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2015/05/26

INSALATA E FRUTTA CONFEZIONATA:IV GAMMA È COSÌ SICURA E SALUTARE? meglio lavarla o non comprarla.





Avete presente quegli innocui sacchetti di verdure tagliate,lavate...pronte da aprire sul piatto e mangiare?
Cancellate l'idea che si tratti di qualcosa di semplice ed innocuo...tecnicamente in gergo sono i prodotti ortofrutticoli di IV gamma.
Vediamo passo passo perchè non è salutare acquistarli e mangiarli !!.. anche se ricordate? ve ne avevo già ampiamente parlato con gli alimenti in atmosfera protettiva.


Capiremo insieme quanto siano poco sane da un punto di vista igenico,facili alla proliferazione batterica ,quanto vengano trattate per ridurre i vari effetti causati dal taglio.
Alla fine... se la stessa OMS consiglia il consumo cinque volte a settimana di insalata e verdura.. non conviene comprarla fresca e pulirla da noi? Visto , come vedremo, che aperta la busta e versata è un mito da sfatare?? e che quella imbustata oltre a costare molto di più bisogna osservarla bene, togliere le eventuali parti marcite ossidate, lavarla per togliere l'eventuale puzzo....???
Inoltre la dieta equilibrata non la danno i prodotti di IV gamma.. la danno le verdure fresche non trattate,lo danno tutta una serie di fattori semplici e genuini e non certo il raggiro mentale fatto per venderci un prodotto confezionato!!
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L’insalata già lavata e tagliata in busta è a mio avviso un emblema delle contraddizioni che viviamo quotidianamente. Noi consumatori, che ci lamentiamo del caro vita, siamo disposti a pagare fino a cinque volte di più un prodotto ,tra l’altro reperibile in abbondanza in questa stagione , più scadente dal punto di vista nutrizionale e terrificante dal punto di vista ecologico!

Il prodotto confezionato fa si che alle spalle ci siano agricoltori e filiere che si dedicano proprio alla coltivazione di IV gamma, (la superficie investita a colture per la IV gamma raggiunge i 6.500 ettari, la metà dei quali in serra),ci siano addetti alla raccolta, stabilimenti per la cernita,lavaggio ed imbustamento..bombole di gas, liquidi,sacchetti.. tutte cose che vanno prodotte.. per cosa?
Per un semplice cesto d'insalata.
Tutto il guadagno va all’industria di lavorazione e distribuzione che ci fa pagare, giustamente, il servizio.
Quell’insalata,o frutta, dunque, non farà bene  a noi che ingurgitiamo un prodotto manipolato che ha perso gran parte delle proprietà per le quali lo dovremmo mangiare!



Prima di iniziare l'articolo vi suggerisco anche un'ultima possibilità: 
INSALATA SUL BALCONE!!!
Facile veloce.. desidera solo acqua e sole!
 questa la mia insalata...



Prodotti ortofrutticoli di IV gamma

Per prodotti ortofrutticoli di IV gamma (o minimally processed, o ready to use, o fresh cut) si intendono un’ampia categoria di prodotti freschi lavati, tagliati, asciugati, confezionati in buste o vassoi e direttamente pronti per il consumo, tali e quali o previa cottura.

La vita a banco delle verdure dura pochissimo.. molti supermercati infatti a fine giornata fanno anche sconti se ci fate caso sulle verdure dopo le 18.00..
Per poter guadagnarci di più.. le aziende devono escogitare qualcosa.. hanno escogitato l'allungamento della durata del shelf life..la durata d'esposizione.

Su cosa hanno agito?
Sul concetto che la vita è già talmente frenetica..che lavare sciacquare e cucinare ci ruba tempo..però abbiamo bisogno di mangiare sano.. quindi verdurine a gogo.. cosa c'è di meglio se qualcuno ci toglie del lavoro noioso come pulire,togliere la terra..tagliare e condire?

Inoltre questi sacchetti hanno sempre un aspetto così allettante!! Compro e magari lo apro stasera al volo.. oppure fra 5 giorni e l'insalata non si rovina!!
Non a caso con il 29,3 % il Nord ha il maggior consumo in Italia di questi prodotti...
La Sardegna sia per un fattore climatico sia turistico ha comunque un 27% ed un 16% il SUD e la Sicilia..!!

