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2015/07/13

I PIEDI: camminare scalzi per recuperare la salute del corpo,benefici del barefooting,earthwalking





Volevo iniziare con questo elogio di Erri De Luca... ascoltatelo e poi riprendiamo..







L’ortopedico Philip Lewin: "Il piede è il legame vitale fra la persona e la terra, la realtà viva della sua esistenza di tutti i giorni". Gli anatomisti Todd R. Olson e Michael E. Seidel del City College di New York scrivono: "Poiché la pianta è così ampiamente servita da terminazioni nervose, noi usiamo i nostri piedi per rifornire il cervello di una considerevole quantità di informazioni sul nostro ambiente circostante". Quindi c’è un legame vitale fra piede e corpo, piede e cervello che influisce sulla stabilità del corpo, sull’equilibrio e sull’andatura.
Far ritrovare la libertà ai nostri piedi, nati liberi e subito addestrati alla prigione non è follia o stravagante moda dei vip... è salute, non ci si guadagna come vedremo solo in leggerezza e benessere

ma vera salute per la schiena,talloni,postura,muscolatura....senza dimenticare i piedi piatti, dove camminare scalzi aiuta nella riabilitazione del bambino facendogli lavorare i muscoli laterali.

Camminare a piedi nudi è una pratica antica,le scarpe infatti proteggono il piede da tagli, abrasioni, parassiti riparano dal freddo e caldo sicuramente.. d’altra parte, alcune calzature costringono il piede compromettendone la sua flessibilità e mobilità, peggiorando alcuni problemi. Trovare il giusto accordo, il giusto equilibrio..sfatando anche qualche mito!!

Recenti studi hanno dimostrato come indossare scarpe stresserebbe le ginocchia e le anche, contrariamente, chi cammina scalzo diminuirebbe il rischio di artrite.

I piedi ritrovano la postura naturale, tutti i muscoli sono allenati uniformemente, le convessità prendono forza e sostegno; ciò si trasmette con effetto rilassante per tutto il corpo.

Nel libro"Togliti le scarpe e cammina" di Simon J. Wikler D.S.C., dice che, "praticamente tutte le calzature indossate giornalmente da uomini e donne della nostra civiltà occidentale” non hanno alcuna relazione con la morfologia del piede umano – molti problemi del piede, della maggior parte dei adulti, non esisterebbero, o sarebbero molto meno frequenti, se durante l'infanzia fossero state usate calzature più adeguate alla forma del piede o, meglio ancora, se fossero andati a piedi nudi -.

Il seme delle patologie del piede, aggiunge, è stato gettato nei primi del Rinascimento.

L'introduzione del tallone elevato e della punta aguzza ha contrassegnato l'inizio delle disfunzioni attuali del piede. Il libro inoltre descrive uno studio svolto dal 1957 al 1960 che ha esaminato le perplessità delle madri a lasciare il proprio bambino camminare a piedi nudi ed hanno influenzato in tal modo la salute dei piedi dei loro figli.

 È stato dimostrato che bambini che a cui è stato permesso andare a piedi nudi hanno avuto: 
  • Meno deformazioni delle dita
  • Maggiore resistenza nella flessione
  • Più capacità di espandere le dita
  • Muscolatura più forte della pianta del piede
  • Maggiore agilità rispetto a coloro che non andavano a piedi nudi.
  • Una maggiore circonduzione dell'anca e più flessibilità dei muscoli del tendine del ginocchio e dei glutei, che ha dato loro maggiore capacità di toccare le loro punta dei piedi a ginocchia rigide
E riportando il tutto all’età adulta…meno speroni, tendiniti, calli, alluce valgo, caviglie indolenzite, problemi alla spina dorsale,bacino,mal di testa..

Mantenere in esercizio i  piedi e teneteli lontani dalla pigrizia.. questo dovremmo fare..imparare a riconsiderarli..

"Le calzature spesso proteggono i piedi così tanto che determinati muscoli del piede diventano “pigri” perché non vengono più utilizzati.


QUINDI INIZIAMO LENTAMENTE.. MA CERCHIAMO DI CAMMINARE SCALZI IL PIÙ POSSIBILE.

