecnologico sta contaminando anche il campo alimentare.
La stessa OMS/FAO ammettono l'inevitabile sempre maggior utilizzo di NP nel cibo per colpa del progresso... ma è sempre colpa del progresso se vengono inserite senza un autorevole controllo e regulation?? Direi che è invece colpa degli interessi che vi giacciono palesemente alla base.

Le nanoparticelle vengono inserite in fil protettivi che ricoprono gli elementi per "mantenerne" l'aspetto ed il shelf-time...
Un film derivato dalla proteina zeina ritarda di 6 giorni la perdita di colore, consistenza e peso

dei pomodori, rispetto a quelli non ricoperti.

Un altro esempio riportato sono le stesse banane.. già di per se uno degli alimenti più ricchi di pesticidi ed addittivi.. ora vengono persino velate le bucce con nanomateriali proprio per prolungare la vita, visto il lungo viaggio.
Un Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ufficiale citato in forma anonima da premio Pulitzer giornalista vincitore Andrew Schneider ha suggerito che i prodotti nano-rivestite viene già spedito dall'America Latina. La Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia incaricata di regolamentare i prodotti e gli alimenti importati ovviamente nega.

La preoccupazione è sempre la solita.. le nanoparticelle hanno una reazione completamente diversa dalla materia d'origine. quindi impossibile immaginare tutte le conseguenze di un loro consumo costante e giornaliero...
Già ampiamente dimostrato i danni che producono.. la high tec agroalimentare procede imperterrita..quindi nanoparticelle non solo per il packaging..ma anche per la conservazione e "valorizzazione" del prodotto su banco.

Negli Stati Uniti sono stati analizzati differenti alimenti confezionati, tra cui riconosciamo gli M&M's, accompagnati dai chewing-gum e dalle caramelle Mentos, prodotti nei quali è stata individuata la presenza di nanoparticelle di diossido di titanio. A parere degli esperti, chi consuma alimenti confezionati assume ogni giorno a propria insaputa una certa quantità di nanoparticelle di diossido di titanio. I soggetti più a rischio sono i bambini, a cui vengono somministrati senza preoccupazione dolciumi industriali di vario genere e prodotti confezionati e surgelati. Nel caso dei bambini al di sotto dei 10 anni si può giungere ad un apporto di 1-2 mg di nanoparticelle di diossido di titanio per chilogrammo di peso al giorno.

RICORDO CHE FATTA ECCEZIONE PER ALCUNI COSMETICI IN TUTTI GLI ALTRI CASI 
Le aziende produttrici di alimenti confezionati non hanno l'obbligo di dichiarare la presenza di nanoparticelle
Come la CDA autorizzare l'immissione sul mercato di alimenti modificati con nanoparticelle la cui combinazione con ulteriori addittivi non è stata neppure indagata??
Tantissimi integratori ed alimenti sono stati sostituiti con altri contenenti nanoparticelle senza nessun avviso,controllo e regolamentazione..
Sulla base di questo lo stesso Egitto in più volte ha chiesto (2010 e 2011), in occasione della riunione annuale della Commissione del Codex Alimentarius(2011)  che il Codex stabilisse una task force sul cibo e applicazioni agricole delle nanotecnologie... inutilmente.

Nanodiagnostics ha effettuato molte indagini a riguardo
rivelando molto spesso  la presenza di particelle solide inorganiche non tollerabili dall'organismo umano. In alcuni casi la loro provenienza è stata rintracciabile nelle materie prime inquinate dalle ricadute di cui si è detto sopra. In altri la responsabilità era da ascrivere alle lavorazioni.

L'irrorazione chimica, inceneritori,esplosioni.. fanno effetto ricaduta.. i terreni e le falde acquifere si impregnano e così ritroviamo alimenti inquinati.. ma spesso deriva anche da come vengono lavorati e cucinati.
Un esempio sono alcuni recipienti di cottura con la superficie interna antiaderente contengono particelle nella composizione di quel sottile strato steso per  impedire che il cibo in preparazione si attacchi al fondo. Le prove hanno dimostrato che quelle particelle tendono a staccarsi, entrando così nell’alimento.O ancora nell'utilizzo di materiali di alluminio...(vedi in fondo intossicazione da allumio)

Un altro utensile che oggi trova un impiego abbastanza largo in cucina è la caraffa filtrante per l’acqua. In alcuni modelli il filtro contiene particelle d’argento che, come le analisi di Nanodiagnostics hanno dimostrato, si ritrovano poi nell’acqua filtrata che viene bevuta.