Sempre secondo le analisi della Coldiretti, basate su dati Ismea (Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare), quasi un italiano su due sceglie questi prodotti, per una spesa complessiva di oltre 700 milioni di euro. I principali consumatori sono i single o le coppie, perché di solito si tratta di confezioni abbastanza ridotte, contenenti mescolanze che richiederebbero un considerevole assortimento da tenere in casa.

Tra i vantaggi dell’acquisto di insalate di quarta gamma (insalate di 4 gamma, insalate di IV gamma), il risparmio di tempo è uno dei primi aspetti da evidenziare, seguito dal fatto che non ci sono scarti di verdura fresca o frutta fresca e che invece essi hanno dei "plus" salutari, come il fatto che con le insalate di quarta gamma è più facile ricorrere ai mix che includono molte varietà, permettendo al nostro fisico di assumere una gamma più ampia di composti antiossidanti, aumentando così la capacità antiossidante complessiva del nostro corpo, PECCATO CHE GIÀ DOPO LA SEMPLICE RACCOLTA E VALORI NUTRIZIONALI DELLE VERDURE E FRUTTA CROLLANO VORTICOSAMENTE.. IMMAGINATE VOI DOPO LA PROCEDURA DEL TAGLIO CHE AVVIENE PER L'INSACCHETTAMENTO!!!

L’Italia è il secondo mercato europeo nel consumo dei cosiddetti ortaggi di quarta gamma già pronti per il consumo, dopo la Gran Bretagna: con un consumo annuo di oltre 42 mila tonnellate di insalata di quarta gamma prodotta e un giro di affari di 375 milioni di Euro (2004), nel 2007 il settore dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sfiorava in Italia i 700 milioni di Euro.

L'insalata fresca ,bio meglio, ne usiamo quanto ne vogliamo...anche una foglia alla volta!! E se il cesto dopo tre giorni inizia ad appassire.. basta metterlo in ammollo per qualche ora!!!
Se siamo single prendiamo cesti più piccoli e vari...insomma i trucchi per scegliere sano ci sono.Non lasciamoci ingannare, non cadiamo nella trappola mentale.
Chi produce il confezionato sono dei veri mentalist.. giocano sulle nostre fragilità, sulle nostre svogliatezze.. e con il trucco che ci pensano loro, fanno diventare nostra una scelta manipolata, voluta da loro!!

MA..comodità non è sinonimo di qualità

Come pensate che vengano insacchettate queste verdure per rimanere così belle ed apparentemente fresche?

Vediamo insieme.

Partiamo da come li definisce la legge: (L:13 maggio 2011 n°77)

Sono quei prodotti ortofrutticoli destinali all'alimentazione umana,freschi,confezionati e pronti per il consumo che,dopo la raccolta,sono sottoposti ai processi tecnologici di minima entità atti a valorizzarli seguendo le buone pratiche di lavorazione articolate nelle seguenti fasi:
selezione,cernita,taglio,lavaggio,asciugatura,confezionamento in buste o vaschette sigillate con l'eventuale utilizzo dell'atmosfera protettiva.


Minimi processi tecnologici...atti a valorizzarli...valorizzare l'insalata??

O camoufage perché un ortofrutto tagliato perisce dopo pochissimo e si ossida nel giro di mezz'ora??



L'ortofrutta di IV gamma è estremamente delicata, soggetta alla proliferazione batterica,quindi ogni passaggio deve essere rispettato al massimo, come tutto il processo per la preparazione in atmosfera protettiva.. un solo errore,difetto della confezione,dosaggio errato dei gas,confezioni a basso costo e scadenti,interruzione della catena del freddo possono come vedremo avere gravi conseguenze!

LAVAGGIO
Anche in questo caso dimentichiamoci l'idea di un lavaggio tradizionale se pur all'ingrosso.. il prodotto di IV gamma è talmente delicato in ogni sua fase, dovuto in particolare alla fase di taglio e quello che ne può scatuturire.. che anche il lavaggio precedente deve essere veramente accurato..
Si avrà quindi: il prelavaggio dei vegetali interi, il lavaggio dei vegetali tagliati ed il risciacquo.