Pensiamo al piacere liberatorio,al senso di leggerezza ...quando tornando a casa ci togliamo le scarpe!!!

Pensate a quanti soldi vengono spesi ogni anno alla ricerca della scarpa giusta che permetta il giusto equilibrio... a quanti rimedi ortopedici vengono venduti per "riparare" "correggere" e "normalizzare" il bilanciamento del piede delle anche.

Si teme che camminare senza scarpe o ciabatte in casa sia comunque pericoloso per la salute e poco igienico, ma la realtà è esattamente il contrario. Medici e specialisti sono infatti concordi nel ritenere che camminare a piedi nudi favorisce il benessere psicofisico dell’individuo, essendo un’attività assolutamente naturale, in grado di contrastare molti effetti dannosi derivati invece dall’utilizzo delle calzature.

I nostri piedi  concentrano nella loro minuscola superficie  più 200.000 terminazioni nervose collegate direttamente con il nostro sistema nervoso centrale, e fra le tante cose completano le informazioni a noi utili per posizionarci nello spazio.
Come vedremo, e sappiamo tutti noi nasciamo con piedi diversi oltre al fatto che destro e sinistro sono a loro volta distinti.. ma le scarpe che indossiamo  come sono? perfettamente simmetriche ... tutti i 27 di quel modello uguali...ovviamente per comodità di mercato...ma questo è sano?
Andare a far violenza ai piedi in modo così sistematico, magari inizialmente in modo minimo senza dolore effettivo.. crea una risposta errata del nostro sistema nervoso.. poichè ingannato sin da piccoli.
Mi spiego meglio.. se i nostri piedi inviano al cervello un messaggio piccolo di malessere ..come lo stare chiuso nella scarpa con tacco 4... ma in realtà andiamo a vedere la scarpa è comodissima..ottima.. ci si sta bene tutto sommato.. il cervello viene ingannato ed inizia ad ignorare il messaggio...Una scarpa può comprimere maggiormente rispetto all'altra in lunghezza, larghezza, all'alluce, sul dorso. Queste differenze sensoriali, tenute per anni, sono sufficienti a comportare tensioni muscolari inutili e "ingannevoli" e, con la complicità dei movimenti che compiamo, atteggeranno la nostra postura in modo asimmetrico. Una gamba più corta, un fianco più basso, una spalla più alta, il capo inclinato.


Ho trovato veramente interessanti alcune considerazioni del Dr. William A.Rossi consulente per l'industria calzaturiera a Marshfield (USA)

La marcia è la singola funzione motoria più complessa del corpo umano. Così complessa, in realtà, che è l’unica per la quale la definizione di "giusta" o "sbagliata" non esiste. Coinvolge la metà dei 650 muscoli e 200 ossa del corpo, assieme a buona parte delle articolazioni e legamenti.
Applicando il concetto alla marcia umana, possiamo dire che nelle società "calzate" molta gente adotta quella che possiamo definire un’andatura "normale", mentre nelle società "scalze" si ha un’andatura "naturale". E ci sono molte differenze tra le due, sia nel funzionamento che nell’(usura?). Nelle società calzate un’andatura visibilmente difettosa può spesso essere corretta e resa normale, ma non può mai essere resa naturale fintantoché si calzino calzature convenzionali. Non è possibile da un punto di vista biomeccanico a causa delle alterazioni di stazione eretta, allineamento posturale, bilanciamento, equilibrio, meccanica e distribuzione di peso del corpo indotte dalle scarpe.Vediamo ora alcuni dettagli sul come le scarpe causino difetti nell'andatura.



Veramente interessante è poi la sua considerazione sulla camminata.. e la sua differenziazione tra marcia normale e naturale:

Anzitutto, bisogna distinguere fra "naturale" e "normale". Normale è ciò che è considerato uno standard, una sorta di media. Ad esempio, ognuno si prende un raffreddore di tanto in tanto, per cui il raffreddore è "normale", anche se non è naturale né salutare. Di converso, "naturale" designa lo stato primigenio ed ideale che deriva dalla natura stessa. Per cui la differenza fra normale e naturale è quella che passa fra ciò che è e ciò che potrebbe o dovrebbe essere.