TOSSICITÀ NANOPARTICELLE OSSIDO DI ZINCO 

A CONTATTO CON ALIMENTI  (A BASSO DOSAGGIO) SULLE CELLULE INTESTINALI

Niall Ó Claonadh  con altri ricercatori ha pubblicato ennesima testimonianza dei danni sull'uomo, assumendo a basso dosaggio nanoparticelle di ossido di zinco (da non confondere con l'ossido di zinco normale...)
Nano ossido di zinco (nZnO) ha mostrato di visualizzare effetti antimicrobici che hanno portato alla sua applicazione in vari settori quali rivestimenti superficiali antimicrobici, anti medicazioni batterica e più recentemente in sistemi compositi polimerici per uso in materiali a contatto con alimenti. Preoccupazioni sono state sollevate a causa della incorporazione di nanoparticelle in imballaggi alimentari con ripetuta esposizione diretta a basso dosaggio, attraverso l'ingestione, principalmente a causa di degrado delle nanoparticelle  dal polimero composito.

http://iopscience.iop.org/1742-6596/304/1/012038?fromSearchPage=true
Niall Ó Claonadh et al 2011 J. Phys.: 
Conf. Ser. 304 012038 doi:10.1088/1742-6596/304/1/012038


Inserendo sostanze a base di fluoro (sempre a livello nano) 

diventano ottimi protettivi (utili nell’industria tessile e cartaria,nell’elettronica, per i beni culturali) con elevata oleo e idrorepellenza, resitenza ai raggi UV, a sollecitazioni termiche e attacchi chimici.



NANOPARTICELLE IN TESSUTI,RIVESTIMENTI....

Arriviamo quindi al grande mondo della comodità.. della funzionalità..che quasi ci fa dire.. ok al nanometallo delle scie chimiche,dei vaccini, degli inceneritori no... ma come rinunciare al super pavimento in marmo anti alone, agli occhiali antigraffio, al vetro antiappannamento,alla crema super,ALLA TOVAGLIA ANTIMACCHIA,ai tessuti idrorepellenti??...
Una volta lasciatici trasportare dall'affascinante mondo della high tech... ci fermiamo a riflettere un solo minuto dove andranno tutti questi materiali una volta rovinati e non utilizzati?
Materiali già di per se pieni zeppi di sostanze tossiche, di nanometalli,nanopolimeri...dispersi nell'ambiente..quindi aria,terra,acqua..alimentazione,e nuovamente a noi...

Speciali cristalli prodotti dalla ditta Nanocor inseriti nella plastica delle bottiglie per la birra, ne prolungano la conservazione fino a 18 mesi, garantendo l’integrità dell’aroma. Le bottiglie sono più
leggere, di conseguenza il trasporto è meno costoso e meno inquinante
http://www.nanocor.com/

Le nanofibre di carbonio aggiunte agli pneumatici e intessute nell’abbigliamento per produrre diversi colori senza utilizzare tinte, sono tendenzialmente usate anche in prodotti attraverso i quali potrebbero essere inalate provocando danni ai polmoni. In uno studio pubblicato sul Journal of Molecular Cell Biology, i ricercatori cinesi hanno scoperto che una classe di nanoparticelle ampiamente sviluppata in medicina, dendrimeri poliamidoaminici (PAMAM), causano danni ai polmoni innescando un tipo di cellule programmate, conosciute come cellule mortali autofagiche. Inoltre, le “buckyballs” a base di carbonio hanno dimostrato di essere assorbite dagli organismi semplici, sollevando la preoccupazione che le sostanze tossiche contaminino la catena alimentare danneggiandola alla base

Fibre nano
Si riescono ad ottenere fibre di polimeri sottilissime (da 10 nanometri ad alcuni micron) ma
abbastanza robuste per essere utilizzate. Il procedimento si chiama elettrofilatura (electrospinning
in inglese): una siringa del diametro inferiore al millimetro lancia un getto di materiale
polimerico carico elettricamente attraverso un campo magnetico, che lo allunga e lo
solidifica.
Le applicazioni tecnologiche sono numerose: dai filtri protettivi (contro polveri, batteri, virus e
agenti inquinanti) a membrane, da materiali per protesi a tessuti per l’abbigliamento tecnico.
Le fibre di Nanoceram ® sono fibre di allumina (AlOOH) create dall’azienda americana Argonide.


