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2015/05/01

BANDIERE BLU,VERDI,VELE:SPIAGGE A PROVA DI BIMBO O MARE ADRIATICO RADIOATTIVO?


PARTE L' OPERAZIONE CERTIFICAZIONE MARE PULITO
Bandiere blu,verdi,vele...insomma una marea di associazioni.. ma non basterebbero i certificati asl?? PROPONGO LA BANDIERA ASL!!!


Tutto nasce da un mio desiderio d'indagine sulla serietà,utilità veridicità...delle famose bandiere blu,verdi e vele che vengono assegnate ogni anno alle spiagge del litorale italiano.


Perplessa già sul fatto che oltre alla bandiera blu ed alla guida blu di Lega ambiente abbiamo sentito il bisogno di dare origine ad un nuovo criterio.. quello dei pediatri con bandiera verde..le mie domande andranno da

Come si spiega  l'incongruenza che si ripete ogni anno sulle classifiche? Ovvero come le tre classifiche citate spesso sono fra loro contraddittorie??

per concludere o per iniziare con...
"un mare radioattivo come quello Adriatico può risultare veramente salutare e pulito?" se avrete la pazienza.. in fondo troverete a riguardo vari PDF mooolto istruttivi da leggere.

COME fanno queste classifiche? sono VERITIERE? e poi SERVONO davvero??

Nella ricerca dettagliata mi imbatto su numeri e nomi.. e così vedo che la Sardegna ogni anno ha pochissime spiagge che rientrano nei criteri..ed invece grandiose la Toscana..ma ciò che mi stupisce è la scandalosa Emilia Romagna..


Andiamo per ordine per capire bene

La Bandiera verde è un riconoscimento dei pediatri italiani, un sondaggio condotto da Italo Farnetani, pediatra e professore di comunicazione scientifica all'Università di Milano Bicocca.

I requisiti delle località di mare per i bambini di Bandiera verde sono cambiati via via negli anni..ad oggi sono piuttosto semplici: sabbia meglio di sassi e rocce, un po' di spazio fra gli ombrelloni per giocare, acqua che non diventi subito alta in modo che possano immergersi in sicurezza". I pediatri hanno sempre privilegiato le spiagge attrezzate ove ci fosse la presenza degli assistenti di spiaggia, indispensabili per intervenire in caso di emergenza, e questo anche "per la garanzia di pulizia, perciò sicurezza, e per la presenza anche di un bar che possa rispondere alle varie esigenze dei bambini, per esempio per lo spuntino di metà mattinata, la merenda, oppure anche per scaldare latte o altri pasti per i più piccini".


(ANALIZZERÒ' DOPO L'ASSURDITÀ' A MIO PARERE DI TALE METRO DI GIUDIZIO!!)

La Bandiera Blu è un riconoscimento conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education) alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.

La Bandiera Blu viene consegnata per due meriti: la Bandiera Blu delle spiagge certifica la qualità delle acque di balneazione e dei lidi, mentre la Bandiera Blu degli approdi turistici assicura la pulizia delle acque adiacenti ai porti e l'assenza di scarichi fognari.
La qualità delle acque di balneazione è il criterio principale e solo le località con un livello delle acque eccellenti nella stagione precedente, possono presentarsi per la candidatura. Inoltre solo le località con impianto di depurazione o con trattamento secondario delle acque , possono procedere al percorso di valutazione.
La percentuale di raccolta differenziata deve essere superiore ad un minimo e almeno l'80% degli edifici deve essere allacciato alle fognature. Inoltre è valutata anche la gestione dei rifiuti per quanto riguarda oli usati e le batterie esauste [diverse località premiate non hanno mai attivato questo tipo di raccolta. Valutata anche la regolamentazione del traffico, la quantità di aree pedonali, le piste ciclabili, parcheggi decentrati e bus-navetta, la cura dell'arredo e il decoro urbano, la sicurezza e i servizi in spiaggia.

Il programma della FEE è riconosciuto in tutto il mondo come l'unico strumento di valutazione della sostenibilità nelle località turistiche marine e lacustri.


