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2013/09/01

“Da Donatello a Lippi. Officina Pratese” DAL 13 SETTEMBRE A PRATO

“Da Donatello a Lippi. Officina Pratese”

 DAL 13 SETTEMBRE A PRATO

Curata da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli. A promuoverla, il Comune di Prato in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze, Pistoia e Prato, con Mondomostre e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. 


Prato ricomincia dai grandi del Rinascimento,riaffermando ad alta voce il suo ruolo cruciale di città d'arte.
Una grande esposizione sull'arte del '400 che il 13 settembre inaugurerà gli spazi di Palazzo Pretorio di Prato, appena restaurato (dopo 15 anni di chiusura).
Arriveranno ,dai maggiori musei italiani e internazionali , circa 70 capolavori di insuperati maestri quali Donatello, Filippo e Filippino Lippi, Paolo Uccello, Fra Diamante e molti altri che proprio a Prato tra il 1430 e il 1460 sperimentarono un innovativo linguaggio espressivo che fu alla base della Rinascenza.
La Madonna della Cintola di Filippo Lippi
Come detto le opere sono state concesse eccezionalmente in prestito dai maggiori musei  fra cui l'Ashmolean Museum di Oxford, la National Gallery di Londra, la Johnson Collection di Philadelphia, il Musee des Beaux-Arts di Strasburgo, e ricostruiranno il clima dei decenni centrali del XV secolo, “quando -  l'arte pratese si sviluppò intorno al culto della 'Sacra Cintola' della Madonna”,reliquia arrivata in terra di Prato nel 1141. Una devozione cittadina che portò alla costruzione della cattedrale sull'impianto della pieve di Santo Stefano, culminata con la realizzazione del pulpito esterno ad opera di Michelozzo e Donatello. E mentre frate Filippo Lippi iniziava gli affreschi della cappella (interrotti per lo scandalo della sua relazione con suor Lucrezia, da cui nacque il figlio Filippino), prendeva corpo quel laboratorio di ricerca espressiva da cui sarebbe scaturito il Rinascimento fiorentino.

Da Budapest arriverà anche  una pala firmata proprio da Fra Diamante proveniente dall’altare del piccolo oratorio di San Lorenzo a Prato che una volta sorgeva tra l’antica via dell’Appianato (oggi via Ricasoli) e piazza San Francesco. La tavola di legno fu acquistata nel 1871 dalla prestigiosa collezione ungherese Esterházy per poi essere collocata al Szépmuvészeti Múzeum di Budapest. C’è più di un riferimento a Prato nella pala di Fra Diamante. Innanzitutto, l’oratorio di San Lorenzo fondato da Carlo di Giovanni Casini che, nell’iconografia della tavola di Budapest, ha le sembianze del devoto inginocchiato ritratto col nero abito sacerdotale di canonico.







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