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2015/07/04

LA MALATTIA SECONDO AYURVEDA: errore dell’intelletto ed uso improprio dei sensi






AYURVEDA: LA FORMAZIONE DELLA MALATTIA

Portare all'estinzione gli esseri liberi dal controllo questo è il progetto..e questo è il progetto di una grande malattia collettiva.

Nella medicina convenzionale si considera che la malattia sia originata soprattutto da cause esterne come l’aggressione da parte di virus e batteri, dalle condizioni malsane di un ambiente inquinato ecc. E’ anche vero però, che alcuni individui rimangono vittime dell’influsso degli agenti patogeni esterni mentre altre che vivono nelle stesse condizioni non lo sono, allora cosa determina la maggiore o minore resistenza alla malattia? Vedremo che l’Ayurveda riconosce fra le cause principali delle malattie non solo i fattori patogeni esterni, ma soprattutto i fattori che riguardano l’individuo nella sua sfera più intima... e la distruzione,l'annientamento della capacità individuale,del controllo del proprio intelletto, da parte di chi controlla e dirige  "i desideri e paure della società"... porta ad uno stato generale di malattia.
Unica soluzione.. riappropriarci della nostra mente e corpo. Difficile? Si  molto, come dice il mio maestro i cambiamenti sono sempre molto difficili...ma riuscire a cambiare ciò che si può cambiare, accettare ciò che non può essere cambiato ed avere la saggezza di distinguere le due è un qualcosa che andrebbe potenziato.. diffuso.. ricordato costantemente.

NON accettiamo cosa viene imposto pensando di non avere scelta..la scelta è individuale,non facciamoci togliere questo nostro potere.

L'omologazione dell'individuo, il disease mongering o medicalizzazione di massa che stanno portando avanti, la standardizzazione delle menti, l'indebolimento della nostra capacità di scelta,discernimento...il senso di paura costante,d'impotenza che ci avvolge,che avvolge ogni nostro tentativo di ribellione è il progetto...noi siamo cavie di un grande esperimento.
Impariamo l'uso dell'intelletto e che l'uso improprio dei sensi,del tempo e degli oggetti ci porta solo ad un disequilibrio...e con l'accumulo alla malattia, sei infatti sono le fasi per raggiungere lo stadio di malattia conclamata.


Vediamo insieme cosa è la malattia secondo l'ayurveda.

Attualmente 1/5 della popolazione mondiale si cura con i rimedi ayurvedici. In India, è riconosciuta ufficialmente dal Servizio Sanitario Nazionale e viene inseganta in 120 istituti superiori e in 46 università. Per ottenere il titolo di medico ayurvedico ci vogliono 7 anni di studio.

Lo scopo della medicina ayurvedica non è solo quello di eliminare i sintomi delle malattie, ma mantenere la vita umana al più alto livello, sia fisico che spirituale. per un medico ayurvedico fare un trattamento significa equilibrare l’organismo attraverso le piante, l’alimentazione, il massaggio e la meditazione

Nel Charaka Samhita , uno dei testi fondamentali dell'Ayurveda, troviamo la definizione
dell'Ayurveda e della materia di cui tratta: "Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa. " (Charaka Samhita I, 41)

Ayurveda è la scienza della vita che spiega i rimedio per:

Hitayu - vita vantaggioso
Ahita Ayu - vita svantaggioso
Sukhayu - stato di salute e della mente felice
Ahitayu -  stato infelice di salute e della mente . Si spiega anche ciò che è bene e male per la vita e la misura della vita [41]

Nello stesso testo troviamo la definizione di Ayus , vita, come l’unione di quattro aspetti fondamentali:

Il termine 'Ayus' sta per la combinazione di
Shareera - corpo, 
Organi di senso, - Indriya 
Satva - mente e 
Atma - anima.

Ciò significa che quando il corpo è intatto con organi di senso, la mente e l'anima, allora si ha la vita.