Il lavaggio dei vegetali tagliati, ha lo scopo di allontanare i fluidi cellulari che contengono enzimi e composti fenolici, rilasciati durante il taglio, entrambi responsabili dell’imbrunimento, e le sostanze nutritive che favoriscono la crescita dei microrganismi. In questo caso il lavaggio viene comunemente effettuato per immersione in soluzioni acquose fredde (circa 10° C) di ipoclorito, contenenti 50- 200ppm di cloro libero. I tempi di immersione, a livello industriale, sono inferiori a 5 minuti (Abadias et al., 2011)

Le attuali tecnologie di lavaggio non sono in grado di garantire la sicurezza microbiologica dei prodotti di IV gamma senza compromettere la caratteristica principale di “prodotto fresco minimante processato”.

Sicuramente il lavaggio per ora rimane l'unico metodo per limitare la diffusione della carica microbica ma se mal condotto, può essere causa di ingenti danni perchè L'ORTOFRUTTO NON VIENE SUBITO MANGIATO.. MA CONFEZIONATO CON GAS ED ESPOSTO IN VETRINA PER GIORNI.

Taglio
Sicuramente una fase importante di tutto il processo produttivo perchè nelle verdure o frutta si ha una perdita di consistenza proprio da stress da taglio.
Con la rottura della struttura cellulare si ha un aumento dell'attività respiratoria del vegetale.. quindi una sintesi di etilene, detto etilene da ferita...una fuoriuscita di fluidi (enzimi di riserva..) e quindi una proliferazione microbica.

-Proliferazione microbica
Le insalate di IV gamma rientrano nella definizione di “prodotti potenzialmente pericolosi” in quanto hanno un valore di aw superiore a 0,85 e un pH compreso tra 3 e 6,5: condizioni che, in alcuni casi, consentono lo sviluppo di microrganismi patogeni.

Deve essere realizzato in modo tale da apportare il minor danno possibile ai tessuti ed in condizioni da prevenire/ridurre le contaminazioni dirette o indirette. Si è sperimentalmente osservato che, passando un coltello su una superficie contaminata, si ha la contaminazione di tutta la superficie del prodotto successivamente esposta al taglio (Lin e Wei, 1997). Da ciò emerge quanto sia fondamentale lavare il vegetale intero prima del taglio ed effettuare un’attenta pulizia degli utensili, in quanto possono rappresentare veri e propri focolai di contaminazione microbica.
Le operazioni di taglio, ad esempio, possono portare ad un aumento del carico batterico (mesofili) da 103 fino a 106 UFC/g per diversi tipi di vegetali e da 104 fino a 106 UFC/g per insalate a base di lattuga e cicoria. Anche i batteri patogeni possono aumentare nel corso del ciclo produttivo; ad esempio, Listeria monocytogenes è stata isolata nel 19% dei campioni di insalata fresca minimamente trattata, mentre solo l’1.8% dei singoli ingredienti risultavano contaminati (Velani e Roberts; 1991

-Perdita contenuto nutrizionale
I prodotti della IV gamma inoltre perdono facilmente alcuni componenti come vitamine e carotenoidi a causa dell'ossidazione e perdita del succo cellulare  sempre come conseguenza al taglio
Lo studio dell'INRAN sostiene infatti che l'ortofrutta in sacchetto non è nutriente.
Come ricorda Luca Piretta “lo studio rileva che l'insalata in busta presenta fino a un 50% in meno del potere antiossidante per la perdita di vitamina C
Lo stress da taglio comporta, inoltre, un accelerato consumo di zuccheri e acidi organici.

 Gli effetti del taglio sui vegetali possono riassumersi in :
  • perdita contenuto nutrizionale
  • facile proliferazione microbica
  • perdita di peso; 
  • rammollimento dei tessuti: da attribuire all’azione di enzimi pectinolitici e proteolitici endogeni o esogeni. Fenomeni di rammollimento possono essere anche dovuti a cambiamenti fisici e chimici; 
  • alterazione del colore: sono le alterazioni più evidenti sui vegetali di IV gamma. 
  • Riguardano l’imbrunimento, la perdita di clorofilla e la decolorazione. 


SOLUZIONI ADOTTATE DALLE INDUSTRIE

Questi frutti o verdure vengono trattate a basse temperature al limite del danno da freddo, immerse in soluzioni di CaCl2,acido citrico o ascorbico contro l'imbrunimento  ed atmosfera controllata E SOTTOPOSTE EVENTUALMENTE A PACKAGING ATTIVO.