  • Il ruolo dei tacchi
Il ruolo dei tacchi e della loro altezza è stato oggetto di molta letteratura, dal momento che la loro influenza sulla marcia è evidente, specie dai tre centimetri in su.

Scalzi, la perpendicolare che corre lungo il corpo forma un angolo di novanta gradi con il suolo. Su tacchi di cinque centimetri, se il corpo fosse un asse rigido, obbligato ad inclinarsi in avanti, l’angolo si ridurrebbe a settanta gradi, ed a cinquantacinque su tacchi di sette-otto centimetri. Quindi, se il corpo vuole mantenere la posizione eretta, devono intervenire una serie di compensazioni articolari (su caviglia, ginocchio, anca, colonna, testa). 

In questo aggiustamento riflesso, molte parti del corpo - ossa, legamenti, articolazioni, muscoli e tendini - devono istantaneamente attivarsi dalla testa ai piedi. 

Se tali aggiustamenti sono richiesti per lunghi periodi, o per l’uso abituale di tacchi alti, come di frequente, tensioni e pressioni diventano croniche, causando o acutizzando dolori alle gambe, alla schiena ed alle spalle, stanchezza ecc. Ma ci sono anche alterazioni interne ed organiche. Ad esempio, quando si sta in piedi scalzi, l’angolo anteriore del bacino femminile è di venticinque gradi; su tacchi bassi di due-tre centimetri, aumenta a trenta; su cinque centimetri di tacchi arriva a quarantacinque; su sette-otto a sessanta. In queste condizioni, cosa succede agli organi pelvici ed addominali? Inevitabilmente, devono adattarsi a cambiar posizione. Calzare tacchi "ragionevoli" di due-tre centimetri previene questi problemi di adattamento posturale? No. Semplicemente si riducono gli effetti negativi. Pertanto, tacchi di qualsiasi spessore ingenerano alterazioni della stazione eretta.

Ma i tacchi hanno altre, meno note conseguenze sull’andatura. Ad esempio, qualunque tacco, basso o alto, richiede una compensazione con inclinazione in avanti della "forma" calzaturiera, che si riflette sulla scarpa. Questa inclinazione si chiama "angolo di cuneo del tacco". Si tratta della pendenza o inclinazione della sede del tacco, retro-fronte, che compensa l’altezza del tacco. Più è alto il tacco, maggiore è quest’angolo. Sul piede nudo, non c’è angolo di cuneo. Il tallone è piatto rispetto al suolo, con il peso corporeo equamente ripartito fra tallone e "ball" (il cuscinetto adiposo corrispondente all’articolazione del primo metatarso con la falange dell’alluce). Nella scarpa con tacco, l’angolo di cuneo sposta il peso del corpo in avanti, cambiando il rapporto fra le pressioni a 40%-60% per tacchi bassi, fino a 10%-90% per tacchi alti. In questi casi, la sequenza di marcia non è più la classica tacco-punta-dita-stacco, come per il piede nudo. Su tacchi da cinque centimetri in su, il tallone è caricato poco e la spinta è data quasi totalmente dalla "ball".

Su tacchi medio-alti, a causa della ridotta base del salvatacco, la linea di scarico ponderale scivola in avanti, causando la distorsione di una caviglia debole, che cede nella sua parte mediana. Lo spostamento del centro di gravità corporeo altera l’equilibrio della colonna ed impedisce una marcia naturale. Una conseguenza è che l’asse di spinta del tallone si sposta verso l’angolo retro-laterale del salvatacco. Questo non è naturale Il tallone del piede scalzo scarica il peso non in quell’angolo ma al centro, in corrispondenza della protuberanza calcaneare. La "fase plantare" del passo naturale - dal tallone al bordo laterale alla "ball" all’alluce e poi stacco - viene alterata, stravolgendo ulteriormente l’andatura. Veniamo ora ad un ulteriore fattore determinato dai tacchi.

