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2014/12/19

CARTONI PIZZA PERICOLOSI?

Dal cartone alla pizza passa un carico di veleni

Questa mi mancava..

Il cartone delle pizze da asporto se fatto con cellulosa riciclata contiene sostanze altamente tossiche come piombo (la normativa fissa per il piombo il limite massimo di 3 microgrammi per decimetro quadrato e si tratta di un valore facilmente superabile quando si usa cellulosa riciclata) ,ftalati ...
Se ci pensate il fatto è semplice.. la carta riciclata è carta che nella maggior parte dei casi proviene da giornali,riviste.. Oltre a questi abbiamo anche collanti e sbiancanti (questi ultimi utilizzati per dare al materiale riciclato le caratteristiche della carta vergine).
Test di laboratorio effettuati su cartoni di pizza da asporto da parte di Salvagente nel 2006 con gascromatografia (una macchina in grado di leggere i diversi componenti “rilasciati” all’alimento) e cromatogramma hanno evidenziato la contaminazione dell'alimento Pizza da fenoli,piombo,benzeni e naftaleni concludendo con la presenza di dietilesilftalato, una sostanza che l’Unione europea ha bandito da tutti gli oggetti di largo consumo, ultimi i cosmetici, per la sua possibile tossicità.Il laboratorio di Ricerche analitiche alimenti e ambiente dell’Università di Milano diretto dal professor Fernando Tateo trova invece qualche tempo dopo il di-isobutilftalatoin quantità altamente preponderante rispetto a tutti gli altri componenti della frazione volatile (...) già alla temperatura di 60°”. Lo ftalato, scrivono i ricercatori, non rientra tra le sostanze autorizzate per la fabbricazione di pellicole di cellulosa. Dunque, ancora una volta, siamo di fronte a contenitori fuori legge.


Il cartone riciclato infatti se destinato ad alimenti "umidi" rilasciano queste sostanze tossiche agli alimenti contenuti.. e nel caso della pizza, questa può raggiungere tranquillamente i 60°C nel momento che viene sfornata e impacchettata.Questo packaging per le pizze è assolutamente dannoso e pericoloso.
La legge italiana teoricamente, come sempre,vieta l'uso della cellulosa riciclata per il packaging  di alimenti umidi, a differenza di molti altri paesi europei come in Francia e Germania dove la normativa non essendo così intransigente permette anche uno o due strati di cartone riciclato nell'imballaggio delle pizze da asporto, la normativa italiana infatti impone l'utilizza esclusivo di cellulosa vergine.

Altro divieto sono le scritte all'interno della scatola, permesse in Italia solo all'esterno.
Vediamo insieme

Come si riconoscono i contenitori a norma?

Sul cartone deve essere presente il nome del produttore e il codice di tracciabilità per identificare il lotto. Su alcuni si trova il logo composto da un bicchiere e una forchetta, che però non ha alcun valore legale. Si tratta di un’autocertificazione che attesta la possibilità di utilizzare il contenitore per tutti i prodotti alimentari non distinguendo tra cibo secco o umido. Se l’imballo non è adatto a tutti gli alimenti, a fianco della forchetta e del bicchiere dovrebbero essere indicate le tipologie di alimenti (codificate dal decreto con un numero oppure dalla scritta “solo per alimenti secchi”) come pure eventuali limitazioni delle condizioni d’uso.
La forchetta e il bicchiere possono anche non esserci, quando ad esempio sulla scatola c’è scritto pizza oppure ci sono immagini che evocano la pizza. In questo caso però il produttore è tenuto a garantire l’idoneità alimentare.

Se invece il simbolo della forchetta e coltello manca e non ci sono scritte o foto il contenitore

in assoluto non è adatto per tutti gli alimenti.



   Togliere il prima possibile la pizza dal suo cartone.
   Evitate di rimettere la pizza in forno quando siete a casa
   Non utilizzare il cartone della pizza come "piatto"
   Infine, cercate di controllare sulla scatola le diciture riguardanti il nome    dell’azienda produttrice e la composizione della carta.  


Metodo fai da te per capire se la scatola della pizza è cartone riciclato
Basta mettere qualche goccia d’acqua sulla superficie interna e aspettare pochi minuti. Se la cellulosa è vergine le gocce non vengono assorbite facilmente, se è riciclata l’acqua viene assorbita in fretta.Non ho ancora provato vi saprò dire..