I gas che vengono usati in atmosfera protettiva  sono definiti additivi alimentari d'imballaggio ( D:M:209 sulla Direttiva europea 95/"/CE) ed in Europa è consentito l'uso di sette gas di imballaggio
anidride carbonica,ossigeno,azoto,protossido di azoto,elio,argon,idrogeno, anche se altri ne vengono usati come vedremo.
Ogni gas additivo è identificato con un numero E :Possono esere usati senza una limitazione di quantità massima per tutte le categiorie di alimenti, senza alcuna restirizione o eccezione.
I gas d'imballaggio però non sono considerati ingredienti (art.5 comma 1 d.l. 109/1992) quindi non è richiesta alcuna indicazione nell'elenco ingredienti,l'unica informazione che deve essere riportata è"confezionamento in atmosfera protetta/modificata" in base a quanto richiesto dal DPCM 311 del 1997.Visto inoltre che gli alimenti confezionati in atmosfera modificata MAP richiedono un rigoroso controllo della temperatura di stoccaggio,le informazioni in etichetta devono prevedere le istruzioni per la conservazione a casa e i tempi e modalità di conservazione dopo l'apertura.

I principali effetti dell’anidride carbonica sugli alimenti sono: 1. inibizione della respirazione dei vegetali; 2. acidificazione dei liquidi tissutali; 3. inibizione degli ormoni vegetali della crescita; 4. inibizione dell’idrolisi delle pectine (evitando la fluidificazione); 5. rallentamento della maturazione dei vegetali; 6. riduzione dei danni da freddo dei tessuti vegetali.

Gli effetti principali dell’ossigeno sugli alimenti sono: 1. attivazione delle ossidazioni enzimatiche e chimiche; 2. ossigenazione della mioglobina con miglioramento del colore; 3. attivazione della degradazione del beta-carotene; 4. è il substrato della respirazione di cellule vegetali e microbiche.

L’impiego di diverse concentrazioni di O2 e CO2. consente di aumentare la shelf-life del prodotto ma può aumentare anche la probabilità di sviluppo di alcuni patogeni non rendendo sicuro il prodotto per il consumatore (Francis et al., 2001). Deve inoltre essere evitato l’instaurarsi di ambienti asfittici (O2< 2% e CO2> 20%) poiché il passaggio del metabolismo microbico da aerobico a fermentativo può comportare sintesi di etanolo, acetaldeide, anidride carbonica e altri composti chimici  (Nguyen e Carlin, 1994).

Non pensiamo che gli alimenti in atmosfera protetta siano semplicemente freschi tagliati e confezionati sotto gas...

Additivi anti fog
Alcuni alimenti refrigerati tendono a sviluppare vapore acqueo, che depositandosi sul materiale ,può oscurare il prodotto (effetto fog) di conseguenza molti film protettivi per il confezionamento in atmosfera protetta, sono trattati con additivi che impediscono questo effetto nebbia.. decisamente anti-vendita.

Esistono come spiegato nell'articolo sugli alimenti in atmosfera protetta che vengono utilizzati Assorbitori o emittitori all'interno delle confezioni, ovvero i così detti Imballaggi attivi.

La soluzione più innovativa è l'introduzione all'interno dei film polimerici del diossido di titanio (TiO2)
Si tratta di una sostanza cristallina inodore che agendo per un processo fotochimico (colpiti da fonte luminosa) è in grado di distruggere le sostanze volatili odorose rilasciate dagli alimenti o dagli imballaggi accumolate nella confezione.



Quindi la dicitura che la confezione è riempita di gas inerte non è corretta perchè fatta eccezione dell'azoto gli altri gas hanno proprio lo scopo di interagire con l'alimento per essere attivi sulla carica batterica.

Ricordo brevemente alcune caratteristiche che dovete assolutamente osservare durante l'acquisto:


La confezione si presenta rigonfia
Compensazione vuoto/ gas scorretta,quindi questo comporta una crescita microbica con lo sviluppo di gas.Oppure la temperatura di vendita del prodotto è maggiore di quella del confezionamento.. questo porta comunque di nuovo ad una rottura della catena del freddo di stoccaggio dell'alimento e quindi un suo deterioramento. NON ACQUISTARE,NON CONSUMARE GETTARE.

