Cerca nel blog

2014/10/21

ERBE MEDICINALI, ERBE OFFICINALI STORIA E REGOLAMENTAZIONE

Cenni storici erbe curative
L'uso delle erbe come medicinali attraverso la storia è davvero un percorso lungo,intrigato,affascinante che merita sicuramente sezione a parte.. ma per fare un breve escursu possiamo partire uno dei più antichi testi di erbe ovvero il formulario del Pen-Tsao (8700 a.C.)dove vengono nominati e descritti le polveri, pillole, unguenti, pomate, infusi e decotti,a seguire ricordiamo il Papiro Erbes, il più antico testo medico a noi pervenuto,papiro lungo 20 metri che risale al 1500 a.C, ritrovato nel 1874 nella Valle delle Tombe.
Qui sono trattate ben 500 le piante che vengono , molte delle quali sono tuttora presenti ,utilizzate nella fitoterapia occidentale. 
molto tempo dopo ricordiamo Ippocrate con il Corpus Hippocraticum,opera in 72 volumi dove i suoi allievi hanno raccolto tutte le informazioni sull'uso delle erbe come medicinali stilando una lista di 350 piante dove compaioni menta,rosmarino,cannella,timo,chiodi di garofano...e poi abbiamo il il primo vero botanico esperto di erbe medicinali Pedanio Dioscoride del 40 d.C. medico presso l'imperatore Nerone.
Fu lui a pubblicare la prima opera fitoterapica De MAteria Medica, dove descrive 600 piante tra cui aloe,camoilla,papavero,maggiorana e timo.
L'uso delle erbe passa attraverso la storia come filo conduttore tra i popoli;diverse culture,diverse credenze ma tutte con una conoscenza (popolare e non )dell'uso delle erbe come curative,sino ad arrivare all'Europa 
del 1300,quando a causa di motivi religiosi, politici.. la visione della donna e quindi lei come depositaria delle conoscenze erboristiche cambiò, passando a quella di stregona,con la famosa caccia alle streghe.
Ne conseguì un giudicare tout court le erbe come veleni, anche come conseguenza di alcune morti additate come avvelenamenti.
In quel periodo una pianta associata alla stregoneria era la belladonna,chiamata anche erba del diavolo.Nel medioevo le donne la impiegavano come cosmetico per gli occhi, e visto che avevo effetto di dilatare le pupille qui ne deriva il nome dell'erba!
Altra pianta era la digitale,tossica a dosi elevate ma ancora oggi base di molti farmaci cardiotonici.
Nel 1500 abbiamo Giambattista della Porta che elaborò la prima filosofia medica con la Dottrina delle segnature,ovvero l'aspetto fisico dei vegetali ci indica su quale organo agisce come curativo.Le noci ad esempio indicano la Testa:il rivestimento indica il cuoio esterno,il guscio legnoso indica il cervello...vero sostenitore di questa dottrina fu Paracelso, lui anticipò inoltre la scoperta dei principi attivi, e la relazione tra dose-risposta, (non conosciuta durante la Santa inquisizione!!), ovvero che una sostanza è velenosa o meno solo dalla dose.Dopo di lui si iniziarono ad introdurre infatti ,in piccole quantità veleni come l'arsenico,antimonio,mercurio..fino ad arrivare a considerare quest ultimo una panace!.
Nel 1546 l'Univeristà di Padova fondò il primo orto botanico accademico, ma  ben presto tutti i farmacisti medici ne avevano uno loro!
La medicina indiana a base di erbe è sicuramente un argomento che meriterebbe un post tutto suo, posso dire brevemente che uno dei primi europei ad interessarsi seriamente ad essa fu Jacques Cartier.Famoso l'aneddoto secondo il quale all'intero equipaggio di Cartier, affetto di scorbuto, venne data una tisana con la corteccia e foglie di cedro giallo così tutti guarirono ( a differenza di quanto accadde invece all'equipaggio di Vasco de Gama tempo addietro!).. quella bevanda era ricca infatti di vitamina C, capace di prevenire e curare lo scorbuto!
Affascinante la storia poi degli shakers, o tremolanti,setta fondata nel 1770 a Manchester famosa per la qualità delle loro erbe medicinali;in America ,dove fondarono varie comunità, vendevano le loro erbe per catalogo, distribuendole a livello nazionale!Vendevano ben 142 piante fra erbe e radici: angelica,basicilo,cannabis,nepeta,cammomilla,genziana,luppolo,stramonio,ginepro,valeriana,quercia bianca...oltre a quelle che loro chiamavano erbe dolci ,per i condimenti come salvia,maggiorana e timo.
Si adattarono in seguito all'uso dei medicinali brevettati dopo la guerra di secessione,mettendo in commercio alcuni sciroppi, la loro industria scomparve definitivamente dopo la Seconda guerra Mondiale.
Un personaggio importante nella storia dell'erboristeria rimane comunque Samuel Thomson (1760).Il suo metodo terapeutico era non convenzionale, basato sulle erbe e bagni bollenti.Abbiamo detto che segnò un'epoca perchè sicuramente fu grande erborista, ma anche grande genio del marketing medico -farmaceutico,infatti nel 1813 ottenne un brevetto che gli permise di dare in licenza a livello nazionale il suo metodo di medicina erboristica!
Con il passare del tempo la sua divenne una vera industria farmaceutica, dove alcuni preparati avevano grande valenza terapeutica, altri per nulla se non misture a base di cocaina,oppio vendute da ambulanti.
(Nel 1830 il primo concorrente alla medicina tradizionale era quella omeopatica, le cui fandamenta erano proprio la medicina erboristica.)
Nel 1805 abbiamo il primo farmaco ottenuto estrapolando il principio da un vegetale:la morfina, ricavata dall'oppio.
Nel 1820 con la sintesi di un composto organico da un composto chimico abbiamo la nascita della farmacologia moderna!
La fitoterapia via via cade in declino,soprattutto le scuole statunitensi iniziarono ad ignorare completamente le erbe,l'interesse era per prodotti di sintesi non più in tinture madri.
La fitoterapia non scomparve ovviamente del tutto dobbiamo aspettare la fine degli anni'70 per una sua risalita.Forse sicuramente dovuto ad una maggior presa di coscienza ,nuovo atteggiamento verso la salute,e la prevenzione.