La Guida blu 
è una guida turistica realizzata dal 1999 da Legambiente e dal Touring Club Italiano che contiene una classifica delle località turistiche costiere; è finalizzata a valorizzare risorse storico-artistiche e naturalistiche e l’impegno delle amministrazioni sulla salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.I parametri considerati per l'assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali.
I comuni presenti nella guida sono una selezione da parte dei circoli locali di Legambiente di quelli definiti "centri balneari" dal Touring Club Italiano. Per questi comuni sono raccolte informazioni sulla qualità dei servizi ricettivi e sulla qualità ambientale del territorio, anche grazie ai dati raccolti della Goletta Verde di Legambiente.

Smontiamo queste bandiere ed analizziamole....

BANDIERA VERDE QUESTI I LORO CRITERI??
classifica per la società moderna

Blog di mamme,blog d'informazione.. in prima pagina le 100 spiagge raccomandate dai pediatri!!

Partiamo con quella che mio avviso è la più scandalosa...la Bandiera verde dei Pediatri!!!
abbiamo bisogno di una bandiera dei pediatri??Stiamo scherzando veramente??
..indicate come spiagge a prova di bambino!!

La quasi totalità dei pediatri ha chiaramente indicato che i bambini stanno bene quando stanno bene anche i genitori,(QUINDI MENO STRESSATI DAL FIGLIO?) pertanto - dice Farnetani - i requisiti delle località di mare per i bambini sono piuttosto semplici: sabbia meglio di sassi e rocce, un po' di spazio fra gli ombrelloni per giocare, acqua che non diventi subito alta in modo che possano immergersi in sicurezza". I pediatri hanno sempre privilegiato le spiagge attrezzate ove ci fosse la presenza degli assistenti di spiaggia, indispensabili per intervenire in caso di emergenza, e questo anche "per la garanzia di pulizia, perciò sicurezza, e per la presenza anche di un bar che possa rispondere alle varie esigenze dei bambini, per esempio per lo spuntino di metà mattinata, la merenda, oppure anche per scaldare latte o altri pasti per i più piccini".
Presenza di un bar per la merenda??? E QUESTO SAREBBE IL CONSIGLIO salutare dei pediatri?? MAMME SU SVEGLIAMOCI!!!
Solo ennesimo giro d'affari!! fra Comuni,Sindaci,strutture ricettive..

Io cresciuta fra i sassi delle spiagge liguri ho ricordi bellissimi...e mi divertivo!!con l'acqua pulitissima..
I bambini stanno bene quando l'ambiente intorno,ovvero la famiglia è armonioso..quando si sentono coinvolti e non abbandonati ai loro giochi da soli..e questo vuol dire un genitore che è vicino a loro..che  il bambino giochi poi con i sassolini alla ricerca dei più belli...magari disegnandoli..oppure colori,oppure giochi con i camioncini trasportando acqua e sassi o acqua e sabbia penso che a lui veramente poco importi!!..la scelta di una spiaggia da pediatri è solo per noi genitori che con l'idea che sia attrezzata per lui.. lui , il piccolo," romperà meno" noi grandi per giocare!!!
Nei primi anni il bambino cerca bambini coeatanei o il genitore, quindi sabbia o sassi non gliene frega niente!!
Quando inizia a crescere farà compagnia, quindi nuovamente sabbia o sassi non importa di nuovo!!!

A prova di bambino dovrebbero essere le famiglie, non le spiagge!!!

Una località Bandiera Verde, oltre alla spiaggia, deve poi avere diverse strutture pensate per la famiglia ribadisce Farnetani: ristoranti, pizzerie, gelaterie e parchi giochi per l’intrattenimento di bambini e adulti. Sono queste le principali caratteristiche per l'assegnazione del vessillo.
Tanto che la Liguria ne ha solo una sponsorizzata dai pediatri!! Lerici!!

Parliamo di Lerici come spiaggia ideale per i bambini?? ma secondo quale criterio?? visto che da anni con ultime segnalazioni nel 2014  Lerici (SP),è stata segnalata  come località che scaricava e scarica tutt'ora in mare, senza depurare alcunché!!!

visto che ci stiamo inoltrando in territorio minato parliamo dei pezzi forti... delle mitiche bandiere blu e vele di Legambiente!!