La confezione presenta un effetto vuoto
Vuol dire che anche in questo caso sicuramente la miscelatura non è stata corretta,ed il trattamento termico è stato eccessivo.L'alimento ha assorbito e metabolizzato parte dei gas (generalmente si tratta di anidride carbonica che crea l'afflosciamento), oppure la temperatura di vendita è minore di quella di confezionamento.. anche in questo caso essendoci un errore nella catena del prodotto sicuramente si stanno creando alterazioni quindi NON ACQUISTARE,NON CONSUMARE,GETTARE

L'alimento presenta colorazioni diverse sulla sua superficie
Vuol dire che il contatto tra l'alimento e la parte superiore della confezione provoca uno scarso scambio gassoso in alcune zone,la miscela introdotta non è sufficiente, quindi si sta alterando l'alimento.
NON ACQUISTARE,NON CONSUMARE.GETTARE.

L'errata miscelatura dei gas inoltre può provocare gravi danni: ad esempio

 CO2 Anidride carbonica E290
  • La sua presenza contribuisce quindi si al prolungamento d'esposione in vendita del prodotto,shelf life,ma condizioni di anaerobiosi (agenti patogeni che vivono in assenza di ossigeno)può favorire il proliferare di una microflora patogena.con conseguenze gravi di salute per il consumatore.
  • Se il prodotto assorbe un eccesso di CO2 il volume interno si riduce,facendolo cadere sull'alimento, questo comporta un contatto con il film protettivo e quindi a catene l'eventuale scatenarsi di situazioni che portano ad un degrado dell'alimento.
  • La CO2 disciolta diminuisce la capacità di trattenere acqua,risultato:presenza di liquidi sul fondo della confezione.. nuovo errore nella catena di conservazione, quindi fattore di rischio.
  • possono avvenire alterazioni sensoriali, e fisologiche dovute all'immisione di troppo gas rispetto alla capacità tollerabile dell'alimento.
  • La CO2 ha effetto residuo, vuol dire che anche se togliamo l'alimento dalla condizione di atmosfera protetta, la CO2 è comunque legata ai gruppi delle proteine quindi il suo rilascio è molto lento nel tempo e a basse temperature...


I principali microrganismi patogeni che si possono ritrovare nei prodotti di IV gamma Salmonella spp., Listeria monocytogenes, Escherichia coli e Yersinia enterocolitica.

INGANNI SULLE ETICHETTE
  • Sono famose per essere pronte all'uso...da versare sul piatto, ma molti non lo indicano in etichetta.Quindi sono da lavare o no? Visto tutto quello che vi ho detto.. consiglio spassionatamente di aprire la busta e lavare il contenuto!! Alle analisi microbiologiche la misticanza in questione, la Foglia verde, a marchio Eurospin, è risultata positiva, sebbene sotto i limiti di legge, all’Escherichia coli, un germe che indica l’avvenuto contatto con materiale fecale. Le blande regole esistenti sulla contaminazione microbica delle insalate pronte contemplano, infatti, soltanto i germi patogeni: quelli capaci di procurare disturbi alla salute più o meno gravi. Tra questi figura anche l’Escherichia coli, per il quale è previsto un limite di 100 ufc/g (unità formanti colonia per grammo). Spiega meglio di cosa si tratta Raffaello Morgante dell’Istituto zooprofilattico dell’Umbria: “La presenza di questi germi può indicare, per esempio, che l’insalata è stata concimata con letame o irrigata con acqua di fogna. L’eventualità non è per niente remota. Normalmente si irriga prelevando l’acqua da fonti contaminate: canali e falde superficiali o da pozzi. Né si può escludere la collocazione delle vasche di irrigazione in contatto con le fogne o nelle vicinanze di una porcilaia. Il discorso non riguarda solo le insalate pronte, ma vale anche per la pianta. La differenza è che il cespo lo laviamo sempre prima di mangiarlo, e con il lavaggio in acqua si riduce la carica contaminante. I prodotti pronti, invece, siamo portati a mangiarli senza lavaggio”.   Nonostante i produttori dichiarino che il loro prodotto è già lavato, è consigliabile rilavare le insalate prima di consumarle: questa operazione è utile per abbattere una carica microbica elevata che aumenta col passare dei giorni. 
  • Le insalate in busta vengono addizionate in atmosfera protetta, ma visto che i gas  additivi non sono considerati ingredienti alimentari possono anche non essere indicati sull'etichetta!!