Altrimenti no.
Tridanda - Satva (Mente), Atma (anima) e Shareera (corpo) - questi tre sono treppiedi della vita. Il mondo è sostenuto dalla loro combinazione; Essi costituiscono la base di tutto. [46-47]

Secondo l'Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Il concetto di equilibrio espresso dall'Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha della fede

Causa per la malattia 
La causa delle malattie relativi sia (mente e corpo) sono

Atiyoga - utilizzo eccessivo o indulgenza
Heena Yoga meno utilizzo o indulgenza
Mithya Yoga - l'utilizzo sbagliato di

1)Kala - tempo (come l'estate prolungata, breve estate o caldo estivo nelle altre stagioni),
2)Artha - oggetti di organi di senso (olfatto, tatto, ecc) (come eccessivo odore, non a tutti di vedere, o di vedere nelle zone scure, vedendo di oggetti taglienti, ecc
3)Buddhi - facoltà mentali - come pensare in eccesso, a meno di pensare o di pensare sbagliato e facendo ecc [54]

Due luoghi in cui si verifica la malattia - Il corpo e la mente costituiscono il substrato di malattie e di felicità. 
Utilizzo equilibrato di tempo, facoltà mentali ed oggetto di organi di senso è la causa della felicità. [55]

Cosa vuol dire?
L’Ayurveda ha la possibilità di intervenire con un’ampia farmacopea e con molti strumenti terapeutici, ma la parte più importante del lavoro deve essere fatta prima dell'insorgere del sintomo.

La malattia non è una cosa che compare improvvisamente, ma è la conseguenza di anni e a volte decenni di abitudini e comportamenti squilibrati che non corrispondono ai ritmi e all’armonia della natura.

La prevenzione più efficace della malattia non si ha come si pensa nel mondo occidentale " progredito" con lo screening...ma grazie alla comprensione dell’origine della vita e dei processi della manifestazione, alla comprensione della vera natura dell’uomo e delle relazioni che ha - o dovrebbe avere - con sé stesso, con gli altri esseri umani, con l’ambiente circostante.

In pratica, da questa consapevolezza nasce la possibilità di adattare l’alimentazione e le abitudini di vita individuale e sociale alla propria natura e all’ordine naturale delle cose. Questi sono gli strumenti che ognuno di noi, autonomamente e senza il bisogno di ricorrere a medici e terapeuti, può usare per prevenire l’insorgere delle malattie.

L’uso improprio dei sensi - asatmya indriyartha samyog 

Quando la mente, a causa dell’errore dell’intelletto come vedremo, perde il sattva , cioè la capacità naturale di prendere spontaneamente delle decisioni che sostengono la vita, nasce la tendenza a usare i sensi in modo scorretto e dannoso.

I sensi possono essere usati male in tre modi:
· uso eccessivo, 
· uso insufficiente, 
· uso emotivamente dannoso. 

L’uso eccessivo riguarda i troppi stimoli sensoriali che si hanno ascoltando musica ad alto volume, vivendo in un ambiente rumoroso, guardando per troppo tempo la TV o passando troppo tempo davanti allo schermo del computer, parlando troppo o leggendo troppo. Tutto questo sovraccarica i sensi.
Infatti nella mia prima visita con Rajesh nella diagnosi mi ha detto: HAI TROPPI STIMOLI, DEVI RIDURRE GLI STIMOLI ESTERNI.

L’uso insufficiente dei sensi riguarda invece tutte quelle situazioni in cui si ha una carenza nella percezione sensoriale, per esempio gli stati di isolamento e di solitudine più o meno forzati causano certamente, a lungo andare, degli squilibri mentali e psicologici. Anche la carente esposizione alla luce solare che avviene nei paesi dell’estremo Nord del mondo causa una maggiore incidenza di casi di depressione e suicidio nella popolazione.

L’uso emotivamente dannoso dei sensi riguarda tutti quegli stimoli sensoriali che sovraccaricano emotivamente la sfera dei sentimenti di una persona. Vedere o udire cose negative, angoscianti, ripugnanti, danneggia l’equilibrio fra mente e corpo. (va da persone che continuamente "scaraventano" la negatività.. ai telegiornali,cinema,giochi virtuali..)
Le situazioni eccessivamente cariche di emozioni e situazioni estreme (direi il pane quaotidiano della società moderna..) riempiono i nostri sensi di impressioni troppo forti che hanno poi conseguenze gravi sul nostro sisitema nervoso.

Il cattivo uso dei sensi toglie loro forza, capacità di funzionare bene, capacità protettiva. Ciò permette alle influenze negative di raggiungere la mente e il corpo con conseguente maggior squilibrio dei dosha che provoca la formazione di ama (l’accumulo di tossine dovuto a un cattivo funzionamento dei processi metabolici).

Abbiamo accennato rima all'errore dell'intelletto..