Abbiamo detto che spesso, anzi direi ogni anno risultano in contraddizione.
Per la guida blu dobbiamo aspettare giugno..ma possiamo parlare comunque di fatti,di mattoni già appilati con le loro splendide azioni!!

Spiagge blasonate con vessilli di mare pulito e limpido a prova di medusa...e poi quando le raggiungiamo troviamo spiagge sporchè,puzzo insopportabile.. scopriamo che i Comuni come  Lerici ma molti altri casi in Emilia Romagna scaricano senza depuratori..ed ancora.. spiagge nella provincia di Ancona i cui comuni, secondo le segnalazioni di
www.biologiamarina.eu/BandiereBlu4.html,
 ed alcuni comuni della provincia di Pesaro hanno usato fitofarmaci (Glyfosate) nelle aree urbane, vicino alle abitazioni e in prossimità del mare (a meno di 200 metri dalla costa) disattendendo la normativa vigente (L.R. n. 25 del 1988), utilizzando tra l'altro un diserbante tossico che entra nel ciclo dell'acqua, per garantire il decoro delle strade premiato dalla FEE (Foundation for Environmental Education). Ricordiamo che il Glyfosate è altamente tossico per tutti gli organismi acquatici.

Andiamo avanti..Finale Ligure, che ha contestualmente la bandiera blu e l'accusa per inadempienza alla predisposizione di sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque urbane (Fonte ADUC 12 Maggio 2010).

A Roseto degli Abruzzi e Giulianova, in provincia di Teramo, dove a maggio del 2013 sono state consegnate le bandiere blu e dopo due giorni alcune spiagge sono state temporaneamente chiuse alla balneazione perché le analisi effettuate dall’Arta hanno rivelato livelli di contaminazione troppo elevata.

A qualcuno poi è capitato di scegliere per le vacanza San Felice Circeo, nel Lazio, e trovare le spiagge invase di chioschi abusivi e strutture di cemento non autorizzate. Ventisette persone sono indagate dalla procura di Latina. Il regolamento Fee prevede che “la spiaggia e l’area circostante devono trovarsi nelle condizioni di massimo rispetto dei piani regolatori e della legislazione ambientale”. Non fa nulla. Sventola la bandiera blu. Anche a San Felice Circeo.

La Fee, almeno in teoria, impone limiti alti per le concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali, rispetto a quelli imposti dalle direttive europee e dalla normativa nazionale: l’acqua deve essere di qualità ‘eccellente’, non basta che sia ‘buona’ o sufficiente’.
Eppure la teoria sembra non trovare riscontro nella pratica. In Abruzzo e altrove. Risalendo un poco la costa adriatica, nelle Marche, sono tre le località premiate nel2013 che presentavano aree precluse alla balneazione dalla Regione perché con acque di qualità ‘scarsa’: Numana, Porto Recanati e Porto Sant’Elpidio (2013)

Ma perchè accade questo?

Per quanto riguarda Bandiera Blu della FEE l'inghippo maggiore sta  "semplicemente" perchè la Fee spedisce un questionario ai comuni  con valenza turistica, e sarà l'amministrazione comunale stessa a rispondere alle domande, in autonomia. A risposte date, è il Comune che rispedisce al mittente il modulo.
La Fee dunque non fa che raccogliere i dati ricevuti e in base a quanto dichiarato dai sindaci e dagli amministratori attribuisce le bandiere blu.
Nessuno in pratica valuta il pregio del paesaggio ne la qualità ambientale. 
Inaffidabilità dell’autocertificazione, quindi, il problema è che i questionari Fee “usano dei parametri più attenti alla qualità dei servizi che non a quella ambientale”, dove forse,per carità con la dovuta importanza.. ma parcheggio o l’accesso libero alla spiaggia per i portatori di handicap sembra contare più della qualità del territorio

In generale l'inghippo numero due sta nella mala fede dei Comuni...