Il tallone rialzato nella scarpa accorcia il tendine di Achille e il muscolo gemello. Sia il tendine che il muscolo sono - ovviamente - essenziali alla fase propulsiva della marcia ed alla resistenza nel camminare - cosa che può aiutare a spiegare l’incidenza di atleti di alto livello provenienti da paesi dove l’andare scalzi è normale a tutte le età in discipline quali la maratona. La scarpa col tacco "ruba" molto del suo potere propulsivo da muscoli e tendini della gamba. Ciò non soltanto li stressa oltre misura per ottenere la propulsione richiesta, ma li costringe a "cercare potenza" altrove - ginocchia, cosce, anche e tronco. Un piccolo esercito di rinforzi anatomici deve correre in soccorso di tendine d’Achille e polpaccio.

Pertanto un tacco di qualsiasi altezza mette in moto una serie di conseguenze negative sull'andatura, rendendo quella naturale - a piedi scalzi, cioè - impossibile. Ma questo è solo l’inizio.

OSSERVATE LE VOSTRE SCARPE E NOTERETE CHE....
  • Rialzo digitale
Se si pone una scarpa, nuova o usata, su un tavolo e la si vede di profilo,
rivela un sollevamento della punta che varia tra un centimetro e mezzo fino a due-tre centimetri.
Anche di più per scarpe usate. Questo effetto è noto come "rialzo digitale" ed è presente già nella forma di fabbrica della scarpa.

Nel piede nudo le dita restano piatte, con le punte che tendono ad "afferrare" il suolo per migliorare la propulsione del passo. Dentro la scarpa, le dita sono sollevate obliquamente dal suolo, e non possono più adempiere questa funzione.

A cosa serve questo particolare costruttivo nella scarpa? A compensare la mancanza di flessibilità della "ball". Il rialzo crea un effetto bilanciere sulla suola della scarpa, in modo che la suola, invece di flettere come dovrebbe, forza il piede a "rotolare" in avanti come la base curva di una sedia a dondolo. Più la suola è spessa, come in certe scarpe da ginnastica o da lavoro, oppure rigida, come gli scarponi bordati di cuoio Goodyear, maggiore è il rialzo.
Con questo effetto, le dita sono costantemente angolate verso l’alto di 5-20 gradi a seconda dei casi. Dal punto di vista funzionale, sono "costrette a non lavorare", causando una mancanza d’esercizio a 18 dei 19 tendini del piede, cioè quelli a loro collegati. La combinazione dei due effetti, il rialzo digitale e il tallone obliquo, crea un apice angolare sotto la "ball", dove i due piani inclinati convergono. Quest’apice ha una specie di "effetto pugnale" sulla "ball". Ciò è sicuramente una concausa importante delle lesioni e dei sintomi da stress metatarsale. Ma egualmente importante è l’alterazione meccanica della marcia naturale. A causa della sostanziale immobilizzazione dell’alluce e delle altre dita, l’impulso del passo deve arrivare in gran parte dalle estremità metatarsali. Questo non solo le stressa oltre misura, ma causa un’alterazione della camminata naturale.

  • Riduzione superficie di contatto

Guardiamo ,osserviamo la suola di una nostra scarpa...cosa noteremo?
Gran parte dell’usura si concentra nell'angolo posteriore esterno del tacco e al centro della superficie mediana all'altezza della "ball". Il resto della suola in genere è intatto o poco usurato.
Questo è dovuto perchè la scarpa comprime,riduce la superficie di aderenza del piede al suolo, creando così tanti effetti negativi sulla camminata,postura.tec..
Col piede calzato, dal 50% al 65% dell’impronta naturale svanisce.
Un’orma di piede nudo invece ha una superficie di aderenza dal 50% al 70% più grande.

Quindi le scarpe portano a far si che il piede sia sbilanciato e riceve troppe sollecitazioni su piccole parti che hanno la maggior parte di usura. E’ impossibile per un piede simile avere una "marcia corretta", cioè con la funzione naturale e il pieno appoggio.

Studi medici mostrano che il 60 % degli adulti ha dei danni ai piedi.
Questa è una conseguenza della civilizzazione, poiché il 98 % dei bambini viene al mondo con piedi sani.
 I bambini camminano subito scalzi senza problemi, mentre gli adulti, avendo trascurato i piedi per anni, hanno bisogno di una fase di adattamento, cominciando da brevi tratti su terreni soffici.