Materiali che "CI FANNO CREDERE CHE SONO SALUTARI!!"
 Sono eccellenti PERCHÈ chemioassorbenti di metalli pesanti (mercurio, piombo, cadmio, uranio, ecc.) e possono quindi essere usate in fi ltri e catalizzatori. Grazie alle dimensioni ridottissime, queste fibre possono intercettare microparticelle di metalli pesanti, che se rilasciate in atmosfera potrebbero
essere molto pericolose per l’uomo... CENE RENDIAMO CONTO??

VESTIRCI TOSSICO.. PER CATTURARE IL TOSSICO!!

Tessuti e indumenti interattivi
La miniaturizzazione sempre più spinta dei dispositivi elettronici permette di inserirli anche
negli indumenti, senza diminuirne comfort, eleganza e vestibilità. Il giubbotto interattivo qui
sotto presentato ha molte applicazioni derivate dalle nanotecnologie; permette di ascoltare
musica e telefonare, ma riesce anche a mantenere costante la temperatura corporea. Al suo
interno contiene:
- antenne per trasferimento dati
- unità di controllo digitali
- fonti di alimentazione di energia: batterie, celle solari, generatori termici
- rivestimenti protettivi interni ed esterni
- microfoni, auricolari, segnalatori ottici (led), elementi riscaldanti, refrigeranti, climatizzanti
- sensori di temperatura, gas, pressione, umidità
- interfacce uomo/macchina come attuatori a pressione, piccole tastiere, display


Rivestimenti
Attraverso trattamenti al plasma si possono inserire nanoparticelle tra le fibre dei tessuti,
o depositare un film sulla loro superficie. Si ottengono così tessuti con proprietà anti-infeltrenti,
idrorepellenti, antistatiche, antimacchia e antipiega, antibatterici e metallizzati, senza
alterare la morbidezza e la comodità degli indumenti.

Nanoparticelle di argento come rivestimento alle maniglie,cellulari,porte,sanitari..ogni bene..come antibatterico... L'Umidità - in questo caso, il sudore e oli sulla mano di una persona - attiva gli ioni d'argento , che si legano alle pareti cellulari dei batteri. Le cellule muoiono, e la superficie è pulita.

Ecco il test...MA SAPPIAMO COSA ACCADREBBE AL NOSTRO ORGANISMO ENTRANDO IN CONTATTO SEMPRE PIÙ CONTINUO CON QUESTE PARTICELLE?
con l'usura dove vanno a finire??

Da altri studi e ricerche risulta che l'argento cambia il funzionamento di proteine ​​ed enzimi. È stato anche dimostrato che gli ioni argento possono prevenire la replicazione del DNA. Riguardo nanoparticelle d'argento, test condotti su varie specie di batteri e funghi hanno indicato che la loro tossicità varia. Ad esempio, i batteri gram-negativi come Escherichia coli sono più sensibili alle nanoparticelle di argento di quelli gram-positivi (come Staphylococcus aureus). La differenza di sensibilità è causato dalle differenze strutturali delle membrane cellulari dei batteri.  È stato suggerito che le nanoparticelle di argento entrano nelle cellule tramite endocitosi e funzionano nello stesso modo come in cellule batteriche, danneggiando il DNA e ostacolano la respirazione cellulare.

Studi hanno dimostrato che la pelle umana permeabile alle nanoparticelle di argento e che la permeabilità della pelle danneggiata è fino a quattro volte superiore a quello della pelle sana.