In molti casi i vessilli non sono stati assegnati al comune, ma a singole spiagge, invece molti comuni, anche sui loro siti istituzionali, fanno a gara per fare bella mostra della bandiera blu, senza sottolineare che solo alcuni tratti di costa se la sono guadagnata. Il tutto alla faccia dei turisti

DIFFERENZE 
LEGA AMBIENTE 5 VELE /FEE BANDIERA BLU
  • Legambiente si reca sul posto e analizza la qualità delle acque e l’impatto sul territorio, la Fee si affida a minuziosi questionari e ad autocertificazioni poichè a Fee ha sede in Danimarca, non possiede laboratori per le analisi e deve “fidarsi” delle indicazioni delle Regioni.I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.
  • La Bandiera Blu è un riconoscimento che la Fee conferisce alle località costiere di tutta Europa in base alla qualità delle acque di balneazione e del servizio offerto: a pesare è anche il livello di pulizia delle spiagge, insieme alle forme di approdo turistico. La Guida Blu di Legambiente e Tci, invece, è un prontuario in cui si raggruppano le località costiere in grado di integrare turismo, arte e basso impatto sul territorio: le ambite “5 Vele” premiano i luoghi più virtuosi. FEE, pretende che i comuni costieri effettuino almeno 12 prelievi durante l’anno senza tenere conto che i comuni con le acque di balneazione più pulite possono dimezzare questo numero di prelievi,così come previsto dalla normativa italiana sulla base delle indicazioni della normativa europea. Questo fa si che vengano esclusi dalla classifica della FEE oltre duemila chilometri di costa concentrati prevalentemente in Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia e Toscana.Ogni regione classifica le proprie acque di balneazione in ‘eccellente’, ‘buono’, ‘sufficiente’ e ‘scarso’, in base ai risultati delle analisi degli ultimi quattro anni (2013 escluso) sulla concentrazione di batteri di origine fecale, escherichia coli ed enterococchi intestinali.
Non parliamo poi dell'inutile per non dire dannoso sito Portale delle Acque del Ministero della Salute,perchè dire poco chiaro è un vero eufemismo..ed atto di gentilezza nei loro confronti!
Ho fatto un giro..osservando la situazione delle spiagge vicino a Genova,visto che le conosco bene...hanno dichiarato balneabili zone a ridosso del porto dove in realtà il bagno non si fa...!!,note che poi ho ritrovato riconfermate da alcune ricerche di Legambiente che ha denunciato che sul sito del Portale ci sono anche dei casi emblematici in cui il giudizio di Portale delle Acque non corrisponde a quello degli stessi  prelievi delle Arpa o all’informazione sulle spiagge. È il caso di Cuma a Pozzuoli (Na), presso l’area antistante il canale di sbocco del depuratore, le analisi di Goletta Verde è risultato fortemente inquinato, il Ministero della Salute afferma invece che il luogo è balneabile, mentre per l’Arpa Campania, invece, il punto è un’area nuova” (?) o “non è sufficientemente campionata”.

CONCLUSIONI O DOMANDE:

"un mare radioattivo come quello Adriatico può risultare veramente salutare e pulito?"

Volevo poi concludere con una serie di domande che negli ultimi anni mi sto ponendo, a cui forse so dare risposta..ma dati ufficiali come sempre non esistono...

Voi avete risposte a quello che mi chiedo? risposte concrete?
Il mare Mar Adriatico è altamente radioattivo?



Presenza di plutonio isotopico in due sistemi marini Taranto e Golfo di venezia?
https://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=RN:14745603

Perchè vengono fatti controlli annuali sulla radioattività del latte dagli anni 60?



http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/agenti-fisici/radioattivita-nel-latte-cesio-137

Perchè vengono fatti controlli annuali sugli alimenti in particolare in Piemonte,Toscana,Veneto ed Emilia Romagna sulla radiottività?





Nel  mediterraneo, vengono affondate navi con carichi sospetti con la consapevolezza dello Stato Italiano?

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it
armi-chimiche-della-nato-affondate-nel-mare-adriatico





Perchè la zona del Vercellese con le sue risaie è ad alto rischio radioattività, forse per  le perdite della Centrale Nucleare ormai in disuso.. in attesa di essere smantellata?
Cosa ci dicono della centrale Fermi di Trino??