VANTAGGI NEL CAMMINARE SCALZI
  • Per i piedi piatti
Tutti i bambini nascono con il piede piatto. Man mano che il piede viene usato, sviluppa quella muscolatura che diventando più forte “tira” tra loro il calcagno e la punta del piede, arcuando la volta plantare!
Questo avviene  per l’ottanta per cento dei soggetti tra i tre e i cinque sei anni.
Lo sviluppo di questa convessità e di un buon piede sano avviene quindi soprattutto attraverso l'allenamento del camminare scalzi (importante variare il terreno, in questo modo tutti i tendini e muscoli del piede vengono messi in opera) ed una buona ginnastica del piede sempre scalzo.

Se, a causa della stagione, le scarpe sono inevitabili, divertenti giochi dei piedi possono essere delle ottime soluzioni.
SFRUTTARE OGNI OCCASIONE PER STARE SCALZI!!
Questo vale anche per l'adulto..basti pensare ad alcune settimane di vacanza sulla spiaggia quanto aiutano all'agilità e bellezza del piede.
Importante è inoltre che il terreno sia irregolare , in questo modo chi cammina scalzo può correggere le posizioni scorrette dei piedi che causano disturbi alla schiena e alle ginocchia. Affinché i sassolini non diano fastidio, si sposta il peso dalla parte sensibile dell’arco plantare alla parte esterne del piede, meno sensibile. Per fare questo, ci si sorregge con le dita e si solleva l’arco plantare. Questo è il programma di allenamento perfetto contro i piedi piatti, dovuti all’infanzia calzata (e spesso anche al soprappeso) della maggioranza di noi cittadini figli del benessere

  • Per i dischi intervertebrali:
Le suole delle scarpe, anatomiche che siano, traspiranti che siano portano a far appoggiare il piede a terra in modo duro,bloccano inoltre i riflessi della pianta del piede, oltre a non farlo "rullare" completamente.. quindi avremo tendini e muscoli che non lavorano o lavorano male.
Quando si cammina scalzi si tende ad appoggiare il piede a terra meno violentemente rispetto a quando si ha una scarpa (che "protegge" ma fa abusare di contraccolpi il tallone), si smorzano tutti i colpi e si compensano automaticamente tutte le asperità del terreno. Il passo diventa esente da scosse e risparmia ai dischi intervertebrali il logorante schioccare dei tacchi. E la colonna vertebrale guadagna mobilità, cosicché i dischi intervertebrali non perdono le loro qualità elastiche.

  • Contro le vene varicose e altri dolori alle vene:
La cattiva circolazione sanguigna può essere aggravata dalle scarpe poichè vanno a comprimere il muscolo surale, pompa del sangue in direzione del cuore.

Contro i disturbi alle vene viene raccomandato di camminare scalzi, poiché il giusto movimento dei piedi non stretti nelle scarpe lascia attivare questo muscolo. Posture scorrette dei piedi in scarpe strette e dal tacco alto ostacolano invece la circolazione sanguigna e peggiorano così la sofferenza.

  • Contro le malattie da raffreddamento:
Inizialmente può risultare molto fastidioso... decenni di bambagia,e costrutti mentali ci hanno portato a piedi eccessivamente sensibili e poco immuni.
Se invee irrobustiamo il nostro piede con piccoli stimoli di freddo .. questo fa produrre più calore al corpo e rinforza le difese generali.
L’irrobustimento attraverso moderati stimoli di freddo allena la produzione di calore corporeo e rinforza le difese. Spesso basta camminare scalzi per mezz’ora su un terreno piacevolmente fresco, oppure un minuto di calpestio piacevole nella neve, per avere tutta la notte magnifici piedi caldi! 

  • Contro i funghi dei piedi:
I funghi dei piedi e delle unghie possono annidarsi solo nell’ambiente caldo e umido delle scarpe chiuse. Al contrario, l’essicazione che deriva automaticamente dal camminare scalzi, rende impossibile la vita all’ospite indesiderato.


Adesso veniamo alla parte più di benessere...