Negli ultimi anni omeopatia,naturopatia,medicina tradizionale cinese,ayurvedica stanno conquistando sempre più campo, e tutte si basano sull'utilizzo di medicinali fitoterapici.

Ruolo della FDA sulle erbe curative

La FDA  Food Drug Administratione legifera in merito di erbe medicinali ma è stata molto restia ad accogliere la rinascita della fitoterapia.
Intorno agli anni 60 come conseguenza di molte nascite con bambini malformi, o decessi dovuti all'assunzione di mediciali ,della medicina tradizionale intendo, la FDA impose una stretta regolamentazione e dimostrazione di sicurezza del farmaco da parte delle case farmaceutiche.
Nell'ambito della fitoterapia, nella farmacopea statunitense venivano riconosciuti sicuri ben oltre 100 medicinali fitoterapici,che avrebbero quindi meritato un posto come prodotti da banco.Al termine dei controlli da parte della commissione vennero incluse ,approvate solo una parte veramente esigua della centinaia di medicinali fitoterapici aldilà delle evidenze storiche sulla loro sicurezza.Un esempio è l'uso della valeriana: prima della Seconda Guerra mondiale molti erano i prodotti da banco a base di questa erba, dopo i controlli della FDA le case farmaceutiche si riversarono su sedativi antistaminici come la difenidramina (Benadryl) abbandonando la valeriana... così accadde per decine,centinaia di erbe.

Per far capire in breve, forse con il motivo principale per cui le aziende erboristiche non presentarono, non presentano i loro prodotti vi dico che un farmaco quando riceve l'approvazione della FDA, l'azienda produttrice ottiene il brevetto per la sua commercializzazione,recuperando i soldi investiti .
Chi spenderebbe però soldi nel dimostrare ad esempio le proprietà dell'aglio e la sua capacità di diminuire il colesterolo??Si tratta di dimostrazioni accertate storicamente, nell'uso,proprietà effettive,ma visto che nessuna azienda può ottenere un brevetto sull'aglio o su qualunque erba.. non vi è modo di recuperare l'investimento per l'approvazione.

In pratica oggi la FDA lascia un pochino nel limbo, in sospeso le erbe medicinali.
Molte sono impiegate da decenni ma per essere approvate dovrebbero avere una certificazione e dimostrazione come se fossero di sintesi!Questo spiega perchè la maggior parte delle erbe medicinali vengono vendute come integratori alimentari, e visto che la regolamentazione è molto diversa le etichette delle confezioni hanno indicazioni vaghe sui loro effetti.