Concludendo

Il problema è che pur avendo a quanto dicono una normativa molto rigida i casi di contaminazione sono stati trovati ,quindi??Le risposte che sono state da parte dei produttori di cartone ondulato (Giorgio Bianchini, presidente del Gruppo italiano fabbricanti cartone ondulato)secondo Salvagente sono:

"stranissimo visto che la normativa parla chiaro.. È possibile che qualcuna delle scatole analizzate fosse destinata al mercato estero, dove non ci sono vincoli di questo tipo. Va ricordato, infatti, che l’Italia è uno dei massimi esportatori di cartoni per pizza”. “Mi meraviglierebbe comunque sapere che molte aziende fabbricano contenitori non a norma, perché l’Italia, già diversi anni fa, affrontò un problema del genere, e in seguito agli accertamenti dell’Istituto superiore di sanità, furono chiuse almeno due grandi aziende. Possibile che oggi altre industrie corrano questo stesso rischio?”

Invece il Ministero della salute cosa dice?

Salvagente dopo vari test d'indagine positivi ha chiesto sempre l'intervento del Ministero della Salute, che però  ha sempre dichiarato che la normativa vigente era sufficiente a tutelare i consumatori.

Quindi nessuno si responsabilizza e nonostante la grande rigidità della normativa italiana questi catoni circolano "indenni" sulle nostre tavole e sulle tavole di tutto il mondo..e queste prove alla mano..a quanto pare non bastano per far scattare nessun controllo di sicurezza ulteriore.

La pizza da asporto è ormai una consuetudine, tutti penso una volta ne abbiamo ordinata e mangiata una...ma possibile che, come sostiene la Lega Consumatori Acli Toscana ,l’indagine dei ricercatori di Milano è online dal 22 febbraio 2006 e nessuno si sia preso la briga di fare dei controlli o di avvisare i consumatori?

GUADAGNAMO SUL DANNO

C'è ora chi marcia per guadagnare anche su questo problema inventando soluzioni salva pizza dai cartoni in cellulosa riciclata adottando cartoni plastificati.. dico io siamo proprio frutto noi italiani della legge trovo l'inganno e poi trovo l'inganno per guadagnare sull'inganno?...dico poi... creiamo altro materiale da gettare??? altra plastica?altro PET??..Personalmente continuerò con il semplice cartone, prenderò le precauzioni descritte prima.. ma certo non alimenterò una nuova campagna consumistica nata da un danno...



GLOSSARIO

Ftalati ( esteri dell'acido ftalico)
Sono usati nell'industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, ovvero come sostanze aggiunte al polimero per impartire caratteristiche di flessibilità ed elasticità. Il PVC è la principale materia plastica (in termini di volume di produzione) in cui vengono impiegati. Vengono usati anche per gli inchiostri da stampa, per gli adesivi e la gomma. Gli ftalati maggiormente utilizzati nel PVC flessibile sono DEHP (di-2-etilesilftalato) e DINP (di-isononilftalato). 
DanniIl primo effetto collaterale imputato agli ftalati è che imitino quasi perfettamente l'azione estrogenica a livello SISTEMICO determinando un disturbo più o meno significativo (probabilmente dose-dipendente) nello sviluppo dei genitali e nella maturazione dei testicoli,oltre a danni ai polmoni,cuore e fegato.

DiIsobutilftalato
Il diisobutiliftalato (DIBP) è un solvente, usato tra l'altro nel processo di riciclaggio della carta, per togliere inchiostri e coloranti. È una delle sostanze soggette a restrizione menzionate nell'Allegato XIV del regolamento REACH. È la sostanza al centro di una polemica nell'aprile 2006, in quanto rinvenuta da un laboratorio d'analisi nei cartoni per la pizza.
L'Agenzia per la sicurezza alimentare tedesca (BfR)ha espresso qualche preoccupazione per la presenza di DiIsobutilftalato (DiBP) nella colla degli imballaggi di cartone utilizzti per i prodotti alimentari. Il DiBF è considerata una sostanza molto tossica e non esistendo dei limiti precisi, il BfR insieme all'Agenzia tedesca dell'ambiente (UBA) hanno invitato l'EFSA ad approfondire gli studi e ad adottare precauzioni

Naftalene

Il naftalene, commercialmente noto anche come naftalina, Si ottiene per distillazione dal catrame, dal carbone e dal petrolio.
Danni
L'esposizione eccessiva al naftalene provoca la distruzione dei globuli rossi e produce sintomi di nausea, vomito, diarrea, passaggio di sangue nelle urine e pallore della pelle.

Fenolo



Fonti:

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Cartoni+per+pizza:+l%27inchiesta+che+scov%EF%BF%BD+%27%27gli+intrusi%27%27&idSezione=19693






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