  • E’ PIU RILASSANTE 
Le piante e le punte delle dita dei piedi contengono più di 200.000 terminazioni nervose, probabilmente la più alta concentrazione che si possa avere su una stessa superficie del corpo.

Questo legame sensoriale è reso più debole se fra noi ed il suolo esiste un isolante.. la suola della scarpa.. e questo fa a squilibrare non solo la camminata, ma tutto l'equilibrio energetico del corpo.

.. rileggendo queste frasi del ricercatore  B. T. Renbourne dell’ospedale inglese di Brookside mi ha fatto venire subito in mente in effetti al senso di relax in cui cala la mia mente nel momento in cui mi concedo attimi (rispetto al tempo in assoluto) camminando scalza!.. e poi alla grande differenza non solo tecnica ma anche mentale se fai yoga od altra attività con calze o scalza....

I piedi scalzi ci pongono proprio in un differente stato mentale.. come se lo stress calasse,le ambizioni sparissero..ritornare in armonia con i propri piedi..a proprio agio.. questo il primo passo.


Esiste nello specifico una pratica del camminare scalzi.. l'Earthing.
Pare che oltre a tutte le proprietà sopra indicate il cammianre scalzi abbia un effetto calmante, migliora il ciclo del sonno e favorisce la facilità di comunicazione, per questo usato con tanti ragazzi disabili e autistici.

RIFLESSOLOGIA NATURALE E CIRCOLAZIONE SANGUIGNA

Camminando scalzi si fanno lavorare tutti i tendini, tutti i muscoli..che permettono una migliore osseginazione.. una sorta di reflessologia naturale.

La riflessologia consiste nel liberare energie accumulate che non fluiscono in modo naturale. Questa liberazione avviene mediante la pressione di punti strategici che si trovano nella pianta dei piedi. Quando camminiamo senza scarpe, su questi punti viene esercitata una pressione in modo naturale, riuscendo in questo modo a sentirci rilassati e migliorando, di conseguenza, la nostra salute. Sicuramente si apprezza di più il contatto con la terra o un prato che con un pavimento in ceramica…cmq si fa quel che si può con quel che si ha.

Permette all’organismo di eliminare con maggiore facilità una buona quantità di grassi e tossine.
Previene le vene varicose poiché rafforza il sistema venoso e permette una migliore distribuzione dei nutrienti in tutto l’organismo. nei piedi è infatti presente un importante sistema di pompaggio del ritorno venoso che viene proprio stimolato dal cammino amplio e completo che si realizza camminando scalzi.
Quando si fanno delle camminate a piedi scalzi, si fa pressione su tutte le terminazioni nervose connesse ai diversi organi del corpo, permettendo di riattivare la nostra circolazione e micro circolazione sanguigna.
L'effetto sul piano circolatorio è estremamente importante in quanto il piede funziona da pompa del sangue per il flusso di ritorno, camminando scalzi si agisce su tutto il sistema circolatorio.


E’ fondamentale iniziare poco per volta e, man mano che i muscoli si rafforzano, aumentare la durata di queste passeggiate…come sempre…un passo alla volta verso nuove consapevolezze fisiche, mentali e spirituali!


COME SCEGLIERE LA SCARPA GIUSTA?

A prescindere dal fatto come abbiamo visto, che più si sta scalzi meglio è, che non esiste la scarpa giusta.. vediamo alcuni punti importanti... e se per di più per motivi di lavoro siamo costretti( norme di sicurezza, scarpe antifotunistica...) a portare delle carceri zavorre ai piedi... cogliamo veramente occasione più possibile per liberarcene nel tempo rimanente!!
Seguiamo alcune indicazioni sempre formite da Dr. William A.Rossi

COME CAPIRE SE UNA SCARPA È FLESSIBILE

La gran parte della gente, inclusi medici e addetti del settore calzaturiero, fa test di flessibilità della scarpa in modo sbagliato, afferrando la scarpa per le estremità e incurvando la suola. Ma questo movimento la fa flettere in un punto che precede l’altezza della "ball". Se il piede si flettesse a quel modo, i metatarsi si fratturerebbero. Per un corretto test di flessibilità, va appoggiata la suola su un banco, inserita una mano nella scarpa e tenuta premuta con due dita la zona su cui appoggia la "ball". Con un dito dell’altra mano, rialzate la punta della scarpa: se si flette facilmente, allora la scarpa è "flessibile". La resistenza a questo movimento misura il grado di rigidità. Più rigida è la scarpa, più l’andatura risulterà da "piede piatto". Con scarpe rigide o semi-flessibili (la maggioranza) la spinta verso l’alto nel passo proviene quasi del tutto dalla "ball", che quindi compie solo la metà o i tre quarti della naturale sequenza della marcia.