La centrale, come abbiamo accennato, è stata costruita negli anni ’60 da un consorzio di imprese guidate da Edison. Dopo i referendum che hanno messo al bando gli impianti per la produzione di questo tipo di energia in Italia, è rimasto però il problema di che cosa farne delle vecchie centrali. Quella di Trino Vercellese è destinata a essere completamente smantellata entro il 2025.


Nel 1971, tutti i pesci analizzati (erbivori, pescati a Morano Po ogni mese dal luglio 1971 al maggio
1972) contenevano cesio 137(8), fino a più di 100 becquerel al chilo, come rilevato da ricercatori dell’ENEL.
Una contaminazione ricorrente: il pesce era nuovamente contaminato nel 1973, insieme al foraggio.Una stranezza. La centrale Fermi, come tutti gli impianti nucleari, era tenuta ad effettuare un
monitoraggio regolare nei suoi dintorni. I dati venivano raggruppati a livello nazionale e mandati alla
Commissione Europea sotto il titolo “Rapporto annuale sulla radioattività ambientale in Italia”. Ora questorapporto per l’anno 1971 riprende i dati dello studio, ma si “dimentica” di indicare l’unità di grandezza,inducendo il lettore a leggere, a seguito delle tabelle precedenti, picocurie per chilo quando si tratta invece di picocurie per grammo. Una differenza da 1 a 1000! Inoltre, indica che il pesce è stato pescato più vicino alla centrale, prima di Pontestura.(9)

Lo stesso rapporto, d’altronde, riporta valori mensili di contaminazione del fiume da cesio 137 e da
cobalto 60 di molto inferiori a quelli citati nello studio dei ricercatori: questo potrebbe essere dovuto ad opportune scelte delle date di campionamento. Ciò ci insegna tuttavia a non dare un valore assoluto ai dati forniti dalla centrale.
[E oggi? L’ultimo monitoraggio del pesce risale al 2003: l’ARPA ha rilevato una “debole
contaminazione da Cs137 del tutto imputabile all’incidente di Chernobyl e confrontabile con le
concentrazioni comunemente riscontrabili in questa matrice”. I dati sono i seguenti (per il solo Cs137): a monte, Palazzolo, 0,39 Bq per chilo; a valle, Morano Po, 0,76 Bq/kg e Casale M.to 0, 75 Bq/kg.(10)]

  

Nel 1980(a) fu effettuata dall’ENEA un’analisi della contaminazione da trizio nel sangue dei Trinesi
(campione di 11 soggetti, "rappresentativo della popolazione locale") e dei lavoratori della centrale (9
soggetti, anche loro "rappresentativi"). Va precisato che la centrale era ferma dal 1979, il che dovrebbe significare, stando alle ragioni ufficiali del fermo (adeguamento a nuove norme dopo l’incidente di Three Miles Island), che non avesse rilasciato trizio nell’ambiente almeno da diversi mesi. Ecco i risultati delle
analisi:
- media fra la popolazione trinese: 263 becquerel per litro di sangue (solo trizio) (tra 152 e 589 Bq/l
secondo le persone)
- media fra i lavoratori della centrale: 319 Bq/litro (tra 189 e 530)
Nel luglio 1981, su richiesta del Dott. Marotta(e), la Cattedra di Farmacologia della Facoltà di Medicina dell’ università di Milano ha esiguito una analisi comparativa delle concentrazioni di trizio nel riso di tre diverse zone di produzione italiane: Casalese, Lomellina e Ferrarese. Rispetto al riso del Ferrarese
(Codigoro), il riso del Casalese (Villanova Monferrato) è risultato 5 volte più radioattivo, e il riso della Lomellina (Robbio) 13 volte. Questo fatto mostra che fenomeni di accumulazione di radioattività possono
accadere anche allontanandosi dalle centrali nucleari.
Questi dati chiudono il cerchio. Ci chiedevamo quale contaminazione ci veniva dal trizio scaricato dalla centrale. Adesso lo sappiamo, almeno in parte. Ma non ne hanno mai detto nulla!
Roland Desbordes, presidente della Criirad spiega i rischi legati alla dismissione della centrale “Man mano che ci si avvicina al nucleo di una centrale c’è sempre più rilascio di elementi tossici, come il Trizio. È un inquinamento dell’ambiente autorizzato. Le guaine, i tubi della Enrico Fermi sono piene di questa sostanza, che non è pericolosa come il Plutonio ma non è neanche innocua. Durante la fase di decomissioning verranno rilasciati 70 miliardi di becquerel”.