L’errore dell’intelletto - pragya aparadha
Ricordate quando il mio maestro di yoga terapia mi ha detto.. non pensare ai limiti, a ciò che non puoi fare o cosa non riesci o al doloro...espandi la mente....ecco..

Il più grave errore dell’intelletto è quello di identificarsi con i limiti, limiti di ogni sorta: il corpo, la personalità, il lavoro, la famiglia, i possedimenti materiali e a causa di questa identificazione perdiamo di vista e dimentichiamo completamente la nostra vera natura illimitata.

Questi limiti ci vengono indotti da decenni di lavoro della società...di chi la guida..
Modelli indotti,educazioni limitative.. che ci hanno portato a pensare a noi come corpi-vittime passive di tutto ciò che capita.
Pensare di essre malati,di essere senza tempo, è ciò vogliono solo le lobby di potere per poter far soldi alle nsotre spalle vendendoci l'illusione di liberarci da tale opressione...da tutto questo malessere.
Seguire ciechi questa vita moderna  fa perdere solo  all’individuo la connessione dell’intelletto con la pura consapevolezza. I bambini nei primi mesi di vita possiedono naturalmente questa connessione ed esprimono naturalmente la gioia e la felicità di vivere anche per piccole cose e avvenimenti che per un adulto sono diventati insignificanti o di pura routine e che comunque non suscitano alcun moto dell’animo. Con altrettanta naturalezza i bambini esprimono il loro disappunto quando qualcosa non è di loro gradimento, dimostrando così di essere liberi da qualunque condizionamento culturale esterno. E’ per questo che i saggi di ogni tempo hanno sempre sostenuto che bisogna imparare dai bambini e che alla fine del percorso di crescita spirituale si ritorna ad essere bambini.
Per questo motivo... stanno cercando di "manipolare" "deviare" "costringere" "inscatolare" "controllare" la mente sin da piccoli con una nuova educazione...staccando i bambini dall'ambito famiglia il prima possibile, conferire a "tecnici" il compito dell'educazione più intima e profonda.. che lo tesso OMS definisce alla base della salute.. l'educazione sessuale ...ma il tutto secondo i criteri OMS. Educazione che sarebbe importante se svolta in tempi e metodologie ben diverse..

Portare all'estinzione di esseri liberi dal controllo questo è il progetto..e questo è il progetto di una grande malattia collettiva.


Il progressivo distacco dell’intelletto  ci fa dimenticare la nostra vera natura che è fatta di pura coscienza e questo crea il cosiddetto “errore dell’intelletto” che si manifesta con errori nelle scelte di comportamento e nella dieta, errori nell’atteggiamento mentale, psicologico e spirituale per quel che riguarda i vari aspetti della vita... credere che avere l'hi phone 6 e non quello 7 è male, è poco inn e farlo diventare meta di progetto...questo è uno dei tanti piccoli subdoli modi in cui le nostri menti ci manifestano lo stato di malattia..


Questo è il modo in cui viene piantato il seme della malattia che, se non intervengono elementi correttivi, germinerà e si manifesterà con il tempo secondo le mille variabili cui può essere soggetto il percorso della malattia.
Il modo migliore per ovviare agli effetti dell’errore dell’intelletto è quello di riprendere consapevolezza della propria vera natura, riguadagnare la memoria della pura coscienza origine della nostra vita.

La meditazione come descritta nei testi dello Yoga è l’esercizio che più di ogni altro aiuta a prendere contatto con il Sé interiore o “pura coscienza”. Con questo semplice esercizio quotidiano, in modo graduale, la mente riacquista memoria della sua vera sorgente e in modo spontaneo le azioni e il comportamento si uniformano alle leggi di natura, proprio come accade ai bambini.

Infine abbiamo l'ultimo fattore che porta alla malattia:

L’influsso negativo delle stagioni - parinam 
Lo squilibrio dei dosha e la conseguente formazione di ama creano una debilitazione di agni, il fuoco digestivo presente nello stomaco che digerisce il cibo, inoltre si debilitano gli agni che trasformano le sostanze nutritive nei sette tessuti, i dhatu. In questo modo i dhatu risultano malnutriti ed accumulano tossine, diminuiscono le difese immunitarie e si crea un campo favorevole all’attacco degli agenti patogeni esterni come batteri e virus o all’insorgere di malattie degenerative.