Altra ricerca sui danni cellulari derivati dalle nanoparticelle di argento sul Caenorhabditis elegans, un verme nematode fasmidario, lungo circa 1 mm, che vive nel suolo, in regioni temperate. Si tratta di un organismo modello molto usato per lo studio della biologia dello sviluppo e dell'apoptosi (morte cellulare)
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0147651312000899
Lea Ellegaard-Jensen una , c , Keld Alstrup Jensen b , Anders Johansen c ,  , 
un Dipartimento di Biologia, Università di Copenaghen, Øster Farimagsgade 2D, DK-1353 Copenhagen K, Denmark
b Centro Nazionale di Ricerca per le condizioni di lavoro, Lersø Parkallé 105, DK-2100 Copenhagen, Danimarca
c Dipartimento di Scienze Ambientali, Università di Aarhus, Frederiksborgvej 399, DK-4000 Roskilde, Danimarca

Le vernici nanocomposite
Le nanopolveri disperse all’interno di vernici ne migliorano le proprietà:più resistenti all'usura e graffio. Sono inoltre applicabili su molte superfi ci (legno, carta, plastica e metallo)
e assorbono i raggi UV.
Infine rendono la superficie su cui sono stese più stabile, duratura e persino resistente alla fiamma!!!


Perchè sempre l'inganno con la beffa ci troviamo a combattere...
Immettono materiali tossici (e lo sanno benissimo..tanto che ricercatori come la Gatti cercano di fermarli..) e poi ci fanno credere che lo fanno per liberarci dai pericoli del mondo..Pericoli indotti sempre da loro..

Nanoparticelle di biossido di titanio od ossido di zinco, insieme
all’argento, permettono invece di creare vernici resistenti ad attacchi di muffe, funghi e batteri;
ricercatori della Phillips University di Marburg (Germania) hanno scoperto che queste vernici
possono rendere inattivo persino il virus responsabile della temibile SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Severa)...

PER COMBATTERE LA SARS USIAMO NANOMETALLI NELLE VERNIC OTTIMO!! COSÌ INVECE DELLA SARS CI VIENE UN BEL CANCRO...VUOI METTERE?


Adesivi
Un’applicazione importante delle nanotecnologie sono colle e adesivi. La miniaturizzazione
delle strutture di queste sostanze permette di avere particelle molto piccole con una
grande superfi cie di contatto rispetto al loro volume, garantendo così una maggiore capacità
di aderire ad una superfi cie e di fi ssare tra loro due materiali.
Ricercatori dell’Università di Manchester hanno realizzato un potentissimo adesivo,
Copiando a livello nano la struttura del velcro, gli scienziati sono riusciti a crearne uno molto più leggero e resistente: è composto da nanotubi di carbonio, fatti crescere verticalmente
su una superficie e con un uncino all’estremità libera. I singoli uncini
di due superfici si legano tra loro e questa forza moltiplicata per milioni di nanotubi rende l’adesione estremamente potente.

Etichette
Le Nanobarcode particles (NBCs), o codici a barre nano, sono formate da microscopiche strisce nanometalliche di argento e oro alternate, differenti per larghezza e composizione

Gli RFID (Radio Frequency Identifi cation) Tags sono circuiti integrati di dimensioni micrometriche
(10-6m) incorporati in supporto polimerico e dotati di circuito di trasmissione radio,
così piccoli che possono essere inglobati nel prodotto (ad esempio nella carta o nei gioielli) e
immagazzinare molte informazioni (come i microchip degli animali).

Superfici nanostrutturate

• Antiusura e antigraffi o (accessori, lenti per occhiali,
vetri, componenti in plastica, componenti meccanici, ecc.)
• Anticorrosione (componenti meccanici metallici, utensili, superfi ci esposte ad agenti atmosferici,
serramenti ecc.)
• Lubrifi canti solidi (componenti meccanici in applicazioni ad alta velocità: valvole, alberi,
cuscinetti, turbine, ecc.)
• Autopulenti (rivestimenti per superfi ci vetrose, lunotti e parabrezza ecc.)
• Antirifl esso (rivestimenti per lenti, vetri, barriere termiche ecc.)
• Durezza (rivestimenti per applicazioni meccaniche: stampi, utensili, lame, punte e punzoni,
ecc.)
• Estetiche e decorative (aspetto, colorazione, luminosità, brillantezza, ecc.)
• Elettro/foto/termo cromici (rivestimenti per lenti, vetri per aerei, decorazioni luminose,
sensori di temperatura, che cambia colore quando raggiungono una certa temperatura)
• Metalli preziosi (rivestimenti per bigiotteria, gioielleria, posateria, sensori di gas e sostanze
tossiche)
• Polimerici (per impermeabilizzazioni, protezioni da agenti chimici aggressivi, trattamenti
antiaderenti)

Protezioni di superfici

Esistono diverse tecniche che consentono di depositare uno strato di spessore nanometrico,
di solito metallico o ceramico, su diversi materiali, o addirittura di sovrapporre più strati
nanometrici composti da materiali differenti.