Lo smantellamento costerà in totale 234 milioni di euro e sarà coperto da quella quota della componente A2 in bolletta, pari a circa 1,6 euro l’anno per utente elettrico.
Un triangolo radioattivo... A poca distanza, a Leri Cavour, si ergono altre torri. Quelle della Galileo Ferraris. Relative ad una centrale, che con il referendum del 1987 fu convertita a gas. A venti chilometri di distanza, si trova Saluggia, capitale delle scorie. Senza contare che nel 1994 e poi nel 2000, i depositi di Trino furono in grande parte sommersi. Soltanto per un soffio si evitò una catastrofe. A poca distanza dalla Centrale alcune abitazioni e al di là della strada, campi coltivati...poco più in la l'Adraitico.

Ricordo che la fuoriuscita di trizio radioattivo si sarebbe poi riversata nelle acque del Po...quindi Adriatico..?

Il trizio rappresenta un rischio quando di contaminazione radioattiva se viene inalato, ingerito per via alimentare o acqua, o assorbito attraverso la pelle, l'unica cosa "positiva" è che rimane pericolosamente radioattivo per anni "solo" 15 o 20 anni. 

L'Italia viene utilizzata come discarica dell'Unione europea, con il beneplacito dei governanti eterodiretti nostrani. E' tutto ufficiale da decenni, eppure nulla si muove per risolvere il problema che attenta alla salute di milioni di persone. La magistratura è al corrente dal 1995 e così lo Stato, ossia i vari governi tricolore. Eppure, a tutt’oggi le autorità non hanno posto in essere alcuna azione di bonifica o quanto meno di monitoraggio del gravissimo inquinamento. Studi e rilevazioni scientifiche, a livello nazionale e internazionale (International Atomic Energy Agency), evidenziano da anni un inquinamento radioattivo anche nel medio e alto Adriatico.

a. In Italia nessuno immaginava, eccetto gli addetti ai lavori, invece che le centrali nucleari di Trino Vercellese in Piemonte e Caorso in Emilia, per decenni e decenni fino ai giorni nostri, hanno scaricato nel fiume Po i loro veleni nucleari, con tanto di autorizzazioni dello Stato italiano, mentre le autorità sanitarie locali e nazionali si sono girate dall'altra parte. Insomma, una contaminazione “legalizzata”: mutazioni genetiche e cancro assicurato per legge, alle presenti e future generazioni. Un solo esempio: il plutonio 239 ha un tempo di dimezzamento di 24 mila anni. Risultano maggiormente colpite le aree rivierasche di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Tant'è che l'inquinamento radioattivo si è esteso ed è stato rilevato anche in Croazia.

Il reattore nucleare tra Pisa e Livorno è sicuro?

Le acque contaminate della piscina di raffreddamento dell'ex reattore nucleare del Cisam (Centro interforze studi per le applicazioni militari) di San Piero a Grado (Pisa) saranno depurate e poi smaltite nel Canale dei Navicelli - che collega Pisa a Livorno
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/pisa-in-mare-rifiuti-radioattivi.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/03/italia-sotto-radiazioni-nucleari.html


Da qui partirebbero mille nuove inchieste..sulla radioattività nel suolo italiano,su uno Stato complice,sull'inganno protratto verso noi cittadini...ma tutto poco importa.. pensiamo all'Expo, pensiamo alle bandierine verdi dei pediatri...ed all'isola dei famosi...tutto il resto è noia.


Parafrasando il titolo di un articolo di Gianni Lannes...MARI D'ITALIA: NIENTE BANDIERE BLU MA VESSILLI NUCLEARI

Altre fonti
http://www.biologiamarina.eu/BandiereBlu4.html
http://ambientebio.it/scorie-radioattive-e-centrali-nucleari-italiane-dubbi-e-pericoli-taciuti/
http://www.ilmonferrato.it/Storage/Media/Documents/2011/06/09/0cab42ccfb61424fb488f00db7b15230.pdf
https://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=RN:14745603
http://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/mappa.do



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