Tale situazione causata da una disarmonia della vita individuale rispetto ai cicli della natura crea una incapacità da parte della fisiologia ad adattarsi ai naturali cambiamenti delle stagioni. Il naturale susseguirsi delle stagioni determina un cambiamento nelle proporzioni dei bhuta, gli elementi presenti nell’ambiente. Per esempio, in estate abbiamo una prevalenza di agni, il fuoco, mentre in inverno abbiamo una prevalenza di aria o di acqua, vayu e jala, a seconda se il clima invernale è secco oppure abbondano le precipitazioni. La perdita della naturale adattabilità della fisiologia ai cambiamenti stagionali e climatici è la terza causa di malattia.

Secondo l'ayurveda la malattia non è solo un sintomo manifesto.. come per la Medicina Occidentale, a concorrere allo stato di salute vi sono molti fattori: aspetti soggettivi e oggettivi dell’individuo: spirito, mente, sensi e corpo.

Se i ritmi della vita individuale non sono in armonia con i ritmi della natura il risultato è una situazione stressante e faticosa che squilibra i dosha, indebolisce la digestione, provoca accumulo di ama e crea le condizioni per ospitare gli agenti patogeni esterni che dal punto di vista dell’Ayurveda sono solamente una causa secondaria di malattia.

PRINCIPI FONDAMENTALI
DELL'AYURVEDA 





Stadi della manifestazione della malattia

Per la medicina moderna la malattia si manifesta quando cominciano a distinguersi nella persona dei chiari sintomi. La malattia poi può passare a uno stadio di complicazione in cui, oltre a quelle colpite originariamente, vengono interessate altre parti del corpo. A questo punto la malattia è praticamente irreversibile.
Per questo non esiste il concetto di malattia psicosomatica come malattia di serie B e tumore e cancro malattia di seerie A.

L'Ayurveda  ha individuato 6 stadi di processo della malattia, in cui la manifestazione e la complicazione della malattia sono solamente gli ultimi due stadi.

In questo modo, per un medico ayurvedico è possibile riconoscere ed eliminare una malattia molto prima che essa si manifesti.

Stadio di accumulo – sanchaya
L’inizio del processo di manifestazione della malattia avviene quando i dosha si squilibrano e si accumulano in una parte specifica del corpo. A causa di questo si forma ama e si indebolisce agni il fuoco digestivo.
Per fare un esempio, quando si squilibra vata, ama si accumula nel colon che è la sede di vata, quando pitta è squilibrato ama si accumula nell’intestino tenue e quando kapha è in squilibrio ama si accumula nello stomaco.
Una causa tipica di accumulo dei dosha e di ama è l’abitudine molto diffusa di fare il pasto principale la sera quando agni digestivo è debole. Poniamo il caso in cui una sera a cena si è mangiato e bevuto troppo pasteggiando con una serie di cibi e bevande difficili da digerire. Il corpo segnalerà il suo disagio con sonno disturbato e la mattina al risveglio con testa pesante e nausea. Poiché i sintomi sono troppo vaghi e tendono a scomparire nel giro di qualche ora, non ne teniamo conto e continuiamo a ripetere le nostre abitudini errate piantando così il seme della malattia.

Stadio di aggravamento – prakopa  
Continuando a fare gli stessi errori e non prendendo in considerazione gli avvertimenti che il corpo ci ha dato con il suo disagio in conseguenza degli eccessi alimentari, la malattia entra nel suo secondo stadio in cui l’accumulo dei dosha e di ama in una certa zona del corpo giunge a saturazione e nello stadio successivo trabocca dal luogo di accumulo verso altre zone.
Anche in questo stadio non ci sono chiari sintomi di un disturbo specifico, ma un medico esperto, tramite la diagnosi del polso per esempio, può accorgersi del fatto che i dosha non sono al loro posto e che ama si sta accumulando nel corpo. Può in questo modo dare dei consigli riguardo la dieta e lo stile di vita o prescrivere qualche rimedio per riportare a normalità lo stadio di aggravamento.