Ad esempio : il cristallo di un’auto con comportamento idrofobico autopulente si ha  grazie
ad un rivestimento nano. Le gocce non aderiscono alla superficie e la pulizia tramite tergicristallo è molto facilitata
Le nanotecnologie possono intervenire in aiuto di marmi, cementi e pietre naturali, proteggendoli dagli agenti esterni e dall’accumulo di sporco.
Si applicano ad esempio rivestimenti con effetto autopulente (le gocce di pioggia scivolano e portano via lo sporco), ma che non impediscono la traspirazione (come il prodotto Nanoprotect CS®, prodotto da Nanotec Ltd)

Ottime cere per pavimenti... dove i nostri bambini gattonano, dove i nostri animali camminano.. e dove noi a piedi nudi ci godiamo la vita!!!
Secondo il "Progetto statunitense sulle Nanotecnologie Emergenti" (P.E.N.), gli articoli per la salute ed il fitness continuano a dominare l’offerta della produzione nanotecnologica, raggiungendo il 60% dei prodotti conosciuti. Il nanoargento è il nanomateriale più impiegato, grazie alle sue proprietà antimicrobiche: nella fabbricazione di gran parte di prodotti, infatti, ben 259 di essi lo contengono (il 26% di 1.000 articoli studiati). L’inventario aggiornato del PEN presenta i prodotti di 24 paesi, inclusi Stati Uniti, Cina, Canada e Germania.

Non solo pietre ma anche pellame...



Il trattamento con nanomateriali,nanometalli rende la superficie più omogenea, totalmente impermeabile all’acqua e più resistente alla decolorazione per strofinamento, importante soprattutto peri pellami più delicati, come gli scamosciati.
Quindi pensiamo a cosa indossiamo!!!

Secondo il "Progetto statunitense sulle Nanotecnologie Emergenti" (P.E.N.), gli articoli per la salute ed il fitness continuano a dominare l’offerta della produzione nanotecnologica, raggiungendo il 60% dei prodotti conosciuti. Il nanoargento è il nanomateriale più impiegato, grazie alle sue proprietà antimicrobiche: nella fabbricazione di gran parte di prodotti, infatti, ben 259 di essi lo contengono (il 26% di 1.000 articoli studiati). L’inventario aggiornato del PEN presenta i prodotti di 24 paesi, inclusi Stati Uniti, Cina, Canada e Germania.


Supermetalli
Attraverso le nanotecnologie si possono migliorare alcune  proprietà dei metalli, in particolare
delle leghe metalliche, controllandone la composizione e la struttura a scala atomico-molecolare. Si agisce sulle proprietà meccaniche (resistenza, elasticità, duttilità) e sulle caratteristiche funzionali (resistenza alla corrosione, proprietà elettriche e magnetiche, ecc.). Si ottengono così metalli compatti e leggeri, resistenti al calore e all’usura: talmente efficienti da essere chiamati super metalli.

La chiesa Dives in Misericordia,a Roma, è stata costruita con uno speciale calcestruzzo di Italcementi (a marchio TX Active ®) ad azione fotocatalitica: grazie alle proprietà di
autopulizia della superfi cie, mantiene inalterate nel tempo le qualità estetiche degli edifici



L'usura di questi matriali svolta dal tempo,vento,acqua...le loro polveri dove andranno?

A COSTRUIRE NUOVI EDIFICI NEL NOSTRO CORPO!!!