PESO E GRANDEZZA DELLA SCARPA

La maggior parte delle scarpe PESA TROPPO!!!
Le scarpe non dovrebbero pesare più di  350 grammi il paio per le donne e mezzo chilo per gli uomini.
Invece... un paio medio di scarpe da sera pesa circa 950 grammi; un paio di scarponi militari circa 1250 grammi; alcuni stivali da lavoro o da campagna fino a 1700 grammi e più. Scarpe da donna, da sera o casual, stanno sui 450-650 grammi, stivali da donna sui 900 grammi.
Un paio leggero da 450 grammi totalizza quattro tonnellate di carico giornaliero da sollevare per il piede (450 g X 6000 passi). Se le scarpe pesano 650 grammi, si arriva ad otto tonnellate e, in generale, ad ogni cento grammi in più si aggiunge all’incirca una tonnellata di carico giornaliero.

Questo carico comporta uno spreco di energia non solo al piede... ma a tutto il corpo! Un vero e proprio motivo di affaticamento inutile!!

Si può camminare per parecchi chilometri portando un peso di due chili su ciascuna spalla. Ma non si va oltre i 150 metri con gli stessi pesi legati ai piedi. La ragione è semplice: più il peso è lontano dal centro di gravità, maggiore è lo sforzo per muoverlo rispetto ad esso.

Il peso eccessivo della scarpa altera l’andatura naturale. L’"effetto zavorra" e l’assorbimento energetico delle scarpe crea alterazioni nella naturale sequenza del passo - il movimento graduale tacco-> arco laterale-> "ball"-> dita viene disturbato.
.. ed alla fine andremo a "strascinare"... i piedi!!!

Per quanto riguarda la larghezza e lunghezza... partiamo dal presupposto che ogni piede è diverso dall'altro che ogni destro di persona è diverso come ogni sinistro.. mentre le scarpe che compriamo sono fatte in serie secondo misure standard.. e parametri di larghezza risalenti a più di 100 anni fa.. come il calcolo del famoso ball di cui abbiamo parlato sino ad ora..ed ognuno ha un balla alla sua distanza rispetto al tallone...bene,uno studio condotto dalla dott.ssa Francesca M. Thompson, responsabile della clinica ortopedica dell’ospedale di S. Luca a New York, su centinaia di donne ha dimostrato che:

  • la misura media della larghezza del piede all’altezza della "ball" ha fornito il valore di 93 mm, ma le loro scarpe mediamente misuravano, nello stesso punto, meno di 76 mm. Quindi, quasi tutte indossavano scarpe più strette del 20% a quell’altezza. Taglie "attillate" o strette hanno effetti negativi sull’andatura perché il naturale allargamento del piede ad ogni scarico di peso a terra viene impedito. La normale superficie plantare alla "ball" viene diminuita, danneggiando il bilanciamento del piede e la sicurezza della marcia.


I PLANTARI SERVONO?

Dopo tutte le considerazioni, osservazioni fatte mi viene da dire.. lascio a voi la risposta...
Mettere un plantare ortopedico all'interno di un contenitori sbagliato,in una scarpa così fatta dite che possa portare ad una marcia corretta?? ad una andatura naturale? sana? sana per tutto il corpo?

E'  impossibile per un plantare portare una marcia "corretta" e una stabilità corporea, non importa quanto sia biomeccanicamente preciso e ben disegnato. Non si può costruire una sovrastruttura sicura e stabile su delle basi o fondamenta con errori di progettazione.
Quanto al ristabilire la marcia normale, scarpe e plantari sono incompatibili sotto il profilo biomeccanico. Se il plantare può aiutare in caso di gravi compromissioni della marcia, non sono una terapia idonea per ristabilire la "naturalità" dell’andatura.