Stadio di disseminazione – prasara
Il terzo stadio della formazione della malattia è prasara che significa letteralmente diffusione. Quando i dosha e ama si accumulano oltre misura, traboccano dal luogo di accumulo nel tratto gastrointestinale e cominciano a migrare in altre zone del corpo. Per effetto di dosha gati, il movimento dei dosha che avviene ciclicamente due volte al giorno e va dalle strutture cave del corpo fino alle strutture più profonde e viceversa, ama viene trasportato insieme alle sostanze nutrienti nei dhatu e là rimane per la sua caratteristica appiccicosa, accumulandosi ove vi è maggiore debolezza. La diffusione di ama dal luogo di accumulo nel tratto gastrointestinale avviene nella stessa sequenza di formazione dei dhatu , prima si diffonde nel rasa dhatu, la linfa, poi rakta, mamsa, meda, (sangue, muscolo, grasso) e via via fino ai dhatu più interni asthi, majja e sukra (osso, midollo osseo, tessuto riproduttivo).

Stadio di crescita della malattia – sthana samshraya
Lo stadio in cui i dosha squilibrati e ama si localizzano in un tessuto debole o difettoso è il quarto stadio della formazione della malattia.
A causa dell’accumulo in una zona di bassa immunità, si creano disfunzioni e danni strutturali nei dhatu e per questo cominciano a comparire sintomi più evidenti della malattia. Le ragioni per cui i dosha e ama si accumulano in un certo dhatu piuttosto che un altro sono varie: predisposizioni ed influenze congenite, scelte sbagliate nel passato riguardo la dieta e lo stile di vita, effetto di malattie precedenti, influenza di condizioni di vita stressanti, inquinamento ambientale, cambiamenti stagionali, ecc. La predisposizione di un certo tessuto ad indebolirsi ed ammalarsi è a volte la combinazione di un insieme di fattori.

Stadio della manifestazione – viakta
A questo stadio la malattia si manifesta con la comparsa di chiari sintomi che possono essere riconosciuti. Quando l’accumulo dei dosha e di ama impedisce al corpo di mantenere intatte le difese immunitarie e quindi di funzionare in maniera appropriata, i danni creati nei tessuti e le disfunzioni a carico di organi e sistemi corporei permettono alla malattia di attivarsi.
Il trattamento della malattia mirato a sopprimere i sintomi può anche avere un momentaneo successo, ma se non si elimina la causa primaria che ha creato i sintomi, prima o poi la malattia ricomparirà o si manifesterà in altre parti del corpo seguendo altre vie.

Stadio della complicazione – bheda
L’ultimo stadio della malattia intacca la salute dell’individuo per il grave deterioramento della funzione dei dhatu, danni che si estendono anche agli srota, i canali della circolazione all’interno dei dhatu. Spesso le complicazioni interessano anche i dhatu collegati a quello più colpito dalla malattia. A questo punto molte malattie diventano difficili da curare e l’intervento con i farmaci può aggravare la situazione per la presenza dei componenti tossici delle medicine che creano effetti collaterali non desiderati.
Il processo della malattia è giunto così allo stadio finale, la persona che scopre di avere una malattia a questo stadio in realtà ha convissuto con la malattia per molto tempo. Prima della comparsa dei sintomi ci vogliono molti anni durante i quali i semi della malattia sono stati coltivati con una dieta e uno stile di vita non adatto o con un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita.

Molte malattie potrebbero essere evitate con una efficace azione preventiva adottando le piccole regole di vita quotidiana consigliate dall’Ayurveda. Per esempio la conoscenza della costituzione individuale (prakriti) in base alla prevalenza dei dosha , dà chiare indicazioni sul tipo di dieta e sullo stile di vita più adatto alla propria costituzione.
Da come è organizzata la vita nella società moderna si può dedurre che la coscienza collettiva ha dimenticato l’importanza di armonizzare la vita con i ritmi basilari della natura, mentre a livello individuale vi è una diffusa e grave mancanza di consapevolezza riguardo la propria vera natura.
In questo campo l’Ayurveda potrebbe dare un grandissimo contributo alla società moderna.


Ecco cosa dovrebbe essere insegnato ai nostri bambini dai 0 anni di età :L'AYURVEDA e non  la maturbazione precoce a 3 anni...




L'ayurveda non sono principi che riguardano popoli lontani con una cultura "strana",esotica.... ma riguardano la vita stessa e quindi appartengono a ogni cultura e si ritrovano in tutte le tradizioni. In tal modo le persone diventerebbero più consapevoli delle elementari regole di vita e saprebbero operare delle scelte a favore del benessere individuale, sociale e mondiale.





Charaka Samhita
fonte http://www.benessere.com/salute/ayurveda/malattia.htm









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