NORMATIVA

una normativa specifica a lungo termine sulla nanotecnologia, i ricercatori concludono che l'approccio incrementale è l'unico metodo pratico per affrontare i rischi causati dalle nanoparticelle modificate in Europa. Inoltre, il gruppo danese-italiano ha formulato sei raccomandazioni specifiche per modificare le attuali discipline comunitarie nel breve termine: definire le norme per i laboratori e altri luoghi di lavoro che operano con le nanoparticelle; promuovere attivamente la ricerca e lo sviluppo di strumenti metrologici utilizzabili; istituire un gruppo di lavoro tecnico in seno all'Ufficio europeo di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento per organizzare uno scambio di informazioni; adattare il Chemical Abstract Service (CAS) - il più grande database esistente di informazioni relative alle sostanze chimiche - per una classificazione adeguata delle nanoparticelle; creare nell'ambito di REACH un regime specifico per le nanoparticelle che imponga all'industria di trasmettere informazioni sulle caratteristiche delle nanoparticelle e sulla salute, la sicurezza e l'ambiente; aggiungere le nanoparticelle libere all'elenco della direttiva 91/689 sui rifiuti pericolosi.

I regolamenti 1907/2006 (REACH) e 1272/2008 (CLP) non contengono
definizioni specifiche o provvedimenti espliciti sui nanomateriali
Articolo 3(1) del REACH e Articolo 2(7) del CLP

SOSTANZA: un elemento chimico e i suoi composti, allo
stato naturale o ottenuti per mezzo di un procedimento di
fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne
la stabilità e le impurità derivanti dal procedimento
utilizzato, ma esclusi i solventi che possono essere
separati senza compromettere la stabilità della sostanza o
modificarne la composizione

Secondo il CLP, i produttori, gli importatori e gli utilizzatori a valle devono considerare la forma o lo stato fisico in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato e in cui ragionevolmente sarà usata.
La classificazione e l’etichettatura si basano sulle proprietà intrinseche.



  • NONOSTANTE LE PALESI DIMOSTRAZIONI SCIENTIFICHE DEI DANNI NONOSTANTE OVUNQUE RICERCATORI DIMOSTRINO GLI EFFETTI COLLATERALI PERCHÈ LA CDA,L'OMS NON AGISCONO?

  • PERCHÈ QUESTA FRETTA DI METTERE IN COMMERCIO E FAR DIVENTARE DI LUOGO COMUNE QUESTE PARTICELLE, E QUINDI CREARE UNO STATO DI NANOPATOLOGIA DIFFUSA?

  • COSA SI NASCONDE DIETRO TUTTA QUESTA FRETTA? COSA SI DESIDERA COPRIRE?


Siamo in un'era dove è impensabile,se non perchè voluto e cercato, immettere sul mercato sostanze che si sa facciano male prima di una adeguata regolamentazione.Il mondo nano purtroppo  non rientra nella normativa europea Reach, che prevede l’autorizzazione preventiva di tutti i composti chimici....COME MAI??
Questo non è progresso.. questo è ben altro.