PRECAUZIONI

 La vita di scaffale dei prodotti italiani è molto scarsa, soprattutto a causa delle difficoltà a
garantire la continuità della catena del freddo. Sia una gestione impropria, sia una carenza strutturale di impianti di refrigerazione sono alla base della ridotta durata di conservazione, con conseguente
deperimento della qualità.
Oltre a questo aspetto tecnico in Italia è di uso anche il confezionamento in vaschette che facilitano la presenza di vapore acqueo condensato (come abbiamo visto deleterio per l'igiene del prodotto!!! perchè aiuta la proliferazione batterica) quindi alla ripresa del fenomeno respiratorio del prodotto.
(nelle buste ultimamente è stato ridotto con l'utilizzo di imballaggi attivi,come abbiamo letto sopra!!)


  • Acquistare solo confezioni di insalate conservate nei banconi refrigerati.
  • Controlla sempre la scadenza: come per tutti i prodotti freschi, vale al regola generale di scegliere la confezione con la data di scadenza più lontana, tenendo conto che è sempre meglio utilizzarne il contenuto almeno due o tre giorni prima che scada.
  • Osserva con attenzione il sacchetto o la vaschetta e scarta quelli che hanno condensa all'interno.
  • Verifica lo stato dell’ insalata: la presenza di foglie annerite ai bordi o nel punto del taglio significa che il prodotto si sta già alterando e le foglie marcescenti gonfiano l’addome.
  • Scarta anche le confezioni con molte foglie attaccate al cellophane e dai la preferenza a quelle dove i pezzi hanno dimensioni regolari.
  • Sull'etichetta, l’elenco del contenuto viene indicato in ordine decrescente. Nelle confezioni di insalata mista, questo permette di scegliere in base ai propri gusti. Se nessuna insalata è presente in quantità maggiore a un’altra, ci può essere la dicitura “in proporzione variabile”.
  • Non interrompere la catena del freddo: dopo l’acquisto, metti il sacchetto in frigo il prima possibile. Per sfruttare l’ insalata in busta come pranzo in ufficio, comprala la mattina stessa o fai in modo di trasportarla da casa in una borsa termica.
  • Una volta aperta la confezione, l’ insalata va consumata in giornata o al massimo nel giro di 24 ore.
  • È sempre consigliabile sciacquare le insalate già tagliate, anche quando non è espressamente indicato sulla confezione. Questa operazione diventa indispensabile anche per individuare e eliminare le foglie che iniziano a marcire.


Il 12 agosto è stato pubblicato il Decreto Interministeriale 20.06.2014 relativo alla “attuazione dell’articolo 4 della Legge 13 maggio 2011 n. 77, recante disposizioni concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma”, a firma del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e  Forestali, d’intesa con il Ministro per lo Sviluppo Economico e il Ministro della Salute. Le disposizioni saranno applicate a decorrere dal 13 agosto 2015. Il decreto chiarisce i parametri igienico sanitari da rispettare nel ciclo produttivo e nella distribuzione, oltre ad introdurre nuove informazioni in etichetta che rendono immediatamente evidenti al consumatore le caratteristiche del prodotto di IV gamma. Nello specifico, il decreto prevede diciture obbligatorie e omogenee che esplicitano, senza lasciare adito a dubbi, le modalità di impiego e di conservazione dopo l’apertura della confezione, la caratteristica di pronto utilizzo tal quale o cucinato del prodotto e la data di scadenza. Il decreto, inoltre, stabilisce che deve essere rispettata la catena del freddo, mantenendo il prodotto ad una temperatura inferiore agli otto gradi centigradi a partire dalle celle frigorifere degli stabilimenti di produzione, fino agli scaffali della distribuzione. Infine, il decreto introduce nel ciclo produttivo e distributivo l’obbligo di impiego di imballi ecocompatibili.


Chi poi sostiene meglio in busta che per niente..trovo la risposta superficiale e priva di volontà di messa in discussione e consapevolezza...le scelte poi rimangono del tutto personali.
In ogni caso, variate spesso nella scelta delle verdure: questo vi consentirà di evitare un'eccessiva introduzione di nitrati (presenti anche in alcune verdure fresche) e di nitriti, che nei prodotti confezionati trovano l'ambiente ideale per svilupparsi.

http://www.salonecibosicuro.it/per-fare-un-punto-sulla-iv-gamma/
http://amslaurea.unibo.it/6011/1/SPADA_GIANMARCO_UTILIZZO_DI_ANTIMICROBICI_NATURALI_PER_IL_MGLIORAMENTO_DELLA_SHELF-LIFE_DI_PRODOTTI_DI_IV_GAMMA_A_BASE_MELA.pdf
http://www.cefas.org/pb/flz/IV%20gamma.pdf

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