I prodotti a base di erbe possono essere così classificati (De Smet PAGM. Health risks of herbal remedies. Drug Safety 1995:13(2);81-93.):
  • materie prime per automedicazione (mediante raccolta diretta o dai canali commerciali);
  • prodotti semifiniti e finiti senza indicazioni terapeutiche (supplementi dietetici, alimenti salutari, cosmetici, erbe utilizzate a scopi edonistici);
  • prodotti medicinali registrati (mediante procedura speciale o regolare).

Può quindi verificarsi che una stessa pianta o una sua preparazione sia presente sul mercato contemporaneamente come farmaco, come alimento e come prodotto erboristico, salutare o cosmetico. Poiché questi prodotti sono sottoposti ad uno limitato controllo, ciò aumenta sensibilmente la possibilità di rischio per la salute dei consumatori considerando le rilevanti variazioni in contenuto di principio attivo che possono esistere fra una partita e l'altra di prodotto, le possibili sofisticazioni casuali o intenzionali o la potenziale presenza di contaminanti di tipo microbiologico (muffe, lieviti e micotossine) o di tipo chimico (pesticidi e metalli pesanti) (Fugh-Berman A. Herb-drug interactions. Review. Lancet 2000;355;134-8.).

Nell'ambito dell'Unione Europea, i preparati a base di erbe officinali si suddividono essenzialmente in tre categorie:
  • prodotti fitoterapici che vengono considerati medicinali e che rientrano nella Direttiva comunitaria 65/65/EEC;
  • prodotti che non rispondono ai criteri della Direttiva comunitaria 65/65/EEC e che vengono utilizzati come alimenti, cosmetici e supplementi terapeutici;
  • prodotti fitoterapici che non vantano proprietà terapeutiche, ma che vengono ugualmente considerati prodotti medicinali.
Un prodotto a base di erbe in Italia può rientrare in varie categorie
  • come farmaco                                                                                                                                 Medicinali a base di erbe officinali sono a tutti gli effetti farmaci regolati dal DLvo 29 maggio 1991 n.178 che recepisce la Direttiva comunitaria 65/65/EEC
  • alimento(integratore alimentare)                                                                                                     Regolati dal DLvo 27 gennaio1992 n.111  attuativa della Direttiva comunitaria 89/398/EEC relativa agli alimenti destinati ad alimentazione particolare.
  • prodotto erboristico                                                                                                                        Regolato dalla legge 6 gennaio 1931 n.99 e dall'elenco delle piante officinali contenute nel Regio Decreto 26 maggio 1932 n.772 e da due provvedimenti che regolano la raccolta e commercializzazione della camomilla e digitale
  • cosmetico                                                                                                                                        Regolate dalla definizione della Legge 6 del 1931 che definisce piante medicinali aromatiche e da profumo.

La legge 6 del 1931 inoltre stabilisce che per la raccolta delle suddette piante officinali è necessaria la Carta di Autorizzazione,la quale conferisce la qualifica di raccoglitore e quali piante è consentita la coltivazione e raccolta.


Disegni di legge importanti ci sono, ovviamente in attesa nel frattempo in Italia abbiamo positiva la situazione in Toscana dove dal 1996 il Piano regionale Sanitario prevede la possibilità di utilizzare le piante medicinali a scopo preventivo e curativo anche nelle strutture ospedaliere  e dal 2002 la fitoterapia è stata inserita tra le prestazioni previste dai LEA ,ovvero tra le prestazioni specialistiche offerte da strutture pubbliche dietro pagamento del ticket.
La regione Toscana ha inoltre istituito il Centro di riferimento regionale per la fitoterapia presso la struttura di Empoli.

Testo approfondito a riguardo, e sulle Università di erboristeria consiglio questo sito


2 commenti:

  1. Informazioni utili! Di sicuro, le erbe sono una buona soluzione, ma devono essere gestite con cura e nelle proporzioni consigliate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giustamente!! le dosi sono veramente importanti soprattutto quando si va sugli oli essenziali...le erbe sono curative ma possono creare anche effetti collaterali seri se non dosate bene o se non se ne conoscono le controindicazioni.

      Elimina

Ogni commento è gradito...per confrontarsi,crescere insieme.Niente spam grazie.