Quanto detto sull’andatura "naturale" richiede che si cambi la prospettiva riguardante l’uso dei plantari - in particolar modo quelli progettati per stabilire o ristabilire l’equilibrio del piede e della marcia. Anticipando la conclusione: l’andatura "naturale" è impossibile per un piede calzato - almeno calzato di scarpe tradizionali per disegno e costruzione. Ed è egualmente impossibile per un plantare indurre una marcia "corretta" e una stabilità corporea e di marcia se è inserito in una scarpa siffatta, non importa quanto sia biomeccanicamente preciso e ben disegnato. Non si può costruire una sovrastruttura sicura e stabile su delle basi o fondamenta con errori di progettazione (la Torre di Pisa ne è un classico esempio). Quanto al ristabilire la marcia normale, scarpe e plantari sono incompatibili sotto il profilo biomeccanico. Se il plantare può aiutare in caso di gravi compromissioni della marcia, non sono una terapia idonea per ristabilire la "naturalità" dell’andatura.



CONDIVIDO QUESTO SITO INTERESSANTE CHE HO TROVATO... SUL BAREFOOTING.

Il modo più sano e naturale di muoversi:
Camminare a piedi nudi

Il BareFooting nasce in Nuova Zelanda per poi approdare rapidamente negli Stati Uniti diffondendosi con il tempo anche in Europa, Italia compresa, ove le persone che lo praticano sono conosciute anche come gimnopodisti o nati scalzi.
Una vera filosofia di vita, più che una disciplina, il Barefooting attira le persone che amano vivere, camminare o correre a piedi nudi riappropriandosi degli spazi naturali e delle sensazioni che può trasmettere al corpo il contatto diretto col terreno.

PENSATE IN GERMANIA, AD ESEMPIO, ESISTONO VERI PARCHI DOVE STARE SCALZI.. DOVE I BAMBINI POSSONO GON I GENITORI ATTRAVERSARE BELLISSIMI PERCORSI TUTTI A PIEDI SCALZI!!

EARTHING BENEFICI.

- L'Earthing elimina le cause delle infiammazioni e migliora o elimina i sintomi di molti disturbi legati alle infiammazioni.
- Riduce o elimina il dolore cronico.
- In molti casi migliora il sonno.
- Aumenta l'energia.
- Diminuisce lo stress e favorisce la quiete riequilibrando il sistema nervoso e gli ormoni dello stress.
- Normalizza i ritmi biologici del corpo.
- Diluisce il sangue e migliora la pressione e il flusso sanguigno.
- Allevia le tensioni muscolari e il mal di testa.
- Allevia i sintomi mestruali.
- Accelera moltissimo la guarigione e aiuta a  prevenire le piaghe da decubito.
- Riduce o elimina il jet lag.
- Protegge il corpo dai campi elettromagnetici ambientali
( CEM ) potenzialmente dannosi per la salute.
- Accelera il recupero da attività sportiva intensa.



Che non diventi moda..ma che si diffondi il benessere, la consapevolezza e rispetto per il nostro corpo!!

Concludo con l'affermazione di Donald C. Johanson, paleoantropologo e capo dell’Istituto delle Origini Umane di Berkeley, California: "L’essere bipedi è ciò che ci ha resi umani". Quindi, l’uomo si erge solitario in mezzo agli altri animali perché è l’unico che può… ergersi. Ci son voluti quattro milioni di anni per sviluppare il nostro piede così unico e la nostra conseguentemente unica andatura, un notevole risultato bioingegneristico. Eppure, in solo qualche migliaio d’anni e con uno sgraziato strumento, le nostre scarpe, abbiamo stravolto la purezza anatomica della marcia umana, inibendo la sua efficienza ingegneristica, affliggendolo con pressioni e tensioni e annullando la sua grazia naturale e la sua spontaneità dalla testa ai piedi. Abbiamo trasformato un bellissimo purosangue in uno stanco ronzino."




Fonti

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