SCARICARE L'INTERA RICERCA IN PDF


Fonti


http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0147651312000899
http://www.globalresearch.ca/impacts-of-chemtrails-on-human-health-nanoaluminum-neurodegenerative-and-neurodevelopmental-effects/5342624?print=1
http://link.springer.com/chapter/10.1007%2F978-3-642-24428-5_18
http://www.depretto.gov.it/files/documents/progetti/lauree-scientifiche/BREGOLI_LISA_TESI.pdf
http://www.slideshare.net/ioannesturrisoricis/nano-particelle-tesi
http://tesi.cab.unipd.it/40834/1/tesi.pdf
http://phys.org/news/2013-02-nanosilver-toxic.html
http://www.nanotechproject.org/publications/
http://www.nanowerk.com/spotlight/spotid=5966.php
http://www.tankerenemy.com/2010/11/laggressione-della-nanotecnologia-al.html#.Vch4Zx9xL8t
https://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti
http://www.mednat.org/nano_tecnologia.htm
http://www.mednat.org/nanoparticelle.htm
http://phys.org/news/2013-02-nanosilver-toxic.html
http://sciechimicheinformazionecorretta.blogspot.it/2015/06/scie-chimiche-impatti-sulla-salute-umana.html
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=202&Itemid=304
http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/07/13/news/nasce_polifab_per_i_makers_col_pallino_della_nanoingegneria-118976981/
http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf
http://www.tankerenemy.com/2012/09/contrails-aerodinamiche-no.html#.VbzCJh9xL8s
http://www.tankerenemy.com/2008/04/laeronautica-militare-ti-vuole-lov.html#.Vb0lth9xL8s
http://www.tankerenemy.com/2008/09/operazioni-di-informazione-larma-della.html#.Vb0k6B9xL8s
http://sphaeralux.blogspot.it/2009/11/scie-chimiche-la-pseudomonas-syringae.html
http://fuoridimatrix.blogspot.it/2014/09/diffusione-aerea-di-impianti-biologici.html
http://www.ewg.org/search/site/Nanoparticles
http://www.iss.it/binary/cnsc/cont/Alessandrelli.pdf
http://www.mondo24.it/2014/09/22/chi-mette-in-atto-linseminazione-delle-nuvole-tutta-la-verita-video/
http://www.curarsialnaturale.it/i-pericoli-dei-metalli-pesanti-e-i-test-per-lindividuazione-2573.html
http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=16656
http://dioni.altervista.org/metalli_pesanti.html
http://www.provincia.bz.it/agenzia-ambiente/download/10-2011_contatto_alimenti.pdf


References 
1.Win-Shwe T-T, Fujimaki H. Nanoparticles and Neurotoxicity. In J Mol Sci 2011;12:6267-6280. 2.Krewski D et al. Human health rRevell PA. The biological effects of nanoparticles. Risk assessment for aluminum, aluminum oxide, and aluminum hydroxide. J Toxicol Environ Health B Crit Rev 2007;10(suppl 1): 1-269. 3.Blaylock RL. Aluminum induced immunoexcitotoxicity in neurodevelopmental and neurodegenerative disorders. Curr Inorg Chem 2012;2:46-53. 4.Tomljenovic L. Aluminum and Alzheimer’s disease: after a century, is their a plausible link. J Alzheimer’s Disease 2011;23:567-598. 5.Perl DP, Good PF. Aluminum, Alzheimer’s Disease, and the olfactory system. Ann NY Acad Sci 1991;640:8-13. 6.Shaw CA, Petrik MS. Aluminum hydroxide injections lead to motor deficits and motor neuron degeneration. J Inorg Biochem 2009;103:1555-1562. 7.Braydich-Stolie LK et al. Nanosized aluminum altered immune function. ACS Nano 2010:4:3661-3670. 8.Li XB et al. Glia activation induced by peripheral administration of aluminum oxide nanoparticles in rat brains. Nanomedicine 2009;5:473-479. 9.Exley C, house E. Aluminum in the human brain. Monatsh Chem 2011;142:357-363. 10.Nayak P, Chatterjee AK. Effects of aluminum exposure on brain glutamate and GABA system: an experimental study in rats. Food Chem Toxicol 2001;39:1285-1289. 11.Tsunoda M, Sharma RP. Modulation of tumor necrosis factor alpha expression in mouse brain after exposure to aluminum in drinking water. Arch Toxicol 1999;73:419-426. 12.Matyja E. Aluminum changes glutamate –mediated neurotoxicity in organotypic cultures of rat hippocampus. Folia Neuropathol 2000;38:47-53. 13.Walton JR. Aluminum in hippocampal neurons from human with Alzheimer’s disease. Neurotoxicology 2006;27:385-394. 14.Walton JR. An aluminum-based rat model for Alzheimer’s disease exhibits oxidative damage, inhibition of PP2A activity, hyperphosphorylated tau and granulovacuolar degeneration. J Inorg Biochem 2007;101:1275-1284. 15.Becaria A et al. Aluminum and copper in drinking water enhance inflammatory or oxidative events specifically in brain. J Neuroimmunol 2006;176:16-23. 16.Exley C. A molecular mechanism for aluminum-induced Alzheimer’s disease. J Inorg Biochem 1999;76:133-140. 17.Exley C. The pro-oxidant activity ofnaluminum. Free Rad Biol Med 2004;36:380-387.

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1 commento:

  1. Uno dei pochi lavori seri dettagliatissimo ed esaustivo.GRAZIE.

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